Dove eravamo rimasti?
Famiglia
Tiziano baciò rapidamente la donna e la presentò come la sua fidanzata, si chiamava Sophie. Porse la mano a Camilla ma lei accennò appena un sorriso e si dileguò in camera. Era confusa e tornare da suo padre in quel momento le sembrò la cosa più stupida che avesse mai fatto. Che cosa cosa si aspettava di trovare? Erano passati anni da quando lui aveva lasciato Mara, avrebbe dovuto pensare che si era rifatto una vita.
Poco dopo Diego entrò in camera e chiese spiegazioni per la sua reazione, Camilla gli spiegò che non si aspettava che suo padre avesse una compagna, che non era più sicura di voler restare e che voleva andare via l’indomani.
«E dove vorresti andare?» chiese Diego stupito. Forse aveva altri parenti sparsi per il mondo, tipo nonni, zii…
«Non lo so ma non voglio restare qui!» sbottò Camilla. Stava quasi gridando. «Domani fai i biglietti e torniamo a casa.»
Non disse altro, fece il broncio e si mise sotto le coperte, Diego rimase in piedi, sempre più stupito e senza sapere cosa fare. Poco prima era tranquilla e l’istante dopo era arrabbiata. Non sapeva se si era resa conto di quello che aveva detto e sapeva che sicuramente non stava scherzando, ma non aveva parlato di altri parenti sparsi per il mondo. Andò a letto e ignorò quello che aveva detto.
Camilla dormì poco e male e quando si svegliò era più stanca e irritata di quando si era coricata. Si alzò e andò dritta in cucina sicura di trovarci Diego e suo padre ma, con delusione, trovò solo Sophie alle prese con la cucina.
«Buongiorno» disse calorosamente Sophie appena la vide.
Lei la ignorò, si sedette su uno sgabello vicino al bancone di fronte alla cucina e osservò ogni suo piccolo movimento. Mentre cucinava canticchiava qualcosa, e ciò irritava Camilla ancora di più, ma la cosa che la fece irritare del tutto fu che non trovò niente che non andasse. Indossava un abitino nero che le arrivava appena sopra le ginocchia che metteva in risalto tutte le sue forme e dei tacchi abbinati che la slanciavano e il vestito.
I tacchi in casa, pensò Camilla. Quelli non andavano proprio bene ma abbinavano alla perfezione con il vestito, e poi erano davvero carini.
Sophie le mise davanti un piatto con dei pancake che, d’istinto, Camilla pensò di buttarli nella spazzatura e tornare in camera. La buona educazione prevalse e, appena assaggiò il primo boccone, ringraziò di essere educata perché erano davvero troppo buoni per essere buttati. Fu tentata dal chiederne altri ma non voleva darle soddisfazione.
Dopo colazione cercò Diego per tutta la casa e si stupì quando si accorse che non c’era. Ripensò alla notte, gli aveva detto che sarebbero andati via, forse era andato a fare i biglietti. Rientrò in cucina per chiedere spiegazioni e Sophie era seduta nel divano, di fronte alla porta del corridoi, come se la stesse aspettando.
«Tiziano ha accompagnato Diego a trovare un lavoro. Si è diplomato a pieni voti, troverà sicuramente qualcosa di buono» spiegò prima che Camilla parlasse.
«Doveva fare i biglietti per…»
«Tuo padre ha imposto il divieto, non puoi uscire se non sei accompagnata da qualcuno, devi restare qui» la interruppe Sophie. «Ha detto che appena torna deve parlarti, penso che voglia chiederti di vedere uno psicologo.»
«Non posso pagarmi uno psicologo e Diego dovrà affittare una stanza e in ogni caso non deve spendere soldi per me» sbottò Camilla.
«Alle tue spese ci pensiamo noi e Diego, se tu e lui siete d’accordo, può restare qui. Risparmierà un affitto. Non fare quella faccia!» disse Sophie infastidita dall’espressione incredula di Camilla. «Tuo padre mi ha detto come hai vissuto dopo che è andato via, devi solo abituarti di nuovo al calore di una famiglia» e le sorrise dolcemente.
Camilla non capiva perché Sophie faceva tutto quello, doveva essere arrabbiata per quell’intrusione nella loro vita e invece le stava proponendo un aiuto, neanche sua madre l’aveva fatto. Si accorse quanto fosse vero quello che aveva detto, non ricordava come si stava in una famiglia vera, una di quelle dove quando qualcuno ha un problema lo si aiuta e basta.
Dopo quella mattina, Camilla iniziò a schiarirsi le idee, si accorse che faceva fatica a fidarsi di qualcuno e che si arrabbiava più spesso di quanto volesse. Gli incubi la perseguitavano, a giorni non voleva alzarsi dal letto e a volte era ansiosa al punto che, se solo avesse potuto, non avrebbe fatto uscire di casa nemmeno gli altri. Decise quindi di incontrare lo psicologo.
Tiziano, Sophie e sopratutto Diego l’aiutarono in ogni modo che potevano. Sophie dirigeva un ristorante e la sera chiedeva a Camilla di aiutarla in cucina. Lei accettava volentieri perché, quando rientrava a casa era distrutta e, dopo una doccia calda, riusciva a dormire senza avere incubi. Tiziano amava dipingere, la convinse a provare a provare e scoprirono che aveva un vero e proprio talento. Il fine settimana lo trascorreva tutto insieme a Diego.
Lentamente Camilla trovò un nuovo equilibrio e, finalmente, riusciva a sorridere ancora.
Il finale sarà ambientato tra...
- vent'anni (8%)
- dieci anni (16%)
- cinque anni (76%)

27/09/2014 at 14:19
brava, bravaaaaa rossana, scusa il super ritardo super, ma ho avuto due settimane di fuego!
Ora aspetto una nuova storia eh!!!!
😉
14/09/2014 at 14:06
Brava! Un giusto finale per una bella storia! 🙂
11/09/2014 at 10:42
Finale perfetto per un rosa, le battute finali mi hanno ricordato una bella poesia di Prèvert. Te la dedico per completare la tua bella storia d’amore.
*I RAGAZZI CHE SI AMANO*
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore
11/09/2014 at 13:58
Io e te siamo telepatiche xD anche io ho pensato proprio a quella poesia, non la ricordavo tutta a memoria ma ricordavo la parte sui passanti *____* e mi son fatta ispirare, diciamo.. 🙂
Grazie Angela per avermi seguito 😉
10/09/2014 at 19:12
La vita e, in particolare, la gioventù possono voler dire speranza: giusto finale, sempre che esista un finale giusto piuttosto che sbagliato
Corretto e credibile che la protagonista tenga le distanze verso la madre pur riavvicinandosi.
Pur nei temi cupi affrontati durante il cuore del racconto lo stesso mi ha sempre lasciato un senso di freschezza.
Bello
A rileggerti.
MaxLap
P.s. Un paio di imprecisioni, benvenuta nel club. 🙂
11/09/2014 at 14:06
Ho fatto agire Camilla come avrei fatto agito io stessa. Sinceramente mi sono pentita di aver affrontato quei temi, li ho affrontati male per la mia inesperienza e non mi sono piaciuta io stessa 🙂
Per le imprecisioni beh… sono qui per imparare e migliorare xD 😀
Vedremo, sono indecisa se imbattermi in una nuova storia 😉
Ciao Max!! 😉
10/09/2014 at 17:17
bel finale complimenti:-):-)
11/09/2014 at 14:06
Ciaoo Chiara!! 😉 Grazie ^_^
10/09/2014 at 17:15
E vissero felici e contenti, direi che in questa storia ci sta bene dopo tanta sofferenza 🙂 brava Rossana, spero di rileggerti presto.
10/09/2014 at 18:25
Concordo, ci sta!! Grazie Giorgia ^_^
08/09/2014 at 12:24
Vent’anni passa dalla mia storia se ti va:-) 🙂
06/09/2014 at 11:27
L’ho trovato veramente bello. Aspetto con sndia il finale. Ho votato fra cinque anni…
06/09/2014 at 15:02
Scusa, volevo scrivere “ansia”, ma col cell digitare è sempre un’impresa!…
06/09/2014 at 15:30
Ciao Massimo!! 🙂 Grazie per aver letto, mi ha fatto piacere ^_^ arriva presto il finale 🙂
Tranquillo, avevo capito. 😉
04/09/2014 at 23:53
Come la Muscas: 5 anni.
Storia tenera come la giovinezza che descrive.
E’ difficile stare bene dopo che si è stati tanto male
06/09/2014 at 15:28
Concordo in pieno! 🙂
04/09/2014 at 18:39
Non andrei oltre i 5 anni, perché sarebbe interessante scoprire le variazioni a breve termine…
Brava Rossana 🙂
06/09/2014 at 15:25
Grazie Giorgia! 😉
04/09/2014 at 13:52
finalmente ce l’ho fatta a leggerti, settimana infernale! ho votato per un finale tra 10 anni in cui lei fosse ormai pienamente adulta, ma sono in minoranza.
Un abbraccio Rossana!
04/09/2014 at 14:05
Ciaooo Francy!!! Immagino, tranquilla 😉 anche a me piacerebbe raccontare di loro tra dieci anni ma vabbè… magari ci sarà una svolta 😉
Un abbraccio <3