Amore a prima vista?

Dove eravamo rimasti?

Soli in casa... e adesso? Pizza, baci e coccole (58%)

Vicino a te

Mangiarono la pizza seduti sul divano. Camilla parlava e Diego ascoltava, ogni tanto gli domandava qualcosa ma non era invadente. Spiegò che sua madre aveva delle difficoltà a gestire il canile poiché erano più i cani che entravano di quelli che uscivano, sfilò una lista di quelli che più le erano riamasti a cuore e Jason era uno di loro. L’aveva trovato gironzolando sulla spiaggia che era ancora un cucciolo, aveva al massimo sette mesi, sporco e affamato. Era rimasto quasi un anno nel canile e gli si era affezionata tanto.

Diego rimase in silenzio, senza sapere che fare. Gli dispiaceva ma nonostante l’avesse morsicato e il pochissimo tempo insieme, anche lui gli voleva già abbastanza bene da non volerlo lasciare e sperava che si sarebbe abituato all’assenza di Camilla.

«Puoi vederlo quando vuoi, un modo lo troveremo» disse Diego per rassicurarla. Un modo l’avrebbe trovato, almeno sarebbe stata una buona scusa per poterla vedere dopo l’estate. Anche con lei aveva passato poco tempo ma sapeva che le sarebbe mancata. Diego vide che Jason era sdraiato a terra, immerso in un sonno tranquillo, e sperando che non si svegliasse si mise più vicino a Camilla.

Piegò leggermente la testa e le diede un delicato bacio sul collo, aveva ancora addosso il profumo di mare e crema solare ma su di lei era più inebriante. La osservò da sotto le ciglia per vedere la sua reazione: forse aveva frainteso tutto, forse a lei non piaceva nemmeno un po’ ed era rimasta solo perché il cane l’aveva morsicato. Forse l’avrebbe preso a schiaffi, se ne sarebbe andata arrabbiata, insultandolo e sbraitando di non volerlo vedere più. 

Camilla aprì gli occhi e gli diede un bacio veloce e imbarazzato sulla labbra, si fissarono un istante e Diego stirò le labbra in un sorriso. Aveva capito bene e non aveva sognato niente. Menomale!

«Stai ridendo?» mormorò Camilla.

«Vieni…» Diego si alzò e le tese la mano.

Lo guardò esitante ma dopo alcuni istanti la prese, Diego l’attirò a sé in un abbraccio e la baciò davvero. Le sue labbra erano fresche e con la lingua si esploravano le bocche, impazienti di mischiare i loro sapori.

Camilla gli circondò la vita con le braccia, sentiva il cuore di Diego battere forte, tanto quanto il suo, contro il petto. Si sentì rilassata e al sicuro tra le sue braccia, una sensazione di cui aveva solo qualche vago ricordo. Diego aveva le spalle ampie, i bicipiti massicci e i pettorali solidi ma lei dubitava che andasse in palestra.

Entrarono nella stanza e Diego si sdraiò nel letto, Camilla sopra di lui, gambe tra le sue e pancia contro pancia; sciolse le trecce e i capelli caddero delicati sul suo viso. Diego li sistemò dietro le orecchie, sapeva di avere un sorriso ebete, ma continuava ad osservarla per marchiare ancora più a fondo il suo volto nella mente. Adorava i suoi grandi occhi verdi, adorava il suo naso perfetto e adorava le sue labbra morbide così come apparivano.

Camilla lo baciava lentamente, le loro lingue si accarezzavano dolcemente, gustando al massimo ogni movimento e ogni istante di quel momento. Gli dava delicati baci all’angolo della bocca, sul mento, lungo la mascella e baci più lunghi sul collo. Poi ripeteva il percorso al contrario e la lingua si perdeva tra le sue labbra.

Mentre lo baciava, Diego le accarezzava la schiena con la punta delle dita. La sua eccitazione era costretta dai jeans e dai boxer e premeva sulla coscia di Camilla. Lei se ne accorse, si fermò e, ansimante, lo fissò.

«Ti aspetti di fare sesso?» mormorò.

Diego non smise di accarezzarle la schiena. «Tu vuoi farlo?» le chiese piano.

«No…» sussurrò concentrando lo sguardo sul colletto della maglietta di Diego.

«No» ripeté Diego. Le mise la mano sotto il mento e le fece alzare il viso per incontrare i suoi occhi. «Mi basta stare vicino e te» era sincero, appoggiò appena le labbra alle sue, rimise la testa sul cuscino. «Perché?» disse sottovoce Diego strofinandole leggermente il pollice su una lacrima che le rigava una guancia.

Camilla si asciugò gli occhi con il dorso delle mani. «Non adesso» rispose e si accovacciò al fianco di Diego. Era confuso e preoccupato ma se lei voleva parlarne l’avrebbe fatto spontaneamente. L’abbracciò e scivolarono nel sonno.

La mattina, dopo una doccia, Camilla indossò una maglietta di Diego, le arrivava appena sopra le ginocchia e copriva i boxer che le aveva lasciato. Si sedettero a fare colazione insieme ai suoi genitori, parlarono tranquillamente con Camilla e lei era interessata a ciò che dicevano.

«Quindi sei figlio unico?» chiese a Diego.

«Non più» rispose sua madre.

Camilla e Diego la fissarono.

«Oh» disse Camilla, non ricordava di essere mai stata più imbarazzata di così.

«Sei incinta?» Diego era freddo e il suo sguardo impassibile.

«Sì» disse sua madre in un bisbiglio.

Lui si alzò rovesciando la sedia, si precipitò fuori di casa e Jason gli corse dietro.

«Beh… Congratulazioni. Spero di rivedervi.» disse Camilla sorridendo. Prima di uscire dalla casa, prese il guinzaglio e corse dietro a Diego e Jason.

Diego preferisce non tornare a casa per oggi... cosa dice Camilla?

  • Andare ad una festa (0%)
    0
  • Dormire a casa sua (67%)
    67
  • Dormire sulla spiaggia (33%)
    33
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178 Commenti

  • Finale perfetto per un rosa, le battute finali mi hanno ricordato una bella poesia di Prèvert. Te la dedico per completare la tua bella storia d’amore.

    *I RAGAZZI CHE SI AMANO*
    I ragazzi che si amano si baciano in piedi
    Contro le porte della notte
    E i passanti che passano li segnano a dito
    Ma i ragazzi che si amano
    Non ci sono per nessuno
    Ed è la loro ombra soltanto
    Che trema nella notte
    Stimolando la rabbia dei passanti
    La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
    I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
    Essi sono altrove molto più lontano della notte
    Molto più in alto del giorno
    Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

  • La vita e, in particolare, la gioventù possono voler dire speranza: giusto finale, sempre che esista un finale giusto piuttosto che sbagliato
    Corretto e credibile che la protagonista tenga le distanze verso la madre pur riavvicinandosi.
    Pur nei temi cupi affrontati durante il cuore del racconto lo stesso mi ha sempre lasciato un senso di freschezza.
    Bello
    A rileggerti.
    MaxLap
    P.s. Un paio di imprecisioni, benvenuta nel club. 🙂

    • Ho fatto agire Camilla come avrei fatto agito io stessa. Sinceramente mi sono pentita di aver affrontato quei temi, li ho affrontati male per la mia inesperienza e non mi sono piaciuta io stessa 🙂
      Per le imprecisioni beh… sono qui per imparare e migliorare xD 😀
      Vedremo, sono indecisa se imbattermi in una nuova storia 😉
      Ciao Max!! 😉

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