Dove eravamo rimasti?
Lei
“Ah pensavo che la prof. fosse già arrivata!” disse mentre si chiudeva la porta alle spalle.
Glutei sodi e seni prosperosi: questo era Valentina.
Ma per quanto il suo corpo scultoreo fosse invidiabile, la sua nominata da peggior Troia della scuola lasciava a desiderare.
Sorrise maliziosamente e poi si diresse al posto.
Mentre ad ogni passo le anche di Valentina ondeggiavano di qua e di la , Gaia non poté fare a meno di chiedersi cosa ci facesse ancora a scuola una ragazza bocciata già tre volte.
“Se ci metti un sacchetto in testa è perfetta” sentì dire Gaia al ragazzo appoggiato alla finestra.
L’amico accanto come da copione, cominciò a ridere alla battuta tanto scontata quanto squallida.
“Ma cosa ridete…dai.. che insieme avete un quoziente intellettivo pari a quello di un lombrico..” rispose Gaia con un tono così gentile che i due si accorsero appena dell’insulto.
I ragazzi la guardarono senza rispondere, Gaia sostenne i loro sguardi finché qualcuno disse
“Buongiorno”
e ruotò il collo nella direzione della voce così velocemente che le fece male per il resto del pomeriggio.
In aula calò il silenzio.
Tutti si misero sull’attenti e risposero all’unisono
“Buongiorno professoressa Bacco” e poi ognuno si diresse al proprio posto.
“Aprite il libro a pagina 21” disse.
La lezione durò un tempo che a Gaia sembrò un’eternità. Per questo nonostante da brava studentessa continuasse ad annuire, smise di ascoltare, e con la mente andò a farsi un giro nel mondo di Orfeo.
Il suono della campanella la svegliò.
Tutti si precipitarono fuori dalla classe ansiosi di respirare un po’ di quella tipica aria estiva, a metà tra gelsomino ed erba bagnata.
Arrivata nel parcheggio, si incamminò verso il suo motorino. Era così stanca che non vedeva l’ora di buttarsi sul suo soffice letto di lattice. Inserì la chiave nella serratura del lucchetto e questo con uno “click” si aprì.
“Non è possibile” affermò spazientita
Facendo pressione con le dita, girò nuovamente la chiave nella serratura per chiudere il lucchetto del catenaccio, e si diresse in classe.
“Maledizione! Stupido casco.. ma perché mi obbligano a metterlo ogni santa volta nell’armadietto? Ovvio che poi lo dimentico” bofonchio’ mentre si passava una mano tra i capelli lisci, come per pettinarli.
Al trecentesimo gradino si fermò; svoltò l’angolo e si diresse in classe.
Sentì dei rumori provenire dall’aula. La porta era socchiusa così si avvicinò.
Teneva le mani a mo’ di preghiera mentre sfregandole, ne faceva slittare una sull’altra. Poi sempre tenendo braccia e gomiti all’altezza del bacino, incrociò le dita.
Si avvicinò sempre di più al banco come per osservarla meglio. Dal nulla sfoderò un sorriso. Uno di quei sorrisi che Gaia aveva visto solo nei film Horror. Ad ogni manciata di secondi compieva un movimento velocissimo con la lingua, come un camaleonte la faceva passare tra le labbra sottili e secche, mentre gli angoli della bocca sempre più tesi verso l’alto, disegnavano una perfetta mezza luna malefica.
Sollevò la gonna e si sedette sul banco.
Poi accavallò le gambe e con una dolcezza infinita si tolse prima una scarpa, poi l’altra.
Valentina era immobile mentre la professoressa iniziò ad accarezzarle il viso con il piede. Lo passò prima su una guancia, poi sull’altra e infine mentre la ragazza apriva lentamente la bocca lo infilò poco a poco in quell’umida fessura.
All’improvviso Valentina si alzò, aprì le gambe della professoressa e poggiò il suo bacino contro quello della donna.
Le mise le mani sul collo e con aggressività la baciò.Le loro lingue iniziarono a volteggiare con frenesia mentre le mani scorrevano verso il basso.
Continuavano a sfregarsi; corpo contro corpo, seni contro seni, gambe sode contro gambe sode.
La professoressa accarezzava i glutei di Valentina mentre ella le sbottonava la camicetta.
Si stavano baciando vogliosamente, quando la ragazza slacciò il reggiseno della donna e poi, eccitata più che mai, si tuffò tra i suoi grandissimi seni. La professoressa gemeva mentre con un colpo di frusta buttò la testa all’indietro e si sdraiò sul banco. La lingua della ragazza continuava a muoversi sul corpo della donna su e giù, avanti e indietro, destra e sinistra.
Valentina era in preda alla frenesia, come un cane che ipnotizzato da un’osso, sbava. Leccava i capezzoli, mentre la professoressa continuava ad impartirle ordini come farebbe un poliziotto nel bel mezzo di un ingorgo. Non ancora sazia Valentina iniziò a strisciare verso il basso. Le sfilò la gonna e le scostò con la bocca il perizoma tigrato. La professoressa picchiettava sul capo della ragazza per darle il giusto ritmo, poi prese due ciocche di capelli, e come se fossero delle redini, iniziò a galoppare sulla faccia della studentessa.
Gaia terrorizzata si mise una mano alla bocca cercando di soffocare un’urlo.
Poi un suono.
Valentina stava ancora leccando la rosea vulva quando quella suoneria catturò la sua attenzione e quella della professoressa.
Così la canzoncina di un telefono cambiò per sempre la vita di Gaia.
Cosa succede e perchè?
- Gaia sa di essere nei guai per quello che ha visto ed escogita un piano. (75%)
- Gaia va alla polizia e denuncia quanto ha visto. (6%)
- Gaia sotto shock va a sbronzarsi e cerca di dimenticare quanto ha visto. (19%)

15/06/2015 at 13:59
Incuriosita dal tuo “work in progress” ho cercato altre tue storie… ne valeva la pena… Bello, concordo con chi ha scritto “finale da urlo”… A presto!
28/08/2016 at 16:42
Ciao! grazie mille 😀 mi fa molto piacere che nonostante la storia sia finita venga comunque rispolverata da nuovi lettori
11/10/2014 at 21:56
lo avevo detto io, che avresti scritto un finale da urlo!!!
bellissimo, ho gradito molto, tutto e andato come mi aspettavo…x un attimo però ho pensato che si ammazzasse x davvero!!!!!menomale ci ha ripensato!!!!inoltre, ho apprezzato la scelta coraggiosa di sacrificare il suo amore x Dave…
complimenti davvero, ti aspetto sempre da me x ogni prossimo capitolo…intanto sento di darti un consiglio che magari ti ha dato anche qualcun altro….scrivi un altro racconto continuando questa bellissima storia….magari Dave esce dal carcere, pentito, e Gaia potrà vivere la sua storia d amore, così non tutto sarà perduto e i suoi tormenti interiori avranno fine…
baci e a prestissimo!!!!
14/10/2014 at 06:30
Ciao linda ti ringrazio moltissimo per il tuo commento positivo 😀 mi fa molto piacere che il finale ti sia piaciuto, e ti ringrazio anche per il suggerimento.. si in effetti vorrei continuare o approfondire la storia 🙂
10/10/2014 at 17:46
Un finale magistralmente poetico non può che trovare la mia approvazione. In esso è racchiuso tutto il senso del racconto, di come l’inquinamento delle prove abbia portato ad un senso di colpa. Gaia si è ricercata in se stessa, ma non ha trovato forse il suo dolce incubo. Brava Vudi.
14/10/2014 at 06:32
mille grazie per aver commentato! non sai quanto le tue parole mi riempiano di gioia 😀
07/10/2014 at 16:07
Non male come finale. Ammetto che l’ho trovato complesso. Il pensiero del suicidio mi è sembrato un senso di colpa un po’ tardivo. Per fortuna che ci ha ripensato e ha deciso di continuare a vivere. E parole del pensiero che ha messo alla fine mi sono piaciute. Ah! Anche se in ritardo complimenti per la copertina.
07/10/2014 at 19:18
Ciao Danica grazie mille per il tuo commento, in effetti il capitolo conclusivo contiene molti spunti e messaggi tra le righe 🙂 sono contenta che ti sia piaciuto 😀 e grazie per avermi seguito fino alla fine !
07/10/2014 at 14:49
Vedo che sono l’unica a cui non hai risposto. I complimenti non servono a niente, se non si è autocritici. Tra l’altro volevo solo capire due cose su una storia che ho sempre seguito. E non per i voti, dato che io leggo, non scrivo, quindi non fingo di sguirti per i voti. Evidentemente non si può non capire qualcosa. Chiedo venia.
07/10/2014 at 15:12
ciao giulia scusami ti rispondo al volo, credo che le mie intenzioni siano state fraintese, non ho risposto al tuo commento perché effettivamente è quello più complesso, e avevo intenzione di occuparmene stasera con calma, dato che non sono a casa e non ho molto tempo, infatti se noti le risposte che ho dato sono abbastanza concise, per quanto riguarda le tue osservazioni, molto profonde e accurate, avevo pensato ad una risposta più elaborata. Quindi perdonami. Se sei ancora interessata stasera rispondo! a dopo
06/10/2014 at 18:45
Credo non possa terminare così. Bello e coinvolgente mi ha lasciato in sospeso sino all’ultimo. Ripartirei da un anno dopo, ma questa è una tua scelta. Complimenti davvero 🙂
07/10/2014 at 12:02
grazie mille per il tuo commento positivo, sono molto contenta che la storia sia piaciuta, e ti ringrazio anche per il suggerimento, lo prenderò in considerazione per un eventuale seguito 🙂 🙂
06/10/2014 at 18:14
Voglio essere sincera, non te la prendere:
innanzitutto brava, l’ultimo episodio è molto ben scritto.
Però non ho capito che ha fatto Gaia. Cioè ho capito che professoressa e Dave sono finiti dentro, ma Gaia che ha fatto? Si voleva suicidare per aver sacrificato qualcuno? Ma chi ha sacrificato? Ti assicuro che ho letto tutta la storia ma forse sta cosa mi è sfuggita prima, non lo so, perché non l’ho capita ora.
Scusa, magari sono di coccio, ma se me lo spieghi sono contenta.
07/10/2014 at 19:14
Ciao Giulia, eccomi ora sono a tua completa disposizione! Dunque innanzitutto ti ringrazio per aver commentato, e chiedo scusa per il malinteso, sono ben lieta di rispondere alle tue domande e di chiarire l’idea alla base dell’episodio finale, ci mancherebbe. Anzi probabilmente se il messaggio finale non è filtrato forse mi sono espressa male io, oppure ho tralasciato qualche elemento, e ti ringrazio per avermelo fatto notare, perché per me la cosa più importante è che il messaggio passi e arrivi al lettore.
Gaia voleva suicidarsi ma alla fine ha desistito dal farlo, e questo perché da autrice credo che l’istinto alla sopravvivenza sia una caratteristica intrinseca ad ogni essere umano. Gli esseri viventi sopravvivono in un determinato Habitat, magari si adattano anche ma di certo non rincorrono la morte. Dunque Gaia voleva suicidarsi, ma come ben mi hai fatto notare anche tu, perché? Sostanzialmente per due motivi molto importanti: il primo è il senso di colpa che ogni giorno diventava più forte, il secondo perché è stata lei a mettere il braccialetto di Valentina nella borsa della professoressa, quindi tecnicamente è stata lei a costruire le prove che hanno portato all’incriminazione, in quanto giuridicamente parlando le testimonianze, se queste non sono supportate da elementi concreti, difficilmente fungono da prove probatorie in un processo. Ma attenzione! ciò che logora ancora di più Gaia è l’incertezza ” il dubbio di non sapere la verità” perché non avendo confessato niente a nessuno, cioè non essendosi costituita, non saprà mai se le sue azioni abbiano inciso sulla sentenza definitiva di condanna oppure no. In sostanza Gaia ha inquinato le prove e non può parlare, perché se lo facesse, anche lei verrebbe indagata e probabilmente incriminata appunto per inquinamento di prove o intralcio alle indagini e via dicendo. Per quanto riguarda il sacrificio, con questo termine mi riferisco a Dave, in quanto Gaia ne era innamorata e ha sacrificato l’ amore verso di lui per nascondere un segreto ancora più grande, o meglio un segreto che contiene un’altro segreto: la morte di Valentina in primis e poi l’azione compiuta da Gaia stessa (il braccialetto). Inoltre, e magari quest’aspetto è emerso di meno, ho tentato di raffigurare Dave come il dolce incubo di Gaia, infatti se noti al primo capitolo cito testualmente : “Non vedeva l’ora che arrivasse settembre. Perché? Perché avrebbe potuto rivedere il suo più dolce incubo”. Sono dell’opinione che in ognuno di noi ci sia un lato buono e dolce e un lato cattivo e Dave lo conferma nel momento in cui decide di difendere la madre, ma anche Gaia conferma questa tesi nel momento in cui decide di inquinare le prove. Infine nota come tutta la storia è percorsa fin dall’inizio in flashback, indietro di un’anno, e in chiusura, nell’episodio finale mi piaceva l’idea di tornare al presente ovvero un’anno dopo, per dare una svolta al racconto. Spero di essere stata chiara, se hai ancora dubbi o perplessità, o vuoi fare qualche altra domanda, sono ben felice di risponderti, apprezzo molto le critiche sia negative che positive perché penso che siano in ogni caso costruttive e servano per far crescere l’autore e fargli eventualmente capire i propri errori. Poi come ti ho scritto pomeriggio avevo bisogno di un po’ di tempo per elaborare la risposta 😀 A presto Giulia e grazie per l’attenzione.
08/10/2014 at 12:40
Grazie per la lunga lettera, immagino di averti rubato del tempo e questo mi porta a scusarmi con te per aver insistito ieri. Devi sapere che io sono una lettrice, per cui ho bisogno di capire quello che leggo, sempre. Nella mia piccola casa c’è solo una stanza arredata ed è la biblioteca. Leggo due romanzi la settimana. Passione ereditata da mio padre, un docente di lettere e filosofia. Perciò perdona lo zelo, ti prego.
Detto questo, alla luce della tua spiegazione, devo farti un appunto: nulla deve essere spiegato postumo. Significa che qualcosa non è andato nel verso giusto nella scrittura o nel dipanarsi della trama. Un consiglio per il futuro, insomma. 🙂 Anche perché, visti i rislvolti gravosi del gesto di Gaia ( mettere il braccialetto nella borsetta) verrebbe da chiedersi: perché lo ha fatto?
A rileggerti.
14/10/2014 at 06:40
Ciao Giulia, figurati ci mancherebbe. In effetti credo dipenda molto da come si vuol impostare la storia, ad esempio se si vuole mantenere un costante clima di mistero è più facile che i nodi vengano sciolti nell’epilogo.
Alla domanda “perché lo ha fatto” rispondo nel seguente modo: la protagonista in questo caso è stata sopraffatta da un senso di vendetta e giustizia che l’ha portata a commettere questo gesto estremo. Quando entrano in gioco sentimenti forti come la vendetta è più facile agire irrazionalmente, d’istinto insomma, e rendersi conto solo con il senno di poi di quanto siano gravi o meno le conseguenze dell’azione in se commessa. Grazie mille per l’attenzione; se hai altre obiezioni sono a tua disposizione 🙂
06/10/2014 at 16:48
Un finale molto bello, per quanto amaro. Azzeccato per questa storia che ha saputo spaziare fra i generi. Complimenti! Sicuramente di seguirò nelle prossime storie! 🙂
07/10/2014 at 11:58
Ciao grazie mille per il tuo commento positivo. Mi fa molto piacere che la storia nel suo complesso ti sia piaciuta, e spero proprio che ti sia rimasta quella sensazione che per quanto mi riguarda, mi pervade dopo aver letto un bel libro. Grazie ancora 😀
06/10/2014 at 15:05
Finale perfetto.
Serve un continuo, qualsiasi cosa, please!
07/10/2014 at 11:55
Ciao Emanuele grazie per essere passato. Ti ringrazio anche per il tuo commento positivo e pieno di entusiasmo, sono contenta 🙂 In effetti anche a me piacerebbe approfondire la storia, vedremo dai, ma certamente si potrebbe pensare ad un seguito 😉 😀 Ahahaah
06/10/2014 at 12:07
Bel finale, riflessivo e ovattato! Complimenti per la copertina 🙂
07/10/2014 at 11:52
ciao grazie mille per il tuo commento positivo 😀
06/10/2014 at 10:49
Bel finale. Ancora una volta un cambio di passo, ma ormai non me ne meraviglio, anzi apprezzo. Cosa farai ora? Ti cimenterai in un thriller puro?
06/10/2014 at 11:08
Ciao Napo! grazie mille per il tuo commento, sono molto contenta che questo finale (effettivamente ancora una volta diverso dagli altri episodi) ti sia piaciuto! Dunque ora non saprei, in effetti questo è (in tutti i sensi) il mio primo racconto portato a termine, quindi non so se approfondirlo o passare ad altro. Probabilmente approfondirò.
Sai quando la storia ti prende vorresti che non finisse mai. 🙂
06/10/2014 at 01:55
Eccomi qui.
Letto tutto e voto perché madre e figlio vengano condannati entrambi… voto che scopro essere quello di maggioranza.
D.
06/10/2014 at 09:42
Ciao grazie mille per essere passato, mi fa davvero molto piacere 🙂
05/10/2014 at 14:35
complimenti davvero, io spero in un finale a sorpresa e leggendoti ho capito che non bisogna dare nulla di scontato con te 😉
05/10/2014 at 17:03
Ciao! Grazie mille per il tuo commento positivo a brevissimo pubblico il finale e spero proprio possa stupire come gli altri capitoli! Grazie ancora 🙂
02/10/2014 at 17:20
La storia è molto carina, l’ho letta tutta d’un fiato! Ho votato per l’assoluzione della professoressa perché le prove della violenza sessuale ci sono ma resta il fatto che le conosce solo Gaia. Inoltre la professoressa è si la prima sospettata di omicidio per tutto quello che ha fatto ma Valentina non ha nemmeno specificato da chi fosse seguita, quindi potrebbe essere stato chiunque a ucciderla. Poi giunto a questo punto l’assassino se fosse stato correlato alla vicenda della violenza sessuale avrebbe dovuto uccidere anche Gaia considerando che anch’essa era a conoscenza di questo “segreto”. Quanto all’opzione di coinvolgere anche Dave per la partecipazione all’omicidio non lo so, non ce la vedo una madre che coinvolge il figlio adolescente (o quasi) nell’omicidio di una ragazza, per di più sua alunna della sua scuola, uccisa sul territorio della sua scuola. Il mio voto dunque va all’assoluzione anche se sono in netta minoranza com’era prevedibile. In ogni caso, anche se non dispiace assolutamente, la storia si è allontanata dal genere erotico parecchi capitoli fa per seguire una vena piuttosto thriller, mi piace e aspetto con ansia di leggere il finale 😉
03/10/2014 at 15:26
Ciao Mia innanzitutto ti ringrazio per aver votato e commentato 😀 Anche se non è l’opzione più votata, la tua critica in relazione alla scelta dell’assoluzione non fa assolutamente una piega, e segue uno dei fili logici che avevo ipotizzato per il finale. E sono anche contenta che il racconto in sé, al di la del genere, ti piaccia. Darò il massimo per il capitolo finale e spero dunque che anche l’epilogo possa catturare la tua attenzione! A presto 😀 e grazie ancora
02/10/2014 at 15:27
complimenti, sia per la copertina sia per il racconto
03/10/2014 at 15:15
Grazie mille davvero! e grazie a te per aver commentato 🙂