Il suo più dolce incubo
Tutti quanti facevano il conto alla rovescia, ansiosi di cominciare a godere delle proprie vacanze estive, mentre lei, prima ancora che cominciassero, faceva già la conta dei giorni che mancavano alla loro fine.
Non vedeva l’ora che arrivasse settembre.
Perché? Perché avrebbe potuto rivedere il suo più dolce incubo.
Già, si era innamorata. Che stupida. Lei? Innamorata? Nessuno l’avrebbe mai detto. Lei era una forte; pochi romanticismi, poche carezze, poche parole dolci. Odiava tutto quanto fosse rosa. Odiava Hello Kitty ad esempio, odiava San Valentino, i cioccolatini, e le lettere d’amore. Questo suo modo di fare unito alla sua naturale bellezza, l’avevano resa la ragazza più popolare di tutta la scuola. Erano tutti innamorati di lei, eppure ella non sapeva neanche che cosa volesse dire amare qualcuno.
Non voleva di certo risultare snob davanti al resto del mondo, schiacciando la dignità dei suoi pretendenti, ma l’istinto a rifiutare era molto più forte di lei: non riusciva proprio ad interessarsi ai suoi compagni di scuola. Cercava una persona bella e oltremodo intelligente. Dunque era innamorato o no? Non lo sapeva. Non aveva termini di paragone e il significato sul dizionario era troppo generico. La sola cosa concreta e ben visibile, l’unica certezza insomma, era data da quella pelle d’oca che le veniva sulle braccia, nell’istante in cui immaginava di sfiorare ancora le sue morbide labbra.
Era successo per caso, durante un caldo pomeriggio di Giugno dell’anno prima.
Erano stati da poco affissi all’ingresso della scuola i quadri riportanti le votazioni finali, e com’ era ormai abitudine dal primo anno di liceo, la sua pagella presentava una dolce sfilza di dieci. Tranne per una materia. Latino.
Consapevole di dover affrontare ancora una volta una lunga e monotona estate all’insegna del vocabolario in una mano e delle versioni di poeti latini nell’altra, il giorno della pubblicazione dei voti Gaia non si prese neanche la briga di recarsi a scuola. Perché tanto già sapeva. Ma non poteva prevedere che le cose sarebbero cambiate e che quel mese di Giugno, così apparentemente simile a tutti gli altri mesi di Giugno, in realtà si sarebbe rivelato il suo più dolce incubo. Così il pomeriggio stesso chiamò in segreteria e chiese informazione per i corsi di recupero. Sarebbero iniziati il lunedì successivo dalle 15.00 alle 18.00 e sarebbero durati un mese.
Alle 15.00 in punto del 17 Giugno Gaia era già in classe; e aspettava.
“L’unica puntuale” pensò.
Si era seduta al primo banco, ma passati cinque minuti, cosciente che avrebbe dovuto aspettare ancora un bel po’ si alzò per sgranchirsi le gambe, e guardò fuori dalla finestra.
Dall’alto del cielo, il sole, accarezzava dolcemente con i suoi raggi le case e il capo delle persone, mentre dal basso della strada, l’aria che sapeva di ghiaccio cominciò ad insinuarsi tra le gambe di esse, creando mano a mano una densa nebbia che presto avrebbe impedito di vedere. E come volevasi dimostrare, lentamente il circondario scomparve sotto un rarefatto velo bianco.
“Sembra di stare tra le nuvole” disse tra se e se contemplando quello spettacolo a dir poco affascinante.
Pian piano cominciarono ad arrivare altri studenti finché l’aula non si riempì, ma dell’insegnate nemmeno l’ombra. Per ingannare l’attesa, qualcuno iniziò a parlare, qualcun’ altro ad ascoltare la musica, altri ancora a studiare.
“Vieni alla festa Mercoledì prossimo?” chiese Giulia cinguettando
“Si certo, come potrei mancare? ” rispose Gaia sorridendo
“ Cosa ti metti?” domandò Giulia con quella ridondante voce da ragazzina per bene, in perfetta armonia con gli occhi a forma di cuoricino e le sue ciglia da cerbiatta
Gaia la guardò e cercò di nascondere il suo spontaneo sorriso sotto una finta maschera di ghiaccio.
Poteva Gaia sapere già una settimana prima cosa avrebbe indossato per una stupida festa di fine anno?
A lei non fregava niente di queste stupide cose. Eppure si vestiva sempre in maniera impeccabile. Un po’ aggressiva, un po’ provocante. Ma di certo non stava lì a pensarci giorni e giorni prima. Indossava quello che le andava di indossare. Lei era fatta così. Nessun pregiudizio, nessun preconcetto. Era semplice quando doveva, aggressiva quando ne aveva voglia, dolce quando qualcosa la inteneriva. Per questo era tanto amata, per questo era tanto invidiata.
In quel momento avrebbe voluto mandare Giulia dritta all’inferno, ma sapeva che non ci si comportava così, del resto nonostante il suo spirito libero e indipendente, Gaia era sempre educata, gentile e disponibile con tutti.
“Forse il vestito nero di pelle” rispose
“Quello scollato?” chiese ancora in modo insistente Giulia, sbarrando gli occhi.
“Esatto” rispose con tono deciso,sfoggiando quella lieve superiorità che la contraddistingueva dal resto del mondo.
Erano passati già venti minuti quando all’improvviso, mentre quattro giovani ragazzi le stavano facendo avance, si sentì bussare; la maniglia magicamente si piegò verso il basso e qualcuno spingendo la porta entrò.
Chi è entrato in aula?
- Bidella (0%)
- Studentessa (60%)
- Professoressa (40%)

16/07/2014 at 10:06
Ho letto un tuo commento ad una storia e ho deciso di venirti a leggere anche se questo non è proprio il mio genere,ma ho fatto bene: la scrittura è piacevole e ho letto i capitoli tutti d’un fiato. Ora ti seguo fino alla fine, se hai voglia vieni a vedere la mia e dimmi che ne pensi. Ps io ho votato perché vada a scuola facendo finta di nulla. Aspetto prossimo episodio!!!! 🙂
16/07/2014 at 15:23
Grazie mille per il tuo commento, mi fa molto piacere. Certo ora passo! 🙂
14/07/2014 at 17:01
Grazie per essere passata da me.Ho letto la tua storia tutta di un fiato, sei brava continua così, sono curiosa.buona scrittura.
14/07/2014 at 21:17
Grazie mille per il commento 😀
14/07/2014 at 16:00
Ho votato la terza opzione:-) 🙂
14/07/2014 at 21:17
Grazie mille per aver votato 🙂
14/07/2014 at 11:30
Scrittura agile, fresca e scorrevole. Non leggo molti eros ma il tuo è carinissimo. Ho votato per andare a scuola e fare la “vaga”. Almeno è quello che avrei fatto io. Grazie per il commento al mio testo, graditissimo. Ciaooo
14/07/2014 at 12:56
Grazie mille per aver votato e grazie mille ancora per questo commento,mi fa davvero molto piacere, sei stata gentile. Pensa un pò neanche io leggo Eros, nè tanto meno sono un’esperta di scrittura di questo genere. E’ il mio primo tentativo 🙂 speriamo vada a buon fine. Alla prossima ciao 😀
14/07/2014 at 11:22
Naturalmente andrei a scuola e farei finta di niente, sono loro che dovrebbero chiedersi come comportarsi, non di certo lei! =)
Bell’episodio comunque =)
14/07/2014 at 12:59
Grazie mille per aver votato. Si anche io la penso come te 😀 anche se nella realtà queste cose sono sempre più complicate di come le immaginiamo.
13/07/2014 at 20:21
che bello quest’episodio. mi è piaciuto molto!
13/07/2014 at 20:21
grazie 🙂
13/07/2014 at 11:41
molto interessante, direi proprio che escogita un piano
13/07/2014 at 20:22
grazie per aver votato 😀
12/07/2014 at 11:44
Escogita un piano! 😀
12/07/2014 at 22:27
grazie per aver votato 🙂 🙂
11/07/2014 at 21:44
Molto interessante! Escogita un piano 😉
11/07/2014 at 22:06
grazie mille per aver votato 🙂
11/07/2014 at 14:03
Gaia va alla polizia e denuncia quanto ha visto:-) 🙂
11/07/2014 at 15:57
Grazie per aver votato 🙂
11/07/2014 at 11:21
Ho votato per Giulia che escogita un piano, comunque il racconto è interessante, ti cattura!
11/07/2014 at 11:27
Grazie mille 🙂 spero di riuscire a mantenere la vostra attenzione fino alla fine 🙂
11/07/2014 at 11:27
*viva
10/07/2014 at 19:48
Siamo solo all’inizio e già la trovo molto intensa e originale, brava! direi che prova a escogitare un piano 😉
11/07/2014 at 10:13
Grazie mille davvero 🙂
Adesso la cosa più difficile sarà tenere alta la tensione fino alla fine.
Dai proviamoci e vediamo come va 🙂 ahhaha
10/07/2014 at 10:07
Credo che la scelta più verosimile sia che Gaia provi ad escogitare un piano.
Al posto tuo avrei messo questo racconto nel genere horror 😉 la scena a cui ha assistito Gaia è davvero spaventosa! Brava.
10/07/2014 at 12:45
Grazie mille 🙂
in effetti è vero ma prendendo anche spunto dai vostri suggerimenti, sto cercando di creare qualcosa di un po piu particolare rispetto alla classica storia genere Eros. Inoltre ho seguito il tuo consiglio e ho diminuito la lunghezza dei periodi. 🙂
09/07/2014 at 23:02
… Bere per dimenticare non serve mai, anzi rende più vivi ricordi e sensazioni. 🙂
10/07/2014 at 12:47
Si anche io la penso come te 🙂 speriamo che non anneghi i suoi problemi nella vodka allora hahaha
09/07/2014 at 21:42
Ehilà, ottimo! Iniziamo già con il botto! Secondo me Gaia sa di essere nei guai ed escogita un piano! Farai felici i maschietti, con un racconto del genere! 😉
10/07/2014 at 12:53
Ahahhaha grazie 🙂 si lo so 🙂 Forse ti sembrerà strano ma per me questa è sempre una forma d’arte, un tipo di scrittura non dissimile dal thriller o dal romantico, il mio approccio non cambia a seconda delle scene o dei contenuti 🙂
08/07/2014 at 11:30
Ho votato professoressa, ma speravo in un professore 😉
Mi permetto di farti notare qualche refuso, attenta anche ai periodi troppo lunghi che creano confusione…però molto carino!
08/07/2014 at 11:41
grazie mille per il tuo commento, molto utile 🙂 lo terrò presente !
07/07/2014 at 20:49
Per me entra una professoressa! 😉 Sono curioso di sapere dove porterà questa storia, per ora mi limito a dirti che scrivi molto bene, hai ritmo e sai descrivere i personaggi come si deve! Aspetto gli sviluppi! ^^
07/07/2014 at 21:42
Grazie mille davvero per il tuo contributo 🙂 🙂
07/07/2014 at 17:41
Ottimo inizio, il personaggio principale è ben tratteggiato. Tra le opzioni ho scelto la studentessa, secondo me pure odiosetta di quelle che rosicano dalla mattina alla sera, A te la penna 🙂
07/07/2014 at 18:22
grazie mille per il tuo commento 🙂
07/07/2014 at 17:09
Una studentessa 🙂 chissà… 😉
07/07/2014 at 17:37
spero di riuscire a catturare la tua attenzione anche al secondo episodio 🙂
08/07/2014 at 14:53
Lo spero ma sono sicura di sì 😉 dai un’occhiata anche al mio racconto se ti va 😉
07/07/2014 at 17:08
Questo eros mi fa ridere un pò anche perché ho una compagna anche io così.Passa dal mio libro se ti va.
07/07/2014 at 17:33
in che senso ti fa ridere un pò? sono curiosa di sapere il tuo punto di vista