G come Gaia

Dove eravamo rimasti?

A questo punto se tu fossi in Gaia: cosa faresti? Ascolterei cercando in qualche modo di aiutare Valentina (87%)

Quello che è, in realtà non è.

“Rimani sulla difensiva e comportati come se dovessi mentire a tua madre” si diceva, mentre faceva passare nervosamente una moneta tra le piccole dita della mano.
E già, la madre di Gaia era un’avvocato penalista così spietato, che al suo passaggio il suolo tremava. Fingere con lei era quasi impossibile, ma Gaia aveva i suoi trucchi.

Sotto la luce del lampione, una figura lentamente avanzava, a capo chino.
Continuò a guardare per terra finché Gaia, ormai riconosciutala, non la chiamò; ma il suono della sua voce si frantumò contro l’aria come uno specchio che cade per terra.

Valentina non accennò ad alzare la testa, e passò davanti a Gaia che, infastidita, la prese per un braccio.
“che cazzo fai?” disse Valentina spintonandola
“lasciami stare” aggiunse

Gaia la guardò aggrottando le sopracciglia.
Valentina si limitò a ricambiare lo sguardo, tradendo così, quanto appena detto.
E a Gaia non bastò altro per comprendere che qualcosa non andava. Lo aveva capito.

Perciò facendo finta di niente, allentò la presa dal braccio di Valentina.
Le loro mani si sfiorarono per qualche istante, all’ombra di quei segreti che la notte ama celare.

Valentina sapeva che Gaia era sveglia, per questo nell’instante in cui i loro corpi si scontrarono, fece cadere un bigliettino dalla manica della felpa. Poi la guardò con quei suoi grandi occhi che, muti, sembravano implorare aiuto, e continuò a camminare.

Gaia rimase lì, immobile, senza saper bene cosa fare.
Prima si guardò in torno, poi abbassando gli occhi lo vide. Fece cadere le chiavi dalla tasca e quando si chinò a terra per prenderle, raccolse anche quel minuscolo bigliettino bianco che splendeva nella notte. Lo ripose in tasca, e chiamò un taxi per tornare a casa.

Era sotto le lenzuola quando, alla luce di una piccola lampada sul comodino, svogliata e allo stesso tempo incuriosita; lesse il messaggio.

“Scusa, scusa davvero.
Ma non potevo fare altrimenti!
Sono convinta che qualcuno mi stia seguendo.
Spero tu ti accorga di questo bigliettino, e spero che tu lo raccolga.
Se dovesse succedere qualcosa ti prego di recarti a casa mia.
Un cassetto del mio armadio ha il doppio fondo.
Lì troverai tutto.
Stai attenta, quello che è in realtà non è.”

Gaia decise di non puntare la sveglia. Era troppo stordita e stanca da quella storia. Iniziava a pensare che fosse solo un brutto scherzo, o qualcosa del genere, del resto a scuola era nota la reputazione di Valentina; una di quelle tipiche ragazze senza tanti scrupoli,che passava le giornate a fare sesso e brutti scherzi per vendicarsi di chi la considerava, forse giustamente, una troia. 

Ma ora non riusciva a pensare, aveva assolutamente bisogno di dormire, e sperava che almeno quella notte, gli incubi al pari di un verme solitario, l’avrebbero lasciata in pace.
Ma la mattina seguente fu lo squillo del telefono a farla sobbalzare.
“Pronto?” disse assonnata

“Buongiorno, è la vice preside della scuola che parla.
Il dramma che stamane ha colpito la famiglia Fregis,
non lascia nessuno indifferente nella nostra comunità.
L’istituto partecipa al dolore della famiglia.
A nome di tutto il corpo docente e studentesco,
addolorati per la grave perdita,
porgiamo le più sincere condoglianze.
La scuola rimarrà in lutto fino a venerdì
per la scomparsa di Valentina Fregis.
Per tanto il ballo di fine anno è stato sospeso.
Porgiamo ancora l’ultimo saluto a Valentina
con la speranza che possa riposare in pace.”

“Cosa è successo?” chiese sbarrando gli occhi e aprendo la bocca.
Dall’altra parte, il rumore assordante del silenzio.
“Pronto?Pronto?” gridò Gaia sconvolta

Solo qualche istante dopo si rese conto che la voce era registrata.
Rimase seduta sul letto per un tempo indefinito. Immobile, con una mano alla bocca e gli occhi pieni di lacrime.
Di nuovo, non sapeva cosa fare.

All’improvviso i rintocchi delle campane la riportarono a quella realtà troppo dolorosa, dalla quale si era appena alienata forse per paura, forse per vigliaccheria. Gaia voleva essere quella forte, ma anche lei era una persona, e quindi anche lei soffriva.

I sensi di colpa sbucati da sotto il letto iniziarono ad avvicinarsi sempre di più a lei finché non le addentarono la testa, cercando di perforarla. Si alzò di scatto e buttò all’aria tutto.
Lenzuola, cuscini, libri.

Poi aprì l’armadio e iniziò a tirar fuori un vestito, due magliette, tre canottiere,quattro paia di scarpe, gettandoli tutti per terra; sbatté la testa contro l’armadio e gridò disperata
“Perché io?”

Fumò cinque sigarette di fila, e alla sesta ebbe un’illuminazione. Gettò i mozziconi nel lavandino, tornò nella sua camera ora sotto sopra, si sfilò il pigiama, prese da terra scarpe, jeans, T-shirt e si lasciò la casa alle spalle.
Iniziò a camminare nervosamente, mentre l’adrenalina cresceva

Era chiusa. Transennata da sbarre e molteplici strisce di biadesivo giallo e rosso, applicate tutt’intorno.
La scuola, il luogo dove ogni ragazzo dovrebbe sentirsi libero di esprimere se stesso, libero di crescere e divertirsi; era diventata agli occhi di Gaia il suo peggior incubo.

Che relazione c'è tra Dave e questa storia, nella quale anche Gaia ora si trova coinvolta?

  • Dave è un poliziotto/detective/investigatore sotto copertura (40%)
    40
  • Dave è il figlio/parente della professoressa (45%)
    45
  • Dave è fratello/parente a Valentina (15%)
    15
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336 Commenti

  • lo avevo detto io, che avresti scritto un finale da urlo!!!
    bellissimo, ho gradito molto, tutto e andato come mi aspettavo…x un attimo però ho pensato che si ammazzasse x davvero!!!!!menomale ci ha ripensato!!!!inoltre, ho apprezzato la scelta coraggiosa di sacrificare il suo amore x Dave…
    complimenti davvero, ti aspetto sempre da me x ogni prossimo capitolo…intanto sento di darti un consiglio che magari ti ha dato anche qualcun altro….scrivi un altro racconto continuando questa bellissima storia….magari Dave esce dal carcere, pentito, e Gaia potrà vivere la sua storia d amore, così non tutto sarà perduto e i suoi tormenti interiori avranno fine…
    baci e a prestissimo!!!!

  • Non male come finale. Ammetto che l’ho trovato complesso. Il pensiero del suicidio mi è sembrato un senso di colpa un po’ tardivo. Per fortuna che ci ha ripensato e ha deciso di continuare a vivere. E parole del pensiero che ha messo alla fine mi sono piaciute. Ah! Anche se in ritardo complimenti per la copertina.

  • Vedo che sono l’unica a cui non hai risposto. I complimenti non servono a niente, se non si è autocritici. Tra l’altro volevo solo capire due cose su una storia che ho sempre seguito. E non per i voti, dato che io leggo, non scrivo, quindi non fingo di sguirti per i voti. Evidentemente non si può non capire qualcosa. Chiedo venia.

    • ciao giulia scusami ti rispondo al volo, credo che le mie intenzioni siano state fraintese, non ho risposto al tuo commento perché effettivamente è quello più complesso, e avevo intenzione di occuparmene stasera con calma, dato che non sono a casa e non ho molto tempo, infatti se noti le risposte che ho dato sono abbastanza concise, per quanto riguarda le tue osservazioni, molto profonde e accurate, avevo pensato ad una risposta più elaborata. Quindi perdonami. Se sei ancora interessata stasera rispondo! a dopo

  • Voglio essere sincera, non te la prendere:
    innanzitutto brava, l’ultimo episodio è molto ben scritto.
    Però non ho capito che ha fatto Gaia. Cioè ho capito che professoressa e Dave sono finiti dentro, ma Gaia che ha fatto? Si voleva suicidare per aver sacrificato qualcuno? Ma chi ha sacrificato? Ti assicuro che ho letto tutta la storia ma forse sta cosa mi è sfuggita prima, non lo so, perché non l’ho capita ora.
    Scusa, magari sono di coccio, ma se me lo spieghi sono contenta.

    • Ciao Giulia, eccomi ora sono a tua completa disposizione! Dunque innanzitutto ti ringrazio per aver commentato, e chiedo scusa per il malinteso, sono ben lieta di rispondere alle tue domande e di chiarire l’idea alla base dell’episodio finale, ci mancherebbe. Anzi probabilmente se il messaggio finale non è filtrato forse mi sono espressa male io, oppure ho tralasciato qualche elemento, e ti ringrazio per avermelo fatto notare, perché per me la cosa più importante è che il messaggio passi e arrivi al lettore.
      Gaia voleva suicidarsi ma alla fine ha desistito dal farlo, e questo perché da autrice credo che l’istinto alla sopravvivenza sia una caratteristica intrinseca ad ogni essere umano. Gli esseri viventi sopravvivono in un determinato Habitat, magari si adattano anche ma di certo non rincorrono la morte. Dunque Gaia voleva suicidarsi, ma come ben mi hai fatto notare anche tu, perché? Sostanzialmente per due motivi molto importanti: il primo è il senso di colpa che ogni giorno diventava più forte, il secondo perché è stata lei a mettere il braccialetto di Valentina nella borsa della professoressa, quindi tecnicamente è stata lei a costruire le prove che hanno portato all’incriminazione, in quanto giuridicamente parlando le testimonianze, se queste non sono supportate da elementi concreti, difficilmente fungono da prove probatorie in un processo. Ma attenzione! ciò che logora ancora di più Gaia è l’incertezza ” il dubbio di non sapere la verità” perché non avendo confessato niente a nessuno, cioè non essendosi costituita, non saprà mai se le sue azioni abbiano inciso sulla sentenza definitiva di condanna oppure no. In sostanza Gaia ha inquinato le prove e non può parlare, perché se lo facesse, anche lei verrebbe indagata e probabilmente incriminata appunto per inquinamento di prove o intralcio alle indagini e via dicendo. Per quanto riguarda il sacrificio, con questo termine mi riferisco a Dave, in quanto Gaia ne era innamorata e ha sacrificato l’ amore verso di lui per nascondere un segreto ancora più grande, o meglio un segreto che contiene un’altro segreto: la morte di Valentina in primis e poi l’azione compiuta da Gaia stessa (il braccialetto). Inoltre, e magari quest’aspetto è emerso di meno, ho tentato di raffigurare Dave come il dolce incubo di Gaia, infatti se noti al primo capitolo cito testualmente : “Non vedeva l’ora che arrivasse settembre. Perché? Perché avrebbe potuto rivedere il suo più dolce incubo”. Sono dell’opinione che in ognuno di noi ci sia un lato buono e dolce e un lato cattivo e Dave lo conferma nel momento in cui decide di difendere la madre, ma anche Gaia conferma questa tesi nel momento in cui decide di inquinare le prove. Infine nota come tutta la storia è percorsa fin dall’inizio in flashback, indietro di un’anno, e in chiusura, nell’episodio finale mi piaceva l’idea di tornare al presente ovvero un’anno dopo, per dare una svolta al racconto. Spero di essere stata chiara, se hai ancora dubbi o perplessità, o vuoi fare qualche altra domanda, sono ben felice di risponderti, apprezzo molto le critiche sia negative che positive perché penso che siano in ogni caso costruttive e servano per far crescere l’autore e fargli eventualmente capire i propri errori. Poi come ti ho scritto pomeriggio avevo bisogno di un po’ di tempo per elaborare la risposta 😀 A presto Giulia e grazie per l’attenzione.

      • Grazie per la lunga lettera, immagino di averti rubato del tempo e questo mi porta a scusarmi con te per aver insistito ieri. Devi sapere che io sono una lettrice, per cui ho bisogno di capire quello che leggo, sempre. Nella mia piccola casa c’è solo una stanza arredata ed è la biblioteca. Leggo due romanzi la settimana. Passione ereditata da mio padre, un docente di lettere e filosofia. Perciò perdona lo zelo, ti prego.
        Detto questo, alla luce della tua spiegazione, devo farti un appunto: nulla deve essere spiegato postumo. Significa che qualcosa non è andato nel verso giusto nella scrittura o nel dipanarsi della trama. Un consiglio per il futuro, insomma. 🙂 Anche perché, visti i rislvolti gravosi del gesto di Gaia ( mettere il braccialetto nella borsetta) verrebbe da chiedersi: perché lo ha fatto?
        A rileggerti.

        • Ciao Giulia, figurati ci mancherebbe. In effetti credo dipenda molto da come si vuol impostare la storia, ad esempio se si vuole mantenere un costante clima di mistero è più facile che i nodi vengano sciolti nell’epilogo.
          Alla domanda “perché lo ha fatto” rispondo nel seguente modo: la protagonista in questo caso è stata sopraffatta da un senso di vendetta e giustizia che l’ha portata a commettere questo gesto estremo. Quando entrano in gioco sentimenti forti come la vendetta è più facile agire irrazionalmente, d’istinto insomma, e rendersi conto solo con il senno di poi di quanto siano gravi o meno le conseguenze dell’azione in se commessa. Grazie mille per l’attenzione; se hai altre obiezioni sono a tua disposizione 🙂

    • Ciao grazie mille per il tuo commento positivo. Mi fa molto piacere che la storia nel suo complesso ti sia piaciuta, e spero proprio che ti sia rimasta quella sensazione che per quanto mi riguarda, mi pervade dopo aver letto un bel libro. Grazie ancora 😀

    • Ciao Emanuele grazie per essere passato. Ti ringrazio anche per il tuo commento positivo e pieno di entusiasmo, sono contenta 🙂 In effetti anche a me piacerebbe approfondire la storia, vedremo dai, ma certamente si potrebbe pensare ad un seguito 😉 😀 Ahahaah

    • Ciao Napo! grazie mille per il tuo commento, sono molto contenta che questo finale (effettivamente ancora una volta diverso dagli altri episodi) ti sia piaciuto! Dunque ora non saprei, in effetti questo è (in tutti i sensi) il mio primo racconto portato a termine, quindi non so se approfondirlo o passare ad altro. Probabilmente approfondirò.
      Sai quando la storia ti prende vorresti che non finisse mai. 🙂

  • La storia è molto carina, l’ho letta tutta d’un fiato! Ho votato per l’assoluzione della professoressa perché le prove della violenza sessuale ci sono ma resta il fatto che le conosce solo Gaia. Inoltre la professoressa è si la prima sospettata di omicidio per tutto quello che ha fatto ma Valentina non ha nemmeno specificato da chi fosse seguita, quindi potrebbe essere stato chiunque a ucciderla. Poi giunto a questo punto l’assassino se fosse stato correlato alla vicenda della violenza sessuale avrebbe dovuto uccidere anche Gaia considerando che anch’essa era a conoscenza di questo “segreto”. Quanto all’opzione di coinvolgere anche Dave per la partecipazione all’omicidio non lo so, non ce la vedo una madre che coinvolge il figlio adolescente (o quasi) nell’omicidio di una ragazza, per di più sua alunna della sua scuola, uccisa sul territorio della sua scuola. Il mio voto dunque va all’assoluzione anche se sono in netta minoranza com’era prevedibile. In ogni caso, anche se non dispiace assolutamente, la storia si è allontanata dal genere erotico parecchi capitoli fa per seguire una vena piuttosto thriller, mi piace e aspetto con ansia di leggere il finale 😉

    • Ciao Mia innanzitutto ti ringrazio per aver votato e commentato 😀 Anche se non è l’opzione più votata, la tua critica in relazione alla scelta dell’assoluzione non fa assolutamente una piega, e segue uno dei fili logici che avevo ipotizzato per il finale. E sono anche contenta che il racconto in sé, al di la del genere, ti piaccia. Darò il massimo per il capitolo finale e spero dunque che anche l’epilogo possa catturare la tua attenzione! A presto 😀 e grazie ancora

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