G come Gaia

Dove eravamo rimasti?

GAIA DEVE AGIRE IL PRIMA POSSIBILE. TU, SE FOSSI IN LEI, COSA FARESTI? -LUNEDI' ANDREI A SCUOLA E FAREI FINTA DI NIENTE, MAGARI NON MI HANNO RICONOSCIUTA/O. (73%)

Fase Rem

Continuavo a muovermi. Lentamente. Ansimavo.

Ondeggiavo sul sul corpo scultoreo. Andavo avanti con il bacino, inarcando la schiena, indietreggiavo chiudendomi su me stessa, e poi aprendo le spalle e alzando la testa al soffitto tornavo a spingere in avanti.

Gocce di sudore mi accarezzavano il corpo. Partivano dalla testa, scivolavano lungo la mia schiena inarcata, si adattavano alla forma dei miei glutei sodi e morivano ai miei piedi.

Sentivo tra le mie cosce qualcosa di duro che lentamente mi penetrava, mentre le pareti della mia vagina, senza far resistenza, si aprivano al suo dolce passaggio.

Era bellissimo. Io, lui, questo.

I nostri organi si persero tra di loro come io mi persi nei suoi grandi occhi azzurri.

I vetri erano appannati, le lenzuola per terra, una luce soffusa sul comodino illuminava quei due corpi intrecciati. Lui era dentro di lei, lei era dentro di lui. Erano una cosa sola.

Ogni confine era stato rotto, ogni limite era stato oltrepassato.

Tutto era fermo. Il tempo, il silenzio, la vita.

Solo loro e un letto a baldacchino, in uno spazio senza dimensione.

Lentamente mi chinai fino a sfiorare con le labbra il suo collo. Poggiai il mio viso sulla sua clavicola spigolosa. Iniziai a baciarla delicatamente, mentre le mie morbide labbra cercavano le sue.

Sospirai vicino al suo orecchio, poi poggiai la mia bocca sul suo mento, mentre le lacrime abbandonavano i miei occhi scorrazzando di qua e di la tra le insenature del mio viso.

Ero felice.

Mi stava massaggiando dolcemente i seni quando si tirò su e cercò di mordermi ma io divertita gli cinsi il collo, bloccandolo.

Poi lo baciai.

Sapeva di menta. Dalle labbra socchiuse si affacciò la sua fresca lingua, la ritirò leggermente indietro e poi la fece uscire ancora di poco. Continuò in questo modo fin quando all’improvviso mi abbracciò così forte che rischiai di perdere i sensi. Le sue dita tese, facevano pressione sulla mia pelle e si avvinghiavano ad ogni parte del mio corpo, possedendolo.

E inaspettatamente esplose in noi una sensazione di bruciore che si propagò in tutta la stanza.

Poi tra il calore, le ombre e quel senso di spossatezza, ci addormentammo.

Lui era ancora dentro di me, io ero ancora sopra di lui quando, le nostre mani si incrociarono e chiudemmo gli occhi.

Non appena li riaprì scorsi due sagome in penombra.

Ci stavano osservando.

Si avvicinarono sempre di più al letto, finché la lampada portò in luce le loro pupille dilatate e il loro perfido sorriso.

All’improvviso Gaia spalancò gli occhi e d’un colpo si ritrovò seduta sul materasso.

Aveva il collo bagnato, la schiena anche, le mani e i piedi umidi. Accese la luce, e guardò la sveglia. Erano le 4.00 di notte.

Cercò di scendere dal letto, ma il contraccolpo fu così forte che il sangue le arrivò dritto al cervello, impedendole di muoversi.

La testa continuava a pulsarle a ritmi serrati, e solo quando riuscì a mettersi in piedi capì di essere in un lago d’acqua.

Dopo aver messo a lavare il pigiama sudato, andò in bagno e si guardò allo specchio.

Era cambiata: il suo colorito della pelle era diventato pallido, in  armonia con le labbra violacee, e le borse verdi che rendevano i suoi occhi neri, due cavità vuote.

Ormai notte dopo notte gli incubi diventavano sempre più reali.

Si sciacquò la faccia, andò in cucina e si preparò una camomilla.

Avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di cancellare dal calendario i rimanenti lunedì del mese. Pur di cancellare dalla memoria le scene a cui aveva assistito.

Ma aveva preso una decisione. Quel giorno sarebbe andata a scuola. 


Dopo aver bevuto l’infuso bollente, s
i diresse in camera. Tirò verso di se la manopola del cassettino e questo si aprì. 
Prese da sotto i quaderni lo scatolino e ne estrasse una. 
La portò alla bocca e si diressi verso la finestra.
Con il pollice fece scorrere la rotellina di metallo e magicamente apparve ai suoi occhi una fiamma.
Inspirò con occhi socchiusi. Poi lentamente, espirò, e una sana nuvola grigia fuoriuscì dalla sua bocca, con calma. Gaia guardava la sigaretta sgretolarsi tra le sue dita mentre la portava ripetutamente alla  bocca . Un sottilissimo bordino rosso girava attorno all’involucro di carta, dividendo la parte viva dalla cenere.

Gaia non fumava.

O meglio, fumava solo quando, a braccetto con la solitudine, sentiva il bisogno di rilassarsi.

Mentre aspirava il tabacco, pensò a quell’incubo, tanto dolce, che ogni notte non smetteva di perseguitarla. E non riusciva a smettere di pensare a quanto fosse stata stupida il giorno in cui baciò Dave. Avrebbe dovuto chiedergli il numero di telefono. Si avrebbe dovuto. Ma ora quel rimorso si stava tramutando in ossessione. 

Alle 15.00 di quel pomeriggio era di nuovo in classe.

Di solito arrivava sempre per prima, e anche quel giorno, nonostante avesse appositamente fatto un po’ di ritardo, trovò la classe vuota. Mentre, alienata dal mondo intero, attendeva che arrivassero gli altri, si sentì bussare ad una spalla.

<<Ciao>> disse guardandola dritto negli occhi.

Gaia non riuscì a rispondere.


Chi è ?

  • Valentina (56%)
    56
  • La professoressa (11%)
    11
  • Dave (33%)
    33
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336 Commenti

  • lo avevo detto io, che avresti scritto un finale da urlo!!!
    bellissimo, ho gradito molto, tutto e andato come mi aspettavo…x un attimo però ho pensato che si ammazzasse x davvero!!!!!menomale ci ha ripensato!!!!inoltre, ho apprezzato la scelta coraggiosa di sacrificare il suo amore x Dave…
    complimenti davvero, ti aspetto sempre da me x ogni prossimo capitolo…intanto sento di darti un consiglio che magari ti ha dato anche qualcun altro….scrivi un altro racconto continuando questa bellissima storia….magari Dave esce dal carcere, pentito, e Gaia potrà vivere la sua storia d amore, così non tutto sarà perduto e i suoi tormenti interiori avranno fine…
    baci e a prestissimo!!!!

  • Non male come finale. Ammetto che l’ho trovato complesso. Il pensiero del suicidio mi è sembrato un senso di colpa un po’ tardivo. Per fortuna che ci ha ripensato e ha deciso di continuare a vivere. E parole del pensiero che ha messo alla fine mi sono piaciute. Ah! Anche se in ritardo complimenti per la copertina.

  • Vedo che sono l’unica a cui non hai risposto. I complimenti non servono a niente, se non si è autocritici. Tra l’altro volevo solo capire due cose su una storia che ho sempre seguito. E non per i voti, dato che io leggo, non scrivo, quindi non fingo di sguirti per i voti. Evidentemente non si può non capire qualcosa. Chiedo venia.

    • ciao giulia scusami ti rispondo al volo, credo che le mie intenzioni siano state fraintese, non ho risposto al tuo commento perché effettivamente è quello più complesso, e avevo intenzione di occuparmene stasera con calma, dato che non sono a casa e non ho molto tempo, infatti se noti le risposte che ho dato sono abbastanza concise, per quanto riguarda le tue osservazioni, molto profonde e accurate, avevo pensato ad una risposta più elaborata. Quindi perdonami. Se sei ancora interessata stasera rispondo! a dopo

  • Voglio essere sincera, non te la prendere:
    innanzitutto brava, l’ultimo episodio è molto ben scritto.
    Però non ho capito che ha fatto Gaia. Cioè ho capito che professoressa e Dave sono finiti dentro, ma Gaia che ha fatto? Si voleva suicidare per aver sacrificato qualcuno? Ma chi ha sacrificato? Ti assicuro che ho letto tutta la storia ma forse sta cosa mi è sfuggita prima, non lo so, perché non l’ho capita ora.
    Scusa, magari sono di coccio, ma se me lo spieghi sono contenta.

    • Ciao Giulia, eccomi ora sono a tua completa disposizione! Dunque innanzitutto ti ringrazio per aver commentato, e chiedo scusa per il malinteso, sono ben lieta di rispondere alle tue domande e di chiarire l’idea alla base dell’episodio finale, ci mancherebbe. Anzi probabilmente se il messaggio finale non è filtrato forse mi sono espressa male io, oppure ho tralasciato qualche elemento, e ti ringrazio per avermelo fatto notare, perché per me la cosa più importante è che il messaggio passi e arrivi al lettore.
      Gaia voleva suicidarsi ma alla fine ha desistito dal farlo, e questo perché da autrice credo che l’istinto alla sopravvivenza sia una caratteristica intrinseca ad ogni essere umano. Gli esseri viventi sopravvivono in un determinato Habitat, magari si adattano anche ma di certo non rincorrono la morte. Dunque Gaia voleva suicidarsi, ma come ben mi hai fatto notare anche tu, perché? Sostanzialmente per due motivi molto importanti: il primo è il senso di colpa che ogni giorno diventava più forte, il secondo perché è stata lei a mettere il braccialetto di Valentina nella borsa della professoressa, quindi tecnicamente è stata lei a costruire le prove che hanno portato all’incriminazione, in quanto giuridicamente parlando le testimonianze, se queste non sono supportate da elementi concreti, difficilmente fungono da prove probatorie in un processo. Ma attenzione! ciò che logora ancora di più Gaia è l’incertezza ” il dubbio di non sapere la verità” perché non avendo confessato niente a nessuno, cioè non essendosi costituita, non saprà mai se le sue azioni abbiano inciso sulla sentenza definitiva di condanna oppure no. In sostanza Gaia ha inquinato le prove e non può parlare, perché se lo facesse, anche lei verrebbe indagata e probabilmente incriminata appunto per inquinamento di prove o intralcio alle indagini e via dicendo. Per quanto riguarda il sacrificio, con questo termine mi riferisco a Dave, in quanto Gaia ne era innamorata e ha sacrificato l’ amore verso di lui per nascondere un segreto ancora più grande, o meglio un segreto che contiene un’altro segreto: la morte di Valentina in primis e poi l’azione compiuta da Gaia stessa (il braccialetto). Inoltre, e magari quest’aspetto è emerso di meno, ho tentato di raffigurare Dave come il dolce incubo di Gaia, infatti se noti al primo capitolo cito testualmente : “Non vedeva l’ora che arrivasse settembre. Perché? Perché avrebbe potuto rivedere il suo più dolce incubo”. Sono dell’opinione che in ognuno di noi ci sia un lato buono e dolce e un lato cattivo e Dave lo conferma nel momento in cui decide di difendere la madre, ma anche Gaia conferma questa tesi nel momento in cui decide di inquinare le prove. Infine nota come tutta la storia è percorsa fin dall’inizio in flashback, indietro di un’anno, e in chiusura, nell’episodio finale mi piaceva l’idea di tornare al presente ovvero un’anno dopo, per dare una svolta al racconto. Spero di essere stata chiara, se hai ancora dubbi o perplessità, o vuoi fare qualche altra domanda, sono ben felice di risponderti, apprezzo molto le critiche sia negative che positive perché penso che siano in ogni caso costruttive e servano per far crescere l’autore e fargli eventualmente capire i propri errori. Poi come ti ho scritto pomeriggio avevo bisogno di un po’ di tempo per elaborare la risposta 😀 A presto Giulia e grazie per l’attenzione.

      • Grazie per la lunga lettera, immagino di averti rubato del tempo e questo mi porta a scusarmi con te per aver insistito ieri. Devi sapere che io sono una lettrice, per cui ho bisogno di capire quello che leggo, sempre. Nella mia piccola casa c’è solo una stanza arredata ed è la biblioteca. Leggo due romanzi la settimana. Passione ereditata da mio padre, un docente di lettere e filosofia. Perciò perdona lo zelo, ti prego.
        Detto questo, alla luce della tua spiegazione, devo farti un appunto: nulla deve essere spiegato postumo. Significa che qualcosa non è andato nel verso giusto nella scrittura o nel dipanarsi della trama. Un consiglio per il futuro, insomma. 🙂 Anche perché, visti i rislvolti gravosi del gesto di Gaia ( mettere il braccialetto nella borsetta) verrebbe da chiedersi: perché lo ha fatto?
        A rileggerti.

        • Ciao Giulia, figurati ci mancherebbe. In effetti credo dipenda molto da come si vuol impostare la storia, ad esempio se si vuole mantenere un costante clima di mistero è più facile che i nodi vengano sciolti nell’epilogo.
          Alla domanda “perché lo ha fatto” rispondo nel seguente modo: la protagonista in questo caso è stata sopraffatta da un senso di vendetta e giustizia che l’ha portata a commettere questo gesto estremo. Quando entrano in gioco sentimenti forti come la vendetta è più facile agire irrazionalmente, d’istinto insomma, e rendersi conto solo con il senno di poi di quanto siano gravi o meno le conseguenze dell’azione in se commessa. Grazie mille per l’attenzione; se hai altre obiezioni sono a tua disposizione 🙂

    • Ciao grazie mille per il tuo commento positivo. Mi fa molto piacere che la storia nel suo complesso ti sia piaciuta, e spero proprio che ti sia rimasta quella sensazione che per quanto mi riguarda, mi pervade dopo aver letto un bel libro. Grazie ancora 😀

    • Ciao Emanuele grazie per essere passato. Ti ringrazio anche per il tuo commento positivo e pieno di entusiasmo, sono contenta 🙂 In effetti anche a me piacerebbe approfondire la storia, vedremo dai, ma certamente si potrebbe pensare ad un seguito 😉 😀 Ahahaah

    • Ciao Napo! grazie mille per il tuo commento, sono molto contenta che questo finale (effettivamente ancora una volta diverso dagli altri episodi) ti sia piaciuto! Dunque ora non saprei, in effetti questo è (in tutti i sensi) il mio primo racconto portato a termine, quindi non so se approfondirlo o passare ad altro. Probabilmente approfondirò.
      Sai quando la storia ti prende vorresti che non finisse mai. 🙂

  • La storia è molto carina, l’ho letta tutta d’un fiato! Ho votato per l’assoluzione della professoressa perché le prove della violenza sessuale ci sono ma resta il fatto che le conosce solo Gaia. Inoltre la professoressa è si la prima sospettata di omicidio per tutto quello che ha fatto ma Valentina non ha nemmeno specificato da chi fosse seguita, quindi potrebbe essere stato chiunque a ucciderla. Poi giunto a questo punto l’assassino se fosse stato correlato alla vicenda della violenza sessuale avrebbe dovuto uccidere anche Gaia considerando che anch’essa era a conoscenza di questo “segreto”. Quanto all’opzione di coinvolgere anche Dave per la partecipazione all’omicidio non lo so, non ce la vedo una madre che coinvolge il figlio adolescente (o quasi) nell’omicidio di una ragazza, per di più sua alunna della sua scuola, uccisa sul territorio della sua scuola. Il mio voto dunque va all’assoluzione anche se sono in netta minoranza com’era prevedibile. In ogni caso, anche se non dispiace assolutamente, la storia si è allontanata dal genere erotico parecchi capitoli fa per seguire una vena piuttosto thriller, mi piace e aspetto con ansia di leggere il finale 😉

    • Ciao Mia innanzitutto ti ringrazio per aver votato e commentato 😀 Anche se non è l’opzione più votata, la tua critica in relazione alla scelta dell’assoluzione non fa assolutamente una piega, e segue uno dei fili logici che avevo ipotizzato per il finale. E sono anche contenta che il racconto in sé, al di la del genere, ti piaccia. Darò il massimo per il capitolo finale e spero dunque che anche l’epilogo possa catturare la tua attenzione! A presto 😀 e grazie ancora

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