G come Gaia

Dove eravamo rimasti?

(curiosità da parte dell'autrice: voi cosa pensavate di trovare nel cassetto?) MA ORA LA VERA DOMANDA: DAVE E' IL PERSONAGGIO BUONO E' A CONOSCENZA DEL REATO COMMESSO DALLA MADRE (41%)

Decisione imminente

“Va’ ad aprire!”

“non ci penso proprio”

“Gaiaa!” urlò la madre

“ e va bene.. va bene..”

Si alzò dal divano e, più svogliata del solito si trascinò alla porta, aprendola senza nemmeno chiedere chi fosse.

Bè, forse, avrebbe dovuto farlo.

Il telecomando della TV le scivolò di mano, cadde per terra e si ruppe, e se Gaia non si fosse sorretta alla maniglia avrebbe fatto la stessa fine di quel povero telecomando; ora ridotto in pezzi.

“te l’ho detto che ogni volta che mi vede sembra che qualcuno le punti un coltello alla gola..” disse ridendo

“D.. Dave? Cosa ci fai qui?” chiese imbarazzata mentre per non arrossire ancora di più di quanto già non lo fosse, raccoglieva i suoi capelli in una folta coda di cavallo.

“Eccoci” disse la madre di Gaia, mentre sistemandosi la giacca, si avvicinava alla figlia

“prego prego entrate” proseguì piantandosi davanti alla ragazza, rimasta imbambolata sulla soglia di casa.

Quando sua madre accostò la porta finestra, disse

“Gaia lui è il figlio della tua professoressa. Si chiama D..” 

“so chi è lui” la interruppe scontrosamente la figlia

Di colpo la calorosa atmosfera, profusa principalmente dalla madre di Gaia; si tramutò in un silenzio concretissimo e pungente.

Perciò per rimediare, la ragazza cercando di addolcire i toni, aggiunse “già conosciuto”

“ah bene! ..Allora professoressa Bacco possiamo recarci nel mio studio. Prego..” proferì la madre accompagnando le sue parole con un cortese gesto della mano.

Intanto mentre le due mamme si occupavano di faccende burocratiche nello studio di casa Crisoprasio, Dave e Gaia ingannavano l’attesa nell’immenso giardino, dell’immensa villa.

Continuavano a passeggiare sul vialetto, percorrendolo mille volte.

“Non sapevo che tu fossi suo..”

“Oh tu non sai molte cose..” intervenne Dave pensieroso

Continuava a guardare a terra, evitando lo sguardo di lei.

“stai bene?” chiese Gaia

Dave la guardò per un tempo lunghissimo negli occhi e poi le disse

“devo dirti una cosa”

Gaia deglutì silenziosamente, e cercando di essere il più spontanea possibile rispose

“ti ascolto”

Dave bisbigliò solo tre parole.

Tre semplici parole che avrebbero cambiato il corso della storia a partire dal quel pomeriggio.

Gaia cercò di non far filtrare nessuna emozione. Nessun sentimento. Nessuna sensazione. Niente. Ma non ci riuscì; perché del resto, noi siamo fatti di tutto tranne che di niente.

“Gaia tu mi piaci molto.. ma.. non penso…” incominciò a dire Dave

“ho capito” rispose rammaricata

“Andrà tutto bene, non ci sono prove, andrà tutto b..” continuava a dire quasi tra se e sé come per auto-convincersi.

“voglio dire..” riprese il controllo della conversazione, accorgendosi di avere ancora accanto Gaia. In ascolto.

“io devo starle vicino, nel bene o nel male. E’ mia madre” confessò

“..e proprio perché mi piaci non voglio che tu sia coinvolta”

Gaia non rispose, perché tanto ormai sapeva già di esserlo.

Finito l’incontro, Dave attendeva sulla soglia di casa, la professoressa che era andata in bagno al piano di sopra.

La madre di Gaia intanto, spinta più dal senso di educazione che non da un vero interesse, conversava con il brillante figlio della sua ricchissima cliente.

Fu in quell’istante, all’oscuro da tutti, che Gaia prese la sua decisione.

Si fiondò in camera, infilò dei guanti, estrasse il braccialetto dalla busta, lo ripulì e poi si diresse nello studio della madre dove la professoressa aveva momentaneamente lasciato borsa e cappotto per andare nel bagno, dislocato all’interno dello studio medesimo. Già, la madre di Gaia aveva uno smisurato senso della privacy, forse dettato dal suo lavoro o forse perché credeva davvero che il bagno fosse l’unico posto nel quale ogni persona può riflettere in santa pace, senza essere disturbata da nessuno.

Più veloce di un’antilope e più silenziosa di un giaguaro, aprì la borsa, e notò al suo interno un doppio taschino con cerniera, così vi infilò il braccialetto ed uscì dallo studio.

Nessuna donna sa cosa ha nella sua borsa. Figuriamoci in un doppio taschino interno con cerniera.

Dopo che Gaia per l’ultima volta salutò Dave con un’amorevole bacio; si lasciò andare ad un sospiro di sollievo.

“Fiuuu” disse mentre si passava una mano sulla fronte

“è filato tutto liscio..”

“Gaia?” chiamò la madre

“si?”

“come mai indossi i guanti di lana in casa?” chiese

Gaia estrasse l’altra mano dalla tasca del gilè. Se le guardò entrambe per qualche secondo, poi si schiarì la voce cercando di trovare una giustificazione plausibile a quella situazione bizzarra

“lo sporco” sussurrò tra se e se

“si..ma certo..” disse fiera “ lo sporco!” e scoppiò in una risata vincente

“voglio dire…”

“lo sporco” ribadì seria

“Tesoro?” domandò ancora sua madre

“Si mamma?”

“Sei strana..”

“Credo sia solo una tua impressione” rispose facendo spallucce

“la nuova domestica non va bene.. polvere ovunque! solo polvere! polvere!”

E continuò a lanciare parole al vento finché non si rintanò nella sua camera.

Poi mentre pensava a quanto aveva appena commesso, disse sussurrando:

“Perdonami,ma, a volte per fare giustizia bisogna privarsene.”

Nell'episodio finale...

  • la professoressa viene assolta (18%)
    18
  • Anche Dave viene condannato insieme alla professoressa per concorso in omicidio e violenza (50%)
    50
  • la professoressa viene condannata per omocidio doloso più reato di violenza sessuale (32%)
    32
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336 Commenti

  • lo avevo detto io, che avresti scritto un finale da urlo!!!
    bellissimo, ho gradito molto, tutto e andato come mi aspettavo…x un attimo però ho pensato che si ammazzasse x davvero!!!!!menomale ci ha ripensato!!!!inoltre, ho apprezzato la scelta coraggiosa di sacrificare il suo amore x Dave…
    complimenti davvero, ti aspetto sempre da me x ogni prossimo capitolo…intanto sento di darti un consiglio che magari ti ha dato anche qualcun altro….scrivi un altro racconto continuando questa bellissima storia….magari Dave esce dal carcere, pentito, e Gaia potrà vivere la sua storia d amore, così non tutto sarà perduto e i suoi tormenti interiori avranno fine…
    baci e a prestissimo!!!!

  • Non male come finale. Ammetto che l’ho trovato complesso. Il pensiero del suicidio mi è sembrato un senso di colpa un po’ tardivo. Per fortuna che ci ha ripensato e ha deciso di continuare a vivere. E parole del pensiero che ha messo alla fine mi sono piaciute. Ah! Anche se in ritardo complimenti per la copertina.

  • Vedo che sono l’unica a cui non hai risposto. I complimenti non servono a niente, se non si è autocritici. Tra l’altro volevo solo capire due cose su una storia che ho sempre seguito. E non per i voti, dato che io leggo, non scrivo, quindi non fingo di sguirti per i voti. Evidentemente non si può non capire qualcosa. Chiedo venia.

    • ciao giulia scusami ti rispondo al volo, credo che le mie intenzioni siano state fraintese, non ho risposto al tuo commento perché effettivamente è quello più complesso, e avevo intenzione di occuparmene stasera con calma, dato che non sono a casa e non ho molto tempo, infatti se noti le risposte che ho dato sono abbastanza concise, per quanto riguarda le tue osservazioni, molto profonde e accurate, avevo pensato ad una risposta più elaborata. Quindi perdonami. Se sei ancora interessata stasera rispondo! a dopo

  • Voglio essere sincera, non te la prendere:
    innanzitutto brava, l’ultimo episodio è molto ben scritto.
    Però non ho capito che ha fatto Gaia. Cioè ho capito che professoressa e Dave sono finiti dentro, ma Gaia che ha fatto? Si voleva suicidare per aver sacrificato qualcuno? Ma chi ha sacrificato? Ti assicuro che ho letto tutta la storia ma forse sta cosa mi è sfuggita prima, non lo so, perché non l’ho capita ora.
    Scusa, magari sono di coccio, ma se me lo spieghi sono contenta.

    • Ciao Giulia, eccomi ora sono a tua completa disposizione! Dunque innanzitutto ti ringrazio per aver commentato, e chiedo scusa per il malinteso, sono ben lieta di rispondere alle tue domande e di chiarire l’idea alla base dell’episodio finale, ci mancherebbe. Anzi probabilmente se il messaggio finale non è filtrato forse mi sono espressa male io, oppure ho tralasciato qualche elemento, e ti ringrazio per avermelo fatto notare, perché per me la cosa più importante è che il messaggio passi e arrivi al lettore.
      Gaia voleva suicidarsi ma alla fine ha desistito dal farlo, e questo perché da autrice credo che l’istinto alla sopravvivenza sia una caratteristica intrinseca ad ogni essere umano. Gli esseri viventi sopravvivono in un determinato Habitat, magari si adattano anche ma di certo non rincorrono la morte. Dunque Gaia voleva suicidarsi, ma come ben mi hai fatto notare anche tu, perché? Sostanzialmente per due motivi molto importanti: il primo è il senso di colpa che ogni giorno diventava più forte, il secondo perché è stata lei a mettere il braccialetto di Valentina nella borsa della professoressa, quindi tecnicamente è stata lei a costruire le prove che hanno portato all’incriminazione, in quanto giuridicamente parlando le testimonianze, se queste non sono supportate da elementi concreti, difficilmente fungono da prove probatorie in un processo. Ma attenzione! ciò che logora ancora di più Gaia è l’incertezza ” il dubbio di non sapere la verità” perché non avendo confessato niente a nessuno, cioè non essendosi costituita, non saprà mai se le sue azioni abbiano inciso sulla sentenza definitiva di condanna oppure no. In sostanza Gaia ha inquinato le prove e non può parlare, perché se lo facesse, anche lei verrebbe indagata e probabilmente incriminata appunto per inquinamento di prove o intralcio alle indagini e via dicendo. Per quanto riguarda il sacrificio, con questo termine mi riferisco a Dave, in quanto Gaia ne era innamorata e ha sacrificato l’ amore verso di lui per nascondere un segreto ancora più grande, o meglio un segreto che contiene un’altro segreto: la morte di Valentina in primis e poi l’azione compiuta da Gaia stessa (il braccialetto). Inoltre, e magari quest’aspetto è emerso di meno, ho tentato di raffigurare Dave come il dolce incubo di Gaia, infatti se noti al primo capitolo cito testualmente : “Non vedeva l’ora che arrivasse settembre. Perché? Perché avrebbe potuto rivedere il suo più dolce incubo”. Sono dell’opinione che in ognuno di noi ci sia un lato buono e dolce e un lato cattivo e Dave lo conferma nel momento in cui decide di difendere la madre, ma anche Gaia conferma questa tesi nel momento in cui decide di inquinare le prove. Infine nota come tutta la storia è percorsa fin dall’inizio in flashback, indietro di un’anno, e in chiusura, nell’episodio finale mi piaceva l’idea di tornare al presente ovvero un’anno dopo, per dare una svolta al racconto. Spero di essere stata chiara, se hai ancora dubbi o perplessità, o vuoi fare qualche altra domanda, sono ben felice di risponderti, apprezzo molto le critiche sia negative che positive perché penso che siano in ogni caso costruttive e servano per far crescere l’autore e fargli eventualmente capire i propri errori. Poi come ti ho scritto pomeriggio avevo bisogno di un po’ di tempo per elaborare la risposta 😀 A presto Giulia e grazie per l’attenzione.

      • Grazie per la lunga lettera, immagino di averti rubato del tempo e questo mi porta a scusarmi con te per aver insistito ieri. Devi sapere che io sono una lettrice, per cui ho bisogno di capire quello che leggo, sempre. Nella mia piccola casa c’è solo una stanza arredata ed è la biblioteca. Leggo due romanzi la settimana. Passione ereditata da mio padre, un docente di lettere e filosofia. Perciò perdona lo zelo, ti prego.
        Detto questo, alla luce della tua spiegazione, devo farti un appunto: nulla deve essere spiegato postumo. Significa che qualcosa non è andato nel verso giusto nella scrittura o nel dipanarsi della trama. Un consiglio per il futuro, insomma. 🙂 Anche perché, visti i rislvolti gravosi del gesto di Gaia ( mettere il braccialetto nella borsetta) verrebbe da chiedersi: perché lo ha fatto?
        A rileggerti.

        • Ciao Giulia, figurati ci mancherebbe. In effetti credo dipenda molto da come si vuol impostare la storia, ad esempio se si vuole mantenere un costante clima di mistero è più facile che i nodi vengano sciolti nell’epilogo.
          Alla domanda “perché lo ha fatto” rispondo nel seguente modo: la protagonista in questo caso è stata sopraffatta da un senso di vendetta e giustizia che l’ha portata a commettere questo gesto estremo. Quando entrano in gioco sentimenti forti come la vendetta è più facile agire irrazionalmente, d’istinto insomma, e rendersi conto solo con il senno di poi di quanto siano gravi o meno le conseguenze dell’azione in se commessa. Grazie mille per l’attenzione; se hai altre obiezioni sono a tua disposizione 🙂

    • Ciao grazie mille per il tuo commento positivo. Mi fa molto piacere che la storia nel suo complesso ti sia piaciuta, e spero proprio che ti sia rimasta quella sensazione che per quanto mi riguarda, mi pervade dopo aver letto un bel libro. Grazie ancora 😀

    • Ciao Emanuele grazie per essere passato. Ti ringrazio anche per il tuo commento positivo e pieno di entusiasmo, sono contenta 🙂 In effetti anche a me piacerebbe approfondire la storia, vedremo dai, ma certamente si potrebbe pensare ad un seguito 😉 😀 Ahahaah

    • Ciao Napo! grazie mille per il tuo commento, sono molto contenta che questo finale (effettivamente ancora una volta diverso dagli altri episodi) ti sia piaciuto! Dunque ora non saprei, in effetti questo è (in tutti i sensi) il mio primo racconto portato a termine, quindi non so se approfondirlo o passare ad altro. Probabilmente approfondirò.
      Sai quando la storia ti prende vorresti che non finisse mai. 🙂

  • La storia è molto carina, l’ho letta tutta d’un fiato! Ho votato per l’assoluzione della professoressa perché le prove della violenza sessuale ci sono ma resta il fatto che le conosce solo Gaia. Inoltre la professoressa è si la prima sospettata di omicidio per tutto quello che ha fatto ma Valentina non ha nemmeno specificato da chi fosse seguita, quindi potrebbe essere stato chiunque a ucciderla. Poi giunto a questo punto l’assassino se fosse stato correlato alla vicenda della violenza sessuale avrebbe dovuto uccidere anche Gaia considerando che anch’essa era a conoscenza di questo “segreto”. Quanto all’opzione di coinvolgere anche Dave per la partecipazione all’omicidio non lo so, non ce la vedo una madre che coinvolge il figlio adolescente (o quasi) nell’omicidio di una ragazza, per di più sua alunna della sua scuola, uccisa sul territorio della sua scuola. Il mio voto dunque va all’assoluzione anche se sono in netta minoranza com’era prevedibile. In ogni caso, anche se non dispiace assolutamente, la storia si è allontanata dal genere erotico parecchi capitoli fa per seguire una vena piuttosto thriller, mi piace e aspetto con ansia di leggere il finale 😉

    • Ciao Mia innanzitutto ti ringrazio per aver votato e commentato 😀 Anche se non è l’opzione più votata, la tua critica in relazione alla scelta dell’assoluzione non fa assolutamente una piega, e segue uno dei fili logici che avevo ipotizzato per il finale. E sono anche contenta che il racconto in sé, al di la del genere, ti piaccia. Darò il massimo per il capitolo finale e spero dunque che anche l’epilogo possa catturare la tua attenzione! A presto 😀 e grazie ancora

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