G come Gaia

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede e perchè? Gaia sa di essere nei guai per quello che ha visto ed escogita un piano. (75%)

Variabile X

Gaia correva.

Correva come non aveva mai fatto. Passo dopo passo, sempre più veloce.

Svoltato l’angolo si trovò di fronte la scalinata infinita. Sapeva che loro non sarebbero rimaste lì dove le aveva lasciate, così cominciò a saltare i gradini, due, tre, quattro alla volta e mentre si affrettava a raggiungere il piano terra sentì delle voci provenire dal corridoio.

Continuò a correre verso l’uscita finché non si ritrovò con il viso spiaccicato sul pavimento.

“Cazzo” disse cercando di mantenere i nervi saldi.

“ti sei fatta male?” rispose qualcuno da dietro.

“no no” balbettò mentre si alzava da terra.

Poi lentamente si voltò verso la voce alle sue spalle, e sgranò gli occhi.

“sei sicura? Dovresti andare in infermeria” sentenziò prendendola per un braccio

“ devo andare via..” disse Gaia con voce tremante.

Ma ormai era troppo tardi. Il rumore di tacchi si faceva sempre più vicino.

“Presto” disse Gaia.

Gettò dietro una panchina là vicino la felpa e lo zaino.

Gli sfilò di dosso il più velocemente possibile gli occhiali da sole e il cappellino, li indossò e poi lo baciò.

Valentina e la professoressa passarono davanti a Gaia.

Lei era lì, eppure non l’avevano vista.

Gaia allontanò le sue labbra da quelle del ragazzo solo quando il silenzio venne spezzato dal rumore di una macchina che abbandonava la scuola.

“..Sc-scusami..” disse leggermente imbarazzata.

“Oh.. bè.. di certo non me l’aspettavo! Tutto questo solo per averti consigliato di andare in infermeria?” chiese curioso

Gaia scoppiò a ridere e, tra le sue guance rosse per l’imbarazzo e i suoi occhi umidi per la paura disse “Sc-scusami davvero..dev..devo andare” concluse leggermente mortificata e si incamminò verso il portone.

lui si schiarì la voce e poi con espressione divertita chiese “..e così… conosci in questo modo i ragazzi… ?” 

“Senti” rispose Gaia fermandosi di botto “Mi sono scusata, questo è quanto” aggiunse con tono sconvolto e occhi rabbiosi.

Mentre Gaia si dirigeva al parcheggio, ringraziava Dio o chiunque ci fosse lassù per avergli fatto riverniciare la moto di rosso proprio quel lunedì mattina, e non un mese prima come avrebbe voluto, quando ancora la scuola doveva finire e il nuovo colore del suo motorino, non sarebbe passato inosservato dinnanzi ai compagni di classe, Valentina, e il resto della scuola.

“certo che hai fatto un bel volo” disse il ragazzo camminando dietro di lei

“non sarebbe successo se le persone, invece che buttare i rifiuti nel cestino, li gettano a terra” lo aggredì Gaia

“Non usi il casco?” domandò il ragazzo cambiando discorso.

Gaia sapeva che non poteva tornare a riprenderlo in classe.

“l’ho dimenticato a casa” affermò.

“Ah.. comunque ..piacere io sono Dave” disse ridendo.

Porse la mano a Gaia ma lei, letteralmente incantata dal suo sorriso, rimase impalata. Certo, voleva rispondergli ma le parole si soffocarono tra di loro in gola.

Mentre il ragazzo faceva dietro front, Gaia all’improvviso, come se si fosse appena svegliata dal suo più dolce incubo, gridò

“Sono Gaia”

“Sei carina” urlò Dave

Gaia era una di quelle ragazze che fin da piccola, per la propria bellezza era stata abituata a ricevere i più svariati complimenti, eppure, ella non sopportava che le persone la guardassero come se fosse un preziosissimo diamante. A eccezione di Dave.

“sezione?” chiese Gaia

“ah nono.. io ho già finito. Sono venuto a prendere mio fratello” disse e scomparve.

Mentre era a bordo dello scooter, Gaia pensava.

Dunque cosa avrebbe fatto?

Lì per lì pensò che la soluzione migliore sarebbe stata quella di andare in commissariato; ma poi cosa avrebbe potuto dire? E sopratutto, quanto sarebbe stata affidabile la sua testimonianza senza prove?

Quando il sole, ormai già tramontato, si mise da parte per far spazio alle ombre, Gaia arrivò a casa.

Non c’era nessuno.

I suoi genitori erano partiti per le ferie, le sue amiche, anche.

Era sola.

Dopo essersi accertata di aver chiuso tutte le finestre e le porte dall’interno, si diresse in cucina, aprì il frigo e si versò un bicchiere di vino bianco.

Doveva riflettere, e non c’era niente di meglio di un bel calice per snebbiare la mente.

Ora, sapeva quello che doveva fare.

Prima di tutto estrasse il cellulare dalla tasca del giubbotto, e visualizzò la chiamata.

Il numero non compariva tra i suoi contatti della rubrica, così richiamò e rimase in attesa, ma dall’altra parte della cornetta solo silenzio. All’improvviso sentì riagganciare, così insospettita salvò il numero come “attenzione”

Andò nello studio della mamma, con il mac sotto braccio. Lo sistemò sul tavolo, prese il codice penale dalla piccola biblioteca dietro la scrivania, infine prese un foglio e una penna e iniziò le sue ricerche. Raccolse tutto il materiale che le occorreva, e si mise all’opera.

Gaia era molto intelligente.

Così iniziò a fare congetture.

Rimase tutta la notte lì seduta, con una tazza di caffè tra le mani.

Una parte del suo cervello, viaggiando a velocità smisurata, continuava ad elaborare dati e a calcolare variabili, l’altra invece, si era fermata al suo primo bacio.

GAIA DEVE AGIRE IL PRIMA POSSIBILE. TU, SE FOSSI IN LEI, COSA FARESTI?

  • -LUNEDI' RIMARREI A CASA,RISCHIANDO PERO' DI FAR INSOSPETTIRE VALENTINA E LA PROFESSORESSA. (9%)
    9
  • -LUNEDI' ANDREI A SCUOLA E DIREI A VALENTINA E ALLA PROFESSORESSA DRITTO IN FACCIA COME STANNO LE COSE. (18%)
    18
  • -LUNEDI' ANDREI A SCUOLA E FAREI FINTA DI NIENTE, MAGARI NON MI HANNO RICONOSCIUTA/O. (73%)
    73
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336 Commenti

  • lo avevo detto io, che avresti scritto un finale da urlo!!!
    bellissimo, ho gradito molto, tutto e andato come mi aspettavo…x un attimo però ho pensato che si ammazzasse x davvero!!!!!menomale ci ha ripensato!!!!inoltre, ho apprezzato la scelta coraggiosa di sacrificare il suo amore x Dave…
    complimenti davvero, ti aspetto sempre da me x ogni prossimo capitolo…intanto sento di darti un consiglio che magari ti ha dato anche qualcun altro….scrivi un altro racconto continuando questa bellissima storia….magari Dave esce dal carcere, pentito, e Gaia potrà vivere la sua storia d amore, così non tutto sarà perduto e i suoi tormenti interiori avranno fine…
    baci e a prestissimo!!!!

  • Non male come finale. Ammetto che l’ho trovato complesso. Il pensiero del suicidio mi è sembrato un senso di colpa un po’ tardivo. Per fortuna che ci ha ripensato e ha deciso di continuare a vivere. E parole del pensiero che ha messo alla fine mi sono piaciute. Ah! Anche se in ritardo complimenti per la copertina.

  • Vedo che sono l’unica a cui non hai risposto. I complimenti non servono a niente, se non si è autocritici. Tra l’altro volevo solo capire due cose su una storia che ho sempre seguito. E non per i voti, dato che io leggo, non scrivo, quindi non fingo di sguirti per i voti. Evidentemente non si può non capire qualcosa. Chiedo venia.

    • ciao giulia scusami ti rispondo al volo, credo che le mie intenzioni siano state fraintese, non ho risposto al tuo commento perché effettivamente è quello più complesso, e avevo intenzione di occuparmene stasera con calma, dato che non sono a casa e non ho molto tempo, infatti se noti le risposte che ho dato sono abbastanza concise, per quanto riguarda le tue osservazioni, molto profonde e accurate, avevo pensato ad una risposta più elaborata. Quindi perdonami. Se sei ancora interessata stasera rispondo! a dopo

  • Voglio essere sincera, non te la prendere:
    innanzitutto brava, l’ultimo episodio è molto ben scritto.
    Però non ho capito che ha fatto Gaia. Cioè ho capito che professoressa e Dave sono finiti dentro, ma Gaia che ha fatto? Si voleva suicidare per aver sacrificato qualcuno? Ma chi ha sacrificato? Ti assicuro che ho letto tutta la storia ma forse sta cosa mi è sfuggita prima, non lo so, perché non l’ho capita ora.
    Scusa, magari sono di coccio, ma se me lo spieghi sono contenta.

    • Ciao Giulia, eccomi ora sono a tua completa disposizione! Dunque innanzitutto ti ringrazio per aver commentato, e chiedo scusa per il malinteso, sono ben lieta di rispondere alle tue domande e di chiarire l’idea alla base dell’episodio finale, ci mancherebbe. Anzi probabilmente se il messaggio finale non è filtrato forse mi sono espressa male io, oppure ho tralasciato qualche elemento, e ti ringrazio per avermelo fatto notare, perché per me la cosa più importante è che il messaggio passi e arrivi al lettore.
      Gaia voleva suicidarsi ma alla fine ha desistito dal farlo, e questo perché da autrice credo che l’istinto alla sopravvivenza sia una caratteristica intrinseca ad ogni essere umano. Gli esseri viventi sopravvivono in un determinato Habitat, magari si adattano anche ma di certo non rincorrono la morte. Dunque Gaia voleva suicidarsi, ma come ben mi hai fatto notare anche tu, perché? Sostanzialmente per due motivi molto importanti: il primo è il senso di colpa che ogni giorno diventava più forte, il secondo perché è stata lei a mettere il braccialetto di Valentina nella borsa della professoressa, quindi tecnicamente è stata lei a costruire le prove che hanno portato all’incriminazione, in quanto giuridicamente parlando le testimonianze, se queste non sono supportate da elementi concreti, difficilmente fungono da prove probatorie in un processo. Ma attenzione! ciò che logora ancora di più Gaia è l’incertezza ” il dubbio di non sapere la verità” perché non avendo confessato niente a nessuno, cioè non essendosi costituita, non saprà mai se le sue azioni abbiano inciso sulla sentenza definitiva di condanna oppure no. In sostanza Gaia ha inquinato le prove e non può parlare, perché se lo facesse, anche lei verrebbe indagata e probabilmente incriminata appunto per inquinamento di prove o intralcio alle indagini e via dicendo. Per quanto riguarda il sacrificio, con questo termine mi riferisco a Dave, in quanto Gaia ne era innamorata e ha sacrificato l’ amore verso di lui per nascondere un segreto ancora più grande, o meglio un segreto che contiene un’altro segreto: la morte di Valentina in primis e poi l’azione compiuta da Gaia stessa (il braccialetto). Inoltre, e magari quest’aspetto è emerso di meno, ho tentato di raffigurare Dave come il dolce incubo di Gaia, infatti se noti al primo capitolo cito testualmente : “Non vedeva l’ora che arrivasse settembre. Perché? Perché avrebbe potuto rivedere il suo più dolce incubo”. Sono dell’opinione che in ognuno di noi ci sia un lato buono e dolce e un lato cattivo e Dave lo conferma nel momento in cui decide di difendere la madre, ma anche Gaia conferma questa tesi nel momento in cui decide di inquinare le prove. Infine nota come tutta la storia è percorsa fin dall’inizio in flashback, indietro di un’anno, e in chiusura, nell’episodio finale mi piaceva l’idea di tornare al presente ovvero un’anno dopo, per dare una svolta al racconto. Spero di essere stata chiara, se hai ancora dubbi o perplessità, o vuoi fare qualche altra domanda, sono ben felice di risponderti, apprezzo molto le critiche sia negative che positive perché penso che siano in ogni caso costruttive e servano per far crescere l’autore e fargli eventualmente capire i propri errori. Poi come ti ho scritto pomeriggio avevo bisogno di un po’ di tempo per elaborare la risposta 😀 A presto Giulia e grazie per l’attenzione.

      • Grazie per la lunga lettera, immagino di averti rubato del tempo e questo mi porta a scusarmi con te per aver insistito ieri. Devi sapere che io sono una lettrice, per cui ho bisogno di capire quello che leggo, sempre. Nella mia piccola casa c’è solo una stanza arredata ed è la biblioteca. Leggo due romanzi la settimana. Passione ereditata da mio padre, un docente di lettere e filosofia. Perciò perdona lo zelo, ti prego.
        Detto questo, alla luce della tua spiegazione, devo farti un appunto: nulla deve essere spiegato postumo. Significa che qualcosa non è andato nel verso giusto nella scrittura o nel dipanarsi della trama. Un consiglio per il futuro, insomma. 🙂 Anche perché, visti i rislvolti gravosi del gesto di Gaia ( mettere il braccialetto nella borsetta) verrebbe da chiedersi: perché lo ha fatto?
        A rileggerti.

        • Ciao Giulia, figurati ci mancherebbe. In effetti credo dipenda molto da come si vuol impostare la storia, ad esempio se si vuole mantenere un costante clima di mistero è più facile che i nodi vengano sciolti nell’epilogo.
          Alla domanda “perché lo ha fatto” rispondo nel seguente modo: la protagonista in questo caso è stata sopraffatta da un senso di vendetta e giustizia che l’ha portata a commettere questo gesto estremo. Quando entrano in gioco sentimenti forti come la vendetta è più facile agire irrazionalmente, d’istinto insomma, e rendersi conto solo con il senno di poi di quanto siano gravi o meno le conseguenze dell’azione in se commessa. Grazie mille per l’attenzione; se hai altre obiezioni sono a tua disposizione 🙂

    • Ciao grazie mille per il tuo commento positivo. Mi fa molto piacere che la storia nel suo complesso ti sia piaciuta, e spero proprio che ti sia rimasta quella sensazione che per quanto mi riguarda, mi pervade dopo aver letto un bel libro. Grazie ancora 😀

    • Ciao Emanuele grazie per essere passato. Ti ringrazio anche per il tuo commento positivo e pieno di entusiasmo, sono contenta 🙂 In effetti anche a me piacerebbe approfondire la storia, vedremo dai, ma certamente si potrebbe pensare ad un seguito 😉 😀 Ahahaah

    • Ciao Napo! grazie mille per il tuo commento, sono molto contenta che questo finale (effettivamente ancora una volta diverso dagli altri episodi) ti sia piaciuto! Dunque ora non saprei, in effetti questo è (in tutti i sensi) il mio primo racconto portato a termine, quindi non so se approfondirlo o passare ad altro. Probabilmente approfondirò.
      Sai quando la storia ti prende vorresti che non finisse mai. 🙂

  • La storia è molto carina, l’ho letta tutta d’un fiato! Ho votato per l’assoluzione della professoressa perché le prove della violenza sessuale ci sono ma resta il fatto che le conosce solo Gaia. Inoltre la professoressa è si la prima sospettata di omicidio per tutto quello che ha fatto ma Valentina non ha nemmeno specificato da chi fosse seguita, quindi potrebbe essere stato chiunque a ucciderla. Poi giunto a questo punto l’assassino se fosse stato correlato alla vicenda della violenza sessuale avrebbe dovuto uccidere anche Gaia considerando che anch’essa era a conoscenza di questo “segreto”. Quanto all’opzione di coinvolgere anche Dave per la partecipazione all’omicidio non lo so, non ce la vedo una madre che coinvolge il figlio adolescente (o quasi) nell’omicidio di una ragazza, per di più sua alunna della sua scuola, uccisa sul territorio della sua scuola. Il mio voto dunque va all’assoluzione anche se sono in netta minoranza com’era prevedibile. In ogni caso, anche se non dispiace assolutamente, la storia si è allontanata dal genere erotico parecchi capitoli fa per seguire una vena piuttosto thriller, mi piace e aspetto con ansia di leggere il finale 😉

    • Ciao Mia innanzitutto ti ringrazio per aver votato e commentato 😀 Anche se non è l’opzione più votata, la tua critica in relazione alla scelta dell’assoluzione non fa assolutamente una piega, e segue uno dei fili logici che avevo ipotizzato per il finale. E sono anche contenta che il racconto in sé, al di la del genere, ti piaccia. Darò il massimo per il capitolo finale e spero dunque che anche l’epilogo possa catturare la tua attenzione! A presto 😀 e grazie ancora

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