Dove eravamo rimasti?
10. Il tempo del noce
L’albero era vecchio ma ancora robusto, i suoi rami protesi come un ombrello sul terreno erboso.
Tutto intorno al noce sembrava sacro ed incontaminato, dai rami spessi come corde fino alle pietre, disposte intorno al tronco come perle sul collo di una dama.
La stessa luna, brillante in un cielo senza nubi, splendeva su una terra selvaggia ed incontaminata, almeno in apparenza lontana dalla civiltà. Unici segni della presenza umana, i ruderi di una vecchia casa colonica ed un gruppo di persone, seminascoste da un grosso ammasso di cespugli.
“Siamo nel posto giusto?” Marco odiava il suo tono da piagnone ma non reggeva più lo stare sdraiato sul terreno umido, con gli arbusti che gli graffiavano la faccia.
“Sono venuto qui col Capitano, quando navigavamo.” Ninì era rimasto indietro, controllando qualcosa nel bagagliaio della vecchia Panda che avevano usato per arrivare fin lì.
Continuava a parlare: non si era mai fermato, da quando avevano lasciato la casa di Mariolina.
“Era un brutto periodo: eravamo pieni di debiti e gli Afraga ci stavano fregando col traffico di droga. Poi il Capitano si è chiuso in cabina con la moglie. Quando sono usciti ci hanno detto di venire qui con Mirko, lo slavo. Noi ci siamo fermati qui. Il capitano e la strega sono andati fino all’albero con lo slavo: al ritorno erano solo loro, inzuppati di sangue”. Si fermo, lo sguardo perso nella notte. “Il giorno dopo, le banche ci fecero credito, e la nave degli Afraga affondò”.
“E’ il posto giusto” il tono di sorella Assuntina era sicuro, con appena una punta di tensione“Ne parlano anche i documenti del processo a donna Rachele.
“Arr…” La voce di Lucilla era tutta un tremito, bassa eppure decisa. “Arrivano. La Madre ed una Sorella”. Il gruppo si azzittì: tutti rimasero immobili, tranne il dottor Landruschis che frugava nelle sua borsa, in cerca di qualcosa.
Due persone si stavano avvicinando al noce.
Sotto una luna piena e splendente le donne, alta e snella la prima, più tarchiata la seconda, si avvicinarono al noce. Entrambe erano vestite con una sorta di tunica e la prima portava in mano un calice dal bagliore metallico.
Arrivarono fino al noce e, come ubbidendo ad un comando silenzioso, si inginocchiarono sulle sue radici, il calice davanti a loro. Di colpo, si alzarono e la più alta fissava i cespugli. “Uscite”.
“Mamma!” Lucilla si era messa a correre, il volto spaccato da un sorriso infantile di pura gioia.
“Estranei!” Con un urlo di rabbia, la donna tarchiata aveva estratto un coltello. “Come osate!”
Il rombo aveva spaccato la notte tranquilla, quasi più sconvolgente dell’immagine della donna tarchiata che scivolava a terra, il volto devastato. Ninì, da parte sua era tranquillo: impugnava la pistola come chi lo aveva già fatto molte volte.
“Ben fatto Antonio” Assuntina si girò verso la figura alta, il volto rigido ed inumano come la corteccia del noce. “Sorella. Oggi finisce la storia della nostra famiglia. Oggi moriremo”.
“Sei sempre stata codarda, Assuntina” la strega aveva tirato indietro il cappuccio. Capelli marroni ed occhi di un verde infuocato puntavano i presenti “Sei fuggita nella fede, ed adesso speri che la morte possa fermare l’eredità dei Gianaria. Siamo, saremo sempre streghe.”.
“No! No!” Marco era saltato fuori dai cespugli, mettendosi a fianco della sorellastra. “Avevi detto che poteva essere salvata”.
“Non esiste salvezza terrena per le streghe” Ora Assuntina sembrava solo una vecchia stanca ed amareggiata. “Ho pregato a lungo. Ho mortificato lo spirito ed il corpo” Tirò su le mani del vestito, mostrando braccia segnate da tagli ed ustioni. “Poi, il Dio degli Eserciti mi ha parlato: devo purificare la mia famiglia col fuoco. Ninì ci sparerà, poi brucerà il noce”.
“Non può andare così” Marco stringeva Lucilla, come per evitare che la portassero via. “Dottore per favore ci aiuti”.
“Mi spiace è l’unica via. Lucilla ha già manifestato i suoi poteri. Ti ricordi il telefonino esploso in ospedale?” Landruschis era dietro la giovane: la teneva per il braccio, in mano aveva una siringa.
“Non preoccuparti, non soffrirà. Si addormenterà e poi, sarà tutto finito”.
Il capitano Palagonie fissava lo schermo del computer. Era tardi, aveva letto e riletto il rapporto e gli facevano male gli occhi. L’aria umida, che sembrava schiacciare la piccola caserma dei carabinieri, stimolava il suo mal di testa.
Il suo primo caso importante, un casino puro: quattro corpi, tre adulti ed un minore, giustiziati con un colpo alla testa e bruciati. Forse un omicidio rituale, forse opera della camorra, di sicuro pochi indizi.
A peggiorare le cose, l’omertà dei cittadini. Non sono fatti nostri, dicevano. Sono questioni di famiglia, ripetevano.

02/09/2019 at 14:57
Cari lettori, oggi si conclude il mio primo racconto.
Spero vi sia piaciuto e spero abbiate voglia di commentare. Scrivetemi cosa avete apprezzato e (ancora più importante) cosa non vi è piaciuto. Grazie a tutti per la collaborazione .-)
Continuate a seguirmi: entro metà settembre, inizierò il mio secondo racconto “Profondo Nero”.
22/08/2019 at 00:56
Oh santo cielo, sono confusa! Voto per la carica, mi sembra la reazione più istintiva… Che cosa ci stai raccontando? Temo di essermi persa. Per fortuna hai ancora due capitoli per sbrogliare la matassa e farci capire qualcosa. Aggiorna presto, mi raccomando!
22/08/2019 at 20:11
Ciao Valentina, è bello avere una lettrice così attenta!
Riguardo la storia, hai ragione: per ora è ancora oscura, ma spero che gli ultimi capitoli chiariscano tutto.
Grazie per il commento (e continua a seguirmi 🙂
17/07/2019 at 22:44
Arrivo tardi, ma questo titolo: “La pazienza è la virtù dei pazienti” mi ha già conquistato.
Leggerò con interesse.
16/08/2019 at 16:57
Gallo, Grazie! è sempre bello avere un lettore in più
16/07/2019 at 14:12
A livello letterario scrivi davvero bene, non c’è che dire. Ho divorato l’incipit e questi primi 6 capitoli alla velocità della luce. Hai uno stile scorrevole e incalzante e dei personaggi ben fatti, anche se appena tratteggiati. Mi ha stupita poi la naturalezza con cui in pochi paragrafi hai raccontato il passato del protagonista all’inizio, ci vuole maestria per farlo così bene.
La scrittura presenta qualche problema a livello grammaticale e ci sono troppe “d” eufoniche, ma questo non mi ha fermata dal seguirti, perché la trama è interessante. Ti inviterei solo a rileggere con attenzione prima di pubblicare, per evitare refusi e vere e proprie mancanze all’interno delle frasi, che spesso si interrompono all’improvviso o hanno le parole mozzate, rendendo difficile la comprensione.
Vedo che il racconto è vecchio di cinque anni, forse non hai intenzione di portarlo a termine, ma io voto lo stesso: “via libera”.
16/08/2019 at 17:22
Valentina, ti ringrazio per i complimenti e (sopratutto) per le correzioni. Da oggi, cercherò di rileggere meglio.
Grazie anche per il discorso sulle “d”: da solo, non l’avrei mai notato.
Per quanto riguarda la continuazione della storia ho deciso di portarla a termine. Anzi, conto di offrire un nuovo episodio entro la fine di questa settimana.
07/09/2014 at 20:17
Non lo farei ancora per morto… Per me è in ospedale, lo disturberanno
18/08/2014 at 14:18
È il dottore 🙂 scopriamo qualcosa su Annalisa
18/08/2014 at 11:22
Ho scelto l’opzione più votata, il dottor Landruschis. A te la tastiera.
05/08/2014 at 20:20
Il dottor Landruschis. Storia interessante, mi hai ricordato un romanzo che ho letto da ragazza. Se vuoi passare da me mi farà piacere.
05/08/2014 at 20:19
Il dottor Landruschis. Storia interessante, mi hai ricordato un romanzo che ho letto da ragazza.
03/08/2014 at 17:48
Il dottore li scopre ed è abbastanza arrabbiato!
29/07/2014 at 23:42
ehilà ho votato per : entrano senza permesso!
Bell’inizio ti seguo,
Vieni a trovarmi!
So che il genere nel quale ho inserito il romanzo è un pò particolare, ma sto cercando di creare una trama che richiami anche l’ horror, (perché mi piace) e creare così un mix! se ti va dimmi cosa ne pensi e se ti piace l’idea.
Grazie
24/07/2014 at 22:25
Si entra senza permesso!
24/07/2014 at 14:07
Sono giovani e quindi vanno a divertirsi, che altro? 🙂
17/07/2014 at 20:50
Io andrei alla galleria d’arte!
13/07/2014 at 18:42
Storia molto interessante fin dalle prime battute, penso che Marco si fiderà o magari sarà solo la curiosità a farlo sedere. Staremo a vedere.
PS = ho iniziato un horror anch’io, se ti va di dare un’occhiata ai “giardini di pietra” mi farà un enorme piacere. Ciao!
13/07/2014 at 12:43
ma che famiglia sfigata…e che padre “tuttodecidere” ! Marco deve tirare fuori gli artigli.
12/07/2014 at 18:50
Incipit interessante che già suscita in mille ipotesi sulla malattia della matrigna e sulla rabbia del prete. Sentiamo cosa dice il vecchio
12/07/2014 at 18:17
Incipit molto interessante complimenti.Ho scelto: decide di fidarsi, offre più possibilità.Se ti va passa dalla mia storia 😉
12/07/2014 at 18:01
Questo incipit e’ molto interessante, e ora sono curiosa di sapere cosa accadrà nei prossimi episodi. Che sia lui a portare sfortuna alle mamme?? 🙂 ti seguo per scoprirlo!