Dove eravamo rimasti?
11/11/2014, 18.16 – Di fronte allo spettro: Henry Sails
Il sole era già tramontato da un pezzo quando Sails era arrivato al cimitero del Black Hill Sanctuary. Aveva ricevuto una comunicazione che non gli era piaciuta in mattinata, una comunicazione che lo invitava a presentarsi alla tomba di una persona che aveva fatto uccidere. Lo strige si nascondeva da qualche parte, Henry lo sapeva, e sapeva anche che un passo falso sarebbe bastato per farlo finire tra i suoi artigli. Per questo Sails aveva fatto quello che faceva sempre <Sparpagliatevi tra gli alberi signori, e aspettate un mio segnale>
Elegante come sempre, tutto quello che stonava in Sails era il passamontagna che aveva indossato: non voleva mai far sapere alle pistole prezzolate che assoldava per chi stavano lavorando. Li chiamava tramite un amico di un amico, pagava profumatamente e in contanti… Ed aveva l’anonimato. Un fulmine lontano illuminò il santuario che stava oltre ad alcuni alberi, scavato in una collina: il dottor Sails lo guardò affascinato per poi voltarsi verso la cancellata che delimitava una vasta porzione di bosco adibita a cimitero. Oltre era buio, eccezion fatta per i lumini accesi delle tombe. Il dottore attese che tutti gli uomini si fossero infiltrati per poi entrare anche lui, a passo tranquillo. Pioviscolava, lo si poteva sentire dal rumore delle gocce d’acqua che dal cielo cadevano sulle foglie degli alberi. La rete che queste formavano era fitta, e che l’acqua riuscisse ad arrivare a terra era raro.
Con quell’odore di bosco autunnale l’uomo procedeva lungo il sentiero sassoso: il cimitero era fatto in pendenza e aveva una struttura “a scala” che si arrampicava lungo la collina: numerose scale e sentieri collegavano i vari livelli del campo santo che di notte non aveva illuminazione. Sails non ricordava dove fosse la tomba di Scott Hardok, ma capì dove si trovava quando ne vide una più illuminata delle altre. Sails infilò le mani nelle tasche del cappotto e vi si diresse.
La tomba di Scott Hardok: Henry c’era al funerale, ricordava i presenti che lo piangevano. Erano per lo più ragazzi che Hardok aveva allenato e aiutato. Poi c’erano diversi pazienti dell’Higharch, i colleghi e il suo maestro, un uomo che a Sails dava i brividi. Oh, certo… Anche Juliet e Carl, c’erano anche loro. Carl scuoteva il capo, rattristato, mentre Juliet tratteneva eroicamente una crisi di pianto. Forse quello scemo di Scott non se ne era mai accorto, ma Juliet lo amava, lo amava come un amante dell’arte poteva amare la cappella sistina. Henry sogghignava ripensando alla piega che avevano preso gli eventi.
<Quanto tempo> Disse lo strige, emergendo dalle ombre come uno spettro.
<Te la canti e te la suoni da solo, vedo…> Disse Sails, sprezzante, indicando la lapide con una mano <Quante candele che ti sei acceso mentre mi aspettavi! E’ ridicolo> Iniziò a ridere.
Anche Scott, da dietro la maschera da motociclista, sorrise <Un omaggio al vecchio Scottie>
Sails si girò <Ah, e quindi saresti cambiato> Sbuffò <Dimmi, come mai questo ritorno dall’Ade? Vuoi quello che non sei riuscito a rubare?> Si avvicinò al volto dell’interlocutore, le due maschere potevano quasi toccarsi <Perché ho già problemi senza di te tra le palle, sai?>
<E io voglio aggravarti la situazione… Ci tenevo a Juliet e Carl>
<Traditori come te… E grazie al cielo che non è andato tutto a puttane> Ringhiò Sails, guardando dall’alto Hardok <E magari vorresti pure vendetta… Ma senti questa, ma senti questa!> Tuonò.
<…Stai giocando al mio gioco, caro>
L’uomo scosse il capo, ridendo di gusto <Scottie, Scottie…> Riuscì a dire tra una risata e l’altra, mentre con un gesto diede il segnale ai suoi uomini di intervenire. Ma l’avversario parve capire il gesto, e in un attimo svanì tra gli alberi. Questo piacque a Sails che sentiva i rumori nel bosco intorno a lui. Gli sembrò di essere un lord che si stava godendo uno spettacolo: i suoi servi erano sguinzagliati dietro a un criminale che aveva osato fargli un torto… E pensare che per un attimo aveva perfino temuto il ritorno di Scott Hardok.
Sentì un tonfo sordo nel bosco “E uno” pensò Sails.
Hardok… Così umano e indisponente, così bravo con i suoi pazienti, con quel suo fastidioso modo di spiegare la sua bravura “Da cuore a cuore” Diceva. Da cuore a cuore, che diavolo voleva dire, che diavolo era! Con quell’atteggiamento da piccolo Buddha… Ma era bravo nel suo lavoro, questo contava.
Qualcuno rantolò “E due, ne manca uno”
E poi l’idea dei traffici… Illegale, ma buona e ben preparata. Ma quando si trattò di fare sul serio eccolo di nuovo il piccolo Buddha, il piccolo Scottie era perfino diventato moralista!
Un grido strozzato “Oh, ce l’ha fatta?” Dei passi pesanti risuonarono da dietro dei cespugli, e poi qualcuno cadde a terra: Henry Sails gioì.
Qualche minuto dopo, qualcun’altro…
Entrò nelle caldaie accanto alla piscina dell’Higharch. Guardò l’orologio, sbuffò, e si mise in bocca una Lucky Strike.
A quale parte della storia vogliamo dedicarci?
- ...Oppure facciamo luce su quel che stanno tramando Scott Hardok e Drake Williamson (67%)
- Dagli occhi di Drake: Ecco, le pago il caffè... Si, si, sto andando a lavorare, anche se è tardi... (17%)
- Dagli occhi di Scott: Urrgh, quantomeno ha funzionato... (17%)

04/01/2015 at 16:31
Ma allora è tutto finito? O no? Aargh, mi sono perso! Il finale è degno del resto 🙂
06/01/2015 at 23:14
Come ho scritto qualche commento sotto: è finita, per ora… Aggiusterò la versione integrale di Oltre la Nebbia, utilizzando My Undead Kitty per liberarmi la testa nel frattempo… (da buon opportunista te lo linko qui XD https://theincipit.com/2014/12/my-undead-kitty-michele-dottor-gonnella/)
E vedremo se verrà mai fuori qualcosa di cartaceo XD Son contento che ti sia piaciuto il finale di questo ciclo :3
28/12/2014 at 22:52
Nuuu non può finire così ç__ç Lui dimentica e lei ricorda… O__O chissà che casino che viene fuori in quella casa adesso!!! Se ha culo si trova con due fidanzate che coesistono e lo amano contemporaneamente… se gli va male si scannano a vicenda come due galli in un pollaio…
06/01/2015 at 23:11
Lo si vedrà nel seguito, quando lo farò XD
26/12/2014 at 23:35
Ed anche questa avventura è finita. E’ davvero finita? No. Ho con me la versione integrale e intendo espanderla per poi continuare la storia, che spero verrà un giorno stampata su carta. Ad ora siamo solo arrivati all’inizio della fine…
Altro da dire? Si: alla fine mi è dispiaciuto aspettare una settimana per capitolo, non sono uno abituato a star dietro ai tempi altrui, tutt’altro, sono sempre stato per il “chi mi ama mi segua, e stia al passo!” La mia fidanzata sa benissimo che io sono così 😉
Ringrazio tutti per avermi seguito fin qui, se vi ho fatto divertire vi chiedo solo di farmi qualche critica costruttiva, qui o sulla mia pagina Facebook (https://www.facebook.com/oltrenebbia?ref=hl)
Grazie di tutto, a breve partirò con altri racconti qui su The Incipit, e spero di vedervi li 😉 Un ultimo saluto da Scott Hardok…
18/12/2014 at 20:59
Mhhhh…. Pareggio, e non mi va di essere io a far pendere la bilancia da un lato… Attenderò :3
18/12/2014 at 09:49
Ellie torna Livaine. E adesso manca solo la conclusione 🙂 che non ci riservi anche quella qualche sorpresa?
18/12/2014 at 01:49
io sono per far tornare Ellie Livaine >__<
14/12/2014 at 14:46
dai, dimentica tutto!
11/12/2014 at 23:47
A volte è meglio dimenticare e scegliere non sempre è l’opzione auspicabile… Duane merita una seconda possibilità :).
08/12/2014 at 16:04
Beh, Drake lo trova
06/12/2014 at 15:44
Ganzo, inizi in maniera poetica e finisci con la parolaccia….Michele, Michele… sto in minoranza Michè….
06/12/2014 at 21:52
Molte mie poesie (preasoché tutte) iniziano bene e finiscono… Cosi. Sulla mia pagina FB ne ho messa una di recente!
05/12/2014 at 12:35
Di sicuro scappa!
05/12/2014 at 11:58
Meglio scappare per il momento, magari in un altro momento… chissà!
Si avvicina la resa dei conti!