Dove eravamo rimasti?
Pronta per volare!
Il tempo parve fermarsi. Le persone scomparire. Una forza “oscura” teneva la mano di Ginevra stretta e ferma in quella di uno sconosciuto.
Boccheggiò. Le mancava l’aria. Due occhi enigmatici. Una bocca con un sorriso altrettanto enigmatico. Solo parole equivoche, ambigue.
“N…n…non ho…capito.” – balbettò la ragazza.
Aleksey sospirò. “Vieni, mettiamoci in un posto più tranquillo.”
“Io…io non mi muovo di qui.” – rispose Ginevra, continuando però a tenere la mano stretta in quella di lui.
“D’accordo, come preferisci. Restiamo qui.”
L’aria ricominciò a circolare. Il flusso di persone riprese a camminare, correre, chiacchierare, incurante di loro due fermi vicino ad un treno ormai vuoto.
“Parla, per favore. Chi sei?”
“Ginevra… Ginevra se te ne ritorni a Londra subito io ti prometto che farò di tutto per scoprire qualcosa sui tuoi genitori.”
“Io non ti seguo. Non riesco a capire.”
“Io non sono chi ti ho detto di essere. Io sono un’ombra un po’ particolare. Io faccio un lavoro particolare.”
“Ginevra non farlo mai più! E’ chiaro?” – urlò la mamma con le lacrime agli occhi.
Ginevra non l’aveva mai vista così arrabbiata. O meglio preoccupata.
Aveva undici anni e stavano facendo una vacanza in Spagna. Quel mattino faceva un caldo in spiaggia e Ginevra aveva voglia di un gelato. Aveva avvisato i genitori che sarebbe andata a prendere qualcosa al baretto e sarebbe subito tornata.
Al bar aveva trovato dei ragazzi un po’ più grandi di lei. Un saluto, una parola, un sorrisetto e s’era trovata circondata dalle loro chiacchiere. Facile seguirli all’ombra. Forse il tempo era passato e, forse, ne era passato tanto. O forse poco. Troppo lo era stato per i suoi genitori.
All’improvviso aveva visto arrivare il papà. Le si era avvicinato e i ragazzi s’erano dileguati.
“Papà…”
“Sssh, è tuo dovere Ginevra avvisarci. Devi informarci se conosci delle persone, se ti fermi a fare altro…tu sei ancora così piccola e quei ragazzi erano molto più grandi… “
“Ma erano simpatici…”
“Non lo metto in dubbio, ma per conoscere una persona davvero ce ne vuole di tempo…a volte, non basta una vita intera… Le persone sono sempre diverse da come si presentano la prima volta e tu devi imparare a non credere a tutto ciò che ti viene detto, a fidarti ciecamente…. Tesoro, bisogna usare la testa, in tutto. Se avessi seguito quei ragazzi senza pensarci un secondo e poi ti ritrovavi in qualche guaio?”
“Ma non doveva succedere per forza qualcosa.”
“Certo che no, ma bisogna imparare a camminare sulle proprie gambe. Non fare per forza ciò che è di moda, ciò che qualcuno ci dice di fare… Bisogna conoscere e capire prima se stessi. Fidarsi prima di sé e, poi, degli altri!”
Ginevra ricordava ancora le parole del padre. “Perché mi sono venute in mente solo adesso?” pensò.
“Ginevra mi hai capito?”
“No, ma adesso voglio sapere la verità.”
“Io non la conosco la verità, te lo giuro. So solo che mi è stato affidato un incarico da una donna…controllarti, sorvegliarti, essere la tua ombra. Avvisarla dei tuoi movimenti, farti delle foto… e…e fermare questo tuo viaggio, Ginevra. Fermarti in ogni modo.”
Ginevra spalancò gli occhi. Di nuovo una sensazione di soffocamento.
“Ti prego, ritorna a casa. Io non voglio farti del male.”
“Perché?” – sussurrò con le lacrime agli occhi.
“Perché sei un cucciolo indifeso che ora si sta affacciando al mondo e…e perché mi piaci, Ginevra.”
“Io…io non ci sto capendo nulla…Io … Voglio mio padre. La mia unica famiglia…” – così dicendo lasciò la presa di Aleksey e scappò via.
Il calore di Napoli la avvolse con protezione.
15 mesi dopo.
Ginevra stava parlando al cellulare con una sua amica, quando l’arrivo di una mail la distrasse. Era di Aleksey. Con una scusa salutò velocemente l’amica.
Aprì la mail e lesse.
“Cara Ginevra, uno spiraglio di luce si è finalmente aperto. Sono riuscito a scoprire qualcosa … Ti lascio un numero. Lo terrò attivo 40 giorni, dopodiché scomparirò così come sono apparso e porterò con me le notizie che ho trovato. Anche se spero che tu abbia trovato la tua dimensione senza bisogno di sapere altro. Tu e tuo padre siete luce. Non hai bisogno di ombre nella tua vita.
Ti abbraccio.”
Ginevra rimase ferma davanti al PC. “No, non mi sento ancora luce, ma sto scoprendo ogni giorno una nuova parte di me. Ho capito chi voglio essere. E come. E ho capito che non voglio né ombre a turbare il mio cammino né nebbia ad oscurarmi la vista del cuore.” – pensò.
Si alzò, prese la giacca nera, quella su cui spuntava una magnifica spilla e la indossò.
Si pose davanti allo specchio e si disse: “Non lo so da dove vengo, quello che è importante è dove andrò e cosa farò. Avendo al mio fianco chi mi ama incondizionatamente. Senza dimenticarlo mai più!”
Si fece un sorriso. “Papà!” – urlò – “Sono pronta, adesso scendo!”

02/02/2016 at 12:55
bellissima storia. Lo specchio dettaglio di classe sul finale. Sciapò.
02/02/2016 at 16:28
Ciao Mago, occhio attento il tuo!!! Grazie
31/01/2016 at 17:59
Ciao Pinkerella. Un bel finale. Molto toccante. A presto Pinkerella. 🙂
01/02/2016 at 09:36
Grazie mille, Mariano…spero di ritrovarti anche nella nuova storia che ho già iniziato! 😀
31/01/2016 at 12:34
Bel finale. 🙂
Ginevra ha resistito alla tentazione. Peccato che così si sia buttata alle spalle anche Aleksey. Oppure no? Io mi immagino che si siano sentiti al telefono perché avevano voglia di risentirsi. 🙂
31/01/2016 at 15:37
Un finale aperto, ogni lettore ci metterà del suo, insomma! 🙂 Grazie per avermi seguita passo passo. 🙂 Se vuoi, cara Danica, c’è una nuova storia appena iniziata. 🙂
26/01/2016 at 10:50
Finale aperto (e non facile).
Nel leggere, ognuno ci aggiungerà del suo, in base alle proprie aspettative.
ciao e al prossimo racconto.
🙂
26/01/2016 at 15:36
Ciao Maria. Sì, ho virato verso una sorta di finale sospeso, perché non mi andava né un risvolto drammatico (io ti fermerò di Aleksey) né un continuo in una seconda parte… Allora, ho optato per una nuova consapevolezza di sé della protagonista.
Grazie mille e a presto
25/01/2016 at 23:46
1) Il finale mi è piaciuto tantissimo
2) mi è rimasto il curioso di sapere chi era quella donna e perché voleva fermare la sua ricerca.
3) Aspetto la tua prossima storia 😉
Ciao 🙂
26/01/2016 at 09:23
Eh sì, un finale un po’ sospeso, perché non sono stati chiariti tutti i punti. Felice che ti sia piaciuto! 🙂 a presto
25/01/2016 at 20:28
Un finale soft, mi ero aspettato di peggio ma sono contento così 🙂
Ginevra scoprirà altre cose, e il fatto di sapere o meno la sua vera provenienza non sarà più assillante. Bel messaggio e bel racconto, ti aspetto per il prossimo, arrivederci 🙂
26/01/2016 at 09:21
Ciao Danio, in realtà io pensavo ad un finale “ombroso”, però un po’ tutti mi avete chiesto la Luce e, quindi, ho cercato di trovare una buona soluzione… Mi fa piacere hai apprezzato! 🙂 Sicuramente a presto! 🙂 Ho in mente un “esperimento”!
26/01/2016 at 20:39
Ok, sono curioso 🙂
25/01/2016 at 09:19
Un po ‘ di Luce per Ginevra.
25/01/2016 at 15:49
Grazie!
19/01/2016 at 20:50
Davvero carino questo viaggio iniziatico/ricerca di sé/storia di agenti segreti. Io scelgo ombra, per scoprire i personaggi che vi sono nascosti!
20/01/2016 at 18:30
Grazie mille per essere passata di qua! 🙂
19/01/2016 at 17:42
Ciao. Luce. Molto commovente quest’episodio. Al prossimo episodio. 🙂
20/01/2016 at 18:26
Grazie mille. 🙂 a presto
18/01/2016 at 12:04
Nebbia! Perun finale vedo-non vedo! 😉
18/01/2016 at 12:07
Grazie Giulia, rimanendo nel limbo, insomma! 😉
16/01/2016 at 15:46
“Luce”.
Capitolo bellissimo sia nella scrittura sia nei concetti. Ora aspetto il finale 🙂
18/01/2016 at 11:45
Grazie di avermi fatto compagnia anche in questa storia. A breve il capitolo conclusivo. 🙂
13/01/2016 at 23:22
Voto anch’io Luce.
Questo capitolo è stato splendido: la descrizione che fa Ginevra, la risposta di Aleksey, la domanda finale con la relativa risposta! Il circolo si chiude.
Attendo il finale!
Ciao 🙂
18/01/2016 at 11:47
Grazie mille Red. Troppo buono. Spero via sia piaciuta questa storia e spero di non deludervi col finale. 🙂
13/01/2016 at 21:02
Io avrei detto ombra. Perché Aleksey mi ha dato l’impressione di essere appunto un’ombra. Attendo il finale. 🙂
18/01/2016 at 11:48
Devo dire che la mia opzione preferita è proprio ombra, ma io mi inchino umilmente alle vostre decisioni. 😉 Grazie mille
13/01/2016 at 17:54
E luce sia.
Non vorrei trovarci ne ombre ne nebbia in questo finale, o almeno lo spero.
ciao 🙂
18/01/2016 at 11:50
Beh, credo sarai accontentato! 😀 Grazie mille. A presto
13/01/2016 at 13:10
“E tu chi sei, Aleksey?”
Bella domanda! Se non è il suo psicanalista n’è’ il suo “Pigmalione”, e’
Forse l’ombra che ognuno di noi porta con se’ ovunque vada!
Vedrei un finale in cui la coscienza di Ginevra e ombra si ricongiungono!
Ciao
🙂
18/01/2016 at 11:53
Come dicevo a Danica, ombra è la mia opzione preferita, perché in effetti ci portiamo dentro sempre un “animale” sconosciuto… Però, pare l’opzione vincente sia un’altra. 🙂
13/01/2016 at 12:32
Tensione costante per tutto il capitolo. Well done.
Il finale chiama per forza (finalmente) luce.
18/01/2016 at 11:51
Bene bene, grazie Mago…accomodati che il finale sta per giungere. 🙂
12/01/2016 at 12:00
Ciao Pinkarella,
sono contento di rileggerti.
Parlami.
A presto =)
13/01/2016 at 12:28
Chiedo venia per la lunga assenza. Grazie mille, Istinto!
13/01/2016 at 12:32
Tranquilla, anche io ho ripreso da poco la mia storia, anche io come te ho dovuto assentarmi per molto tempo,talvolta la vita personale è troppo ingombrante…
A presto =)
11/01/2016 at 16:18
“Chi sei?” per il prossimo episodio.
Ed è un piacere rileggerti.
Alla prossima1
13/01/2016 at 12:28
Grazie mille, Giger. 🙂
10/01/2016 at 19:36
Luogo adatto per scottanti rivelazioni. Aspetto una svolta NOTEVOLE.
Bel capitolo 🙂
11/01/2016 at 10:10
Grazie mille, Mago… 🙂
10/01/2016 at 18:01
Ho scelto chi sei e seguo…
11/01/2016 at 10:11
Ciao Magia! 😉 Grazie mille