La Rosa Riflessa

Dove eravamo rimasti?

Come sempre, a voi la scelta... Stavolta, una parola per il prossimo episodio. Seta (67%)

Seta al vento!

Con un bicchiere di brandy in mano, Aleksey stava pensando a Ginevra. Quella ragazza gli ricordava la seta, così morbida, avvolgente, delicata, elegante, sensuale…ma appunto delicata…così leggera da volar via al primo colpo di vento.

E Ginevra era così: di seta. Esposta al vento. Un vento freddo e poco gentile. Un colpo secco e lei sarebbe caduta a terra. Ma lei pareva non rendersene conto…Angosciata ed eccitata al tempo stesso, correva verso l’ignoto con l’innocenza di una bambina.

Aleksey scosse il capo, posò il bicchiere senza far rumore e prese il cellulare.

Compose il solito numero. La solita attesa.

“Pronto, Signora? Ci sono delle novità interessanti… La ragazza domattina parte per Napoli, deve cercare un orafo di nome Peppino Cuomo…”

Pausa.

“Sì, Signora, la ragazza è ben intenzionata a proseguire…”

Pausa.

“Fermarla in che modo?”

Pausa.

“Capisco.”

Aleksey chiuse la comunicazione e si passò una mano sul mento. La fronte corrugata, lo sguardo pensieroso. Lui aveva un compito, ora quel compito era stato modificato e lui doveva fare il suo lavoro.

***

Ginevra poggiò il bagaglio a terra, la città sonnecchiava e in stazione non c’erano tante persone. Anche il sole sembrava far fatica ad uscire completamente dal suo nascondiglio. Per un attimo le sue “certezze” vacillarono, si sentiva emotivamente sottosopra, stanca, scombussolata.

All’improvviso avvertì una mano insinuarsi  tra i suoi capelli. La sentì, ma non si spaventò. L’aveva riconosciuta.

Senza voltarsi, sussurrò: “Sei venuto…”

Aleksey scese con la mano dai capelli alle spalle, imprimendo una certa pressione. “Non potevo lasciarti sola, la tua era una richiesta d’aiuto.”

Ginevra respirò. Chiuse gli occhi. Li riaprì e si voltò, trovandosi a due centimetri da Aleksey. “Perché è così facile con te?”

Lui le sorrise: “Semplicemente perché sono un estraneo e perché tu sei particolarmente fragile in questo momento…vuoi fare cose che, forse, non hai la forza di affrontare adesso.”

“Ma non posso arrendermi proprio adesso, sono ad un passo dallo scoprire qualcosa sulle mie origini…”

“E, allora, andiamo. Per questo ci sarò io con te…”

“Perché lo fai?”

“Perché ho un animo nobile, io…”

“E’ che mi sento in balia di me e delle mie emozioni, ora…insomma, ti trascino in questo viaggio che è un percorso intimo e …non lo so, Aleksey…è tutto così confuso…”

Un’improvvisa folata di vento le scompigliò i capelli e sciolse il foulard che portava al collo…

Aleksey prese tra le mani la stoffa: “Questa seta così delicata…Ginevra…”

L’annuncio dell’arrivo del treno spezzò l’incantesimo del momento.

 

(Dopo una lunghissima pausa...) A voi la frase:

  • Ascoltami. (16%)
    16
  • Chi sei. (68%)
    68
  • Parlami. (16%)
    16
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423 Commenti

    • Ciao Maria. Sì, ho virato verso una sorta di finale sospeso, perché non mi andava né un risvolto drammatico (io ti fermerò di Aleksey) né un continuo in una seconda parte… Allora, ho optato per una nuova consapevolezza di sé della protagonista.
      Grazie mille e a presto

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