Dove eravamo rimasti?
Chi siamo lo decidiamo solo noi!
Aleksey e Ginevra salirono alla carrozza n.7 e controllarono i numeri dei posti.
“Purtroppo non abbiamo posti vicini” – disse Aleksey.
“Pazienza…due ore passeranno in fretta…”
“Scusate” – si intromise una voce maschile – “io viaggio solo, il mio posto sarebbe accanto alla signorina, possiamo far tranquillamente un cambio.”
“Se per lei davvero non è un problema, accetteremmo volentieri…” – rispose Ginevra.
“Assolutamente nessuno, sono stato io a proporvelo.”
Finalmente, Aleksey e Ginevra sistemarono i piccoli bagagli e si accomodarono. L’uno di fronte all’altro.
Il treno partì. Direzione: Napoli.
“Cosa stai pensando, Aleksey? Mi guardi in un modo…”
L’uomo rifletté, continuando a guardare intensamente negli occhi la giovane donna. Attimi di silenzio correvano tra loro come il treno sfrecciava veloce sui binari.
“Chi sei, Ginevra?”
Lei lo guardò stupita, mosse le labbra, ma non uscì suono. La domanda le era piombata addosso inaspettata e violenta come un temporale estivo che ti sorprende mentre sei sdraiato ad abbronzarti.
Lui sorrise. Col suo sorriso enigmatico. Enigmatico come lo sguardo.
“Mi spiego meglio… vedo che ti ho colto di sorpresa…a volte mi sembri una guerriera, pronta ad affrontare e superare tutte le prove che la vita ci presenta, altre sembri un uccellino spaurito caduto dal nido troppo presto…”
Ginevra lo interruppe con un gesto della mano. “Ho capito cosa intendi… Hai detto bene, un uccellino mi sembra la descrizione perfetta…Solo che non sono caduta troppo piccola…sono una donna, ormai. Eppure mi sembra di non essere mai cresciuta… Ho vissuto nella bambagia, protetta dalla mia famiglia… Le uniche preoccupazioni riguardavano lo studio, i ragazzi, qualche uscita, un vestito alla moda… Capisci?” – si fermò in attesa di un cenno. Lei voleva essere capita. Compresa.
Il cenno d’assenso arrivò. Rassicurante.
“Poi…Poi, all’improvviso, un giorno torni a casa e tuo padre ti dice improvvisamente di non essere tuo padre. Così. Di botto. E non solo. Tua madre neanche era la vera madre. Cioè, quella naturale.”
“Era la tua vera madre. Ti ha amata e cresciuta. ” – si intromise l’uomo.
“Sì, lo so…però, non doveva scaraventarmi questa storia addosso…in questo modo.”
“Secondo te, esiste un modo giusto per dire certe cose?”
“Forse no…”
“Vedi, Ginevra, di questo ne abbiamo già parlato…Ti ho chiesto chi fossi, perché io ti vedo come un uccellino non cresciuto, mentre tu ti definisci cresciuta. Donna. Matura. E così via, insomma… No? Però, continui ad essere la bambina cresciuta nella bambagia, come hai detto tu. Prendi la spilla, parti, decidi di scoprire le tue origini, così a caldo. Non sai nulla, non ti sei fermata a pensare, a chiedere informazioni, ad interrogare tuo padre… No…Hai preso la carta di credito e hai comprato un biglietto aereo, hai prenotato un bell’albergo, hai acquistato i souvenir, le cartoline…sembri una turista, non una giovane donna tormentata e divisa in due…”
“Io sono tormentata. Io sono divisa in due, Aleksey.” – proruppe con veemenza Ginevra.
L’uomo rifletté.
“Ecco perché ho deciso di intraprendere questa – chiamiamola – avventura.” – continuò la ragazza.
“Brava! Avventura, Ginevra. Viaggi da sola, ti fidi di ciò che ti dicono le persone, prendi con te me che sono un perfetto sconosciuto…mi vuoi come sostegno, come conforto…forse, provi anche attrazione… ma io sono un perfetto estraneo, Ginevra. Se volevi una spalla, avresti dovuto affrontare questo viaggio con tuo padre…”
La donna spalancò gli occhi. Forse per lo stupore. Era come se vedesse per la prima volta.
“Una bambina viziata, insomma…” – il suo fu quasi un sussurro.
Il treno continuava a correre. Correva come Ginevra. Il treno aveva una meta, una destinazione, un punto di arrivo e uno di partenza. Lei, a differenza, non aveva nulla.
“Quindi, secondo te, questo viaggio non mi servirà a nulla?”
“Ti servirà a crescere, invece. Ti servirà a scoprire te stessa. I tuoi desideri, le tue sensazioni, i tuoi punti di forza e soprattutto le tue debolezze. Scoprire chi sei, Ginevra. Ma non le tue origini. Scoprire chi c’è dentro di te. Abbandonare il bozzolo dell’infanzia e far uscire la donna Ginevra. Scopri chi sei e chi vuoi essere, o come vuoi essere. Ma a prescindere dalle tue origini. Un viaggio alla ricerca di sé.”
Il silenzio li avvolse. Ginevra rifletteva. Aleksey ragionava. Lui un compito ce l’aveva e non doveva scordarselo.
Il treno cominciò a rallentare per entrare in stazione. Aleksey si alzò e prese le due borse. “Andiamo” – disse e si diresse verso la porta.
Ginevra lo imitò.
Mentre lui l’aiutava a scendere, le labbra si mossero dando voce ai suoi pensieri.
“E tu chi sei, Aleksey?”
La mano di lui stretta ancora attorno a quella di lei.
“Io sono qui per fermarti, Ginevra!”
Siamo giunti alla fine... Grazie come sempre per lo splendido viaggio fatto insieme. A voi l'ultima parola.
- Luce. (44%)
- Nebbia. (28%)
- Ombra. (28%)

02/02/2016 at 12:55
bellissima storia. Lo specchio dettaglio di classe sul finale. Sciapò.
02/02/2016 at 16:28
Ciao Mago, occhio attento il tuo!!! Grazie
31/01/2016 at 17:59
Ciao Pinkerella. Un bel finale. Molto toccante. A presto Pinkerella. 🙂
01/02/2016 at 09:36
Grazie mille, Mariano…spero di ritrovarti anche nella nuova storia che ho già iniziato! 😀
31/01/2016 at 12:34
Bel finale. 🙂
Ginevra ha resistito alla tentazione. Peccato che così si sia buttata alle spalle anche Aleksey. Oppure no? Io mi immagino che si siano sentiti al telefono perché avevano voglia di risentirsi. 🙂
31/01/2016 at 15:37
Un finale aperto, ogni lettore ci metterà del suo, insomma! 🙂 Grazie per avermi seguita passo passo. 🙂 Se vuoi, cara Danica, c’è una nuova storia appena iniziata. 🙂
26/01/2016 at 10:50
Finale aperto (e non facile).
Nel leggere, ognuno ci aggiungerà del suo, in base alle proprie aspettative.
ciao e al prossimo racconto.
🙂
26/01/2016 at 15:36
Ciao Maria. Sì, ho virato verso una sorta di finale sospeso, perché non mi andava né un risvolto drammatico (io ti fermerò di Aleksey) né un continuo in una seconda parte… Allora, ho optato per una nuova consapevolezza di sé della protagonista.
Grazie mille e a presto
25/01/2016 at 23:46
1) Il finale mi è piaciuto tantissimo
2) mi è rimasto il curioso di sapere chi era quella donna e perché voleva fermare la sua ricerca.
3) Aspetto la tua prossima storia 😉
Ciao 🙂
26/01/2016 at 09:23
Eh sì, un finale un po’ sospeso, perché non sono stati chiariti tutti i punti. Felice che ti sia piaciuto! 🙂 a presto
25/01/2016 at 20:28
Un finale soft, mi ero aspettato di peggio ma sono contento così 🙂
Ginevra scoprirà altre cose, e il fatto di sapere o meno la sua vera provenienza non sarà più assillante. Bel messaggio e bel racconto, ti aspetto per il prossimo, arrivederci 🙂
26/01/2016 at 09:21
Ciao Danio, in realtà io pensavo ad un finale “ombroso”, però un po’ tutti mi avete chiesto la Luce e, quindi, ho cercato di trovare una buona soluzione… Mi fa piacere hai apprezzato! 🙂 Sicuramente a presto! 🙂 Ho in mente un “esperimento”!
26/01/2016 at 20:39
Ok, sono curioso 🙂
25/01/2016 at 09:19
Un po ‘ di Luce per Ginevra.
25/01/2016 at 15:49
Grazie!
19/01/2016 at 20:50
Davvero carino questo viaggio iniziatico/ricerca di sé/storia di agenti segreti. Io scelgo ombra, per scoprire i personaggi che vi sono nascosti!
20/01/2016 at 18:30
Grazie mille per essere passata di qua! 🙂
19/01/2016 at 17:42
Ciao. Luce. Molto commovente quest’episodio. Al prossimo episodio. 🙂
20/01/2016 at 18:26
Grazie mille. 🙂 a presto
18/01/2016 at 12:04
Nebbia! Perun finale vedo-non vedo! 😉
18/01/2016 at 12:07
Grazie Giulia, rimanendo nel limbo, insomma! 😉
16/01/2016 at 15:46
“Luce”.
Capitolo bellissimo sia nella scrittura sia nei concetti. Ora aspetto il finale 🙂
18/01/2016 at 11:45
Grazie di avermi fatto compagnia anche in questa storia. A breve il capitolo conclusivo. 🙂
13/01/2016 at 23:22
Voto anch’io Luce.
Questo capitolo è stato splendido: la descrizione che fa Ginevra, la risposta di Aleksey, la domanda finale con la relativa risposta! Il circolo si chiude.
Attendo il finale!
Ciao 🙂
18/01/2016 at 11:47
Grazie mille Red. Troppo buono. Spero via sia piaciuta questa storia e spero di non deludervi col finale. 🙂
13/01/2016 at 21:02
Io avrei detto ombra. Perché Aleksey mi ha dato l’impressione di essere appunto un’ombra. Attendo il finale. 🙂
18/01/2016 at 11:48
Devo dire che la mia opzione preferita è proprio ombra, ma io mi inchino umilmente alle vostre decisioni. 😉 Grazie mille
13/01/2016 at 17:54
E luce sia.
Non vorrei trovarci ne ombre ne nebbia in questo finale, o almeno lo spero.
ciao 🙂
18/01/2016 at 11:50
Beh, credo sarai accontentato! 😀 Grazie mille. A presto
13/01/2016 at 13:10
“E tu chi sei, Aleksey?”
Bella domanda! Se non è il suo psicanalista n’è’ il suo “Pigmalione”, e’
Forse l’ombra che ognuno di noi porta con se’ ovunque vada!
Vedrei un finale in cui la coscienza di Ginevra e ombra si ricongiungono!
Ciao
🙂
18/01/2016 at 11:53
Come dicevo a Danica, ombra è la mia opzione preferita, perché in effetti ci portiamo dentro sempre un “animale” sconosciuto… Però, pare l’opzione vincente sia un’altra. 🙂
13/01/2016 at 12:32
Tensione costante per tutto il capitolo. Well done.
Il finale chiama per forza (finalmente) luce.
18/01/2016 at 11:51
Bene bene, grazie Mago…accomodati che il finale sta per giungere. 🙂
12/01/2016 at 12:00
Ciao Pinkarella,
sono contento di rileggerti.
Parlami.
A presto =)
13/01/2016 at 12:28
Chiedo venia per la lunga assenza. Grazie mille, Istinto!
13/01/2016 at 12:32
Tranquilla, anche io ho ripreso da poco la mia storia, anche io come te ho dovuto assentarmi per molto tempo,talvolta la vita personale è troppo ingombrante…
A presto =)
11/01/2016 at 16:18
“Chi sei?” per il prossimo episodio.
Ed è un piacere rileggerti.
Alla prossima1
13/01/2016 at 12:28
Grazie mille, Giger. 🙂
10/01/2016 at 19:36
Luogo adatto per scottanti rivelazioni. Aspetto una svolta NOTEVOLE.
Bel capitolo 🙂
11/01/2016 at 10:10
Grazie mille, Mago… 🙂
10/01/2016 at 18:01
Ho scelto chi sei e seguo…
11/01/2016 at 10:11
Ciao Magia! 😉 Grazie mille