Dove eravamo rimasti?
Viaggio sulle Nuvole!
Un mese dopo
Un’hostess, carina nell’aspetto e nei modi, aiutò Ginevra a posizionare il proprio bagaglio a mano nell’apposito spazio.
Decima fila. Posto finestrino.
Il momento di un volo che Ginevra preferiva in assoluto era senza alcun dubbio il decollo. L’aereo prendeva forza, correva su per la pista e si alzava in cielo. Su, tra le nuvole. E ancora più su. L’aereo decollava e decollavano anche i pensieri di Ginevra. Spiando fuori dal finestrino, le sembrava di vedere la sua mente rincorrere idee e sentimenti, cercava di tirarne i fili per non lasciarli troppo in vantaggio. O in libertà.
Sono Nuvole del Cielo, divinità potenti per chi non ha voglia di fare niente: sono loro che ci rendono capaci di pensare, di parlare, di riflettere, di incantare e raggirare.
Le Nuvole, Aristofane
In pochi minuti, la sua vita e le sue certezze erano crollate. La parola “adozione” le risuonava nella testa come un mantra. Il suo cognome non era suo. I suoi genitori non erano i suoi. Ginevra? Chissà se il nome le appartenesse, almeno.
Aveva sentito la terra friabile sbriciolarsi sotto i piedi, la sicurezza dei pilastri della sua vita vacillare, le fondamenta crollare rovinosamente.
Ginevra ripensava alle parole del “professore”: “Dal primo istante, io e tua madre ti abbiamo accolta con amore, non abbiamo mai sentito nemmeno per un attimo che tu non ci appartenessi, non fossi nata da noi. Tu sei nata dentro di noi. Tu sei nata con noi.”
Lei aveva pianto. Aveva urlato. Poi, il silenzio. Aveva respinto l’abbraccio di suo padre. Poi, aveva cercato le sue accoglienti braccia. In una giostra di sentimenti diversi, contrastanti, Ginevra aveva aborrito l’idea di non essere figlia loro. Un attimo dopo, si era arrabbiata per essere stata abbandonata.
“Non dovevi dirmelo, non dovevi sconvolgermi la vita. Perché? La mia famiglia…”
“Io sono la tua famiglia. Anche se tua madre non c’è più, continuerà ad esserlo. Anche se oggi hai saputo che non siamo i tuoi genitori naturali, noi siamo la tua famiglia. Noi ti abbiamo insegnato l’amore. Sei diventata una donna in gamba e una donna come te ha il diritto di sapere, di accettare quello che fino a poco fa era per te l’impensabile. Ho tentennato anche troppo. E’ una notizia sconvolgente, ma tu sei forte e serena e hai me accanto.”
Ginevra aprì gli occhi, guardò le nuvole farsi grigie.
Scoprire di avere dei genitori da qualche parte nel mondo l’aveva turbata. Si era sentita sconvolta, delusa, tradita. Aveva perso la presa sulla sua vita. Si era sentita in balia della tempesta, scaraventata in un’altra dimensione. Dalla sua confortevole nuvoletta era stata buttata giù. Faccia a faccia con una Ginevra nuova. Una sconosciuta.
Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
Le Nuvole, Fabrizio De André.
Aveva riflettuto nel silenzio della sua stanza. Aveva passato intere giornate sul letto. Aveva frugato caoticamente tra i suoi ricordi. Intanto, il pensiero di sapere la verità, di conoscere, si era insinuato dentro di lei. Si faceva strada a piccoli passi, ma veloci! E Ginevra aveva deciso.
Deciso di cercare le sue origini. Di sapere chi fossero i suoi genitori. Se fossero vivi. Soprattutto, voleva capire.
“Avvisiamo i nostri viaggiatori che l’aereo sta attraversando una debole turbolenza, rimanete ai vostri posti con le cinture allacciate. L’arrivo all’aeroporto di Malpensa è previsto tra cinquanta minuti, in perfetto orario.” – la voce del Comandante aveva interrotto il flusso dei suoi pensieri.
Ginevra si trovava ora su quell’aereo, diretta in Italia, per cominciare la sua ricerca. L’unico legame col passato era la spilla che il padre le aveva mostrato.
“Tesoro, questo è l’unico indizio…Purtroppo, non ne possiedo altri!” – le aveva detto quella sera il padre. Ma Ginevra, per una strana sensazione inconscia, non gli aveva creduto.
Ma lei non s’era persa d’animo. Era una donna adulta e capiva che doveva essere straziante anche per suo padre.
Aveva preso con sé la spilla e aveva cominciato le ricerche. Dopo vari tentativi a vuoto, un anziano gioielliere le aveva detto che probabilmente si trattava di una manifattura italiana e le aveva dato alcune notizie sulla tradizione orafa. Ma l’Italia non era di certo un paesino. Doveva solo partire e cominciare il viaggio.
* * *
Aleksey sedeva sette file più dietro. Gli ordini erano stati chiari: non doveva perdere di vista Ginevra, seguirla ovunque lei fosse andata.
E si apprestava al viaggio insieme a lei, sperando che tutto filasse liscio. Non sapeva dove la donna lo avrebbe condotto e anche il suo “piano di lavoro” era un’incognita. Fitta foschia.
Lanciò uno sguardo compiaciuto all’hostess che controllava che tutti avessero le cinture allacciate.
Bisognava prepararsi all’atterraggio.
Milano era sotto di loro.
Il viaggio è iniziato... Come continuerà?
- Automobile lungo il Bel Paese. (39%)
- Treno da Milano a Firenze. (52%)
- Aereo da Milano a Roma. (9%)

02/02/2016 at 12:55
bellissima storia. Lo specchio dettaglio di classe sul finale. Sciapò.
02/02/2016 at 16:28
Ciao Mago, occhio attento il tuo!!! Grazie
31/01/2016 at 17:59
Ciao Pinkerella. Un bel finale. Molto toccante. A presto Pinkerella. 🙂
01/02/2016 at 09:36
Grazie mille, Mariano…spero di ritrovarti anche nella nuova storia che ho già iniziato! 😀
31/01/2016 at 12:34
Bel finale. 🙂
Ginevra ha resistito alla tentazione. Peccato che così si sia buttata alle spalle anche Aleksey. Oppure no? Io mi immagino che si siano sentiti al telefono perché avevano voglia di risentirsi. 🙂
31/01/2016 at 15:37
Un finale aperto, ogni lettore ci metterà del suo, insomma! 🙂 Grazie per avermi seguita passo passo. 🙂 Se vuoi, cara Danica, c’è una nuova storia appena iniziata. 🙂
26/01/2016 at 10:50
Finale aperto (e non facile).
Nel leggere, ognuno ci aggiungerà del suo, in base alle proprie aspettative.
ciao e al prossimo racconto.
🙂
26/01/2016 at 15:36
Ciao Maria. Sì, ho virato verso una sorta di finale sospeso, perché non mi andava né un risvolto drammatico (io ti fermerò di Aleksey) né un continuo in una seconda parte… Allora, ho optato per una nuova consapevolezza di sé della protagonista.
Grazie mille e a presto
25/01/2016 at 23:46
1) Il finale mi è piaciuto tantissimo
2) mi è rimasto il curioso di sapere chi era quella donna e perché voleva fermare la sua ricerca.
3) Aspetto la tua prossima storia 😉
Ciao 🙂
26/01/2016 at 09:23
Eh sì, un finale un po’ sospeso, perché non sono stati chiariti tutti i punti. Felice che ti sia piaciuto! 🙂 a presto
25/01/2016 at 20:28
Un finale soft, mi ero aspettato di peggio ma sono contento così 🙂
Ginevra scoprirà altre cose, e il fatto di sapere o meno la sua vera provenienza non sarà più assillante. Bel messaggio e bel racconto, ti aspetto per il prossimo, arrivederci 🙂
26/01/2016 at 09:21
Ciao Danio, in realtà io pensavo ad un finale “ombroso”, però un po’ tutti mi avete chiesto la Luce e, quindi, ho cercato di trovare una buona soluzione… Mi fa piacere hai apprezzato! 🙂 Sicuramente a presto! 🙂 Ho in mente un “esperimento”!
26/01/2016 at 20:39
Ok, sono curioso 🙂
25/01/2016 at 09:19
Un po ‘ di Luce per Ginevra.
25/01/2016 at 15:49
Grazie!
19/01/2016 at 20:50
Davvero carino questo viaggio iniziatico/ricerca di sé/storia di agenti segreti. Io scelgo ombra, per scoprire i personaggi che vi sono nascosti!
20/01/2016 at 18:30
Grazie mille per essere passata di qua! 🙂
19/01/2016 at 17:42
Ciao. Luce. Molto commovente quest’episodio. Al prossimo episodio. 🙂
20/01/2016 at 18:26
Grazie mille. 🙂 a presto
18/01/2016 at 12:04
Nebbia! Perun finale vedo-non vedo! 😉
18/01/2016 at 12:07
Grazie Giulia, rimanendo nel limbo, insomma! 😉
16/01/2016 at 15:46
“Luce”.
Capitolo bellissimo sia nella scrittura sia nei concetti. Ora aspetto il finale 🙂
18/01/2016 at 11:45
Grazie di avermi fatto compagnia anche in questa storia. A breve il capitolo conclusivo. 🙂
13/01/2016 at 23:22
Voto anch’io Luce.
Questo capitolo è stato splendido: la descrizione che fa Ginevra, la risposta di Aleksey, la domanda finale con la relativa risposta! Il circolo si chiude.
Attendo il finale!
Ciao 🙂
18/01/2016 at 11:47
Grazie mille Red. Troppo buono. Spero via sia piaciuta questa storia e spero di non deludervi col finale. 🙂
13/01/2016 at 21:02
Io avrei detto ombra. Perché Aleksey mi ha dato l’impressione di essere appunto un’ombra. Attendo il finale. 🙂
18/01/2016 at 11:48
Devo dire che la mia opzione preferita è proprio ombra, ma io mi inchino umilmente alle vostre decisioni. 😉 Grazie mille
13/01/2016 at 17:54
E luce sia.
Non vorrei trovarci ne ombre ne nebbia in questo finale, o almeno lo spero.
ciao 🙂
18/01/2016 at 11:50
Beh, credo sarai accontentato! 😀 Grazie mille. A presto
13/01/2016 at 13:10
“E tu chi sei, Aleksey?”
Bella domanda! Se non è il suo psicanalista n’è’ il suo “Pigmalione”, e’
Forse l’ombra che ognuno di noi porta con se’ ovunque vada!
Vedrei un finale in cui la coscienza di Ginevra e ombra si ricongiungono!
Ciao
🙂
18/01/2016 at 11:53
Come dicevo a Danica, ombra è la mia opzione preferita, perché in effetti ci portiamo dentro sempre un “animale” sconosciuto… Però, pare l’opzione vincente sia un’altra. 🙂
13/01/2016 at 12:32
Tensione costante per tutto il capitolo. Well done.
Il finale chiama per forza (finalmente) luce.
18/01/2016 at 11:51
Bene bene, grazie Mago…accomodati che il finale sta per giungere. 🙂
12/01/2016 at 12:00
Ciao Pinkarella,
sono contento di rileggerti.
Parlami.
A presto =)
13/01/2016 at 12:28
Chiedo venia per la lunga assenza. Grazie mille, Istinto!
13/01/2016 at 12:32
Tranquilla, anche io ho ripreso da poco la mia storia, anche io come te ho dovuto assentarmi per molto tempo,talvolta la vita personale è troppo ingombrante…
A presto =)
11/01/2016 at 16:18
“Chi sei?” per il prossimo episodio.
Ed è un piacere rileggerti.
Alla prossima1
13/01/2016 at 12:28
Grazie mille, Giger. 🙂
10/01/2016 at 19:36
Luogo adatto per scottanti rivelazioni. Aspetto una svolta NOTEVOLE.
Bel capitolo 🙂
11/01/2016 at 10:10
Grazie mille, Mago… 🙂
10/01/2016 at 18:01
Ho scelto chi sei e seguo…
11/01/2016 at 10:11
Ciao Magia! 😉 Grazie mille