Dove eravamo rimasti?
Verso te!
Ginevra conservava un rapporto particolare con Milano, un rapporto quasi mistico. Per questo, aveva deciso di fare scalo lì. Anche solo per poche ore, doveva respirare l’aria milanese, riassaporare sapori di un’infanzia che non sarebbe più tornata, ma che conservava gelosamente nel suo cuore.
Ginevra si sistemò meglio nel letto con lo sguardo rivolto al soffitto. Aveva deciso di passare la notte a Milano. Voleva riposarsi. Raccogliere le energie. Sistemare i pensieri. I minuti passavano veloci, fuori il cielo si era colorato di stelle. Era una notte luminosa, peccato che il suo animo non emanasse così tanta luce.
“Ginevra sorridi un po’!” – la voce della mamma che tentava di farle una foto davanti al Duomo la riscosse dal sonno.
Si stropicciò gli occhi, la sveglia segnava le sei. “Cavolo, ho dormito” – pensò.
Ricordò il sogno, la gita più bella era stata proprio lì nel capoluogo lombardo. La sua mamma l’aveva iniziata ai piaceri dell’arte, a rapportarsi in maniera serena e sincera con Dio. Da allora, aveva amato l’arte e imparato a pregare e ad affidarsi alla religione.
Allungò la mano sul comodino e prese il cellulare. Digitò un breve messaggio per suo padre, poi aprì la posta e trovò una mail di Paul.
“Carissima Ginevra, affido a questa mail la mia preoccupazione. Negli ultimi tempi ci siamo allontanati, anzi, sono stato io a volere che le distanze ci separassero. Troppi impegni, paura, vigliaccheria…immaturità, probabilmente. Ma di questo avremo modo di parlare…Ti ho cercata a casa e tuo padre mi ha detto che sei partita. Perché? All’improvviso, poi? Non mi ha spiegato i motivi e spero vorrai parlarmene tu…nonostante tutto, io per te ci sono.”
Non aveva voglia di rispondere…almeno per il momento.
***
La Frecciarossa correva veloce, circa due ore e sarebbe arrivata a Firenze. Ginevra non ci era mai stata e cercava di apprendere più notizie possibili dalla guida che aveva acquistato in stazione.
“Le bellezze di una città non si imparano da lì” – disse una voce di uomo.
Ginevra alzò lo sguardo e incontrò quello profondo e ironico del suo dirimpettaio di posto.
“Ha ragione, ma cerco di apprendere le notizie basilari per potermi almeno muovere un po’.”
“Mai stata a Firenze?”
“No, mai!”
“Viaggio di piacere?”
“Diciamo di sì. E lei?” – chiese Ginevra, che sentì improvvisamente il bisogno di chiacchierare e distrarsi un po’.
“Io vado per lavoro, Signorina…?”
“Ginevra”
“Bellissimo nome. Chi sarà stato a sceglierlo?” – indagò l’uomo.
Ginevra rimase per un attimo senza fiato. Non lo sapeva. I suoi genitori naturali o quelli adottivi? Non aveva avuto il coraggio di chiederlo al “professore”. Ma si riscosse e d’istinto rispose: “La mamma.”
L’uomo sorrise, allungò una mano: “Piacere, Aleksey.”
Ginevra ricambiò la stretta e il sorriso. Il tempo volò come il treno volava sui binari.
Ginevra prese la mano di Aleksey che l’aiutò a scendere. “Beh, ti auguro una piacevole permanenza e…chissà…”
“Grazie e buone cose anche a te!” – lo interruppe la ragazza.
Ginevra si avviò a passo svelto verso l’uscita. Sentiva sulle spalle lo sguardo bruciante di quell’uomo, ma non si voltò.
Stava correndo verso il suo passato, il presente e anche il futuro.
In strada chiese indicazioni per arrivare a Ponte Vecchio, dopo sarebbe andata in albergo. Non aveva animo di guardarsi intorno, era troppo presa da quel biglietto che aveva in tasca. Per la prima volta, restava immune davanti alla bellezza artistica. Il Corridoio Vasariano, il busto del Cellini, le botteghe orafe che per volere di Ferdinando I avevano soppiantato quelle dei macellai, perché attività poco nobili.
Ed eccola lì, Ginevra. Prese dalla tasca della giacca un foglietto spiegazzato “Ars Antica-Florence”. Sì, era arrivata.
Spinse la porta e incontrò gli occhi vivaci di un uomo anziano.
“Buongiorno” – la apostrofò col tipico accento fiorentino.
“Buongiorno a lei. Mi ha mandata qui il signor James Evans, ha una gioielleria…”
“Certo che me lo ricordo. Eravamo due gran bei ragazzi, sa? Ma mi dica, cosa l’ha spinta fin qui?”
Ginevra prese dalla tasca interna della giacca la spilla e gliela porse.
L’anziano la studiò con cura, poi, alzò lo sguardo su Ginevra come a volere spiegazioni.
La ragazza raccolse i pensieri e disse: “E’ l’unico indizio che ho per trovare la mia vera madre.”
Il gioielliere annuì. “Questa spilla è molto bella ed elegante, signorina. Ma non appartiene alla nostra tradizione… Guardi, non solo non c’è la granulazione, ma il traforo e le incisione sono diverse…”
“Un’imitazione?” – chiese con evidente delusione.
“Oh, no. Non penso…Ha una manifattura diversa…Sa, l’Italia ha una grande tradizione, non solo qui a Firenze.”
“Non potrebbe aiutarmi?”
“Non saprei indicarle nulla di preciso, mi spiace.”
Ginevra annuì. “La ringrazio lo stesso. E’ stato molto gentile! Nel caso, le venisse qualcosa in mente, soggiorno all’Hotel Nizza. Ginevra De Nardis.”
“Certamente. Buona fortuna, signorina.”
“Grazie. Buona giornata.”
Ginevra uscì col cuore pesante.
Cosa succederà?
- - Le viene recapitato un messaggio. (52%)
- - Ginevra riceve una telefonata. (9%)
- - Un imprevisto. (39%)

02/02/2016 at 12:55
bellissima storia. Lo specchio dettaglio di classe sul finale. Sciapò.
02/02/2016 at 16:28
Ciao Mago, occhio attento il tuo!!! Grazie
31/01/2016 at 17:59
Ciao Pinkerella. Un bel finale. Molto toccante. A presto Pinkerella. 🙂
01/02/2016 at 09:36
Grazie mille, Mariano…spero di ritrovarti anche nella nuova storia che ho già iniziato! 😀
31/01/2016 at 12:34
Bel finale. 🙂
Ginevra ha resistito alla tentazione. Peccato che così si sia buttata alle spalle anche Aleksey. Oppure no? Io mi immagino che si siano sentiti al telefono perché avevano voglia di risentirsi. 🙂
31/01/2016 at 15:37
Un finale aperto, ogni lettore ci metterà del suo, insomma! 🙂 Grazie per avermi seguita passo passo. 🙂 Se vuoi, cara Danica, c’è una nuova storia appena iniziata. 🙂
26/01/2016 at 10:50
Finale aperto (e non facile).
Nel leggere, ognuno ci aggiungerà del suo, in base alle proprie aspettative.
ciao e al prossimo racconto.
🙂
26/01/2016 at 15:36
Ciao Maria. Sì, ho virato verso una sorta di finale sospeso, perché non mi andava né un risvolto drammatico (io ti fermerò di Aleksey) né un continuo in una seconda parte… Allora, ho optato per una nuova consapevolezza di sé della protagonista.
Grazie mille e a presto
25/01/2016 at 23:46
1) Il finale mi è piaciuto tantissimo
2) mi è rimasto il curioso di sapere chi era quella donna e perché voleva fermare la sua ricerca.
3) Aspetto la tua prossima storia 😉
Ciao 🙂
26/01/2016 at 09:23
Eh sì, un finale un po’ sospeso, perché non sono stati chiariti tutti i punti. Felice che ti sia piaciuto! 🙂 a presto
25/01/2016 at 20:28
Un finale soft, mi ero aspettato di peggio ma sono contento così 🙂
Ginevra scoprirà altre cose, e il fatto di sapere o meno la sua vera provenienza non sarà più assillante. Bel messaggio e bel racconto, ti aspetto per il prossimo, arrivederci 🙂
26/01/2016 at 09:21
Ciao Danio, in realtà io pensavo ad un finale “ombroso”, però un po’ tutti mi avete chiesto la Luce e, quindi, ho cercato di trovare una buona soluzione… Mi fa piacere hai apprezzato! 🙂 Sicuramente a presto! 🙂 Ho in mente un “esperimento”!
26/01/2016 at 20:39
Ok, sono curioso 🙂
25/01/2016 at 09:19
Un po ‘ di Luce per Ginevra.
25/01/2016 at 15:49
Grazie!
19/01/2016 at 20:50
Davvero carino questo viaggio iniziatico/ricerca di sé/storia di agenti segreti. Io scelgo ombra, per scoprire i personaggi che vi sono nascosti!
20/01/2016 at 18:30
Grazie mille per essere passata di qua! 🙂
19/01/2016 at 17:42
Ciao. Luce. Molto commovente quest’episodio. Al prossimo episodio. 🙂
20/01/2016 at 18:26
Grazie mille. 🙂 a presto
18/01/2016 at 12:04
Nebbia! Perun finale vedo-non vedo! 😉
18/01/2016 at 12:07
Grazie Giulia, rimanendo nel limbo, insomma! 😉
16/01/2016 at 15:46
“Luce”.
Capitolo bellissimo sia nella scrittura sia nei concetti. Ora aspetto il finale 🙂
18/01/2016 at 11:45
Grazie di avermi fatto compagnia anche in questa storia. A breve il capitolo conclusivo. 🙂
13/01/2016 at 23:22
Voto anch’io Luce.
Questo capitolo è stato splendido: la descrizione che fa Ginevra, la risposta di Aleksey, la domanda finale con la relativa risposta! Il circolo si chiude.
Attendo il finale!
Ciao 🙂
18/01/2016 at 11:47
Grazie mille Red. Troppo buono. Spero via sia piaciuta questa storia e spero di non deludervi col finale. 🙂
13/01/2016 at 21:02
Io avrei detto ombra. Perché Aleksey mi ha dato l’impressione di essere appunto un’ombra. Attendo il finale. 🙂
18/01/2016 at 11:48
Devo dire che la mia opzione preferita è proprio ombra, ma io mi inchino umilmente alle vostre decisioni. 😉 Grazie mille
13/01/2016 at 17:54
E luce sia.
Non vorrei trovarci ne ombre ne nebbia in questo finale, o almeno lo spero.
ciao 🙂
18/01/2016 at 11:50
Beh, credo sarai accontentato! 😀 Grazie mille. A presto
13/01/2016 at 13:10
“E tu chi sei, Aleksey?”
Bella domanda! Se non è il suo psicanalista n’è’ il suo “Pigmalione”, e’
Forse l’ombra che ognuno di noi porta con se’ ovunque vada!
Vedrei un finale in cui la coscienza di Ginevra e ombra si ricongiungono!
Ciao
🙂
18/01/2016 at 11:53
Come dicevo a Danica, ombra è la mia opzione preferita, perché in effetti ci portiamo dentro sempre un “animale” sconosciuto… Però, pare l’opzione vincente sia un’altra. 🙂
13/01/2016 at 12:32
Tensione costante per tutto il capitolo. Well done.
Il finale chiama per forza (finalmente) luce.
18/01/2016 at 11:51
Bene bene, grazie Mago…accomodati che il finale sta per giungere. 🙂
12/01/2016 at 12:00
Ciao Pinkarella,
sono contento di rileggerti.
Parlami.
A presto =)
13/01/2016 at 12:28
Chiedo venia per la lunga assenza. Grazie mille, Istinto!
13/01/2016 at 12:32
Tranquilla, anche io ho ripreso da poco la mia storia, anche io come te ho dovuto assentarmi per molto tempo,talvolta la vita personale è troppo ingombrante…
A presto =)
11/01/2016 at 16:18
“Chi sei?” per il prossimo episodio.
Ed è un piacere rileggerti.
Alla prossima1
13/01/2016 at 12:28
Grazie mille, Giger. 🙂
10/01/2016 at 19:36
Luogo adatto per scottanti rivelazioni. Aspetto una svolta NOTEVOLE.
Bel capitolo 🙂
11/01/2016 at 10:10
Grazie mille, Mago… 🙂
10/01/2016 at 18:01
Ho scelto chi sei e seguo…
11/01/2016 at 10:11
Ciao Magia! 😉 Grazie mille