Due

Fiesta

Le luci dell’immenso salone davano fastidio al Commissario Cresti. Il chiacchiericcio continuo lo stordiva. Ma non poteva tirarsi indietro a certi obblighi. 

Il Questore Montano per il suo pensionamento aveva organizzato un grande ricevimento in una splendida villa ottocentesca. Le personalità più illustri della città erano tutte lì riunite. Anche Cresti vi aveva preso parte. Per affetto e rispetto. Non perché fosse un tipo mondano o attento a certe amicizie importanti.

Una pacca sulla spalla lo riscosse dai suoi pensieri. Un volto amico.

“Giorgio, che piacere!”

“Ciao Alberto!”

I due amici si abbracciarono.

“Da quando hai accettato l’incarico a Napoli, non ti ho più visto! Pensavo ti fossi dimenticato di Milano e di noi!” – disse Cresti.

“Eh, no, amico mio. Non ci sperare!”

E risero entrambi.

“Ho saputo del caso della bambina, Alberto…” – l’amico parve lasciare la frase in sospeso.

“Bruttissima storia, Giorgio. Brutta, davvero!”

L’altro annuì.

“Non potevo mancare alla festa di Montano.”

“Già!” – rispose Cresti distrattamente. Non poteva non pensare al caso Verdini, al corpo della donna e alla lettera. Era passato un mese. Troppo poco per dimenticare.

“Scusami, Giorgio. Vado a prendere una boccata d’aria e una sigaretta!”

Cresti uscì su un ampio terrazzo, di fronte un giardino curatissimo. Ficcò una mano nella tasca destra della giacca dove teneva il suo pacchetto di Marlboro Gold e avvertì qualcosa al tocco. 

Tirò fuori un foglietto ben piegato. 

Lo aprì.

Salve, Commissario Cresti. Bella festa, vero? E’ un piacere sapere che Lei c’è. Mi fido solo di Lei. 

A presto!

Istintivamente, Alberto si voltò e incontrò gli occhi di Gloria.

“Capo, ti stavo …” 

“E’ qui!”

“Chi?”

Cresti mostrò il biglietto alla sua collaboratrice.

“Me lo sono appena trovato in tasca. Tutta questa gente, non so manco quando abbiano potuto metterlo.”

“Cosa vuoi fare?”

“Purtroppo, nulla. Sarà, forse, già andato via!”

“Già e non possiamo allarmare la situazione.”

“Domattina chiederò un incontro urgente col nuovo Questore. Dobbiamo fermare l’opera di questo folle.”

Fu un attimo. E furono circondati dagli invitati che si riversarono sull’ampio terrazzo.

Il cielo si illuminò di tutti colori.

I fuochi.

Risate. Chiacchiere. Rumori di calici. Risate. Chiacchiere. Rumori di calici.

Il cellulare di Cresti in quella bolgia cominciò a vibrare. Cercò una via di fuga. Cercò di allontanarsi.

Urtò un uomo. Poi, una donna. Poi, un altro uomo.

“Pronto?” cercò di urlare.

Cosa è successo?

  • E' scomparsa un'altra bambina. (32%)
    32
  • Hanno trovato il cadavere di una donna. (59%)
    59
  • E' scomparso un imprenditore. (9%)
    9
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174 Commenti

  • Terribile a dirsi, ma io voto: Clelia. Ho come immaginato che tu ci portassi a lei con queste ultime righe.
    Se la giustizia facesse il suo dovere, se i colpevoli fissero dietro alle sbarre, se portassimo l’ombrello ogni volta che piove anche se siamo usciti col sole…. vivremmo nella fantascienza. Ma è importante che tu abbia sollevato questi “se”. E’ importante che ognuno di noi ogni tanto guardi il mondo con dei “ma” e dei “se”. Perchè avere la certezza che ogni cosa sia come sembra, sarebbe l’inizio della fine.
    😉 Ottimo.

    • Ciao Alessandra. Che piacere avere te tra i miei lettori. Sei un ‘autorità qui sulla piattaforma! E avere questo complimento è un onore.
      Mi scuso anche con te, ma sono poco presente, lavoro e impegni vari non mi permettono di essere un costante lettore come vorrei. Anche nella pubblicazione sono lento…
      Un caro saluto

        • Autorità in senso buono, per niente antipatico. So che scrivi molto bene e so che non ti tiri mai indietro nel dare consigli…questo intendevo! 🙂 Comunque, ho letto il tuo nuovo incipit e ho votato rivalità, solo che ieri non ebbi tempo di lasciare un commento. Cosa che farò al più presto! 🙂

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