Il mondo delle storie ancestrali (2)

Dove eravamo rimasti?

Una capitolo-pausa per fare il punto ci vuole. Quale trappola affronteranno per arrivare al villaggio delle streghe? Un bosco maledetto che materializza gli incubi (82%)

Dentro il bosco maledetto

Man mano che si avvicinavano al confine dei territori neutrali, la presenza di viaggiatori si faceva sempre più rara.
Il terreno battuto della strada divideva in due una pianura dall’erba gialla, mossa dagli animali che vi correvano dentro.
Un corvo gracchiò ed Eloise si strinse nelle spalle. Sentì David appoggiare il petto contro la sua schiena e subito un calore ormai famigliare la invase.
A metà giornata avvistarono una foschia scura all’orizzonte. Una nebbia che saliva dal basso e inghiottiva il cielo azzurro, su cui spiccavano alberi alti e bianchi come dita di uno scheletro.
Il cavallo iniziò a nitrire e David dovette fermarsi.
«Scendiamo.»
«Qui?» Eloise smontò dalla sella. Gli alberi erano imponenti, nello stesso modo in cui sarebbero potute essere le colonne dell’inferno.
Nessun rumore proveniva dall’interno della foresta. Tutto era grigio.
La mano di David le toccò la spalla. «Dovremo proseguire a piedi. Stammi vicina e non allontanarti in nessun modo da me. Se ci allontaniamo dal sentiero principale… be’, dicono che la foresta mangi chi ci si perde dentro. Altri invece dicono che dei mostri la abitano e la morte sarebbe una fine di gran lunga più piacevole dell’alternativa.»
«Ah… e chi ha ragione?»
«Lo vedremo.»
Costeggiarono la foresta tirando il cavallo per la briglia. Trovato l’inizio del sentiero, l’unico punto non coperto dall’oscurità, lasciarono andare il cavallo e si addentrarono.
Gli occhi si abituarono subito alla penombra, ma il silenzio era tale che le orecchie fischiavano. Solo i passi riempivano quel vuoto.
Un sospiro femminile fece trasalire Eloise. «Se solo non fossi così inutile…»
Si voltò. Nessuno. «Cos’è stato?»
«Cos’è stato cosa?»
«Quella frase. C’è qualcuno con noi.»
«Io non ho sentito niente.»
Continuarono lungo il sentiero, i loro respiri sempre più veloci e pesanti.
David si fermò e rabbrividì. «Dimmi se hai sentito qualcosa.»
«Te l’ho detto, prima, qualcuno ha sussurato. L’hai sentito anche tu?»
«No… ma ho sentito i cani di Magnus.»
Eloise si voltò. Dietro di lei solo la nebbia scura. Nessun rumore. «Corriamo?»
«No. Forse è un’allucinazione.»
«E se non lo fosse?»
«Allora dovremo decidere cosa è peggio: i cani o la foresta.»
Eloise avvicinò la mano a quella di David. Lo guardò in faccia, aveva un’espressione seria, truce, e ritirò la mano. Ma voleva così tanto toccarlo…
Passi dietro di lei. Tornò a guardare. Nessuno.
Li sentì alla sua sinistra. «C’è qualcuno. Ne sono sicurissima.»
David prese in mano la spada. «Io sento i cani invece. Preparati a scappare quando te lo dico.»
Una figura vestita di bianco spuntò tra gli alberi. Si avvicinava correndo, bianca in volto. Era sua madre.
«Mamma!»
Sua madre si fermò lontano e cadde in ginocchio, piangendo. «Eloise! Aiutami! Tesoro, aiutami!»
«Mamma!»
Eloise scattò verso di lei, ma David la trattenne. «Dove stai andando? Non lasciare il sentiero!»
«C’è mia madre! È venuta qui, a cercarmi!»
«Ma che stai dicendo?»
«Lasciami!» si liberò dalla presa e uscì dal sentiero. Sua madre l’aspettava tendendo le mani verso di lei. «Bambina mia!»
David urlò ed Eloise lo vide cadere all’indietro. Era uscito dal sentiero e menava fendenti all’aria. «Ma che…»
Sua madre apparve vicino a lei, in piedi, sorridendo. «Finalmente sei venuta. Ho dovuto chiamarti troppe volte. Sei una piaga, non obbedisci mai.»
Eloise indietreggiò. «Mamma?»
La donna la schiaffeggiò. «Impara a comportarti come si deve.»
«Mamma, perché?»
La voce di suo padre la colse da dietro le spalle. «Non sei all’altezza di portare avanti l’attività di famiglia. Abbi la decenza almeno di fare da segretaria a tuo cugino.»
Suo padre era lì, davanti a lei, vestito in completo con la cravatta delle riunioni. «Lui sì che è intelligente. Randall non ci svergogna davanti a tutti.»
Randall apparve alla sua sinistra. «Se sei nata stupida non è colpa tua. Ma potevi non nascere. Sei inutile.»
Sua madre ora era vestita elegantemente, truccata in modo perfetto e coi capelli raccolti in uno chignon. Al collo aveva le perle delle grandi occasioni. «Sei così sciatta. E perdi sempre tempo su quegli stupidi libri. Quale uomo ti vorrà mai?»
Randall si avvicinò tanto da sussurrarle all’orecchio. «Sarebbe stato meglio se tu non fossi mai nata. Ragazzina.»
«Stupida.»
«Inutile.»
Eloise cercò di scappare, ma andò a sbattere contro un albero. I rami si abbassarono e la intrappolarono in una morsa.
La sua famiglia fece spazio a una figura nera incappucciata. Aveva in mano un coltello che, nonostante l’assenza di sole, rifletteva una luce. La figura tirò giù il cappuccio. Era David, furioso.

David sembra essere dalla parte dei cattivi. E ora?

  • Arriverà Morgan (13%)
    13
  • Arriverà Traveller (88%)
    88
  • Arriverà Magnus (0%)
    0
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164 Commenti

  • Hai usato tutti i caratteri? Mi è sembrato più breve del solito. Però sono estremamente felice che tu sia tornata tanto presto, rispetto al solito 😀
    Ecco qui il bacio che la nostra parte romantica nascosta stava aspettando da tre o quattro episodi; è arrivato al momento giusto, direi, e può anche essere interpretato come puro mezzo per risolvere la situazione: David non si è certo sbilanciato più di tanto, nonostante le ultime parole.
    Voto per il villaggio abbandonato unendomi alla maggioranza.

    E mi rendo conto che siamo già all’ottavo capitolo di questa seconda parte, ma che vorrei che non finisse mai. Provo il piacere che si prova leggendo un libro vero e proprio e non un semplice racconto. Hai fatto bene a dedicare più di 10 capitoli alla tua storia: ne merita moltissimi ancora! 😀

    • In effetti ne ho usati almeno 1000 meno del solito, ma dopo il bacio ho pensato non ci fosse bisogno di dilungarsi ancora su descrizioni o simili…
      Per quanto riguarda i capitoli: credo che ci sarà anche una terza parte. Sono assolutamente decisa a sviluppare i personaggi di Eloise e David. Non ho ancora avuto modo di spiegare chi sono, e sono 18 capitoli… faccio prima a scrivere direttamente il romanzo!

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