Dove eravamo rimasti?
Un masnadiero in nave e un matto sul palco
L’oratore si asciugò il sudore dalla fronte con un gesto disinvolto «Sconfiggere Tamar Ambron permise a Sante Micale di entrare a far parte della setta degli sciagattiti: un proseguimento dell’ormai decaduto movimento zelota, già presente dai tempi premessianici. Per chi non lo sapesse, gli zeloti hanno dato origine a un termine ancora oggi in uso. Essi infatti brandivano la sica, il loro pugnale tradizionale. Ci volle poco perché gli antichi romani iniziassero a chiamarli sicari»
Un vecchio professore di storia, barbuto e con occhiali in stile “culi di bottiglia” alzò la mano «Mi scusi, come pensa che siano finiti fin laggiù gli zeloti, per quale scopo?»
«Lo scopo francamente lo ignoro, ma non è da escludere un tentativo di mettere le radici altrove. Sappiamo tutti che le genìe ebraiche, purtroppo, sono sempre state malviste un po’ ovunque. Quella città invece era un porto franco che, grazie alle leggi vigenti, garantiva libertà di culto. Si trattava inoltre di un porto ben posizionato che favoriva ogni forma di commercio: un paradiso per chi sa come far soldi. Abbiamo altre domande?»
Una giovane giornalista, dai capelli lisci e con i lineamenti scavati, prese voce «Il termine sciagattita che etimologia ha?»
Il barbuto sul palco si schiarì la gola «Pardon, ho dimenticato di spiegarvelo. Sciagattita deriva del termine shagat, che in semitico significa all’incirca “tagliare la testa all’agnello e metterlo a colare il sangue”» Osservò la reazione del pubblico, qualcuno si schifò, ma i più rimasero indifferenti «Ebbene dovete sapere che nella mia città siamo piuttosto sarcastici, la nostra comicità è celebre. Ci sarà voluto poco prima che un mio compaesano dell’epoca abbia sentito la parola per poi riciclarla nella frase “Io ti sciagatto!”»
Qualcuno ridacchiò, un altro paio rimasero indignati. Lo speaker fece spallucce a questi ultimi, che rimasero colpiti di esser stati notati. L’uomo riprese a parlare «Ebbene, si fecero chiamare proprio così poiché l’inquisizione, per quanto lasciasse fare, era comunque presente, e l’ostentazione di culti religiosi non cattolici non era proprio gradittissima. Per cui gli sciagattiti rimasero senza un nome finché non venne fuori il termine “sciagattita” che, essendo coniato come termine gergale vernacolare, non attirava l’attenzione di nessun preposto all’inquisizione»
Un altro professore alzò la mano «Francamente, questa storia della sparizione col mantello mi sembra inverosimile, adatta solo a b-movie giapponesi»
L’interlocutore sul palco si grattò la nuca, lasciandosi sfuggire un’espressione di disagio “Guarda questo. Come se fossi qui a parlare di storia! Beh, se è lo show che vogliono!” Si esibì in un sorriso beffardo «Personalmente ho insegnato a qualche militare, dalle tecniche da combattimento a quelle per muoversi furtivamente. Le garantisco che il colore giusto sfruttato in modo adeguato può rendere veramente invisibili. Senza bisogni di trucchetti ninja»
Il pubblico rise brevemente.
—
Sante Micaele era nella sua ora di riposo: quella dopo il pranzo. Si sentiva sempre fortunato ogni volta che viaggiava in nave, un uomo di montagna come lui era rimasto di sasso non appena aveva visto il mare. L’avevo subito ammirato e temuto, e l’idea di mettersi su uno di quegli affari di legno galleggianti non lo stuzzicava per niente.
Gli sciagattiti, invece, lo avevano accolto bene. Dopo lo scontro con Tamar, era stato riconosciuto come “operativo” della setta, e gli erano stati insegnati diversi segreti pugilistici e di spada che la setta deteneva. Aveva passato un mese nelle arene delle bische clandestine per perfezionare la sua tecnica già eccellente e adesso, in piena sincerità con sé stesso, si sentiva senza rivali.
«A che pensate, Mastro Sante?» Era il capitano della nave, Romolo Esterese.
Lui si voltò «Niente di particolare, mi godevo solo il rum e il mare»
«Un uomo come voi cosa ne pensa del mare?»
L’altro fece spallucce, mandando giù un sorso di liquore «Sapete, all’inizio ne apprezzai la magnificenza ma adesso… Mi sembra un covo di contrabbandieri?»
L’altro si allarmò «Prego?»
«Sapete, quand’ero ancora di nobile casata vigilavo su un fiume che era poco più d’un torrente. E un così piccolo corso d’acqua era terreno fertile per i contrabbandieri di ogni sorta» Visualizzò la geografia del suo paese «Barga era una specie di centro commerciale franco detassato. E di lì partiva di tutto, specialmente il sale, su carri che servivano il mercato nero!» Si voltò verso Romolo «E se un fiumiciattolo nei boschi ospita un tale giro, figuriamoci un mare!»
L’altro sbuffò «Così ci fate sembrare dei poco di buono!»
Sante mostrò tutti i denti (si, li aveva ancora tutti) in un sorriso sghembo «Sarete sempre più rispettabili di me, caro capitano!»
—
E senza nemmeno iniziare a fare eventi seriamente, Dé Bello Tabernae è arrivato al 44% del goal in meno di un mese! Tra un po’ comincerò ad esibirmi in giro, date un’occhiata e passate se siete in zona, salutarvi mi fa piacere 😉
Chi o cosa sta scortando il protagonista?
- Qualcun'altro (17%)
- Il capitano (17%)
- Qualcosa in particolare nella merce trasportata (67%)

21/09/2016 at 15:23
Beh, caro scrittore, complimenti, riuscire a raggiungere un traguardo così importante deve darti molta soddisfazione. Non so se parlare del tuo racconto o del tuo libro, ho dato un’occhiata a bookabook. L’illustrazione è bellissima, non so chi l’abbia fatta, ma digli da parte mia che è bravo. Il racconto è scritto bene e scorrevole.
Come al solito, un parere personale: mi ha dato l’impressione di essere un po’ evanescente, un abbozzo, qualcosa di non completamente definito.
Parlando del libro, leggere l’anteprima mi ha confuso le idee: se non ho capito male l’idea è suddividere l’opera in due parti, sviluppando la prima come un trattato di lotta e la seconda più propriamente narrativa. È certamente un lavoro titanico, non oso pensare quanto impegno ci voglia ad adeguare il linguaggio a quello in uso nel 1600.
Certamente è anche originale. Non so, personalmente diffido un po’ delle ricette con troppi ingredienti, ma è pur vero che i grandi chef riescono a realizzarle in modi sublimi.
In bocca al lupo
19/09/2016 at 11:30
E finalmente pubblico il finale, con un mostruoso ritardo non annunciato. Mi dispiace tantissimo ma si sa, spesso gli impegni prendono il sopravvento.
In compenso, il progetto che ha ispirato questo racconto ha raggiunto il goal in meno di due mesi! Fato vuole che io sia ufficialmente uno scrittore… Peggio per voi 😉
19/09/2016 at 16:34
E mi sa che te lo meriti, al di la del ritardo 😉
Finale davvero mostruoso, e non per il ritardo. Mi è piaciuto davvero e spero di rivederti presto su questi schermi, a meno che la tua nuova “professione” non te l’impedisca 😉
Ciao e a presto.
19/09/2016 at 17:35
Ho già in mente un “seguito” di questo in realtà, e appena potrò lo metterò qui. Torneranno sia lo speaker che il suo personaggio…
E chiamarla professione è ancora un parolone XD Il poco che fin’ora ci ho guadagnato tintinna se lo scuoti :3
06/09/2016 at 20:03
Tutti con me: Sante, Sante, Sante…!
05/09/2016 at 19:27
Sarà un pareggio, magari per rimandare il tutto al gran finale.
05/09/2016 at 16:46
Eh va bhe dai, ne esce Sante. Non si può votare altrimenti 🙂
04/09/2016 at 10:36
Comsegnati in modo non sicuro.
Allora, non so quanto ciò che scrivi qui rispetterà lo stile della tua opera.
Immagino almeno un po’, altrimenti non avrebbe senso scriverlo.
Perciò immagino che ti interessi un nostro parere.
Non so quanto lo speaker che si domanda se glo astanti hanno capito che scherzi rifeltta il tuo pensiero, ma posso dirti che ho trovato un po’ eccessiva la descrizione tattica della battaglia. Ovvviamente è un parere personale, ma visto che hai più volte citato Bud come tua Musa, mi chiedo quante volte Egli abbia descritto un piano nei dettagli. L’obiezione è una battuta fino a un certo punto. a voler essere più seri direi che hai presentato il prodotto con determinate carattesirtiche e ne stai vendendo uno diverso. Ok, è una Ferrari, ma io pensavo di comprare una Porsche. Non so, vedi tu se c’è qualcosa di utile in ciò che scrivo. Del resto, ti ho già scritto più volte che sei bravo, quindi mi pare inutile ribadirlo.
Ciao a presto
06/09/2016 at 09:38
Di leggerti son sempre contento 🙂
Dunque, lo stile è molto differente, infatti ho sempre messo “tratto da” o “ispirato da”… Anche perché riscrivere qui un manuale di rissa è pesante (anche se mi hai dato un’idea per quello che potrebbe essere il prossimo incipit, molto in linea con il libro stavolta)
Per quanto riguarda la mia musa: vero che è lui, però è solo una musa che riapplico a un altro piano. Infatti Tamar ci è rimasto un po’ fregato (ma sarà argomento per il capitolo finale)
31/08/2016 at 01:55
Sono stati consegnati.
30/08/2016 at 20:28
Anche se in minoranza, ho votato che siano stati consegnati.
Troppa fiducia? Solo il seguito saprà dirmelo.
Ciao e a presto 😉