Dove eravamo rimasti?
Un paio di preoccupazioni
«Il piano è semplice, Yael» Tamar si alzò, andando verso la finestra che dava sulla piazza d’armi «Scorterete il carico. Le milizie di Ferdinando sono già informate della sua importanza, e questo ovviamente farà spargere la voce. Sarà praticamente immancabile un tentativo di perquisizione dell’inquisizione. Tutti stanno cercando di non far arrivare la voce alla chiesa»
Yael sospirò «E se non dovessero arrivare?»
Il volto di Tamar si contrasse in un sorriso lugubre «Ovvio: tu e Mastro Sante “vi accorgerete” della stranezza del carico e convocherete gli inquisitori direttamente dal Granduca!»
Il sicario sbuffò «E tu credi che funzionerà? Ricorda chi è il fratello di Francesco»
«E tu ricorda quanto l’inquisizione odi avere i bastoni tra le ruote. Te lo garantisco, non aspettano altro che una scusa per far fuori Ferdinando e tutti i suoi!»
–
Mancava solo una giornata di viaggio, tutto era filato liscio come l’olio e tutta la banda si era fermata per mangiare e dormire in una stazione di cambio. I proprietari erano parsi insolitamente cortesi… Anche se avevano invitato tutti a lasciare le armi, che per regolamento non potevano esser portate all’interno. La taverna era già quasi del tutto occupata, e il gruppo di Sante e Yael dovette ammucchiarsi in uno degli angoli della mensa.
Yael cominciava ad essere nervoso per un paio di motivi, che al momento del pasto confidò al mercenario.
MOTIVO 1
«L’inquisizione non si è ancora vista»
«Ferdinando è pur sempre Ferdinando. Qualora non la vedessimo la chiameremmo»
«Eppure non è rischioso inimicarsi così direttamente il Granduca?»
L’altro rispose facendo spallucce «Il dovere, il dovere!» Canticchiò tra sé e sé.
Yael fece per replicare, ma il compagno lo zittì con un rutto «Alla faccia di Temenius» Mormorò il sicario.
“Temenius, noto anche come San Teméno, è il patrono a cui si è ispirato l’Ordo Teménis, anche noto come ordine dei monaci rissosi. L’ordine ereditava i metodi dal suo capostipite, che esorcizzava gli indemoniati a manrovesci nell’occipite impugnando un rosarione borchiato di ghisa a pallettoni del 18 e difendeva i villaggi a seggiolate e ruti alla birra scura” – Dé Bello Tabernae
MOTIVO 2
«E comunque, non vi preoccupa che siamo qui, all’angolo e disarmati, tutti insieme?»
Sante fece cenno di no con la testa, annaffiando la zuppa di farro con del vino annacquato.
«Non lo trovate sospetto?»
«Indubbiamente. Ma il nostro carico non va da nessuna parte, ho fatto mettere la sicura alle ruote del carro»
La sicura era il motivo per cui viaggiavano con due carri e il triplo dei cavalli normalmente necessari: il secondo carro era carico di incudini e catene e ferri da stiro che venivano assicurati alle varie parti del carretto al fine di rendere impensabile muoverlo. L’intero impianto richiedeva almeno una decina di chiavi per esser sbloccato. E ogni guardia, suo malgrado, ne conteneva una. Yael rabbrividì.
La conversazione fu interrotta da uno degli astanti, che si era diretto al tavolo dei due «Mi pare di capire che questo drappello è al vostro comando»
Yael annuì, mentre l’altro continuava a mangiare.
«Ebbene, sappiate che il carico è nostro»
Già da prima, l’ebreo aveva notato che la sua compagnia veniva guardata con scherno. Doveva capirlo che era una trappola «Chi siete, briganti?»
Il ceffo fece spallucce «Ci guadagnamo da vivere, ecco» Ghignò.
Il sicario scosse il capo «Spiacente, ma non vi daremo il carico, né avrete speranze contro di noi» Si alzò in piedi «Per cui, diteci chi vi manda e tornate pure al vostro desco… Altrimenti»
Alla parola “altrimenti”, l’uomo estrasse da sotto le vesti una daga, e altrettanto fecero tutti i suoi uomini: chi prese un pennato, chi un coltellaccio, chi uno scopettino sporco da latrina. Yael rimase un momento di sale: certo i suoi erano uomini scelti e lui e Sante potevano quasi bastare da soli… Se fossero stati tutti ad armi pari!
Il sicario guardò Sante in tralice, ma quest’ultimo non accennava a distrarsi dalla sua zuppa «Mastro Sante» Gli farfugliò dall’angolo della bocca.
Niente.
Il farabutto alternò lo sguardo tra Yael e Sante.
«Mastro-Sante, prcmsria» Biascicò il poveretto, che cominciava a sudare freddo.
Il criminale, intanto, non poté più aspettare «Dice a te, figlio di una baldracca!» E così sbraitando piantò la sua lama proprio nella scodella del masnadiero.
Di colpo Sante ribaltò il tavolo di cattiveria, seppellendoci sotto il farabutto. Senza che nessuno avesse il tempo di fiatare zompò quindi sul mobile rovesciato e vendemmiò di pestoni il tapinaccio che c’era sotto, il quale emetteva versi soffocati di dissenso «Il pasto non si disturba porcadiquellamiseriaccia uomini! Voglio una barricata che copra l’angolo dietro di noi, fatela coi tavoli e mettete in mezzo un barile, svelti!» Poi impugnò la sedia su cui sedeva e la puntò agli altri furfanti, che non avevano ancora avuto modo di riprendersi dalla sorpresa
«E voi…» Li fissò con occhi iniettati di sangue «Voi ingoierete i vostri denti e le vostre stoviglie, schifosi miserabili»
Che fine farà il carro?
- Il putiferio della rissa manderà la taverna in fiamme, distruggendo il carico (33%)
- Rimarrà al sicuro (50%)
- Verrà comunque rubato dai banditi (17%)

21/09/2016 at 15:23
Beh, caro scrittore, complimenti, riuscire a raggiungere un traguardo così importante deve darti molta soddisfazione. Non so se parlare del tuo racconto o del tuo libro, ho dato un’occhiata a bookabook. L’illustrazione è bellissima, non so chi l’abbia fatta, ma digli da parte mia che è bravo. Il racconto è scritto bene e scorrevole.
Come al solito, un parere personale: mi ha dato l’impressione di essere un po’ evanescente, un abbozzo, qualcosa di non completamente definito.
Parlando del libro, leggere l’anteprima mi ha confuso le idee: se non ho capito male l’idea è suddividere l’opera in due parti, sviluppando la prima come un trattato di lotta e la seconda più propriamente narrativa. È certamente un lavoro titanico, non oso pensare quanto impegno ci voglia ad adeguare il linguaggio a quello in uso nel 1600.
Certamente è anche originale. Non so, personalmente diffido un po’ delle ricette con troppi ingredienti, ma è pur vero che i grandi chef riescono a realizzarle in modi sublimi.
In bocca al lupo
19/09/2016 at 11:30
E finalmente pubblico il finale, con un mostruoso ritardo non annunciato. Mi dispiace tantissimo ma si sa, spesso gli impegni prendono il sopravvento.
In compenso, il progetto che ha ispirato questo racconto ha raggiunto il goal in meno di due mesi! Fato vuole che io sia ufficialmente uno scrittore… Peggio per voi 😉
19/09/2016 at 16:34
E mi sa che te lo meriti, al di la del ritardo 😉
Finale davvero mostruoso, e non per il ritardo. Mi è piaciuto davvero e spero di rivederti presto su questi schermi, a meno che la tua nuova “professione” non te l’impedisca 😉
Ciao e a presto.
19/09/2016 at 17:35
Ho già in mente un “seguito” di questo in realtà, e appena potrò lo metterò qui. Torneranno sia lo speaker che il suo personaggio…
E chiamarla professione è ancora un parolone XD Il poco che fin’ora ci ho guadagnato tintinna se lo scuoti :3
06/09/2016 at 20:03
Tutti con me: Sante, Sante, Sante…!
05/09/2016 at 19:27
Sarà un pareggio, magari per rimandare il tutto al gran finale.
05/09/2016 at 16:46
Eh va bhe dai, ne esce Sante. Non si può votare altrimenti 🙂
04/09/2016 at 10:36
Comsegnati in modo non sicuro.
Allora, non so quanto ciò che scrivi qui rispetterà lo stile della tua opera.
Immagino almeno un po’, altrimenti non avrebbe senso scriverlo.
Perciò immagino che ti interessi un nostro parere.
Non so quanto lo speaker che si domanda se glo astanti hanno capito che scherzi rifeltta il tuo pensiero, ma posso dirti che ho trovato un po’ eccessiva la descrizione tattica della battaglia. Ovvviamente è un parere personale, ma visto che hai più volte citato Bud come tua Musa, mi chiedo quante volte Egli abbia descritto un piano nei dettagli. L’obiezione è una battuta fino a un certo punto. a voler essere più seri direi che hai presentato il prodotto con determinate carattesirtiche e ne stai vendendo uno diverso. Ok, è una Ferrari, ma io pensavo di comprare una Porsche. Non so, vedi tu se c’è qualcosa di utile in ciò che scrivo. Del resto, ti ho già scritto più volte che sei bravo, quindi mi pare inutile ribadirlo.
Ciao a presto
06/09/2016 at 09:38
Di leggerti son sempre contento 🙂
Dunque, lo stile è molto differente, infatti ho sempre messo “tratto da” o “ispirato da”… Anche perché riscrivere qui un manuale di rissa è pesante (anche se mi hai dato un’idea per quello che potrebbe essere il prossimo incipit, molto in linea con il libro stavolta)
Per quanto riguarda la mia musa: vero che è lui, però è solo una musa che riapplico a un altro piano. Infatti Tamar ci è rimasto un po’ fregato (ma sarà argomento per il capitolo finale)
31/08/2016 at 01:55
Sono stati consegnati.
30/08/2016 at 20:28
Anche se in minoranza, ho votato che siano stati consegnati.
Troppa fiducia? Solo il seguito saprà dirmelo.
Ciao e a presto 😉