Dove eravamo rimasti?
Falange da rissa
Yael rimase un po’ interdetto e seriamente in imbarazzo. Mastro Sante aveva già impugnato la sua sedia «Forza moccioso! Prendi la sedia e aiutami, per la miseria!»
Il sicario deglutì, ma si riprese subito non appena vide che i briganti stavano incedendo. Afferrò la sua sedia e si piazzò accanto a Sante.
Alle loro spalle, i loro uomini stavano già barricando un angolo con i tavoli.
«Ascolta bene Yael!» Sbraitò per poi lanciarsi contro gli aggressori. Nel farlo, infierì di nuovo sul capo dei banditi ancora sotto al tavolo «Mettili in linea e dividili!»
Lui, che era una persona intelligente, capì subito. Sulle prime temette che anche i nemici avrebbero potuto afferrare il concetto. Ma poi realizzò che per quei bifolchi, linee e divisioni erano “Cose che le fa il diavolo e le streghe che se le fai anche te ti mettono allo spiedo”… Si lanciò.
I due guerrieri altro non facevano che sfruttare la gittata delle loro armi improvvisate per poter gestire i nemici: li mettevano in linea, e si posizionavano in modo che per loro fosse scomodo muoversi tra tavoli e sedie. Tentavano di accerchiarli, ma finivano sempre per ingarbugliarsi tra di loro. E tantomeno potevano contare sul numero, poiché il movimento richiedeva spazio, e avvicinarsi a più di tre alla volta a uno dei due risultava difficile.
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«Essere in troppi contro troppo pochi, dopotutto, non è mai eccessivamente vantaggioso. Certo, si conta anche sul numero, ma ricordiamo sempre che non sono infinite le persone che possono circondare un uomo» Lo speaker fece un passo indietro e indicò tre punti che formavano un triangolo equilatero intorno a lui «Vedete, lo spazio è poco, e nemmeno disporsi a triangolo conferisce una totale libertà di movimento. Questo non rende l’assediato invincibile, ma gli da qualche possibilità in più, che se ben sfruttata…»
«Non ho ben capito» Intervenne uno storico più massiccio degli altri «Quindi che stavano facendo Mastro Sante e Yael per uscirne interi?»
Il barbuto col palco gli rispose con un sorrisetto «Vede? Ora sono proprio al baricentro del triangolo equilatero» Si esibì in un ostentato balzo indietro, che lo portò dietro a uno dei punti indicati in precedenza «Adesso ho un avversario davanti. Gli altri due sono dietro a questo tipaccio qui» Indicando il nemico immaginario immediatamente di fronte a lui «I suoi amici devono aggirarlo per potermi aggredire. Per pochi attimi io, adesso, ho un solo avversario» Allungò contro il nemico una guardia approssimativa e si spostò intorno a lui «Posso spostarmi per impedire ai suoi di aprirsi ad ala per poi circondarmi… O posso “gestirlo”» Fu molto incisivo su quella parola «al fine di usarlo come scudo contro i suoi stessi amici, magari lanciandoglielo pure contro. Questa tattica è molto antica, compare in diversi manuali di combattimento, e viene tramandata in qualunque arte marziale che si rispetti»
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Dopo neanche un minuto, i due si accorsero che i loro compagni stavano bombardando con boccali, brocche e sgabelli il gruppo nemico. Sante si voltò verso l’angolo barricato «Ottimo!» Tutti erano assiepati dietro alla barricata di tavoli. Al centro di essa c’era un barile, con sopra un lungo scranno «Yael, andiamo!»
I nemici abbattuti erano pochi e si affrettarono a seguire il duo che saltava oltre la barricata. Il masnadiero, una volta al sicuro, altro non fece che prendere lo scranno per il sedile, poggiarlo con le gambe sul barile… E usarlo per colpire con furiosi colpi di punta di zampa gli avversari. Tutti i banditi, dotati di armi corte, ebbero grosse difficoltà contro le sedie più lunghe delle guardie, in più Sante feriva gravemente chiunque si avvicinasse alla sua postazione. Ci vollero pochi minuti prima che il nemico battesse in ritirata.
Mentre gli uomini esultavano, Yael rimase piacevolmente basito nel rendersi conto della postazione che aveva organizzato lo spadaccino “Spadaccino” Pensò “Effettivamente non l’ho mai visto sguainare la spada. E nemmeno Tamar, non del tutto almeno”
«Basta esultare! Per quello ci sarà tempo dopo» Affermò Sante Micaele «Dobbiamo controllare l’integrità del carico!» Il giubilo lasciò posto a un gelo ctonio «Fuori le chiavi, controlliamo il carretto e poi l’oste ci offrirà da bere per aver salvato la sua taverna, giusto, vecchio?!»
Il proprietario della locanda proprio non se la sentì di rifiutare.
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Il barbuto premette un tasto del proiettore, il quale rese visibile quest’immagine «Questa è la formazione che permise a Mastro Sante di vincere la scaramuccia. Fantasiosa ma efficace: la fanteria laterale difende i fianchi dello sgabelliere, che pensa solo a puntare e abbattere. Immaginate quattro lance a punta piatta che colpiscono insieme: fratture multiple con minimo sforzo» “Lo avranno capito che non sono serio?” Si chiese lo speaker, sempre più disperato.
Tutti guardavano lo schermo interessati e rapiti.
“Non è possibile” Continuò lui col suo dialogo interiore dopo aver squadrato il pubblico “CI CREDONO DAVVERO”
Il viaggio prosegue col carro al sicuro... Su chi si incentra la prossima scena?
- Il Granduca (33%)
- Yael (17%)
- Tamar (50%)

21/09/2016 at 15:23
Beh, caro scrittore, complimenti, riuscire a raggiungere un traguardo così importante deve darti molta soddisfazione. Non so se parlare del tuo racconto o del tuo libro, ho dato un’occhiata a bookabook. L’illustrazione è bellissima, non so chi l’abbia fatta, ma digli da parte mia che è bravo. Il racconto è scritto bene e scorrevole.
Come al solito, un parere personale: mi ha dato l’impressione di essere un po’ evanescente, un abbozzo, qualcosa di non completamente definito.
Parlando del libro, leggere l’anteprima mi ha confuso le idee: se non ho capito male l’idea è suddividere l’opera in due parti, sviluppando la prima come un trattato di lotta e la seconda più propriamente narrativa. È certamente un lavoro titanico, non oso pensare quanto impegno ci voglia ad adeguare il linguaggio a quello in uso nel 1600.
Certamente è anche originale. Non so, personalmente diffido un po’ delle ricette con troppi ingredienti, ma è pur vero che i grandi chef riescono a realizzarle in modi sublimi.
In bocca al lupo
19/09/2016 at 11:30
E finalmente pubblico il finale, con un mostruoso ritardo non annunciato. Mi dispiace tantissimo ma si sa, spesso gli impegni prendono il sopravvento.
In compenso, il progetto che ha ispirato questo racconto ha raggiunto il goal in meno di due mesi! Fato vuole che io sia ufficialmente uno scrittore… Peggio per voi 😉
19/09/2016 at 16:34
E mi sa che te lo meriti, al di la del ritardo 😉
Finale davvero mostruoso, e non per il ritardo. Mi è piaciuto davvero e spero di rivederti presto su questi schermi, a meno che la tua nuova “professione” non te l’impedisca 😉
Ciao e a presto.
19/09/2016 at 17:35
Ho già in mente un “seguito” di questo in realtà, e appena potrò lo metterò qui. Torneranno sia lo speaker che il suo personaggio…
E chiamarla professione è ancora un parolone XD Il poco che fin’ora ci ho guadagnato tintinna se lo scuoti :3
06/09/2016 at 20:03
Tutti con me: Sante, Sante, Sante…!
05/09/2016 at 19:27
Sarà un pareggio, magari per rimandare il tutto al gran finale.
05/09/2016 at 16:46
Eh va bhe dai, ne esce Sante. Non si può votare altrimenti 🙂
04/09/2016 at 10:36
Comsegnati in modo non sicuro.
Allora, non so quanto ciò che scrivi qui rispetterà lo stile della tua opera.
Immagino almeno un po’, altrimenti non avrebbe senso scriverlo.
Perciò immagino che ti interessi un nostro parere.
Non so quanto lo speaker che si domanda se glo astanti hanno capito che scherzi rifeltta il tuo pensiero, ma posso dirti che ho trovato un po’ eccessiva la descrizione tattica della battaglia. Ovvviamente è un parere personale, ma visto che hai più volte citato Bud come tua Musa, mi chiedo quante volte Egli abbia descritto un piano nei dettagli. L’obiezione è una battuta fino a un certo punto. a voler essere più seri direi che hai presentato il prodotto con determinate carattesirtiche e ne stai vendendo uno diverso. Ok, è una Ferrari, ma io pensavo di comprare una Porsche. Non so, vedi tu se c’è qualcosa di utile in ciò che scrivo. Del resto, ti ho già scritto più volte che sei bravo, quindi mi pare inutile ribadirlo.
Ciao a presto
06/09/2016 at 09:38
Di leggerti son sempre contento 🙂
Dunque, lo stile è molto differente, infatti ho sempre messo “tratto da” o “ispirato da”… Anche perché riscrivere qui un manuale di rissa è pesante (anche se mi hai dato un’idea per quello che potrebbe essere il prossimo incipit, molto in linea con il libro stavolta)
Per quanto riguarda la mia musa: vero che è lui, però è solo una musa che riapplico a un altro piano. Infatti Tamar ci è rimasto un po’ fregato (ma sarà argomento per il capitolo finale)
31/08/2016 at 01:55
Sono stati consegnati.
30/08/2016 at 20:28
Anche se in minoranza, ho votato che siano stati consegnati.
Troppa fiducia? Solo il seguito saprà dirmelo.
Ciao e a presto 😉