Dove eravamo rimasti?
Lame della fede
«Nientemeno» Rispose l’altro col cappuccio “da corvo”.
«Come avete fatto a fuggire?»
Quello fece spallucce «Preparazione, è il segreto del successo. Un piano per tutto, o almeno delle buone idee sempre pronte»
Tamar si sentì infastidito a quella risposta «E Yael?»
«Ci hanno separati tutti, non ho idea di dove sia»
Seguì qualche momento di silenzio in cui Tamar deglutì.
«Non ti ha annunciato nessuno. come sei entrato?»
«Temo che il piano fallirà comunque»
Scattò in piedi «Cosa?»
«Hanno seguito i tuoi, Tamar, sono stati incauti» Il mercenario andò verso la finestra «Ho visto con i miei occhi. Credo che domattina molti sciagattiti avranno dei problemi»
«L’inquisizione non ci voleva. Deve subito partire un nuovo ordine» In cuor suo, Tamar sentiva che qualcosa di molto sbagliato stava succedendo. Eppure riusciva benissimo a contrastare quella consapevolezza. Dopotutto, si trovava davanti all’unico che aveva saputo batterlo su tutta la linea. La sola idea di un conflitto con lui prosciugava ogni suo istinto difensivo.
«Intendi far trovare un fronte compatto agli uomini di Ferdinando?»
Il sicario guardò lo spadaccino, con aria inquisitoria «Ferdinando. Lo hanno già preso, che vuoi che faccia?»
Sante fece spallucce, sospirò e si preparò a uscire dalla stanza «Lui è al sicuro, così come lo sono io»
I sospetti di Tamar non poterono più rimanere frenati dal suo timore. Sante ebbe giusto il tempo di uscire dalla stanza che il giovane gli fu subito dietro. Lo vide sparire a un angolo del corridoio fuori dal suo ufficio.
«Uomo a terra!» Gridò uno sciagattita dal piano di sotto «Anche qui» Fece eco un’altra guardia.
“Bastardo, ti sei infiltrato” «Uomini, al tetto!» E dopo aver berciato quell’ordine mise mano ai suoi due sica, pronto a sfoderarli.
—
La farsa durò poco, giusto il tempo indispensabile. Sante, alla tavolata del Granduca Francesco I, aveva bevuto come un dannato di proposito. Fargli avere una reale parvenza di ebrezza richiese molto vino delle riserve del nobile che ospitava il banchetto. Il masnadiero era quasi divertito: bere era parte del piano, e il fratello di Ferdinando aveva tutto l’interesse a favorirlo, pur dovendo così rinunciare al suo prezioso vinello. Al mercenario pareva quasi di sentire gli accidenti che gli inviava Francesco I “Vedi di ubriacarti, maledetto avvinazzato, che ti vada di traverso ogni bottiglia che mi scrocchi!”.
Poi arrivò il cozzare d’armature, e i guerrieri fecero irruzione nella stanza tra le grida dei monaci: gli unici in tutto il convento a sapere cosa stava davvero accadendo erano proprio Sante e il Granduca. Yael balzò in piedi di scatto, estrasse un pugnale e si guardò intorno con disperazione: corazze pesanti lo circondavano mentre il Granduca veniva sollevato di peso dal suo scranno, con un’espressione di sorpresa falsa ma convincente in volto.
Accanto anche Sante si era alzato in piedi, barcollando non poco. Di sotto, invece, la compagnia del carretto stava affrontando l’inquisizione, ma i rumori non erano quelli di una battaglia combattuta. Sulle prime, Yael pensò di aprirsi una via di fuga, ma fu Sante a impedirgli di scappare «Ora si ride!» Esclamò ubriaco: aveva afferrato una bottiglia ancora piena e aveva caricato un bel lancio… Solo che nell’escursione del movimento preparatorio la nuca di Yael si trovava esattamente nel punto di massima energia cinetica.
Il fondo della bottiglia lo prese in pieno “Trauma cranico” pensò. Tentare di difendersi fu vano: ebbe appena il tempo di vedere Sante atterrato con un pugno corazzato in pieno stomaco “Ne usciremo” Pensò “Poteva succedere. Ma dimostreremo che non sapevamo niente di quei funghi maledetti, non hanno prove” Quando riaprì gli occhi era in una grossa gabbia trainata da un carro e coperta da un lenzuolo, da solo. Ancora non lo sapeva, ma aveva solo altri tre giorni di vita.
—
«Perché?»
Sante Micaele si voltò. La terrazza sul tetto gli piaceva. Si vedevano bene il duomo e il cielo «Perché è lavoro, Tamar»
«Lavoro? Sai quanti uomini di Ferdinando hai fatto fuori per mio ordine? Pensavo di potermi fidare per questo» Tirò fuori i pugnali.
Sante, dal canto suo, estrasse le sue due misericordie «Tamar, tu combatti per un ideale, hai un credo da portare avanti e giuri fedeltà ai tuoi come i tuoi la giurano a te» Sospirò «Io sono un masnadiero, e lavoro per chi pensa di poter fare i suoi comodi con i soldi. Gente così vuole solo altri soldi e potere, non fa differenza tra un membro della sua stirpe e un’esca»
Il sicario si vergognò di sé stesso: nessuno aveva mai visto Sante estrarre un’arma, e si sentiva fiero di aver meritato quel rispetto da guerriero «E’ solo politica e soldi, non è vero?»
Da sotto la cappa nera, il masnadiero annuì «Che altro vuoi che sia, in questo continente perennemente in guerra? Se davvero fossimo interessati ai nostri simili vivremmo in modo ben diverso» Guardò le sue lame, ripensando al tradimento della sua famiglia che lo aveva costretto alla via dell’omicidio.
Lo scontro è inevitabile... Chi ne uscirà?
- Pareggio (33%)
- Tamar (0%)
- Sante (67%)

21/09/2016 at 15:23
Beh, caro scrittore, complimenti, riuscire a raggiungere un traguardo così importante deve darti molta soddisfazione. Non so se parlare del tuo racconto o del tuo libro, ho dato un’occhiata a bookabook. L’illustrazione è bellissima, non so chi l’abbia fatta, ma digli da parte mia che è bravo. Il racconto è scritto bene e scorrevole.
Come al solito, un parere personale: mi ha dato l’impressione di essere un po’ evanescente, un abbozzo, qualcosa di non completamente definito.
Parlando del libro, leggere l’anteprima mi ha confuso le idee: se non ho capito male l’idea è suddividere l’opera in due parti, sviluppando la prima come un trattato di lotta e la seconda più propriamente narrativa. È certamente un lavoro titanico, non oso pensare quanto impegno ci voglia ad adeguare il linguaggio a quello in uso nel 1600.
Certamente è anche originale. Non so, personalmente diffido un po’ delle ricette con troppi ingredienti, ma è pur vero che i grandi chef riescono a realizzarle in modi sublimi.
In bocca al lupo
19/09/2016 at 11:30
E finalmente pubblico il finale, con un mostruoso ritardo non annunciato. Mi dispiace tantissimo ma si sa, spesso gli impegni prendono il sopravvento.
In compenso, il progetto che ha ispirato questo racconto ha raggiunto il goal in meno di due mesi! Fato vuole che io sia ufficialmente uno scrittore… Peggio per voi 😉
19/09/2016 at 16:34
E mi sa che te lo meriti, al di la del ritardo 😉
Finale davvero mostruoso, e non per il ritardo. Mi è piaciuto davvero e spero di rivederti presto su questi schermi, a meno che la tua nuova “professione” non te l’impedisca 😉
Ciao e a presto.
19/09/2016 at 17:35
Ho già in mente un “seguito” di questo in realtà, e appena potrò lo metterò qui. Torneranno sia lo speaker che il suo personaggio…
E chiamarla professione è ancora un parolone XD Il poco che fin’ora ci ho guadagnato tintinna se lo scuoti :3
06/09/2016 at 20:03
Tutti con me: Sante, Sante, Sante…!
05/09/2016 at 19:27
Sarà un pareggio, magari per rimandare il tutto al gran finale.
05/09/2016 at 16:46
Eh va bhe dai, ne esce Sante. Non si può votare altrimenti 🙂
04/09/2016 at 10:36
Comsegnati in modo non sicuro.
Allora, non so quanto ciò che scrivi qui rispetterà lo stile della tua opera.
Immagino almeno un po’, altrimenti non avrebbe senso scriverlo.
Perciò immagino che ti interessi un nostro parere.
Non so quanto lo speaker che si domanda se glo astanti hanno capito che scherzi rifeltta il tuo pensiero, ma posso dirti che ho trovato un po’ eccessiva la descrizione tattica della battaglia. Ovvviamente è un parere personale, ma visto che hai più volte citato Bud come tua Musa, mi chiedo quante volte Egli abbia descritto un piano nei dettagli. L’obiezione è una battuta fino a un certo punto. a voler essere più seri direi che hai presentato il prodotto con determinate carattesirtiche e ne stai vendendo uno diverso. Ok, è una Ferrari, ma io pensavo di comprare una Porsche. Non so, vedi tu se c’è qualcosa di utile in ciò che scrivo. Del resto, ti ho già scritto più volte che sei bravo, quindi mi pare inutile ribadirlo.
Ciao a presto
06/09/2016 at 09:38
Di leggerti son sempre contento 🙂
Dunque, lo stile è molto differente, infatti ho sempre messo “tratto da” o “ispirato da”… Anche perché riscrivere qui un manuale di rissa è pesante (anche se mi hai dato un’idea per quello che potrebbe essere il prossimo incipit, molto in linea con il libro stavolta)
Per quanto riguarda la mia musa: vero che è lui, però è solo una musa che riapplico a un altro piano. Infatti Tamar ci è rimasto un po’ fregato (ma sarà argomento per il capitolo finale)
31/08/2016 at 01:55
Sono stati consegnati.
30/08/2016 at 20:28
Anche se in minoranza, ho votato che siano stati consegnati.
Troppa fiducia? Solo il seguito saprà dirmelo.
Ciao e a presto 😉