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Dove eravamo rimasti?

E ora? I parenti (75%)

tombe e morti viventi

Ciao ragazzi, volevo tornare martedì ma ho subito un incidente “maestro”. Ho scoperto di avere dei parenti fuori dal GRA, e lo devo a una tomba!
Mammina mi ha spiegato che una tomba di famiglia a Zagarolo, paese d’origine dei suoi, doveva essere ripagata o svuotata perché adesso usa così. Per questo motivo si sono presentati a casa nostra, dopo una decina di lunghe telefonate preparatorie, una zia, suo marito e suo fratello.
Io sono stato subito escluso dalle trattative, ma ho spiato i loro discorsi. Il tono era più o meno questo:
” …sì, però voi, quando noi…”
” …ma noi però, se voi…”
” …un cavolo! Ottocento?”
” …mille e sei, otto per uno.
Insomma ho capito che si trattava di morti e di soldi, di ossa e di ciccia, di cuore e di saccoccia. L’ho detto a mia sorella e ancora ride, ma io ho detto solo la verità.
Mamma alla fine era molto triste, e quando ho cercato di consolarla mi ha detto:
“Beato te che non hai un passato, che sei un “irresponsabile”.
Io ci sono rimasto male perché non avere voce in capitolo per una cosa da grandi della quale so qualcosa solo perché so spiare, non significa secondo me essere necessariamente un irresponsabile. Forse ha ragione papà quando dice che mamma dovrebbe imparare a usare e dosare le parole.
“Zagarolo è un posto pieno di morti,” mi ha rivelato quella sapientona di mia sorella Drusilla ” morti viventi e non, non lo sai? Io fossi in te, piccoletto, smetterei di pensarci, per non rischiare di sognare qualche vecchia bacucca e sdentata che ti fa solletico ai piedi mentre dormi”.
“Uh, io non ho paura” ho risposto “io sono “irresponsabile”, lo ha detto mamma; io non ho passato, e tu invece sì, e la vecchiaccia verrà da te e ti ruberà i capelli.
– I capelli!? Sei scemo?
– Scommetti?

La stessa sera, anzi la notte, Drusilla, quella intelligente e furba, ha riempito la casa di strilli…
” Aiuto!, c’è qualcuno!”
Io credendo di aver imbroccato la maledizione mi sono sentito mancare, fuguratevi lei! Poi quando il papi ha imbracciato il mocho per cacciare l’intruso, lei nel buio, con gli occhi affogati di lacrime ha visto un mostro a due teste, una pelata e una tutta spettinata, come fosse ricoperta di bisce.
Inutile ribadire che anche a me si era gelato il sangue, ma dopo però, quando ho acceso la luce, con le risate mi sono subito riscaldato, come per un gol al novantesimo.
“Papà, mi hai spaventata da morire” piagnucolava Drusilla ” perché non hai acceso la luce?”
” Per coglierlo di sorpresa, lui, il coso, il ladro, mi pare ovvio.”
” Sai che sorpresa ” ho detto io ” con tutti quegli urli!” E sono scappato via con il mocho che mi inseguiva per fulminarmi (tanto per cambiare).

A noi i parenti portano sfortuna, e non sono io a dirlo ma Ottaviano in persona, il papi, il babbo, il ‘padre’.
Ha ragione perché dice che ogni volta che la nostra placida vita grigio metallizzata va ad infrociare su un buco nero parentale succede qualcosa di brutto, da ricordare e rimasticare per anni. Io gli credo; ho visto l’effetto dell’impatto della tomba zagarolese sui miei giochi-regali-e divertimenti vari. Tutto sacrificato nel nome del caro estinto, che tanto estinto non deve poi essere visto l’effetto che ha sulla mia vita.
Non ce l’ho con lui, poverino, lui sicuramente pensava di aver regolato tutti i conti… è lì da anni, nessuno lo fila, con il fiore più recente forgiato in una plastica nel ’99 ormai appassita, sbiadito, più morto di lui. Invece: tack! Ecco che scatta la tagliola comunal-cimiteriale, i morti tornano a galla, in prima fila, macché: sulla ribalta; e bisogna dar loro una casa nuova, o anche no, basta pagare.
Ecco i parenti, procacciatori di rogne, finti baci, falsi auguri, collezionisti di foto in bianco e nero dove se ti riconosci ti fai schifo, o nella migliore delle ipotesi sorridi di un sorriso penoso. Sono lì, piantati in un mondo estraneo, e pretendono di conoscerti, si attribuiscono la facoltà di commentare il tuo aspetto: ” …sei cresciuto, che carino!”, ti danno consigli: ” …studia, hai visto quello e quell’altro? Loro hanno studiato sai?”
Amici miei, i parenti (i miei, non so i vostri) mi derubano ogni volta del buonumore. Fatta eccezione per alcuni, sono una gran rottura di scatole, tifano sempre per la squadra avversaria, votano per quelli là invece di questi qua, e se si fanno vivi è solo per derubarti di qualcosa.
Adesso direte che sono impazzito, e che un bambino piccolo non dovrebbe esprimere dei giudizi così severi, non ne ha facoltà perché troppo giovane per giudicare. E allora vi confesso una cosa, e cioè che quello che ho scritto è il resoconto di tutte le cose dette e ridette dai miei vecchi genitori da qualche giorno in qua, da quando li spio. Perché io sono una grande spia!
Loro hanno una fortuna: io sono e sarò la loro memoria, e non scorderò nulla di quello che mi hanno dato (e rubato!). E se qualcuno, un giorno lontano, sulla loro ultima casa poserà un fiorellino che non sia di plastica, quello sarò io. (Sempre se non mi avranno ammazzato prima di botte, eh, eh, eh!).

E ora?

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    50
  • La religione (25%)
    25
  • Che vuoi fare da grande (25%)
    25
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118 Commenti

  • Ciao Cesare 🙂
    Grazie per averci tenuto compagnia con la cara Drusi 🙂
    Non prenderterla a male , la poveretta avra’ altre cose da pensare per un bel poooooo’ di tempo e una volta al mese da ora in poi 🙂 goditi l’infanzia che e’ molto breve ed e’ il periodo piu’ bello della vita 🙂 (dopo i vent’anni, quelli sono sacri 😉 )
    Complimenti Ottaviano, un’altra bellissima favola dei giorni nostri che tratta con il giusto sarcasmo scorci veri di vita vissuta 🙂 Non c’e’ bisogno di una morale 🙂 Ognuno di noi la conosce gia’ 🙂
    A presto 🙂

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