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Ehilà, ci siete?

Buongiorno, buonasera. Scusate se oso, se disturbo il vostro riposo. Non sono mio padre, sono suo figlio, e ho trovato il pc aperto sul tavolo. Lui sta sempre qui chinato a scrivere, ha già la gobba pure se non tocca i quaranta, scrive, scrive a chissà chi, e pure a voi che adesso mi leggete.
Mi chiedo, ma cosa vi scrivete, che vi dite, è così importante? Perché io non lo capisco. Anche la mamma è preoccupata, lei è nervosa e si incavola, sembra una iena ridens ferita e fa un verso tipo hawayeeeuh, insomma, un casino.
Adesso vi lascio, se mi sorprende il papi mi accorcia le dita, lo dice sempre, e un giorno potrebbe farlo davvero.
Perché? Per il semplice fatto che io tocco tutto, e tutto quello che tocco lo distruggo.
Adesso vado davvero, scusate ancora.
Ah, se avete dei figli, dei figli piccoli come me, non fate come lui che mi allunga un hamburger e pensa di aver fatto il padre. Magari ogni tanto portateli fuori, come fate con il cane. Certo voi sarete genitori esemplari e mi vorrete confortare. Grazie, non vi disturbate, vi lascio, torno alla play; lì almeno non perdo sempre, e ho voce in capitolo.
Vi lascio, ciao, addio, buona sera, anche per voi che leggete magari non è sera e avete tutto il cazzo di giorno davanti. Oh, scusate la parolaccia ma qui… come si fa a cancellare? Non lo so, non sono capace, nessuno me lo insegna… porca pupazza smandrappata. Anche se avete da fare ricordatemi e ricordatevi di farmi un salutino, magari riesco a non farmi scoprire, anche se sarà dura. Da quando ho versato la coca sulla tastiera mi tiene lontano… Ma stavolta non c’è, non so dove sta, comunque ciao, vado a dormire che domani con la Buzzi sono dolori. Ho una maestra che si chiama Buzzi e che tutti chiamano Buzzicona, ma io preferisco Buzzibona, perché ha due sise grosse così. Meglio non parlare di lei però; mio padre la conosce, “la stima”, dice, ma lo dice per me, per farmi incavolare, per dimostrarmi che sono piccolo e stupido e lui invece appartiene al mondo dei grandi e puo’ fare e dire il cavolo che vuole.
Meglio che mi sto zitto, vado a dormire, niente play, ho cambiato idea. Mi metto lì e penso alla Veronica, la biondina del primo banco. Vista da dietro la conosco meglio di sua madre, ma quando la vedo in faccia, un paio di volte al giorno quando si gira, mi viene un infarto. Credo di essere morto già un paio di volte a causa sua. Ma vi sto annoiando coi miei fatti privati, scusate ancora, vi lascio alla vostra colazione, pranzo, cena, per me è lo stesso, leggete quando vi pare tanto io tra un po’ quando mio padre Attila mi scoprirà sarò morto giovane e le vostre risposte saranno comunque tardive.
…il bagno é occupato, non posso lavarmi i denti. Ora andrò a letto zozzo in bocca come un selvaggio, e mi verranno i vermi e li ingoierò e mi schiatteranno la pancia. Partorirò una tenia grande così e tutti si ricorderanno di me e di come sono finito per colpa di un bagno inaccessibile dieci, dodici ore al giorno per colpa di mia madre e di mia sorella, il duo Lescano, le distruttrici della quiete famigliare, le navi cargo che spazzano via te e tutto il resto quando arrivano… e quando non ci sono dove stanno? In bagno! Sempre infilate là dentro ad armeggiare coi cosi… i cosetti, come si chiamano?… Be’ non importa, un giorno quando la mia bocca sarà decisamente infetta le bacerò a sorpresa e la mia vendetta sarà consumata. Vi lascio, me ne vado direttamente in camera, non mi lavo, me ne frego, ho voglia di Veronica e me la vado a sognare, però di faccia, con gli occhi blu, i sopraccigli scuri sulla fronte bianca come il merluzzo, ma senza rughe; e la boccuccia a cuore, e pure a quore, così sono sicuro di aver indovinato almeno una volta come si scrive. Scusate ma con lei non ragiono, mi prende, mi tortura. Da dietro i suoi capelli lanciano lampi di luce abbagliante. Mi copre la lavagna ma chi se ne importa, tra la sua testa e le sise della Buzzibona la visuale è ridotta, e quella scompare. Vallo a spiegare a mamma che si incavola che in classe di aritmetica non ho capito nulla: e ti credo! Io vorrei ma quelle due… Uffa, come è tardi; ora torna davvero Attila e sono morto. Aspettami Veronica, non scappare dai sogni che sto arrivando, non farti portare via. Ciao a tutti…
Oh, scusate mia sorella è uscita dal bagno, ha un asciugamano in testa arrotolato, e vuole, pretende che l’aiuti col phon. Io glielo spaccherei in testa, ma non posso farlo, non posso dirle di no. Lei in fondo è la mia sorellina, e merita di morire in un modo migliore, magari come la puzzella dorlean o mataari, ed essere ricordata. Lo dice sempre, le piacerebbe, io glielo auguro, certo non vorrei che morisse di raffreddore per via della testa bagnata.
Ok, mi tocca, vorrà dire che mentre asciugo penserò ai capelli di Veronica.
Ciao, adesso arriva il papi e cancella tutte queste stupidaggini. Lui non é cattivo, è solo un asociale, non ha capito chi si tiene in casa, e cosa è capace di fare. Ciao, ciao!
P.s.: mi chiamo Cesare, (come Giulio).

Ciao

  • Mi mandi a ripetizione di italiano e aritmetica (13%)
    13
  • Mi mandi un consiglio, perché sei grande (0%)
    0
  • Mi mandi un messaggio perché sei come me (88%)
    88
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118 Commenti

  • Ciao Ottaviano, 🤗
    Mi accodo a chi ha definito questo il tuo miglior capitolo, veramente bello e divertente 😀
    Alcuni passaggi poi sono particolarmente riusciti, tipo: “Questa domenica è iniziata con i morti messi a “soqquadro” e “sparando proiettili di ghiaia sui fiori di mamma”. Da sganasciarsi 😂
    Bravo! 👏🏻
    Voto la scuola.
    Alla prossima ♥️

  • Per ora questo è il capitolo che preferisco !!!
    Bello , scritto bene , famigliare . Leggerò ed ironico !!
    Bravo Ottaviano !!
    Ps : ho votato per la scuola … vediamo che alunno è Cesare !!

  • Un’altro tsunami di parole … se posso darti solo un piccolo consiglio .. va a capo ogni tanto così da modo a chi legge di rilassarsi un pò …( poi è solo un consiglio eh …)
    In quanto a sorelle maggiori un pò acide ne so qualcosa quindi ..la mia solidarietà va a Cesare .
    Ho votato per il pranzo di famiglia …

  • Dal duo Lescano della volta scorsa a Genoveffa (la sorellastra di cenerentola! Mi fa morire…) e Attila (e qui mi parte in testa Abatantuono)… Cesare (Giulio) è un generatore di nomenclature!
    Sabina invece riordina e nomina ogni cosa per metterla al suo posto, dandoci il panorama delle relazioni. Insomma tutto gira intorno ai nomi in questo capitolo (nomina sunt consequentia rerum)!
    Mi piace come i caratteri siano ben definiti anche solo da questi dettagli. Lei precisina che descrive e specifica (anche la sua età) mentre lui è un caos narrativo.
    Voto il pranzo, e attendo di vedere la madre!

  • Ciao, continuiamo a far conoscenza della famiglia, ora manca solo la mamma, ma non so se sarebbe un bene che conoscesse il “segreto” di voi tre!!! Cara Sabina, certi nomi non perdonano, pensa che quando ero alle elementari la maestra – come compiti per casa – ci ha fatto inventare dei giochi con i nomi. Per es. il famoso telegramma: “Morta Della, manda Rino”!!!
    Ho votato per il pranzo di famiglia, da giovani non si sopportano e da adulti ancora meno!!! Alla prossima.

  • Le nuvole che si intravedono all’orizzonte saranno paranoie da (pre) adolescente o ci sarà davvero qualche problemino in famiglia?

    Mi piace molto la diversa voce che sei riuscito a dare ai due fratelli: pur con lo spazio limitato concesso ai capitoli, rendi bene le personalità di Sabina e Giulio.

    Non so cosa sia l’affare di coronarie, ma ho votato quello.

  • Ciao! 😊
    Cesare è un uragano di parole ed emozioni, un personaggio che travolge con ironia e spontaneità.
    Il monologo è brillante, incalzante e autentico. Un flusso di pensieri che cattura perfettamente il caos di un ragazzino geniale e insofferente.
    Un pezzo che si legge tutto d’un fiato. 😎
    Bravo!

    • Ciao, grazie per il “grammaticalmente corretto”, peccatto non poterlo far leggere alla mamma, la rompi che dice che sono un caprino corso e parlo e scrivo in una lingua incomprensibile.
      So scrivere anche le rime, ma evito, non vorrei esagerare.
      Ciaooo

    • Buonasera, non sono mio figlio, sono suo padre. L’ho beccato con il sorcio in bocca e adesso facciamo i conti. Grazie del messsggio, ma lei non ha capito chi è questo qua. Vedrà se non ho ragione…
      Buona sera, buongiorno, insomma, Laura: faccia lei.
      🌻🌻🌻

    • Ciao, un messaggio di solidarietà perchè sei come me? Anche tu sei una bambina che ha rubato il pc a suo padre? Potremmo organizzare una rivolta contro i grandi sopraffattori… dimmi di no, non ho tempo per combattere, devo andare a ripetizione, temo.
      Ciao, grazie….
      🌻🌻🌻

  • Coraggio: tra due anni il mondo ti sembrerà diverso, pronto per essere conquistato! La sise ti rimarranno in testa…
    A parte ciò. hai tutta la mia stima sul bagno: da noi le porte venivano sfondate a calci perché erano sempre occupati. L’ho sempre detto: ci vuole un bagno a persona!

    Ciao 🙂

  • Ciao Cesare-come-Giulio, benvenuto in questa gabbia di matti che amano le storie (anche la tua)!!! Eh, la vita famigliare è dura, e vorrei dirti che quando crescerai le cose andranno meglio, ma… Ops, mi fermo qua, non vorrei svelarti troppi segreti di noi grandi!!!
    Ho votato per le ripetizioni, sono la peggior tortura che esista. Non lo faccio perché ti odio, ma solo perché sono donna, e tali ci hai dipinte!!! Alla prossima.

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