Dove eravamo rimasti?
DéfaillanceSono tante molte e belle le donne che gravitano nelle inserzioni del quotidiano. Versetti si è bloccato sulla modella di una pubblicità di intimo. Ha lunghi capelli castani, labbra sottili, rosa.
Da un corpo tendenzialmente snello, molto fine a suo modo di vedere, si districano due gambe che portano dritte al piano superiore dell’immaginazione che un uomo non dovrebbe avere sul posto di lavoro. Eppure lei è troppo bella, troppo sofisticata, troppo alta per riuscire a scuotere Damien, 1,76m, Versetti.
È indiscutibilmente assai sicuro delle sue supposizioni per gettarsi subito alla ricerca della conferma, dell’articolo che darà inizio alla sua battaglia privata al destino che non esiste. Preferisce arrivarci con calma al pezzo forte, alla pagina degli articoli di secondo piano, al primo morso di Hamburger una volta finita senza alcuna pausa al trangugio, la porzione di patatine media che fa parte del menu.
Non riesce proprio ad evitare di andare in un fast food almeno due volte a settimana, è la sua parte Hong Kongina, il suo ridottissimo amor proprio e la sua golosità meschina che lo rendono tanto labile a tentazioni tanto viscide.
Ma non sono riflessioni come queste che possono davvero sorreggerlo davanti all’improvvisa constatazione della verità: il free press di oggi non riporta alcun morto per sbaglio. Non c’è alcuna traccia di vasi di fiori caduti per strada proprio sulla testa del povero ingenuo passante, né consumatori soffocati per un bottone inavvertitamente caduto in una zuppa di pinne di pesce cane. Nulla di tutto questo è sul giornale di oggi, c’è però qualcuno che bussa alla porta del suo ufficio.
Le varie serie tv ci hanno spesso mostrato che la porta dell’ufficio del commissario è fornita di una cornice in vetro opaco, tipo fondo di bottiglia. Puoi vedere che qualcuno è davanti la porta, ma ne riconosci solo la sagoma.
Ad Hong Kong porte del genere non esistono, è difficile che un ufficio sia abbastanza grande da essere diviso in chissà quante stanze e soprattutto, porte e finestre sono rigorosamente in vetro trasparente. Non esiste privacy, non esiste il singolo, esiste la comunità. Figuriamoci se Versetti, tanto preso dal suo giornaletto, poteva mai accorgersi del silenzio che era calato nell’ufficio.
“Knock Knock knockin on heavens door…”
Se non fosse stato tanto impegnato a mantenere il contegno che la sua posizione richiede, la sua bocca sarebbe rimasta aperta e la sua ugola avrebbe riprodotto, in perfetto accento mandarino napoletanizzato, il motivo tanto amato.
– Posso entrare Ispettore? –
È lei, nonostante due occhiali da sole grandi quanto la maschera di Batman, versetti non ha dubbi, è la modella della pubblicità sul giornale, il suo nome era scritto molto piccolo in basso a sinistra: Isabelle Van Klaveren, l’ispettore lo aveva annotato mentalmente senza rendersene conto.
– Prego, Si sieda –
In un moto pieno di vergogna l’ispettore semplicemente accenna un movimento di assenso con il capo mentre cerca di allontanare il più possibile il quotidiano dal campo visivo della donna.
– Mi dica, Signorina…? –
Soffoca quasi nel dirlo. Ma non ha il tempo di rimproverarsi per la sua goffaggine che lei scopre due occhi gonfi di lacrime.
– È colpa mia Ispettore, è su tutte le prime pagine dei giornali, non è stato un incidente. Più o meno, l’ho ucciso io! –
Istintivamente Damien lancia un’occhiata. In prima pagina, a caratteri cubitali l’ispettore non aveva notato il suo quarto morto accidentale:
“Muore per un tragico incidente Jonathan Di Mambro, il magnate dell’acqua minerale”
È davvero colpevole la giovane modella olandese?
- Non esiste una sola verità, quelle di Isabelle poi, sono solo bugie. (58%)
- Il quarto morto c'è, comincia l'indagine! (26%)
- Versetti non ascolta, Versetti non risponde, Versetti è semplicemente innamorato. (16%)

03/06/2013 at 16:47
Bellissimo finale! una soluzione di classe. Ti sei fatto attendere ma ne è valsa la pena.
06/06/2013 at 08:20
Grazie di cuore, sto pensando a qualcosa di nuovo, un giallo splatter…
Mi seguirai ancora?
06/06/2013 at 12:59
direi proprio di sì, anche se lo splatter non è il mio preferito. Non amo molto il sangue e gli ammazzamenti gratuiti 🙂 Il giallo però è uno dei miei preferiti
A presto!
29/05/2013 at 12:32
Fantastico, ti sei ancora superato ed era davvero difficile. Bello il finale teatrale 😉
30/05/2013 at 05:33
Grazie, troppo buono. In ogni caso mi manca un po’ di continuità, giusto un po’ 😛
a presto
29/05/2013 at 11:46
EH NO! non puó finire così. maledetto.
29/05/2013 at 12:17
😉
18/05/2013 at 12:20
mi piace molto. Complimenti. Voto per “nessun colpevole”. io sono alle prime armi, potresti darmi qualche consiglio?
https://theincipit.com/2013/04/caffe-macchiato-the_coffee_drinker/
Grazie mille.
19/05/2013 at 01:23
grazie!
sono stato un po’ assente nell’ultimo periodo, darò quanto prima un’occhiata alla tua storia, magari provo anche a chiudere la mia.
a presto 😉
28/04/2013 at 14:37
La fine, una sorta di LOST…o quasi!!!
28/04/2013 at 17:22
Assolutamente si, praticamente voleva essere uno scherzo, ma vedo che molti hanno apprezzato un esito fuori dalle righe più sul fantascientifico che sul giallo 😉
Staremo a vedere, aspetto un po’ di più stavolta 😉
baci
27/04/2013 at 10:20
Grade possibile soluzione di un caso inesistente.
Anche se mi viene in mente che la colpevole potesse essere Isabella che ha inscenato la sua fuga.
Attendo il finale!
28/04/2013 at 03:27
Attendo anche io di essere pronto, per scrivere il finale sono tornato in Italia, nel profondo sud 😉
19/04/2013 at 16:00
Ci vorresti far credere che l’assassino sia Pierino?!?!
Io voto per Damien non riesce ad evitare un’altra vittima, è ancora troppo presto per il passo falso!!!
20/04/2013 at 07:48
Ti ricorda troppo una serie di amici per essere realmente il colpevole?
18/04/2013 at 23:02
Rivedo Isabelle… Mi piace. Ciao
19/04/2013 at 04:48
Grazie, le percentuali parlano abbastanza chiaro, pare che sarai più che accontentato.
16/04/2013 at 17:49
…cerco il morto! incasiniamolo ancora un po’ o forse aiuterà Damien a capire chi e’ veramente il colpevole. E se fosse Pierino??!!!
16/04/2013 at 20:39
Tutto è possibile…
16/04/2013 at 13:25
Anch’io voglio rivedere Isabelle 🙂
16/04/2013 at 17:31
Per come stanno le cose, è molto probabile che rivedremo l’olandese volante 😉
16/04/2013 at 11:01
Facciamo tornare in gioco Isabella!
bell’idea quella del telefono nel cassetto
16/04/2013 at 17:14
Grazie, solo che Damien sta incazzato nero, visto che manco il suo ufficio è al sicuro 😛
16/04/2013 at 09:41
Trovo intrigante l’idea che continuino le telefonate nonostante l’apparente risoluzione del caso! Let’s keep on trying!
16/04/2013 at 09:53
Anche a me stuzzicava non poco una soluzione del genere, vediamo…
05/04/2013 at 16:37
dai facciamogli decifrare un pezzetto del messaggio!!
06/04/2013 at 09:10
No problem, nel caso sia questa l’alternativa che ne vien fuori però mi dai na mano, perché manco io ho le idee chiare su sto codice… 🙁
04/04/2013 at 18:25
Si, aggiudicato! Voglio sapere chi è che rompe al telefono mentre si lavora sulla mail del killer! :/
05/04/2013 at 02:12
Se la gioca di brutto con la multa,
tornerai presto a raccontare?
04/04/2013 at 16:44
che ridere Pierino! “non sono proprio ricci i tuoi capelli, direi piuttosto ondulati, quasi lisci sul cuzzetto!”!
Scusami ma anche se siamo già al 7o episodio, quando la storia dovrebbe volgere al termine, mi piacciono troppo questi siparietti con Pierino, quindi buona la seconda!!
05/04/2013 at 02:11
Il mio primo tentativo di giallo tende quindi a diventare sempre più una esercitazione di scrittura comica, se piace a te, piace anche a e 😉
04/04/2013 at 11:13
🙂 La multa è un diversivo sicuramente inatteso nell’economia del racconto. Povero Pierino!
04/04/2013 at 11:41
Onestamente non so chi sia più vittima trai due, il Commissario di certo fino ad ora ne ha passate già abbastanza, la multa potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso. 😛
03/04/2013 at 18:41
Io voto per la multa salata. Che spettacolo…
03/04/2013 at 19:12
Il tuo entusiasmo mi commuove 😉
30/03/2013 at 11:07
Un giro in vespa e un po’ di cibo aiutano sempre il ragionamento. Ti distaccano dal problema, ti costringono ad usare altri sensi. Il senso senso non è forse che l’unione di tutti gli altri?
31/03/2013 at 13:12
Pensavo fosse quella qualità che permette di vedere gente morta 😛
Conosco anche il quinto e mezzo… Grande fan di Dylan Dog.
Vediamo Versetti che fa, alla fine riesce sempre ad accontentare più d’una delle alternative mi sembra 😉