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Dove eravamo rimasti?

Sarà questo il momento giusto per un'anatra all'arancia? Isabelle non ha raccontato tutto, sarebbe il caso di andarla a trovare (47%)

LostNella zona di Hung Hom, proprio lì all’inizio di quello che per Damien è il Dark Side della città, tra blocchi completamente identici di grattacieli stracolmi di service apartments si cela la maison di Isabelle.

Quando si è reso conto di essersi infilato dentro un giubbotto di pelle che non indossava da dieci anni, di avere dei pantaloni di un beige troppo chiaro per non sporcarsi quando ha messo la catena all’unica vespa celeste di Hong Kong targata Napoli, la sua. Ma soprattutto quando ha realizzato di aver pensato maison invece di casa, si stava ormai rimirando nello specchio dell’ascensore del Harbourview Building della modella olandese.
L’avventatezza delle sue azioni era paragonabile alla stessa di quell’Alice che mangiava funghi trovati per caso e accettava tè da illustri sconosciuti.

– Pronto? –
– La signorina Van Klaveren? –
– Damien!? Ma non dovevamo darci del tu –
– Si, Dovremmo… –

Ah! Se il commissario si fosse specchiato durante quella conversazione, avrebbe riconosciuto senza problemi l’indefesso sorriso dell’Orso Yoghi.

– Volevi dirmi qualcosa –
– No!Si! Assolutamente si.
Domande .. ho bisogno di farle/farti, delle domande. –
– Va bene domani?! Pranzo insieme?
La Susy fa un’anatra all’arancia croccantissima.. a casa mia all’1.45 pm, è troppo tardi per te –
– Perfetto! –

Chi era la Susy? Dove abitava Isabelle?
Gli effluvi di quella donna erano di gran lunga più potenti di quelli di Poison Ivy.

Il suo fiuto al momento correva in direzione inversa all’indagine, mai mischiare il dovere col piacere.
Una passeggiata, il mare, un giro in ferry per fare due conti.
Prima prendiamo la dichiarazione di Isabelle però, dovrebbe esserci anche il suo indirizzo di casa.

Il suo tablet non era gigantesco ed era meno firmato degli altri. Odiava che la tecnologia dominante fosse nera, grigia o bianca. Per lui il mondo era a colori pastello e il suo tablet era blu mare con gagliardetto dell’asinello appiccicato al centro sul retro.
La sua app per gli appunti si presentava in un format del tutto identico a quello di un taccuino di carta, aveva anche i buchi con gli anelli lateralmente, solo che era finto. Scriveva senza penna, per lo più utilizzando i pollici per digitare la classica tastiera digitale, rigorosamente in italiano.

Mentre il traghetto procedeva lento in direzione Lamma Island, il ritmo elettronico correva sulle note di Shakedown di Nicolas Jaar.

1) Le vittime sono tutti Western.
2) Incensurati.
3) Apparentemente defunti accidentalmente.

– E Bravo Versetti! Caso risolto… –

“L’auto mortificazione e i giochi di parole sono tra i passatempi preferiti delle persone con un quoziente intellettivo sopra la media” disse una volta il saggio Bruno Ling Pugliese, maestro di snooker e compagno di bevute di Damien. Sulla base di quest’unica sentenza Versetti basa la sua modestia.

C’era un motivo per il quale aveva richiamato Isabelle attinente all’indagine o voleva solo rivederla?

Il mare era leggermente agitato, una signora sarebbe scivolata e caduta se l’uomo di fianco non l’avesse aiutata. Nel sorreggerla si sono inevitabilmente abbracciati.

A Damien quell’abbraccio è servito da spunto, l’effetto Poison Ivy era stato assorbito dall’aria di mare, la domanda da porsi era solo frutto di una sensazione, ma al momento era l’unica pista da seguire.
Lui si era fatto sfuggire i suoi sospetti e la volontà di indagare di più su quei morti.
L’abbraccio di Isabelle stato troppo spontaneo, lei aveva realmente paura, un timore troppo genuino per essere scambiato per un senso di colpa.
La ninfa dei paesi bassi nascondeva qualcosa.

Una seconda soda, una pelle ambrata, linda, liscia, priva di imperfezione alcuna. Una schiena lunga e dritta, ribelle alla fisica. Fossette di venere a ridosso di due giustamente pronunciati torniti glutei. Queste erano cose che la vestaglia di Isabelle non nascondeva affatto agli occhi di un Damien gelatina di pesce Versetti sull’uscio d’ingresso di casa Van Klaveren.

Cosa riuscirà ad ottenere il Commissario Versetti da questo incontro ai fini dell’indagine?

  • Sul più bello squilla il telefono (53%)
    53
  • Un indizio su cui insistere, un'anatra coi fiocchi e un'alleata importante (37%)
    37
  • Assolutamente nulla, ai fini dell'indagine (11%)
    11
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131 Commenti

    • Assolutamente si, praticamente voleva essere uno scherzo, ma vedo che molti hanno apprezzato un esito fuori dalle righe più sul fantascientifico che sul giallo 😉

      Staremo a vedere, aspetto un po’ di più stavolta 😉

      baci

  • che ridere Pierino! “non sono proprio ricci i tuoi capelli, direi piuttosto ondulati, quasi lisci sul cuzzetto!”!
    Scusami ma anche se siamo già al 7o episodio, quando la storia dovrebbe volgere al termine, mi piacciono troppo questi siparietti con Pierino, quindi buona la seconda!!

  • Un giro in vespa e un po’ di cibo aiutano sempre il ragionamento. Ti distaccano dal problema, ti costringono ad usare altri sensi. Il senso senso non è forse che l’unione di tutti gli altri?

    • Pensavo fosse quella qualità che permette di vedere gente morta 😛
      Conosco anche il quinto e mezzo… Grande fan di Dylan Dog.

      Vediamo Versetti che fa, alla fine riesce sempre ad accontentare più d’una delle alternative mi sembra 😉

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