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Dove eravamo rimasti?

Versetti non aveva alcuna intenzione di lasciare agire quel pazzo senza provare a fermarlo con tutte le su forze , ma come? Damien cerca qualche altro indizio a casa di Isabelle e riceve una visita inaspettata (43%)

SuddenlyPer le camere di quell’appartamento di TST, tanti, troppi i vani per essere ad Hong Kong.
Un profumo misto di frutti di bosco e papaya non lasciava scampo alle ipersensibili narici del segugio.
Sentiva puzze fin da bambino Damien. Inutile dire cosa è successo la prima volta che l’odore del tofu grigliato ha raggiunto le delicate condutture olfattive del commissario, poco c’è mancato allo svenimento.

La mail ricevuta era l’unica prova di tutto, però non un indizio di facile interpretazione, non una prova concreta dell’esistenza di un assassino e nemmeno l’evidenza di un sequestro, peccatto si fosse dimenticato di attivare la funzione di registrazione della chiamate sul suo cellulare.

Di istinto avrebbe inoltrato la mail ai tecnici, ma per un motivo o per un altro aveva solo telefonato in centrale e chiesto di Pierino. Naturalmente non c’era, sul cell non rispondeva, come sempre avrebbe dovuto contare fino a 23 (o’scemo) per non infierire fisicamente sul ragazzo qualora se lo fosse trovato davanti.

La porta dell’appartamento non aveva alcun segno di effrazione, l’assassino non poteva essere entrato che con le chiavi. Doveva richiedere le registrazioni delle telecamere dell’edificio, ma dubitava che avrebbero portato a qualcosa.
Il tizio era pazzo ma tutt’altro che stupido.

Quindi tra Elisabeth e la ben più pericolosa copia di Kevin Spacey doveva esserci una connessione.
Poteva essere il suo amante, poteva essere un suo amico, poteva essere il suo portiere di casa, uno sconosciuto che le aveva fatto il calco delle chiavi, un dipendente dell’ex, poteva essere chiunque anche ammesso che ci fosse una connessione. I dati a disposizione erano insufficienti ma le congetture fluivano come la resina lungo la corteccia nervosa del Commissario.

Qualcuno era entrato nell’appartamento mentre Damien rovistava in camera di Elisabeth e aveva avuto tutto il tempo di puntargli una pistola alla tempia.

– Voltati lentamente, molto lentamente –

E no! Stavolta no, mi so rotto i coglioni…
Un tacco preciso, rapido e ben calibrato. Damien aveva ben calcolato la distanza sentendo la presenza dell’individuo alle spalle. I coglioni li aveva rotti, ma a qualcun altro.

Sarà anche stato un diplomatico, un teorico, ma il commissario rimaneva pur sempre un poliziotto, peccato che quando si è voltato, ha presto realizzato che non aveva contato fino a 23, quello a terra non era altri che Pierino.

– Ora mi dici che cazzo ci fai tu qui?! –
– Mmmmmmmh –
– Come hai fatto a non riconoscermi?! –
– Mmmmmmmh –
– Non mi spiace affatto averti colpito –
– Mmmmmmmh –
– Su, su, alzati e saltella sui talloni –

Il commissario ha allungato entrambe le braccia, le ha tese verso il piccolo corpo dolorante e rannicchiato, l’ha aiutato a rialzarsi, gli ha tenuto le mani, e insieme hanno cominciato il salto di una corda invisibile.
Pierino ha pian piano ripreso colore, ha recuperato la pistola dalle mani del Commissario che l’aveva raccolta subito dopo il calcio di difesa e l’ha rimessa nella fondina prima di dire:

– Ho intercettato la tua posizione dal cellulare dopo aver trovato la chiamata persa, ho controllato l’indirizzo di Elisabeth e sono venuto qui, quando ho visto la porta dell’appartamento aperta, ho pensato che dovevo salvarti –
– E hai pensato bene di farlo puntandomi una pistola alla nuca?!?! –
– Se ti avessi riconosciuto non l’avrei fatto .
– Quanti musi gialli con i ricci conosci a Hong Kong? –
– Ma non sono proprio ricci i tuoi capelli, direi piuttosto ondulati, quasi lisci sul cuzzetto –
– Hai 23 secondi per eclissarti prima che io raggiunga la vespa posteggiata qui sotto –
– Mi daresti un passaggio in centrale, sono venuto con la metro, non avevo i soldi per il Cross Harbour tunnel –
– Ma costa 20 dannatissimi dollari?! –
– Si ma c’è sempre traffico e non avevo voglia –
– 23; 22; 21; 20; 19… –

Riuscirà Damien a non picchiare Pierino prima di arrivare in Centrale?

  • In centrale, mentre lavorano sull'interpretazione della mail del Killer squilla un cellulare (40%)
    40
  • Damien prende una multa salata perché il passeggero della sua vespa non indossa il casco e viene arrestato dalla stradale per aver tentato di investire Pierino (33%)
    33
  • Con un po' di fortuna e di un aiuto inaspettato il messaggio del Killer viene decifrato parzialmente (27%)
    27
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131 Commenti

    • Assolutamente si, praticamente voleva essere uno scherzo, ma vedo che molti hanno apprezzato un esito fuori dalle righe più sul fantascientifico che sul giallo 😉

      Staremo a vedere, aspetto un po’ di più stavolta 😉

      baci

  • che ridere Pierino! “non sono proprio ricci i tuoi capelli, direi piuttosto ondulati, quasi lisci sul cuzzetto!”!
    Scusami ma anche se siamo già al 7o episodio, quando la storia dovrebbe volgere al termine, mi piacciono troppo questi siparietti con Pierino, quindi buona la seconda!!

  • Un giro in vespa e un po’ di cibo aiutano sempre il ragionamento. Ti distaccano dal problema, ti costringono ad usare altri sensi. Il senso senso non è forse che l’unione di tutti gli altri?

    • Pensavo fosse quella qualità che permette di vedere gente morta 😛
      Conosco anche il quinto e mezzo… Grande fan di Dylan Dog.

      Vediamo Versetti che fa, alla fine riesce sempre ad accontentare più d’una delle alternative mi sembra 😉

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