Dove eravamo rimasti?
Oh, Susanna– Nascondetemi – disse.
Malcolm gli indicò il bancone con un cenno del capo e il ragazzo, non avrà avuto più di vent’anni, vi si lanciò dietro d’un sol balzo.
– Cos’hai combinato stavolta, Duke?
– Niente. Davvero – fece il ragazzo da dietro il bancone.
Ma, quasi a volerlo screditare, quel niente in persona entrò dalla porta in uno svolazzare di pizzi e merletti: una giovane donna dai capelli ricci e rossi volgeva ora tutt’intorno il volto delizioso, contorto però in una smorfia tremenda di collera.
– Dov’è? – domandò, col tono di chi ordina piuttosto che quello di chi chiede.
– Dov’è cosa? – le rispose Malcolm, le mani sui fianchi e le gambe larghe, sul volto il suo tipico ghigno beffardo, così impalpabile che pareva disegnato a matita.
Lei avanzò con decisione di tre passi, l’ampia gonna rossa che turbinava in quell’impeto, e con la mano smaltata gli serrò il cavallo in una presa tale che all’olandese venne meno il fiato. Avvicinò il volto coperto di lentiggini a quello scuro di sole e polvere del pistolero e sibilò: – Dite a quel bastardo che se m’ha messa incinta non ci sarà buco da cui non sarò in grado di cavarlo. E che la prossima volta può anche andare a farsi passare il prurito da un’altra parte. E che…
Ma a quel punto Malcolm, pazzo di dolore, liberatosi dalla presa con uno scossone la colpì a mano aperta sul petto, mandandola lunga distesa sul pavimento.
– Primo, non sono la maledetta segretaria di nessuno. Secondo, quanto ai pruriti, se non ti piace grattare avresti dovuto scegliere meglio il tuo mestiere. E ora levati dai piedi.
L’espressione di ferocia di lei si sciolse, all’istante, in lacrime, che correvano sul collo bianco fino al seno prospero e pigiato nel corpetto. Singhiozzi presero a scuoterle le spalle mentre lei, rialzatasi, raccoglieva le falde della gonna e usciva correndo.
Malcolm rovistò tastoni dietro al bancone e, serrata la presa sui capelli di Duke, li tirò su con tutto quello che c’era attaccato.
– Senti – ringhiò – sei giovane, mi sta bene; non sai le cose, mi sta bene; ma perfino un lattante sa che è meglio infilare la mano nella tana di un serpente a sonagli, piuttosto che attirare le furie di una prostituta. Per stavolta passi, ma da adesso sono solo affari tuoi: se ci crea altri problemi ci libereremo di lei e di te.
Duke annuì, Malcolm lo lasciò cadere con un tonfo là dove lo aveva trovato.
– Quanto manca? – domandò poi a Navaja, che era rimasto in disparte a osservare il grottesco teatrino.
– Un paio d’ore – rispose il messicano osservando la luce del sole proiettata attraverso la porta – forse meno.
– Sbrighiamoci allora, c’è ancora qualche dettaglio che dobbiamo regolare.
Uno dietro l’altro, Malcolm in testa e il Pianista a chiudere la fila, uscirono dalla locanda e procedettero lungo la strada polverosa fino al ricovero dei cavalli.
– Gli altri ci aspettano nel vicolo basso, dietro Plaza de La Reina – spiegò Navaja, grattandosi la guancia ispida di peli – alla dinamite ci ha pensato Grigio, aspettiamo solo che Paulie il Pazzo torni dalla ricognizione e siamo pronti.
– E Woods – disse Malcolm sciogliendo la sua bestia dal palo a cui stava legata – ci sono notizie di Woods?
Navaja scosse la testa.
– All’inferno, se non torna lui abbiamo le mani legate.
– Arriverà. Tutto si può dire di quel figlio di buona donna, meno che non sia di parola. Quanto a quello di cui stavamo parlando prima piuttosto…
Malcolm Van der Meer, già sulla cavalcatura, troncò la discussione prima che potesse aver seguito.
– Ti ho già detto come la penso a riguardo. Argomento chiuso.
Poi spronò il cavallo, senza aspettare che gli altri lo seguissero.
Erano le due di un pomeriggio rovente e le strade erano vuote giacché i messicani, per quanto ormai non si potessero davvero più riconoscere come figli di Spagna, non avevano perso le buone abitudini, tra cui quella di echar la siesta nelle ore più calde del giorno.
Qualcuno raggiunge Malcolm lungo il cammino:
- Woods, che lo informa sull'esito della sua "missione". (70%)
- Il Grigio, perché c'è stato un imprevisto. (20%)
- Navaja, che ritiene che l'argomento non sia affatto chiuso. (10%)

18/06/2016 at 19:18
Bel prequel, però io preferisco di gran lunga il primo, capolavoro.
19/06/2016 at 11:04
è un po’ la sfortuna dei -quel (che poi siano se- o pre- poco importa): tornare a scriverci sopra è una gran lotta.
Lo sto facendo con La Ballata di Lando, e a furia di grattacapi mi son fatto lo scalpo!
Grazie per averli letti entrambi, ad ogni modo
11/01/2014 at 12:35
sempre over the top… 🙂