Spaghetti Western II: La leggenda del Santo Bandito.

Dove eravamo rimasti?

All'arrivo di Malcolm nel vicolo dietro la piazza, ci sono ad attenderlo: Una buona e una cattiva notizia. (88%)

L’importanza di chiamarsi JohnLa piazza era in gran fermento: bestie, manovali, mercanti e avventurieri si mescolavano confondendosi tra i grossi carri disseminati qua e là. Questi ultimi erano di legno massiccio, il fondo ben distanziato dal suolo, sospeso tra quattro ruote il cui diametro misurava quanto un uomo di media statura, irrobustite all’esterno da fasce di ferro che potevano arrivare anche a diversi centimetri di spessore. Alcuni erano già coperti e con le bestie, cavalli o buoi, già aggiogate; altri ancora in fase di carico mostravano uno scheletro di legno ricurvo, su cui come ultima cosa sarebbe stato teso e fissato un telone di iuta; intorno agli uni e agli altri, in ogni caso, si ammassavano frotte di operai e curiosi. L’impressione che si poteva avere osservando la piazza dal di fuori, come del resto fecero, per quanto di sfuggita, Malcolm e i suoi, era quella di un gigantesco alveare, composto a sua volta da alveari più piccoli, su cui in modo frenetico e quasi ipnotico sciamavano le api.
La banda non si trattenne però a lungo ad osservare quel bizzarro spettacolo, scivolando inosservata attraverso un’apertura tra due case. Al fondo del vicolo, indaffarata attorno al cavallo, l’ombra di un uomo dalla corporatura imponente. Sentendo il rumore degli zoccoli sul suolo di terra umidiccia, si voltò con l’arma già pronta.
– Calma, Grigio, tranquilo – disse Navaja, che aveva fatto il suo ingresso per primo.
Al suono della sua voce, Grigio abbassò l’arma.
-Dov’è il Pazzo?- domandò Malcolm, contando due cavalli ma un solo cavaliere.
In quello stesso momento, quasi come se il suo epiteto fosse bastato ad evocarne la presenza, Paulie il Pazzo fece il suo ingresso nel vicolo, lanciato via da una delle soglie che si affacciavano su di esso.
-E resta fuori! – ruggì il gentiluomo che lo aveva deposto a terra a quel modo, prima di scomparire di nuovo nella penombra da cui s’era affacciato.
A terra, sotto sei paia di occhi rassegnati, si contorceva un uomo basso e gracile, con la testa a forma di uovo sulla cui sommità crescevano capelli rossi e radi. Addosso non aveva altro che una sdrucita calzamaglia, di quelle tutte d’un pezzo, con l’apertura sul retro, invenzione d’un tal John Smedley del Derbyshire, Inghilterra, e che perciò erano chiamate anche “Long John’s”.
Proprio quella sgraziata apertura Paulie il Pazzo mostrava ai suoi compari nell’incerto tentativo di rimettersi in piedi, ostacolato dal suolo limaccioso del vicolo e, a giudicare dall’odore, da qualche bicchiere di tequila di troppo.
-Dove diavolo sono i tuoi vestiti, pazzo d’un irlandese? – domandò il Grigio, mettendolo in piedi.
Quello sgranò gli occhi verdi, grossi come quarti di dollaro, e ruttò di soddisfazione.
-Me li sono bevuti. Sissignore, bevuti.
-E la pistola? Ti sarai mica bevuto anche quella?
-No, quella l’ho persa al poker.
Senza smontare di sella, Malcolm gli assestò una pedata che lo mandò a gambe all’aria.
– Vi lascio soli per qualche ora – ringhiò – e guarda come vi riducete.
-Ma io che colpa ne ho, scusa – uggiolò il Grigio, scuotendo la testa coperta di capelli che, nonostante la giovane età, avevano preso il colore della cenere.
-Tu dovevi tenerlo d’occhio. E ora va’ dentro e recupera la sua maledetta pistola, o dovrai dargli la tua.
Brontolando, ma senza ribattere, Grigio si voltò e andò a fare qual che gli era stato detto.
-E ora veniamo a noi – disse Malcolm, saltando giù di sella e afferrando per il bavero Paulie che rideva, appunto, come un pazzo.
-Hai fatto il giro tra i carri?
-Sì mamma.
Malcolm lo lasciò cadere di nuovo e gli carezzò la schiena con lo stivale un paio di volte.
-Riproviamo. Hai fatto il giro tra i carri?
-Si – sussurrò Paulie, la rabbia e l’impotenza che si mescolavano nel suo sguardo da squilibrato.
-Che notizie porti?
-Una buona e una cattiva.
-Dimmi la buona.
-Ho addirittura scoperto qual è il “nostro” carro.
-Eccellente – tuonò Malcolm, ormai certo che più nulla potesse andare storto -vai con la cattiva.
-Coi mercanti c’è John Legend.

Chi è John Legend?

  • Un ricchissimo commerciante d'armi (20%)
    20
  • Il capo di una banda di fuorilegge (10%)
    10
  • Un pistolero leggendario (70%)
    70
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89 Commenti

  1. Mi sono letteralmente bevuta il primo capitolo della saga: spledido, affascinante e soprattutto in grado di giocare con arguzia e ironia con tutti quegli stereotipi a cui il genere western ci ha abituati da Howard Hawks a Sergio Leone, fino al caso Django/Tarantino. Bravissimo! Ti seguo con piacere, non vedo l’ora di leggere il seguito! 😀

  2. ohohoh! ma guarda qui: chi se l’aspettava uno spaghetti western 2 così all’improvviso!
    follow instantaneo, e mi ci butto subito nella storia, votando il trafelato perché è inseguito. subito ritmo a mille 🙂

    piacere di rileggerti, ferdinando!

  3. Che Qualcuno t’abbia in gloria, Ferdinando, per essere tornato con la seconda razione di spaghetti.

    Mi piace questa cosa della lettera e del racconto. Sui personaggi, sai già che li amo di un amore profondo e viscerale, quindi non posso che dirmi entusiasta, sin da ora, di questa tua storia.
    Ho votato per il compare inseguito… ci sta sempre che uno inseguito porti con sé i guai verso il resto della propria compagnia.

    Ben tornato,
    D.

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