Spaghetti Western II: La leggenda del Santo Bandito.

Dove eravamo rimasti?

Chi è John Legend? Un pistolero leggendario (70%)

Segue: Lettere da Santa Fe – in marcia.Nel pronunciare quel nome la faccia alienata di Paulie il Pazzo s’era aperta in un ghigno di soddisfazione, quasi una smorfia, che gettava sui suoi occhi un’ombra malsana: s’era preso la sua rivincita. Malcolm Van der Meer era impallidito di colpo, la presa s’era fatta molle, e l’irlandese aveva approfittato di quell’attimo di debolezza per divincolarsi dalla stretta.
– Non fa niente – disse a un tratto il pistolero, come ridestandosi da un tormentoso dormiveglia – Non cambia niente. Il piano resta lo stesso.
Detto questo chiamò Woods, con cui si ritirò a parlare nell’angolo più remoto del vicolo. Mezz’ora più tardi, dallo stesso uscio da cui era stato lanciato fuori Paulie fece ritorno il Grigio, con un cipiglio contrariato sul viso e un vistoso spruzzo di sangue sulla giubba.
– Tiè – ringhiò in direzione del Pazzo, lanciando ai suoi piedi la pistola e il cinturone -e vedi di non perderla più; non posso mica andare in giro ad ammazzare tutti quelli da cui ti fai fregare.
In quello stesso momento dalla piazza poco distante proruppe un boato: un grido di pistole e fucili forte come se fosse scoppiata all’improvviso la guerra civile.
– La carovana è in partenza – osservò Navaja – sarà meglio che ci muoviamo anche noi.

A questo punto, l’uomo di mondo che è in me era indubbiamente incuriosito dal racconto del vecchio ranchero; l’uomo di studi, lo scienziato, sentiva tuttavia il bisogno di indagare e di verificare se quanto detto fino a quel momento potesse trovare riscontri nella realtà. Mi sono così recato, il giorno seguente, agli Archivi Storici della biblioteca di Santa Fe, non molto distanti dalla piazza menzionata nella parte di racconto che ho fin qui riportato. Scartabellando per ore tra i fogli polverosi di vecchi registri mercantili, ho in fine trovato quello che cercavo: al tempo in cui, secondo la mia fonte, Malcolm Van der Meer operava con questo nome, nella città di Santa Fe s’andava effettivamente allestendo una delle più grandi carovane che il West americano abbia mai visto. Organizzata dalla Fratellanza dei Mercanti Pionieri, contava quasi cento carri, circa milleduecento le bestie, oltre trecento uomini tra mercanti, manovali e, ovviamente, pistoleri al soldo. Alcuni resoconti scritti delle autorità militari locali, risalenti allo stesso periodo, sono poi testimonianze tangibili di quello che il ranchero, alla tenuta del quale ero atteso per cena, mi raccontò la sera stessa, e che ti riporto qui di seguito.

La carovana era in marcia da diversi giorni. I giganteschi carri Murphy, così si chiamavano per il nome del loro fabbricante, procedevano incolonnati in un lungo corteo, un biscione indolente e chiassoso, spesso costretto alla sosta da un’innumerevole e infinitamente vario catalogo di accidenti: una volta i muli non volevano saperne di muoversi, un’altra volta la ruota d’un carro già rattoppata in precedenza se ne andava definitivamente in malora, un’altra volta ancora, ed è quella che a noi interessa, una banda di malviventi l’assaliva nel momento più critico del viaggio.
Abbandonate le sponde verdeggianti dell’Arkansas infatti, con fatica la carovana s’era inoltrata nel deserto, perdendosi più volte e cambiando l’uomo al comando ogni volta che questo succedeva. Dopo quattro giorni di vagabondaggio, fiutata la vicinanza del fiume, le bestie pazze di sete s’erano precipitate verso di quello rompendo ogni formazione, ribaltando carri, travolgendo uomini, così che ci vollero ore per ristabilire l’ordine. Dopo innumerevoli sforzi, i carovanieri s’apprestavano infine ad affrontare il guado del Cimarron, noto per essere un sabbioso figlio di puttana, mentre, poco distanti, sei uomini si preparavano all’impresa che li avrebbe resi schifosamente ricchi o irrimediabilmente morti. Come deciso fin dal principio, avevano seguito con pazienza la carovana nell’attesa del momento più opportuno per passare all’azione: momento che, secondo Malcolm, era appena arrivato.

Abbiamo già capito cos' hanno in mente i nostri, ma che esito avrà il "piano"?

  • Sarà un successo, ma qualcuno si farà male. (67%)
    67
  • Sarà un fallimento. (22%)
    22
  • Sarà un successo. (11%)
    11
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89 Commenti

  • Mi sono letteralmente bevuta il primo capitolo della saga: spledido, affascinante e soprattutto in grado di giocare con arguzia e ironia con tutti quegli stereotipi a cui il genere western ci ha abituati da Howard Hawks a Sergio Leone, fino al caso Django/Tarantino. Bravissimo! Ti seguo con piacere, non vedo l’ora di leggere il seguito! 😀

  • ohohoh! ma guarda qui: chi se l’aspettava uno spaghetti western 2 così all’improvviso!
    follow instantaneo, e mi ci butto subito nella storia, votando il trafelato perché è inseguito. subito ritmo a mille 🙂

    piacere di rileggerti, ferdinando!

  • Pingback:

  • Che Qualcuno t’abbia in gloria, Ferdinando, per essere tornato con la seconda razione di spaghetti.

    Mi piace questa cosa della lettera e del racconto. Sui personaggi, sai già che li amo di un amore profondo e viscerale, quindi non posso che dirmi entusiasta, sin da ora, di questa tua storia.
    Ho votato per il compare inseguito… ci sta sempre che uno inseguito porti con sé i guai verso il resto della propria compagnia.

    Ben tornato,
    D.

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