Dove eravamo rimasti?
JONAR Tanti anni erano trascorsi da quel triste quel periodo in cui morte e distruzione avevano seminato terrore nelle terre del Gan. Una sorta di stutus quo imposta dall’autorità del gran Regnante aveva riportato una calma apparente tra le varie fazioni e il piccolo villaggio di Nerval era stato ricostruito da quelli che erano sopravvissuti. Con forza, coraggio e determinazione gli uomini scampati alla furia dei Drogs avevano rimesso in piedi le loro umili case. Anche il nome fu cambiato, da quel momento il nuovo villaggio sarebbe stato conosciuto con il nome di Hosmade.
I sopravvissuti tramandarono saggezza e tradizioni ai bambini nati dopo la distruzione e a quello sparuto gruppo che si era salvato nascondendosi nel bosco. Si erano salvati in cinque, rifugiandosi negli anfratti più inospitali, sottraendosi così alla cattura dei Drogs. Quei bambini erano cresciuti con la rabbia, con la voglia di riscatto, decisi a vendicare la morte dei propri cari.
La maggior parte di loro aveva perso un componente della propria famiglia, Jonar, il figlio del capo villaggio, era rimasto completamente solo, la forza distruttrice del fuoco lo aveva privato dell’affetto di entrambi i genitori e della sorellina, nata da pochi giorni. Odiavano Igor e il loro unico scopo era quello di espugnare la sua fortezza, sapevano che l’uomo, dopo una lunga malattia era divenuto oramai vecchio e stanco e che il Regno sarebbe presto passato nelle mani di sua figlia Argan.
Si vociferava che anche lei fosse un’abile guerriera, sempre in battaglia al fianco di suo padre. Non sarebbe stato facile raggiungerla, ma la voglia di vendetta dava loro forza e determinazione.
L’indomito gruppo di ribelli era costituito da undici ragazzi, otto uomini e tre donne. Jonar il più grande, coraggioso e irruento, era considerato da tutti il capo della banda. Le ragazze del villaggio cercavano invano di attirare la sua attenzione, ma egli era proteso esclusivamente al suo obiettivo:La vendetta era il suo unico scopo di vita. L’intera sua famiglia era stata sterminata dai Drogs e non avrebbe avuto pace fino alla distruzione completa dei responsabili.
Durante tutti quegli anni, trascorsi nella rabbia e nel risentimento, non aveva pensato ad altro. Insieme ai suoi compagni per lunghi anni si era addestrato con fatica e sacrificio per divenire un guerriero. Tutti insieme avevano costruito armi, forgiato spade ed archi, progettato macchinari da guerra. Tutto era stato nascosto accuratamente nel folto bosco ai margini del villaggio. Nessuno ci avrebbe messo mai piede, tutti ne avevano timore, tanto era fitto e oscuro, popolato da strane creature.
Jonar aveva poco più di cinque anni quando fu costretto a fuggire dal villaggio in fiamme, qualcuno lo aveva afferrato per un braccio e trascinato in quel bosco impenetrabile. Il terrore lo aveva ammutolito, era rimasto interminabili ore nascosto sotto un groviglio di rami e foglie. Aveva sentito strani versi, gli era sembrato di udire anche un vociare sommesso. In quei momenti ricordava le storie che aveva sentito narrare sul bosco di pietra e la paura gli aveva invaso la testa e le membra, lo aveva come paralizzato. Si era risvegliato alle prime luci dell’alba, insieme ai suoi piccoli compagni.
Quelli erano solo brutti ricordi. Ora Jonar considerava il bosco suo alleato e quando a volte vi si avventurava in solitudine, ritrovava la sua pace interiore e avvertiva un’energia positiva, che gli infondeva fiducia e speranza.
La notizia della morte di Igor suscitò nel villaggio sollievo e per qualcuno anche soddisfazione. Jonar però, sapeva che questo avrebbe riacceso la lotta per il potere. I capi delle varie fazioni non aspettavano altro e presto sarebbero sceso tutti in battaglia per contendersi le terre del Gan. Uno in particolare aveva atteso quel momento. Surion il terribile, stava infatti già muovendo le sue truppe nei territori a est e la cosa preoccupava molto Jonar. Il piccolo villaggio di Hosmad si trovava proprio sul cammino del terribile condottiero, tutti conoscevano la crudeltà di Sirion, le scorribande mortali dei suoi uomini e da quando gli era stata amputata la mano, la sua ferocia era divenuta ancor più temibile. Rimanevano ormai solo poche ore per organizzare la difesa del villaggio.
Ma torniamo alla fortezza. Roko è in procinto di partire per raggiungere Argan e avvertirla del pericolo a cui sta andando incontro. Cosa succederà?
- Roko tenterà di lasciare la fortezza ma appena il portale verrà aperto per farlo uscire sarà colpito a morte da un dardo avvelenato. (22%)
- Roko partirà immediatamente, riuscirà a raggiungere Argan e insieme si inoltreranno nel bosco di pietra. (57%)
- Roko verrà ostacolato dal Consiglio. Il saggio Vetustis lo richiama ai suoi doveri e il ragazzo sceglierà di rimanere in difesa della fortezza. (22%)

17/04/2014 at 06:44
Grazie Nunzia … non ti avevo ancora scritto che adesso aspettiamo con ansia il romanzo completo …. non farci aspettare troppo 😉 … Sei sempre Assunta !!!!! Ti voglio bene …. ciao …
27/03/2014 at 08:05
E brava la mia BM!!!!….Finale strepitoso…che lascia la voglia di leggere il resto….aspetto con ansia il romanzo completo!!!!
26/03/2014 at 13:36
Gran bel finale, brava!
Anch’io aspetterò con ansia il sequel!
24/03/2014 at 16:03
Non vedo l’ora del sequel!!!! Sonoimpazientissimanonvedol’ora!
24/03/2014 at 21:43
… penso che dovrai aspettare un pò… devo scrivere il romanzo completo! 😉
24/03/2014 at 11:07
Come sempre, bellissimo e ben scritto! Complimenti davvero 🙂 🙂
24/03/2014 at 21:42
Grazie Roberta, dopo tanto, l’ispirazione alla fine è giunta!
23/03/2014 at 11:49
davvero gran bel finale! mi unisco ai complimenti 😀
23/03/2014 at 12:16
Grazie Ombra, in fondo, sono una sentimentale (anche se sempre un pò drammatica)… 😉
22/03/2014 at 22:47
Quanta azione! Gran bel finale.
(Ora però voto per leggerti in un genere di mio gradimento. Per esempio un giallo).
23/03/2014 at 12:14
Magari potessi scrivere un bel giallo! Il fatto è che non ci ho mai provato e devo prima prendere confidenza con questo genere, che tra l’altro mi piace molto… penso di buttarmi sull’humor-ironico… vediamo che esce fuori! 😉