Dove eravamo rimasti?
UNA CORSA CONTRO IL TEMPORoko avrebbe voluto lanciarsi immediatamente al galoppo per raggiungere Argan, ma trascorsero invece alcune ore prima che potesse lasciare la fortezza. Appena sceso dalla torre si diresse verso la dimora di Vetustis. Una guardia lo avvertì che il vecchio saggio era in Consiglio, riunito in gran fretta per decidere il da farsi. Dopo la morte del Gran Regnante e la partenza di Argan si prospettava un pericoloso vuoto di potere.
Roko attese impaziente. Trascorsero ore interminabili. Il ragazzo era indeciso se irrompere nella sala o partire senza avvertire. In fondo sarebbe stato di ritorno in poco tempo. Lasciare sguarnito il suo posto sarebbe però stato un grave errore. Decise di attendere ancora.
Nel frattempo Argan, all’approssimarsi dell’oscurità, pensò fosse meglio non proseguire ma sostare fino al mattino. Si ricordò di una costruzione diroccata proprio al limitare della selva. All’interno dei ruderi si stagliava una quercia enorme, dalle foglie color oro. Raccolse alcune sterpaglie e acceso un piccolo fuoco si distese ai piedi del grande albero, avvolgendosi nella pesante coperta di lana. Il freddo era intenso e pungente. Il cielo un oceano nero trapuntato da un’infinità di piccoli punti luminosi, la luna piena illuminava il paesaggio intorno.
Argan chiuse gli occhi, cercando conforto nei suoi ricordi. Era sola, completamente. In passato aveva affrontato nemici ben più temibili e crudeli, ma sempre a fianco di Igor. In qualche modo avvertiva il vuoto lasciato dalla morte del vecchio re. Le venne il dubbio di essere stata troppo crudele ad abbandonarlo nel momento del trapasso, quale progenie avrebbe perpetrato una simile ingiustizia. Ma quello non era suo padre. La mente cercava invano di trovare una giustificazione. Argan sopraffatta dalla stanchezza si addormentò, in compagnia di questi tristi pensieri.
Roko dopo aver informato Vetustis partì. Pregò il cielo che non fosse troppo tardi.
Del fuoco non rimanevano che poche ceneri fumanti. Argan immersa in sonno profondo giaceva avvolta dal tepore della sua coperta.
«Argan svegliati! Svegliati!». La ragazza si destò di colpo, avvertì qualcuno scuoterla energicamente. D’istinto mise mano all’elsa della spada, nascosta nella coperta. Aprì gli occhi ancora annebbiati dalla patina del sonno. Riconobbe subito il volto che dall’alto la stava scrutando.
«Roko! Ma cosa…» Argan riuscì a sollevare il busto e fissò incredula quel volto familiare.
«Alzati immediatamente, dobbiamo andare via. Surion è sul piede di guerra e si sta dirigendo verso la fortezza!». Roko non aveva intenzione di perdere tempo in ulteriori spiegazioni e cercò di sollevare la ragazza, tirandola per un braccio.
«Non ci penso proprio a tornare indietro!» Argan si alzò di scatto e si divincolò dalla stretta. Iniziò a raccogliere le sue cose.
«Argan, tu sei pazza, non puoi andare… »
Senza neanche degnarlo di uno sguardo saltò in groppa al cavallo, lanciandosi al galoppo in direzione del bosco.
Roko indeciso vide Argan sparire nel folto degli alberi giganteschi Poi montò in sella e mosse lentamente il cavallo nella direzione opposta. Improvvisamente si alzò un vento impetuoso, un turbinio di polvere formò una colonna scura e minacciosa. Il cavallo s’impennò disarcionando il suo cavaliere. Il vortice aumentò. Lo stallone nero accecato dalla polvere e dalla paura fuggì verso la via del ritorno. Il ragazzo si rese conto di essere in pericolo, doveva allontanarsi immediatamente e il ricovero più prossimo era proprio il bosco.
Corse a perdifiato, fin dove aveva visto scomparire Argan. Fu come attraversare una cortina invisibile. Aldilà lo accolse un silenzio inquietante. Si voltò e vide la vegetazione chiudersi dietro alle sue spalle e la semioscurità avvolgerlo completamente Gli alberi erano altissimi, come non ne aveva mai visti. Alzò lo sguardo, non riusciva a vederne l’estremità. Tutto intorno aveva la fredda tonalità del marmo grigio, tutto sembrava immobile e senza vita. Cercò di abituare lo sguardo e in fondo, tra il fogliame, gli parve di intravedere una luce.
Ma torniamo nel villaggio di Hosmade. Quali informazioni apprende Jonar dalla conversazione con Maruk, il suo padrino?
- Informazioni sul bosco di pietra. (15%)
- Rivelazioni che riguardano il suo passato e l’esistenza della Spada di Luce. (85%)
- Consigli su come approntare la difesa del villaggio dall'orda sanguinaria di Surion (0%)

17/04/2014 at 06:44
Grazie Nunzia … non ti avevo ancora scritto che adesso aspettiamo con ansia il romanzo completo …. non farci aspettare troppo 😉 … Sei sempre Assunta !!!!! Ti voglio bene …. ciao …
27/03/2014 at 08:05
E brava la mia BM!!!!….Finale strepitoso…che lascia la voglia di leggere il resto….aspetto con ansia il romanzo completo!!!!
26/03/2014 at 13:36
Gran bel finale, brava!
Anch’io aspetterò con ansia il sequel!
24/03/2014 at 16:03
Non vedo l’ora del sequel!!!! Sonoimpazientissimanonvedol’ora!
24/03/2014 at 21:43
… penso che dovrai aspettare un pò… devo scrivere il romanzo completo! 😉
24/03/2014 at 11:07
Come sempre, bellissimo e ben scritto! Complimenti davvero 🙂 🙂
24/03/2014 at 21:42
Grazie Roberta, dopo tanto, l’ispirazione alla fine è giunta!
23/03/2014 at 11:49
davvero gran bel finale! mi unisco ai complimenti 😀
23/03/2014 at 12:16
Grazie Ombra, in fondo, sono una sentimentale (anche se sempre un pò drammatica)… 😉
22/03/2014 at 22:47
Quanta azione! Gran bel finale.
(Ora però voto per leggerti in un genere di mio gradimento. Per esempio un giallo).
23/03/2014 at 12:14
Magari potessi scrivere un bel giallo! Il fatto è che non ci ho mai provato e devo prima prendere confidenza con questo genere, che tra l’altro mi piace molto… penso di buttarmi sull’humor-ironico… vediamo che esce fuori! 😉