Dove eravamo rimasti?
LE INSIDIE DEL BOSCO DI PIETRAGiù.
Roko si ritrovò spalle a terra, una densa melma salamastra aveva attutito il colpo. Un cumulo di fogliame aveva inghiottito il suo corpo trascinandolo in quell’antro angusto.
Buio profondo.
Sopra la sua testa un debole chiarore circoscriveva il perimetro del fosso, almeno cinque metri lo separavano dalla superficie. La luce divenne più intensa, un sottofondo indefinito di suoni parve avvicinarsi. Ora quel frastuono di voci umane era proprio sul bordo, poteva scorgere la fiamme delle torce e numerose figure. Si alzò con fatica, la melma gli colava con lentezza lungo il corpo rendendogli difficoltosi i movimenti. Una corda fu calata all’interno della buca. Roko attese che qualcuno si calasse, poi una voce lo incitò a salire.
Iniziò a issarsi lentamente puntando i piedi sulla superficie friabile, la terra scivolava e si frantumava sotto i piedi. Poi la corda iniziò a salire, gli uomini lo stavano tirando fuori.
Ancora pochi metri.
Qualcuno lo sollevò con forza e lo gettò faccia a terra, legandogli le braccia dietro alla schiena. Roko fu immobilizzato.
«Bene bene eccone un altro» gracchiò una voce.
Roko non aveva la possibilità di vedere in faccia i suoi aguzzini.
«Presto» ordinò un’altra voce «Torniamo al campo, Lui saprà cosa fare…».
Il ragazzo fu sollevato. Si guardò intorno per valutare la situazione, contò almeno una ventina di torce. Gli uomini era tutti molto bassi e tozzi, li riconobbe, erano del clan degli Gnù, una razza meschina di nani mercenari.
Dopo un tortuoso percorso arrivarono a destinazione. Nel semioscurità intravide una sorta di gabbia di legno. Spalancò gli occhi, all’interno, seduta, c’era Argan.
«Conosci questo ragazzino?» Gli domandò uno degli uomini. Argan che se ne stava a testa china sollevò lo sguardo e incrociò quello di Roko.
«Sì, certo è il mio stalliere, ma è muto» rispose azzardando nella speranza che la ragazza non avesse ancora proferito parola, ma conoscendola bene, poteva ipotizzare che non l’avesse fatto.
«Bene bene e cosa ci fareste voi due soli, in un posto come questo… nessuno ha il coraggio di avventurarsi in questo bosco, se non per un valido motivo!» Disse l’uomo appena uscito da una tenda. Scrutò Roko con il suo ghigno malefico
Gram!
Roko riconobbe l’uomo alto e imponente, lo aveva intravisto durante uno scontro, anni addietro, portava ancora l’inconfondibile mantello rosso fuoco.
«Siamo in cammino per raggiungere il villaggio di Hosmade, alla ricerca di alcune persone» rispose il ragazzo.
La sua attenzione era tutta per Argan conosceva il carattere indomito e ribelle della giovane e temeva la sua reazione, da un momento all’altro.
«Vedo che non sei ben disposto, ma ti farò cambiare idea» gli occhi di Gram s’illuminarono di perfidia «Appendetelo all’albero e chiamate Nath!».
Cinque tozzi nani trascinarono Roko sotto un enorme albero. Dal ramo più basso, alto almeno quattro metri, fecero scendere un cappio che legarono intorno ai piedi del ragazzo. Argan si era alzata, stringeva forte le mani intorno alle sbarre della gabbia, a stento tratteneva la sua rabbia e sentiva che presto sarebbe esplosa.
Venne Nath, un nano dai lunghi capelli rossi, portando una sacca. La depose con cura, tirò fuori una lunga asta di metallo alla cui estremità scintillava un punta acuminata. Si avvicinò al fuoco della torcia e iniziò a lambire la fiamma con la punta.
«Ora ci divertiamo un po’…» annunciò ridendo Gram.
«NO! Vigliacchi! Lasciatelo stare, vi uccido tutti con le mie mai! Fatemi uscire!voglio uscire!» Argan urlava, la sua rabbia esplose all’improvviso. Gli uomini si voltarono, increduli verso la ragazza.
«Ma guarda, lo stalliere si è trasformato in una donna… la faccenda si fa molto interessante!».
Il sorriso di Gram si allargò a dismisura sulla faccia deforme.
«Procedi» ordinò Gram. Il nano avvicinò la punta arroventata al volto di Roko.
Torniamo al villaggio di Hosmade. Jonar è in procinto di prendere importanti decisioni. Quindi dovrà scegliere se:
- Riunire tutte le forze in campo per organizzare la strenua difesa del villaggio. (17%)
- Partire con i suoi compagni per raggiungere quanto prima la Fortezza per recuperare la Spada di Luce, attraversando il Bosco di Pietra nella speranza di ritrovare i superstiti Hock. (77%)
- Riunire tutti gli abitanti e abbandonare il villaggio dirigendosi verso Est onde evitare l’incursione di Surion. (6%)

17/04/2014 at 06:44
Grazie Nunzia … non ti avevo ancora scritto che adesso aspettiamo con ansia il romanzo completo …. non farci aspettare troppo 😉 … Sei sempre Assunta !!!!! Ti voglio bene …. ciao …
27/03/2014 at 08:05
E brava la mia BM!!!!….Finale strepitoso…che lascia la voglia di leggere il resto….aspetto con ansia il romanzo completo!!!!
26/03/2014 at 13:36
Gran bel finale, brava!
Anch’io aspetterò con ansia il sequel!
24/03/2014 at 16:03
Non vedo l’ora del sequel!!!! Sonoimpazientissimanonvedol’ora!
24/03/2014 at 21:43
… penso che dovrai aspettare un pò… devo scrivere il romanzo completo! 😉
24/03/2014 at 11:07
Come sempre, bellissimo e ben scritto! Complimenti davvero 🙂 🙂
24/03/2014 at 21:42
Grazie Roberta, dopo tanto, l’ispirazione alla fine è giunta!
23/03/2014 at 11:49
davvero gran bel finale! mi unisco ai complimenti 😀
23/03/2014 at 12:16
Grazie Ombra, in fondo, sono una sentimentale (anche se sempre un pò drammatica)… 😉
22/03/2014 at 22:47
Quanta azione! Gran bel finale.
(Ora però voto per leggerti in un genere di mio gradimento. Per esempio un giallo).
23/03/2014 at 12:14
Magari potessi scrivere un bel giallo! Il fatto è che non ci ho mai provato e devo prima prendere confidenza con questo genere, che tra l’altro mi piace molto… penso di buttarmi sull’humor-ironico… vediamo che esce fuori! 😉