Dove eravamo rimasti?
Dove finiscono i ricordi?
«Non posso aiutarla mi dispiace. Anna Fatimi, mia sorella, è scomparsa» il tono di voce era titubante, insicuro.
Manlio, alla sua scrivania, aggrottò le sopracciglia a dir poco sorpreso. Si era aspettato di tutto, ma questo proprio no. Scomparsa? Cosa intendeva dire il fratello? Manlio si ritrovò d’improvviso senza parole, rimase a lungo in silenzio tanto che fu di nuovo l’uomo dall’altra parte dell’apparecchio a parlare.
«Si, beh certo non c’è da preoccuparsi. Sicuramente ritornerà presto, a volte capita che parta all’improvviso per qualche viaggio» disse tutto d’un fiato, più a sè stesso che a Manlio.
«Capisco. Mi spiace aver disturbato, forse sarebbe meglio che ve la spedis» la voce dell’uomo lo interruppe, non lo stava neanche ascoltando.
«Lei è un suo amico, mi diceva? La stava cercando?» chiese, con una punta di curiosità malcelata.
Fu in quel momento che Manlio prese la sua decisione, forse dettata da un momento di pazzia.
«Si, un vecchio amico per così dire. Ma non fa nulla grazie. Arrivederci».
Schiacciò il tasto rosso senza aspettare risposta dall’altra parte. L’ aveva fatto. Lanciò uno sguardo alla gatta che lo osservava con fare indagatore, ma senza giudicarlo. Aveva detto una piccola bugia, un peccato di poco conto, si disse sentendosi un pò in colpa.
Rendersi conto che l’uomo non l’aveva neanche ascoltato gli aveva fatto capire che era inutile continuare ad insistere sulla lettera, pareva non interessare a nessuno il suo ritrovamento. Si rigirò tra le mani la busta, pensieroso. Dov’era scomparsa quella donna, Anna Fatimi? Una persona non scompare nel nulla, forse era davvero partita come diceva il fratello, anche se gli era sembrata più che altro una scusa consolatoria.
Ritornò al computer e provò a digitare ANNA FATIMI SCOMPARSA, ma non uscì nessun risultato riguardante la cronaca. Se era davvero scomparsa nessuno ne aveva denunciato l’assenza, o almeno così pareva.
Avrebbe aperto la lettera, l’idea gli era venuta al telefono, mentre ascoltava la voce squillante dell’uomo. Forse avrebbe potuto capire dov’era andata a finire, magari ne sapeva qualcosa il mittente di cui la busta non dava informazioni. Guardò di nuovo la gatta.
«Dici che si può fare?» la osservò «Non sarà poi una tragedia».
Era titubante, da un lato si sentiva in colpa, dall’altra la curiosità prendeva il sopravvento. Non che lo facesse con cattive intenzioni, ma si trattava comunque di posta altrui.
Cleopatra emise un miagolio lungo e stridulo, sgranchendosi le zampe anteriori sulla tastiera del computer.
Manlio annuì e si alzò, portando la busta con sè. In cucina tirò fuori dal frigo una bottiglia di vino bianco, un Vermentino del luogo e se ne versò mezzo bicchiere. Fuori le nuvole presero ad avvolgere la collina e le chiome verdi degli alberi.
Aprì un incarto bianco posato sul ripiano della cucina, focaccia, ne strappò un angolo con le dita e lo mise in bocca. Dopo essersi sciacquato la bocca con una sorsata di vino decise che era arrivato il momento buono. Ora o mai più.
Si sedette al tavolo della cucina e con un tagliacarte violò la busta. Ne uscì un foglio beige, scritto da un lato.
Anna,
è da molto che non mi faccio sentire, lo so. Sarai arrabbiata, si, lo sei sicuramente e hai ragione. Ho sempre odiato queste frasi di circostanza, alla fine vengono pronunciate (o scritte) sempre troppo tardi.
Non so se nella tua vita sia successo qualcosa di nuovo, qualcosa di importante o anche solo qualche piccola gioia, negli ultimi tempi. Mi sono perso tante cose. Sembra incredibile quante scelte grosse e sbagliate si possano fare in una sola vita, ma a quanto pare…
Vorrei spiarti di nascosto, sapere come stai, vederti mentre tosti il pane. Ce l’hai ancora quell’abitudine? Spero di si, senza diritto.
Sono diventato nostalgico con l’età, l’avresti mai detto? Un tempo mi sentivo superiore a tutti questi sentimentalismi, su questo andavamo d’accordo.
Ti scrivo e a volte perdo la cognizione del tempo, ma certi anni, certi momenti, ce li siamo davvero lasciati alle spalle oramai. Si potrà mai tornare indietro? Quei ricordi sono perduti per sempre, quei momenti? Forse è per rispondere a queste domande che ora ti scrivo, mi tormentano.
Forse le risposte le conosci tu.
Scrivimi, ti prego.
Edoardo Laghi
Ti lascio il mio indirizzo: Viale San Giacomo 3, Sarzana (SP) 19038
Ripose il foglio sul tavolo, lo lisciò e rimase a guardarlo per alcuni minuti, pensieroso.
Avrebbe dovuto provare a rintracciare Edoardo Laghi? Doveva rispedirgli la lettera indietro? O forse richiuderla, fare come se non fosse successo niente e mandarla ad Alessandria? Anna Fatimi l’aveva mai avuta per le mani o non le era mai arrivata? Sarebbe stato meglio ricontattare il fratello e dirgli la verità? Magari, infine, buttarla via e dimenticarsene?
Aveva la testa piena di domande, senza neanche una risposta.
Il giorno dopo.....
- Manlio decide di studiare meglio il libro di Tolstoj, alla ricerca di indizi (33%)
- Manlio riesce a rintracciare Edoardo Laghi (50%)
- Cambio di scena! (17%)

02/05/2014 at 15:30
Bello questo finale dal sapore nostalgico!!
02/05/2014 at 13:13
un finale che non mi sarei aspettata,però coinvolgente.Ti dirò,a me sembra un finale aperto,queste due bambine sono curiose e intriganti abbastanza per finire in altre avventure.Brava Serena!!
03/05/2014 at 08:52
Grazie!!!! un bacione