Ciò che il mare riporta

Dove eravamo rimasti?

Il giorno dopo..... Manlio riesce a rintracciare Edoardo Laghi (50%)

L’ automobile

Attraversò il semaforo di Piazza San Giorgio lanciando un’occhiata a destra e a sinistra. Infilò le mani nelle tasche della giacca a vento, una leggera brezza iniziava a soffiare, puntuale come il tramonto. Seguì un percorso lineare fino alla piazza del Comune, la tagliò in diagonale e si diresse in una via più appartata oltre il centro storico. 
Fermatosi alzò lo sguardo al civico sopra la sua testa, 44. Andavano decrescendo ma doveva cambiare lato, così attraversò ritrovandosi davanti alla vetrina di un negozio di giocattoli. Tirò dritto. Man mano che avanzava e vedeva i numeri sopra la sua testa diminuire… 39…21.. 17…13… 9.. iniziò ad essere sempre più nervoso. Quando intravide il numero 3 pochi passi avanti alzò le sopracciglia sorpreso, quello certo non se l’era aspettato.
Viale San Giacomo 3 era un’agenzia di noleggio auto e camper.
Due vetrine con scritte promozionali e fotografie di varie macchine, all’interno si notava un bancone, sedie e tavolini e due porte chiuse. Dietro al banco c’era un ragazzo sui trent’anni, aveva lo sguardo basso, forse intento a visionare dei documenti.
Manlio si fermò davanti alla porta osservando l’insegna e le vetrine, incuriosito. Si era aspettato una casa, un condominio, che avesse sbagliato a leggere il numero? Eppure il 3 era solo lì ed era abbastanza sicuro di aver controllato più di una volta l’indirizzo. Che ci fosse una via omonima? Improbabile.
Pensò che ormai tanto valeva entrare, anche solo per chiedere qualche informazione. Arrivato sin lì non aveva senso andarsene a mani vuote, tirò un sospiro, si fece coraggio ed entrò. La porta produsse uno scampanellio, il ragazzo alzò subito lo sguardo e sorrise.
«Buonasera, posso aiutarla?».
«Buonasera, si ecco sto cercando il signor Laghi. Edoardo. Non so se..» la voce era titubante, a dir poco.
Iniziò a pensare che era stata una pessima idea.
Il ragazzo sorrise e si alzò «Un attimo solo», sparì in una delle porte.
Ne uscì poco dopo seguito da un signore, poteva avere all’incirca l’età di Manlio, una sessantina ben portati, vestito casual, con cura e stile. Sorrise all’uomo che si trovò di fronte e gli fece gesto di accomodarsi nell’ufficio.
Manlio si sedette e lo osservò con attenzione. Occhiali classici, montatura in titanio, capelli brizzolati portati all’indietro, non troppo corti, due penetranti occhi verdi e un viso cordiale, carismatico.
«Lei è Edoardo Laghi?».
«Si sono io. Mi dica, come posso aiutarla? Che genere di macchina cercava?» chiese, affabile.
Manlio scosse la testa «Oh no nessuna macchina» disse.
Edoardo lo guardò incuriosito, facendogli un cenno perchè continuasse. Quando si rese conto che era arrivato il suo momento, Manlio tentennò e rimase qualche istante muto, prima di parlare.
«Vede è una situazione un pò particolare, inusuale direi» sorrise «Lei conosce una certa Anna Fatimi?».
Non fece in tempo a pronunciarne il cognome che l’uomo dall’altra parte della scrivania sbiancò, appoggiò i palmi sul ripiano della scrivania e si sporse verso Manlio.
«Le è successo qualcosa?? Me lo dica!» disse, con trasporto.
Manlio abbozzò un sorriso, capì che le parole della lettera erano state scritte con il cuore e questo lo rassicurò, in qualche modo. Scosse la testa.
«No no… o almeno non credo. E’ una storia lunga signor Laghi» disse.
«Ho tutto il tempo. E mi chiami Edoardo» disse e così Manlio iniziò a raccontare.

Due caffè più tardi Edoardo si era abbandonato contro la poltrona, confuso. Certo quando aveva scritto la lettera non si era aspettato che la sua storia prendesse quella piega e di sicuro non si aspettava l’entrata in scena di quell’uomo. Le cose avrebbe dovuto andare molto diversamente.
Ad un certo punto si ritrovo a fare una confessione a quello sconosciuto, non sapeva neanche lui perchè.
«Sapevo che avrebbe preso quella macchina, per questo l’ho fatto» disse.
Manlio si sporse verso di lui «Fatto cosa?».
«Lasciato il libro, con la lettera, sul sedile posteriore così che lei lo trovasse. Contavo sul fatto che l’avrebbe incuriosita» ammise.
«Quale macchina?» Manlio era confuso.
«Quella che Anna ha noleggiato due settimane fa».
Manlio strabuzzò gli occhi, ne aveva ritrovato le tracce. 
«Scusa se mi permetto, ma come mai non l’hai contattata di persona visto che è passata proprio dalla tua agenzia?».
Gli occhi di Edoardo diventarono liquidi, come la superficie di un lago «Lei non sa che è mia, è stata una pura coincidenza. Non sarebbe mai venuta altrimenti» disse.
Manlio si zittì, capì dal tono di voce e dallo sguardo dell’uomo che c’erano ancora molte cose in sospeso.  Scambiarono qualche altra parola, promettendo di rivedersi per cena a casa di Edoardo, proprio sopra l’autonoleggio, la sera seguente. Entrambi, seppur per motivi diversi, volevano trovare quella donna. 
Uno aveva bisogno di risolvere una vecchia questione, l’altro si sentiva ormai parte di una storia in cui il Destino l’aveva infilato. Che lo volesse o meno. 

Cosa succede il pomeriggio seguente, prima della cena?

  • Manlio si imbatte per caso in un indizio che riguarda il passato di Anna (29%)
    29
  • Edoardo viene avvertito che l'auto noleggiata da Anna è stata trovata abbandonata (43%)
    43
  • Al telegiornale iniziano a parlare di una donna scomparsa due settimane prima (29%)
    29
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