Dove eravamo rimasti?
07/11/2014, 21.20 - Risveglio
Ed eccolo li, il nostro Duane O’Brienn, seduto in un posto a lui avverso. Lui, cosi semplice ed essenziale nel suo stile di vita, era in un incrocio tra una bettola ed un irish pub. La musica non era proprio del genere che il nostro apprezzava, e la selezione di alcolici che il locale offriva non era decisamente di suo gusto “Perché mai dovrei bere qualcosa di così scadente?” Continuava a pensare mentre leggeva il menù: secondo lui ogni volta che un uomo si viziava doveva puntare in alto senza mai eccedere. I vizi sono premi memorabili, e non valeva la pena che fossero scadenti o che ti facessero venire la nausea.
Carl Carson tardava, così Duane decise di farsi servire un Johnnie Walker.
<Un vero intenditore!> Disse il barista, servendoglielo.
<Purtroppo…> Sospirò O’Brienn.
L’omone dietro al bancone non capì <Ghiaccio?>
“Ma è matto?! Con ghiaccio, che follia è mai questa?” Pensò il nostro <Oh, no, grazie> Rispose alla fine.
Alla fine, Carson si palesò sulla porta. Si scrollò la neve di dosso e si guardò intorno, in cerca di Duane. Quest’ultimo alzò un braccio per farsi notare, Carl sorrise soddisfatto e con passi frettolosi lo raggiunse al tavolo. Indossava le stesse cose di qualche ora prima… Ma Duane, per qualche motivo, ricordava Carl un poco più paffuto e roseo <Sapevo che mi avresti concesso una possibilità> Disse sedendosi.
Arrivati a questo punto, il nostro decise di fare quello che faceva sempre con gli sconosciuti con cui trattava per la prima volta al lavoro: avrebbe assunto un’aria interessata e, sorseggiando lentamente il Johnnie Walker, avrebbe atteso che il suo interlocutore avesse finito di spiegare per poi ribattere <Mi dica, signor Carson>
<Potresti darmi del tu come sempre…> Per tutta risposta, il nostro fissò Carl, facendogli capire che “No, non era il caso”. A quel punto, Carl ordinò una birra chiara di pessima qualità e attese che gliela portassero guardando Duane e annuendo soddisfatto. Il tutto venne ricambiato da un’occhiata stanca di O’Brienn. Finalmente Carl bevve un lungo sorso di birra e iniziò a parlare <Prima di tutto, grazie di essere qui. Se sei arrivato fin quaggiù dopotutto è colpa mia>
Duane sospirò, si era già scocciato, ma fece appello alla sua proverbiale pazienza per continuare ad ascoltare Carl <E pensare che alle loro cazzate io ci credevo anche:”Faremo grandi cose! E tutto grazie a voi!”>
Ma Duane non era in ufficio, non doveva portare rispetto a nessuno e si era già scocciato <Senta, non so perché ho accettato di incontrarla, non l’ho mai vista prima e mi sta dicendo cose di cui non so un accidente! Mi dica chi è lei, cosa vuole da me e come mi ha trovato, o giuro che chiamo la polizia> Lo sguardo di ghiaccio e la decisione nella voce di Duane inchiodarono Carl alla sedia <Ma Scott, io…> Ribatté Carson, intimidito. Duane lo interruppe di nuovo <Mi chiamo Duane, Duane O’Brienn, e mi sono anche pentito di averglielo detto>
Carl scosse il capo, e si portò le mani al volto <Allora, alla fine, lo hai fatto…> Mormorò <Quindi non sai chi sono e non hai idea… Oh, cazzo, ora sarà un problema>
Il nostro stava già mettendo mano al telefono per chiamare la polizia, quando sentì il suo sgradito interlocutore dire <Oh, merda…> Stava guardando verso l’ingresso, spaventato <Scott… Anzi, Duane, dobbiamo rivederci. Ti chiamo io> Disse alzandosi frettolosamente. Duane non capiva, era confuso, arrabbiato, spaesato, tirato nel mezzo a una situazione caotica e confusa in un pub scalercio e pieno di gente chiassosa. Da un lato, Carl si stava disperdendo nella folla verso le toilette, dall’altro, appena entrati, tre uomini stavano cercando qualcuno nel locale. La giacca di uno dei tre si schiuse un po troppo, e Duane poté intravedere una pistola. E fu così che il nostro comprese di essere dentro a qualcosa di non solo caotico, ma anche pericoloso! Per lui fu come se qualcuno gli avesse piantato una siringa nel cuore, riempiendoglielo di adrenalina. Quel misto di gelo, fuoco e tensione partì proprio dal suo cuore e si diffuse in tutto il corpo. Il suo intero essere venne scosso e giù, nel profondo, oltre la nebbia, qualcosa fece contatto. I suoi sensi si acuirono, le pupille si restrinsero fino a perdersi nelle iridi castane scure “Sono armati, ma non sembrano agenti in borghese” Pensò un gelido Duane che poi si voltò verso Carl, ormai già nei bagni “Cosa credi di fare…” La mente di Duane O’Brienn continuò a macchinare “Carl starà uscendo dal retro. Non conosco bene i vicoli di questo quartiere, ma a occhio e croce scappare non sarà cosi facile“
I tre riuscirono a individuare Carl Carson, e iniziarono a farsi strada nella folla. Più vicino ai bagni invece c’era Duane, già rivestito e pronto a muoversi. Una nuova spinta animava il nostro che non avrebbe mollato Carson fin quando non avesse parlato… Ma farlo parlare significava arrivare prima di quei tre.
A noi, Carson...
- Dagli occhi di Kurt Miles, uno dei tre sicari:"Sta uscendo dal retro, muoviamoci!" (20%)
- Dagli occhi di Duane:"Meglio lasciare che vadano avanti loro e intervenire al momento giusto" (0%)
- Dagli occhi di Duane:"Sarà meglio che io lo raggiunga prima di loro..." (80%)

19/10/2014 at 16:02
Adoro tutto del tuo racconto, in particolare il modo dettagliato con cui descrivi temporalmente le situazioni. Ti ho preso un sacco come modello da seguire.
20/10/2014 at 12:56
MA SEI MATTO? Ecco, ho rovinato un autore che mi piaceva anche =__=
Cavolate a parte… Ti ringrazio XD Come penso avrai notato, la storia sta già proseguendo (link: https://theincipit.com/2014/10/oltre-la-nebbia-morte-e-rinascita-michele-dottor-gonnella/#sthash.LGJN95Np.dpuf)…
“Descrivo temporalmente le situazioni”: ti riferisci a date e ore nel titolo o a qualcos’altro nel mio modo di scrivere? Perché tu mi prendi per modello… Ma io non so cosa stai prendendo per modello XD
18/10/2014 at 18:34
Nel dubbio ribadisco qui il link del seguito di Oltre la Nebbia: Morte e Rinascita! il link del seguito: Oltre la Nebbia – Morte e Rinascita https://theincipit.com/2014/10/oltre-la-nebbia-morte-e-rinascita-michele-dottor-gonnella/