Dove eravamo rimasti?
10/11/2014, 21.07 – Un po di me e un po di te...: Scott Hardok
<Scott!> Esclamò la donna che gli aprì la porta della casa di Juliet
<Signora> Disse dubbioso, senza scomporsi. Dedusse che doveva trattarsi di mamma Carson. Altrettanto stupito, all’interno, pareva trovarsi il signor Carson. Su invito dei coniugi, il nostro entrò.
<Vieni, ragazzo> Disse l’uomo <Dammi pure la giacca. Mai avremmo pensato di vederti, pensavamo che fossi…>
Scott fissò l’interlocutore sperando che questo finisse la frase, ma si limitò a prenderergli la giacca e metterla all’attaccapanni <Morto> Finì la moglie. Hardok aggrottò la fronte, guardò la moglie e il marito, che cominciavano ad avere un’aria strana <O almeno dovevi esserlo>
La donna, che aveva preso un coltello da cucina mentre a Scott veniva tolta la giacca, attaccò il nostro mentre il marito cercava di bloccarlo da dietro. Scott fu troppo veloce per entrambi, colpì alla tempia la donna e si girò, calciando l’uomo al petto. Questo barcollò indietro, e Scott finì l’opera sbattendogli la testa contro un tavolo. Hardok recuperò la giacca.
Tre secondi… Se non ricordo male, la camera di Juliet…
Il nostro andò a istinto: era già stato li dentro, ricordava più o meno come era messa la casa. Trovò la camera che cercava al primo colpo. Accese la luce e questa, soffusa e di mille colori caldi, illuminò la stanza. Juliet Carson si intendeva sia di chimica che di programmazione. Dalla stanza non si sarebbe mai detto: era arredata con una mobilia etnica, e da molti punti del soffitto scendevano pendenti e campanelle che avrebbero suonato se mossi dal vento. Certo la stanza aveva un suo carattere e una sua serietà: questa raggiungeva il top in un angolo della stanza, dove c’era una scrivania d’antiquariato circondata da piccole librerie. Sulla poltroncina girevole di fronte alla scrivania sedeva Juliet Carson.
Hardok la guardò come si guarda il peggiore dei nemici <Immaginavo una reazione simile> Disse lei <Bentornato, Scottie> Era bella, coi capelli tra il rosso e il castano, la pelle chiara e lentigginosa e dei brillanti occhi verdi. Nonostante avesse da poco superato i quaranta aveva la freschezza di un’adolescente
Scott mosse qualche passo verso di lei <Chi sei?>
Juliet sorrise <Sono chi ricordi che io sia, semplicemente. Vedi quelle luci? Le ho installate per te: una sequenza cromatica fatta per rispondere al tuo “eggregora”, come lo chiama il dottor Sails>
<O campo magnetico> Azzardò Scott con le sue discrete conoscenze di fisica. Juliet assentì, sorridente <Quindi immaginavi che sarei tornato e hai preparato questo…>
<Ricordo. E’ il mio ricordo preso dalla tua memoria: un po di me e un po di te> Juliet si alzò e andò verso il nostro <E’ romantico, vero?> Hardok la guardò dubbioso: la sfiorò, fu come toccare dell’acqua e per un attimo vide tutto sfocato.
Juliet Carson sospirò <E’ colpa di mio fratello se siamo qui, più o meno… Eravamo io, te, Sails e Livaine> Scott la ascoltava pensieroso, mentre camminava per la stanza. L’unica traccia di indagine era la sagoma della defunta Juliet a terra, segno che non era stato trovato molto <Conobbi Sails all’università> Lei camminava a piedi nudi accanto al nostro, passando attraverso agli oggetti che incontrava <Era affascinato dalla memoria, dal come funzionava, dal cosa vuol dire per noi ricordare… Se ora sono qui davanti a te è grazie allo studio che conducevamo>
<Come ci sono entrato?>
<Ti portò Carl. Lo incontrasti per caso. Fosse stato per te sarebbe stato rapinato da due balordi… Ma la tua Livaine…> “La mia Livaine…” Pensò Scott <Ti convinse a salvarlo. Vi invitò a cena per ringraziarvi, e parlando con voi capì che avevate le conoscenze per aiutare me e Sails>
<Che c’entrava Carl con Sails?>
Juliet accennò un sorriso <Mio fratello era un antiquario, e aveva dei tomi che parlavano dell’inconscio umano e cose simili: Sails li usò per le sue ricerche. Non hai idea di quanto gli antichi fossero avanti e di quanto è andato perduto del loro sapere>
Il nostro toccò alcuni pendenti, diffondendo un suono armonioso nell’aria <E come mai ora mi trovo in questo macello?>
La donna sospirò tristemente <Gli studi andavano bene… Troppo. E Sa-> Il campanello suonò.
Scott iniziò a guardarsi intorno <Ascoltami, Scottie, se sei qui è perché hanno iniziato a cercarci: Sails vuole le nostre scoperte solo per sé> Scott si diresse verso la finestra, e aperte le tendine vide che dava su una scala antincendio. Il campanello suonò di nuovo <Scappare non ti basterà per sempre> Juliet soprese il nostro con un bacio sulla guancia. Nel cervello di Scott si impresse un indirizzo <Quando sarai li saprai cosa fare, ho nascosto delle cose li….> Indicò la testa del nostro <E qui. Un po di me e un po di te> Gli sorrise amorevolmente <Le troverai. Stai attento, loro sentono lo Strix!> *TOC* La porta d’ingresso cigolò
Ho dimenticato di chiuderla, porc…
Dopo questo flashback è tempo di entrare in azione. L'obiettivo è giusto infondo alla strada: Drake e Scott notano che è sorvegliato.
- Dagli occhi di Jean Olsen:"Questa sensazione... Non può essere lui, lui è morto, morto!" (50%)
- Dagli occhi di Drake Williamson:"Signor Hardok, gliel'ho già detto: un passo falso..." (13%)
- Dagli occhi di Scott Hardok:"Sai Drake... A breve la mia Ashley sarà in scena" (38%)

19/10/2014 at 16:02
Adoro tutto del tuo racconto, in particolare il modo dettagliato con cui descrivi temporalmente le situazioni. Ti ho preso un sacco come modello da seguire.
20/10/2014 at 12:56
MA SEI MATTO? Ecco, ho rovinato un autore che mi piaceva anche =__=
Cavolate a parte… Ti ringrazio XD Come penso avrai notato, la storia sta già proseguendo (link: https://theincipit.com/2014/10/oltre-la-nebbia-morte-e-rinascita-michele-dottor-gonnella/#sthash.LGJN95Np.dpuf)…
“Descrivo temporalmente le situazioni”: ti riferisci a date e ore nel titolo o a qualcos’altro nel mio modo di scrivere? Perché tu mi prendi per modello… Ma io non so cosa stai prendendo per modello XD
18/10/2014 at 18:34
Nel dubbio ribadisco qui il link del seguito di Oltre la Nebbia: Morte e Rinascita! il link del seguito: Oltre la Nebbia – Morte e Rinascita https://theincipit.com/2014/10/oltre-la-nebbia-morte-e-rinascita-michele-dottor-gonnella/