Dove eravamo rimasti?
07/11/2014, 21.53 – Beyond Duane: Scott Hardok
Lascio sul tavolo quanto basta per pagare il conto e dare una mancia alla cameriera prima di allontanarmi. Presi dalla fretta, quei tre stanno cercando di farsi strada nel modo peggiore, spintonando e cercando di correre. Non posso permettermi di farmi notare…
Guadagnando terreno, Scott Hardok si limitava a camminare in direzione dei bagni in modo deciso e rilassato. Dove poteva scivolava tra la gente, altrimenti si faceva spazio con una certa “gentile fermezza”. Chiuse dietro di sé la porta dei servizi igenici e la bloccò con una sedia che si trovava accanto al lavandino per poi proseguire verso l’esterno.
Le orme sono pesanti e ancora ben visibili nonostante la neve: non posso perder tempo a disperderle, meglio seguirle direttamente. Ha corso, ma non ci è abituato. A occhio e croce non è nemmeno abituato a gestire la paura e le situazioni di stress emotivo, altrimenti avrebbe tentato di coprire la fuga.
Con il volto coperto dalla sciarpa tubolare, Hardok calcò le orme di Carson per evitare che gli inseguitori si accorgessero che non c’era solo quest’ultimo nei vicoli… Già, i vicoli: male illuminati, sporchi, pieni di detriti e troppo inospitali persino per il più disperato dei senza tetto. Erano passati un paio di minuti, e Scott notò che le orme erano diventate più leggere: Carson aveva rallentato, e a dirla tutta sembrava essere molto vicino. Il nostro arrestò il suo passò quando vide l’inseguito appoggiato a un muro, ansimante.
<Cars…> Azzardò il nostro, prima che questo si girasse sparando un colpo nella sua direzione. Gli organi sensoriali di Hardok riuscirono a prevedere le intenzioni di Carl leggendo i suoi movimenti, e lo fecero in tempo per permettere al corpo del nostro di mettersi al riparo dietro a un bidone. <Ottimo, ora si che puoi sperare di scappare indisturbato>Imprecò Scott rialzandosi in piedi.
<…Merda Duane, io->
<Tu niente, mettiti al riparo e non muoverti>
Poco meno di un minuto dopo, due dei tre inseguitori entrarono nel vicolo in cui si nascondeva Carson, pistole silenziate alla mano. Non trovando nessuno a parte un barbone seduto contro un muro, uno dei due gli si avvicinò e gli puntò la pistola, mentre l’altro si guardava intorno con l’arma spianata.
<Ragazzo> Disse l’uomo al senzatetto <Un buco in fronte in meno se mi indichi dove è andato quello che ha sparato>
Dal canto suo, il barbone tossì, e annuì con la testa <…Si. Dammi una mano ad alzarmi...>
Un inquietante “CRACK” fece voltare l’altro uomo armato: Jorge. Preso da sgomento, per un attimo impallidì, abbassando l’arma. Il suo amico, spinto dal barbone, gli stava cadendo in braccio: il suo volto era una maschera di sangue; Kurt Miles piangeva dal dolore. D’istinto, Jorge afferrò Kurt, e questo diede il tempo a Scott di attaccare. L’impatto della mano aperta del nostro sull’orecchio di Jorge non fece nessun rumore, ma quest’ultimo sentì l’onda d’urto attraversargli il cranio e uscire da esso “Cinque secondi” Pensò Hardok, gelido.
Carl si alzò dal suo nascondiglio e Scott gli fece cenno di rimettersi giù. Il nostro si nascose concentrandosi sul sentire i passi del terzo uomo in arrivo. Mancava poco… Ma Carl era ancora in piedi, con la pistola puntata dalle sue mani tremanti. Purtroppo, il nostro se ne accorse troppo tardi: Carl sparò all’ultimo nemico che era appena sbucato da dietro l’angolo e mancò il colpo. Troppo rapido a sparare e troppo lontano dalle mani di Hardok, l’assassino colpì Carl in pieno petto. Solo allora Scott poté intervenire, mandando in coma l’uomo con una gomitata in testa. Qualcuno aveva chiamato la polizia già dal primo sparo, e le sirene della volante attestavano che a breve sarebbero arrivati degli agenti.
<Così è iniziata e così finisce> Si sforzò di dire Carl <C’è un certo romanticismo in questo, no?>
<Pensa a non morire> Sussurrò Scott, con un calore rassicurante nel suo sguardo.
<Seh… Eheh, mica ci arriva qui l’ambulanza in-> Tossì.
Scott, per qualche motivo, si sentì molto vicino a Carson.
Carl sorrise <Magari ora non ricordi niente, ma mi sento come se tu mi avessi appena perdonato, sai?> Scott stava per dire qualcosa, ma Carson gli tappò la bocca con una mano <E ora ascoltami bene… Torna a Midtown, non fidarti di Henry Sails… Per Juliet ormai non c’è molto da fare, ma assicurati che Livaine sia al sicuro… E ora vattene, non sanno che sei qui, pensavano che ci fossi solo io. Grazie, Scottie> La mano di Carson cadde a terra.
<Carl…>
Le ultime parole di quell’uomo avevano permesso ad altri meccanismi di fare contatto nelle profondità di Duane O’Brienn: troppi contatti in troppo poco tempo. Quella spinta vitale che aveva animato il nostro fino ad ora lentamente svanì, permettendo a Duane di arrivare a casa trascinandosi sulle sue gambe mentre era preda di immagini confuse che provenivano da oltre una nebbia che era li da sempre, ma che solo ora iniziava a mostrare che c’era qualcosa oltre.
Duane è a casa ed è a pezzi: non vuole perdere tempo, e decide di fare un po di chiarezza...
- "Dopotutto, il sonno porta consiglio: ho bisogno di liberare la mente, fare spazio" (17%)
- "...Magari Ellie può aiutarmi" (33%)
- "Questo è un bel casino: dovrei partire da me stesso e vedere se trovo qualcosa di strano" (50%)

19/10/2014 at 16:02
Adoro tutto del tuo racconto, in particolare il modo dettagliato con cui descrivi temporalmente le situazioni. Ti ho preso un sacco come modello da seguire.
20/10/2014 at 12:56
MA SEI MATTO? Ecco, ho rovinato un autore che mi piaceva anche =__=
Cavolate a parte… Ti ringrazio XD Come penso avrai notato, la storia sta già proseguendo (link: https://theincipit.com/2014/10/oltre-la-nebbia-morte-e-rinascita-michele-dottor-gonnella/#sthash.LGJN95Np.dpuf)…
“Descrivo temporalmente le situazioni”: ti riferisci a date e ore nel titolo o a qualcos’altro nel mio modo di scrivere? Perché tu mi prendi per modello… Ma io non so cosa stai prendendo per modello XD
18/10/2014 at 18:34
Nel dubbio ribadisco qui il link del seguito di Oltre la Nebbia: Morte e Rinascita! il link del seguito: Oltre la Nebbia – Morte e Rinascita https://theincipit.com/2014/10/oltre-la-nebbia-morte-e-rinascita-michele-dottor-gonnella/