Dove eravamo rimasti?
10/11/2014, 23.28 – ...A un passo: Scott Hardok & Drake Williamson
Le stanze in cui si trovavano i nostri (Drake inizia a meritarsi di rientrare in questa piccola cerchia, no?) erano tenute meglio rispetto alle altre. Queste ultime erano vandalizzate, puzzavano di ogni cosa e recavano scritte ovunque. Pareva invece che l’accesso all’ultimo piano fosse un’evenienza speciale, e infatti questo era semplicemente svuotato e abbandonato.
<…E questo era…?>
<Un laboratorio> Proclamò Scott, passando la mano su una vecchia carta da parati <C’erano molte attrezzature, rilevavamo e lavoravamo sui campi elettromagnetici delle persone, in particolare quelli prodotti dal cervello> I ricordi fluivano attraverso la mente del nostro, producendo immagini di come fossero quelle stanze quando erano in uso <…Non era un laboratorio segreto come è adesso, non so cosa successe, era un comune centro studi>
Drake deglutì <Signor Hardok, mi scusi ma…>
Quest’ultimo si fermò in un punto: la carta da parati in quella sezione di muro dietro era vuota spinse in avanti con la mano trapassando la carta: tirò fuori un piccolo hard disk portatile.
<Bel lavoro, ora però venga a vedere, temo che avremo nuovamente qualcuno di cui preoccuparci>
Il nostro si accorse che qualcosa, in un angolo del cervello, stava formicolando “Loro sentono lo Strix…” Pensò “E quindi io sento loro, giusto, Juliet?“
Scott guardò dalla finestra, e vide che in effetti ne stavano arrivando un po’, alcuni dei quali armati con armi improvvisate. Questi però non sembravano amici di quelli appena stesi… Tutt’altro, alcuni erano addirittura in camicia da notte, altri vestiti normalmente… E ce n’era pure uno nudo. Drake guardava la scena con una punta di sconcerto nello sguardo <Senti Drake, è me che vogliono> Gli porse la banca-dati.
<Ne è sicuro?>
<Certo, ti spiegherò…> Nei suoi barlumi di chiarezza, Scott stava intuendo di avere una specie di costrutto mnemonico in testa. Se Juliet era stata in grado di farlo reagire tramite il suo eggregora, allora era possibile che anche due eggregora potessero interagire tra loro… Rivelandone la posizione. Il nostro iniziò quindi a intuire cosa poteva essere Strix. Cosa sarebbe successo quando questo fosse riuscito a ripartire a pieno?
<Ci vediamo nel mio ufficio, faccia attenzione…>
Si scambiarono uno sguardo d’intesa e si precipitarono fuori. Per attirare l’attenzione, Scott scese le scale rientrando nella palazzina. Drake invece passò su un tetto vicino, collegato a quello su cui si trovavano da delle tubature.
…
Scott sapeva che se “loro” potevano individuarlo allora era inutile nascondersi. Iniziò a trovarli verso il piano terreno: il primo era quello nudo, disarmato, con i piedi sanguinanti. A Scott fece quasi pena. Si limitò a corrergli incontro e dargli un calcio nel petto per atterrarlo sui detriti che c’erano a terra. Ne arrivavano altri, e il nostro si infilò in uno dei tanti appartamenti vuoti. Evitò gli scontri il più possibile, passando tra pareti crollate, finestre improvvisate o semplicemente dribblando.
…
Da lontano, Drake Williamson vide Scott uscire dalla palazzina con diverse persone che lo inseguivano. Hardok si stava inoltrando in dei vicoli che probabilmente non conosceva. Gli inseguitori invece dovevano conoscere meglio la zona, e infatti si divisero. Drake decise di seguirne un gruppetto per aiutare il nostro. Ricaricò l’arma e si gettò all’inseguimento.
…
Scott Hardok sfrecciò accanto una giovane coppia che passeggiava. Loro nemmeno fecero caso a lui… Poi lui improvvisamente si girò, spinse via la ragazza che lo stava abbracciando iniziò a correre verso il nostro. Nello stesso momento Scott avvertì nuovamente quella specie di sensazione.
Ma vuoi vedere che… Monarca… Monarch… Progetto Monarch, agenti dormienti! Questo è un problema. E’ per questo che me ne sono andato? E forse anche io… Trova la monarca, trova la monarca, non può essere uno di loro. Queste persone potrebbero essere innocenti.
Ed eccolo: il vicolo cieco. Il nostro si voltò, trovandosi alle spalle troppe persone armate.
Una misura difensiva di Sails? Aveva così paura che io tornassi…
Hardok si voltò: alle sue spalle, la provvidenza aveva messo un tubo di ferro.
<Allora è bene che abbia da temermi> Si rivolse alla folla che si avvicinava <Signori, spero capiate che mi dispiace ma…> “Io devo rimanere vivo” Pensò.
Quello che seguì fu uno spargimento di sangue. Hardok percepiva l’aria come fosse un liquido, si muoveva in automatico, sopraffacendo gli avversari. Vi riuscì, finché non venne colpito da un proiettile. A questo ne seguirono altri ma… Stavolta rivolti ai suoi avversari.
Finito lo scontro, Scott si guardò intorno <Drake…?> Mormorò prima di accasciarsi per colpa dell’emorragia.
…
Williamson, dopo aver disperso gli inseguitori, arrivò sul luogo dello scontro, guidato dal rumore di spari… Tra i corpi morti non c’era traccia del nostro, solo il suo pugnale sporco di sangue rimaneva a terra.
Dove si risveglierà Scott Hardok?
- Nella sua stanza d'albergo (9%)
- In una clinica privata (18%)
- In una casa stranamente familiare (73%)

19/10/2014 at 16:02
Adoro tutto del tuo racconto, in particolare il modo dettagliato con cui descrivi temporalmente le situazioni. Ti ho preso un sacco come modello da seguire.
20/10/2014 at 12:56
MA SEI MATTO? Ecco, ho rovinato un autore che mi piaceva anche =__=
Cavolate a parte… Ti ringrazio XD Come penso avrai notato, la storia sta già proseguendo (link: https://theincipit.com/2014/10/oltre-la-nebbia-morte-e-rinascita-michele-dottor-gonnella/#sthash.LGJN95Np.dpuf)…
“Descrivo temporalmente le situazioni”: ti riferisci a date e ore nel titolo o a qualcos’altro nel mio modo di scrivere? Perché tu mi prendi per modello… Ma io non so cosa stai prendendo per modello XD
18/10/2014 at 18:34
Nel dubbio ribadisco qui il link del seguito di Oltre la Nebbia: Morte e Rinascita! il link del seguito: Oltre la Nebbia – Morte e Rinascita https://theincipit.com/2014/10/oltre-la-nebbia-morte-e-rinascita-michele-dottor-gonnella/