Dove eravamo rimasti?
11/11/2014, 06.46 – Sul Ciglio del Vuoto: Duane O’Brienn
Duane era sveglio da almeno mezz’ora. Si era svegliato con l’addome accuratamente fasciato… Ma non se ne preoccupava: stava piangendo. La sofferenza, il dolore e il senso di colpa erano soverchianti, tanto che la parte razionale del cervello di Duane andò ad indebolirsi, lasciando spazio a quella irrazionale comandata dall’istinto di sopravvivenza. Due correnti di pensiero correvano all’impazzata nella testa di O’Brienn.
“Li ho uccisi a sangue freddo” Portò le mani alla pancia per il dolore.
“Conosco questa stanza, perché?” Gli occhi colmi di lacrime si guardavano intorno.
“Che potevo fare… O loro o me, ma loro neanche si rendevano conto!”
“Quell’affare al muro…” Scott individuò un attrezzo d’allenamento, inutilizzato da parecchio.
“Dove cazzo sono finito, che cazzo è successo…” Il pianto si affievolì lentamente, merito dell’accettazione.
Ad ogni movimento, il pavimento di legno scricchiolava “…Aspetta, sono su un soppalco. E quella porta finestra di sotto…“
Duane O’Brienn era a casa. Non la casa che aveva sempre abitato ma quella segreta, che aveva preso all’oscuro di tutti quando le cose cominciavano ad andare storto “Servono due chiavi per entrare, la 2 di 2 ce l’ho sempre avuta con me, ma la prima… Se sono qui e non ci sono arrivato con le mie gambe…” Qualcosa urtò lievemente contro una porta che iniziò ad aprirsi lentamente. Nell’aria si diffuse il profumo di biscotti caldi. Duane si mise seduto sul letto e guardò giù dal soppalco. Un ragazzo forse maggiorenne stava salendo le scale <Ti sei svegliato> Portava con sé un vassoio, con sopra una tazza di tè e dei biscotti appena sfornati.
<Chi sei?>
Il ragazzo sedette accanto al nostro, mettendosi il vassoio sulle gambe e passandogli la tazza .
Duane la prese, ma non bevve <Chi sei> Intimò.
Il ragazzo sospirò <Sono Lucius> Lo disse come se fosse ovvio. A Duane rivenne in mente il biglietto da visita misterioso <Bel ringraziamento per averti salvato la vita…>
Si sappia che Duane è di gusti eterosessuali. Ma Lucius era particolare: oltre a un aspetto angelico, aveva una voce e un modo di fare tali che avrebbero fatto dubitare chiunque della propria eterosessualità… Con chiunque, intendo anche Duane <Grazie di avermi ricucito>
<E non voglio rifarlo> Cantilenò <Per cui… Vorrei che tu te ne andassi di nuovo>
<Non posso>
<Devi. Hai una sorellina che ti ama e una fidanzata che non vede l’ora di passare ogni giorno che le rimane con te> Sospirò <Seriamente… Sei così stronzo nei loro confronti?>
Duane sospirò. Si alzò dal letto e camminò lentamente verso il corrimano in legno. Si appoggiò e si guardò intorno <E suppongo tu sia mio amico, vero?>
<Ah-ah. Siediti>
<Sono stanco> Bevve un sorso di tè <Gente che viene fuori, parla, io la ascolto senza picchiarla subito e la mia vita precipita ogni volta di più> Duane colpì il corrimano. L’intero soppalco tremò. Sul soppalco c’era anche una libreria con una scrivania. C’era solo un libro sul mobile, e questo cadde con le vibrazioni del pugno di Duane. Sopra c’era disegnata una farfalla <…Monarca>
<NO> Il ragazzino si precipitò per fermare Duane, ma risolse solo di ritrovarsi spinto a faccia in giù sul letto (diciamolo: gli piacque).
Duane raccolse il libro, lo mise sulla scrivania e fece per aprirlo.
<Ascoltami Duane, o Scott, come preferisci> Lucius si mise alla sinistra del nostro <Non posso fermarti, è vero. Sei forte, una leggenda vivente, ma non puoi fare tutto da solo. L’hai già fatto una volta e guarda com’è finita. Pensa a chi ami>
Le parole di Lucius colpirono Duane nel profondo. Aveva ragione su tutto, chiunque egli fosse, Duane sapeva in cuor suo che stava dicendo la verità, non era un bugiardo. Duane sapeva riconoscerli, e lui non lo era.
Poi, qualcosa si mosse alla sinistra di Duane. Il nostro pensò di trovarsi davanti a uno specchio, ma aveva davanti una visione come quella di Juliet, ma con l’aspetto di Scott Hardok <Siamo arrivati fino a qui per una ragione. Lucius non ha torto, può farci sparire per chissà quanto, ma che garanzie abbiamo alla fine?>Duane rimase basito nel capire che Lucius vedeva e sentiva la visione <La scelta è tua. Combatti e rischierai la tua vita e quella di chi ami, sparisci di nuovo e non saprai mai cosa potrà succedere>
<Apri quel libro se vuoi, ma nel giro di poco ti troveranno, la chiave dello Strix è li dentro>
<Io sono solo un ricordo. Fa quello che senti, Duane O’Brienn>
La verità era tra le pagine di un libro di fronte al nostro. Le ferite della sera prima si fecero sentire: la pressione di Duane calò. Poggiò le mani sulla scrivania per reggersi. Chi poteva combattere in questo stato? Dando retta a Lucius sarebbe stato al sicuro, ma per quanto? Forse era meglio rimanere nascosti ancora un po, rimandando a tempi più tranquilli l’apertura di quel libro… O forse tra quelle pagine, oltre alla verità, c’era anche una speranza?
Non sceglierete direttamente cosa farà Duane, ma il titolo del capitolo 10... Capite cosa significa e buona fortuna.
- L'Ombra nella Nebbia (30%)
- Pillola Blu (20%)
- Lo Strige Monarca (50%)

19/10/2014 at 16:02
Adoro tutto del tuo racconto, in particolare il modo dettagliato con cui descrivi temporalmente le situazioni. Ti ho preso un sacco come modello da seguire.
20/10/2014 at 12:56
MA SEI MATTO? Ecco, ho rovinato un autore che mi piaceva anche =__=
Cavolate a parte… Ti ringrazio XD Come penso avrai notato, la storia sta già proseguendo (link: https://theincipit.com/2014/10/oltre-la-nebbia-morte-e-rinascita-michele-dottor-gonnella/#sthash.LGJN95Np.dpuf)…
“Descrivo temporalmente le situazioni”: ti riferisci a date e ore nel titolo o a qualcos’altro nel mio modo di scrivere? Perché tu mi prendi per modello… Ma io non so cosa stai prendendo per modello XD
18/10/2014 at 18:34
Nel dubbio ribadisco qui il link del seguito di Oltre la Nebbia: Morte e Rinascita! il link del seguito: Oltre la Nebbia – Morte e Rinascita https://theincipit.com/2014/10/oltre-la-nebbia-morte-e-rinascita-michele-dottor-gonnella/