Nel mondo di… Sognolandia

Dove eravamo rimasti?

Cosa è successo di tanto grave? La principessa Gioia è scomparsa. (62%)

Vorrei essere come...

Grande Gnomo scosse il capo: “La principessa Gioia è scomparsa. La sua Dama ha sentito un rumore all’alba, s’è affacciata in camera e non l’ha trovata!”

“Non è che s’è concessa una fuga d’amore anticipata col bel principe?”

Bella si guadagnò un’occhiataccia dalla Sapia.

Alzò le manine guantate in segno di scuse.

La Sapia si rivolse a Folletto Magico: “Cosa dovevi dirci? Hai scoperto qualcosa?”

Folletto s’avvicino, tormentando tra le mani un grosso cappello scambiato.

“Ho parlato col Corvo!”

“Cosa hai fattoooo? Tuuuuu?” – chiese Tristino, inorridito.

“Il Corvo” – cominciò Magico con voce flebile – “il Corvo” – prese gran coraggio e alzò il tono – ” vede e sente tutto!”

“Ma è un essere di cui non possiamo fidarci” – insinuò la Sapia.

“Lo so, ma ascoltatemi, vi prego! Ieri sera, vide aggirarsi all’ingresso del Bosco tre guardie del Regno di Magicopoli. Può darsi c’entri qualcosa con la scomparsa della nostra Principessa.”

“Dici che possa essere stata rapita?” – chiese la Sapia.

Un silenzio scese tra i membri del Gran Consiglio. Il Grande Gnomo, lo sguardo vuoto fisso dinanzi a sé, cercava una risposta alle mille domande che gli affollavano la mente… In quanto Capo del Consiglio spettava a lui prendere ogni decisione…

* * *

Due lacrime spuntavano dagli occhietti di Mirian. Si guardò allo specchio e non si piacque. Il suo volto era una maschera di tristezza.

“Sofferenza dell’anima” aveva detto il medico di corte.

Mirian sollevò un po’ la veste azzurra e si diresse verso la finestra. Odiava l’azzurro. Le stava malissimo, ma il sarto e suo marito si ostinavano a volerla vestita in quel modo. Inoltre, i pesanti drappeggi degli abiti la rendevano ancora più goffa e…rotonda.

Posò lo sguardo oltre le sbarre della sua “gabbia dorata” – dove il marito l’aveva confinata – e si riempì gli occhi di quella fantastica distesa di colori; il verde delle foglie, il rosso acceso dei fiori, il piumaggio variopinto degli uccelli…

Una farfalla dai colori sgargianti finì il suo volo davanti alla finestra di Mirian.

“Vorrei essere come te, piccola farfalla. Libera di aprire le ali e volare. Vedere quello che c’è da scoprire, respirare l’aria del mattino, dispettosa fare un balzo sulla testa di un gatto, giacere stanca su di un fiore… Vorrei essere una farfalla anche solo per un giorno ed avere l’illusione di poter vivere come si desidera… Vorrei essere una farfalla anche solo per un attimo, per assaporare un minuto di libertà, per essere me stessa anche solo per un soffio di tempo…”

Il cuore stretto in una morsa. Una nuova smorfia di sofferenza comparve sul suo volto.

Mirian voltò le spalle alla farfalla e stanca si lasciò cadere sul prezioso divano.

Si guardò intorno e pensò: “A cosa mi serve tutto ciò se non sono felice? Se non posso neanche sorridere senza essere costantemente controllata? A cosa mi servono le ricchezze se non posso vivere?”

Chiuse gli occhi. Due volti giovani, belli e sorridenti, le apparvero come in un sogno…

Una nuova fitta le squassò il petto.

Mirian non era cattiva.

Mirian era “solo” infelice.

E triste.

Mirian non era cattiva.

Per il terzo capitolo cosa vorreste?

  • Vediamo le decisioni del Gran Consiglio. (21%)
    21
  • Cambio di prospettiva: facciamo parlare la principessa Gioia e vediamo dov'è. (44%)
    44
  • Scoprire di più su Mirian. (35%)
    35
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534 Commenti

  • Appena ho letto di Tristino che si lamentava ho pensato “ma l’angelo dorato dove è andato a finire?” e eccolo lì. Mi ha fatto morire dal ridere quando a minacciatoTristino di farlo dormire ancora. 🙂
    Bellissimo il passaggio dal sogno alla realtà con la bambina. Come bello è stato questo racconto dall’inizio alla fine.
    Ci rivediamo al prossimo racconto … 🙂

  • Coelho mente. Non sa quello che dice. Freud ha altro nella testa quando parla di sogni.

    Ma tu, ragazza, hai le idee più chiare di loro, anzi le hai disegnate meglio.
    Non hai bisogno di citarli, sei migliore di uno scrittore confuso e di uno psichiatra lacerato… hai descritto un mondo nuovo che ci è sembrato vero per le ottime immagini date, per le eccezionali sfumature di colore regalate ai lettori scalzi che ti hanno trovata e inseguita qui. Mai raggiunta, tuttavia, solo inseguita. Stare al passo con te è difficile.

    Io credo in una sola valida citazione, se di citazioni stiamo argomentando, e te la dono come tu hai per prima donato a me una grande storia di sogni. Sei bravissima, non smettere mai scrivere, ma sopratutto: non smettere mai di sognare.

    Ah, sì, la citazione…, l’ho letta a dieci anni sulla copertina di un quaderno. L’ho trascritta sul mio primo diario segreto. L’ho trovata in un’agenda a vent’anni. L’ho conservata in un portafogli a trent’anni, e oggi la trasmetto a te…

    “La vita è un sonno,
    l’amore ne è il sogno;
    e avrete vissuto,
    se avrete amato.”
    Alfred de Muffet

    • Grazie mille, Alessandra! La segnerò e la terrò a cuore! Detto questo, ho inserito le citazioni per una semplicissima scelta stilistica ( se così posso definirla). Mi piaceva l’idea di staccare i vari passaggi in questo modo e donarle ai lettori. Poi, hai ragione…vi ho portati dove volevo. Al finale che ho pensato subito per questa storia! Ovviamente, ho raccolto le vostre idee, i vostri consigli e i vostri suggerimenti. Mi piace l’idea del cambia finale, stravolgere le idee e mettersi ulteriormente in gioco.
      A presto!

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