Nel mondo di… Sognolandia

Dove eravamo rimasti?

E adesso? Vediamo cosa combinano Bella e Sapia e dove vanno. (71%)

Srl Investigation La Bella di Notte! (Ringrazio pubblicamente Tina per alcuni suggerimenti al capitolo!)

Bella si diede un ultimo sguardo allo specchio: trench rosa col collo a corona, cappello dello stesso tono con applicazioni floreali, scarpette col tacco e borsa grande a tracolla.

“Perfetto”, pensò.

Sapia bussò alla sua porta in quello stesso istante. Corse ad aprire, sapeva che era una “precisina”.

“Buongiorno Bella, pronta?”

“Buongiorno a te. Prontissima!”

Bella guardò di sottecchi Sapia. “Ha un aspetto così “british” – pensò. Che, poi, in realtà, non sapeva neanche bene cosa significasse!

Si incamminarono sulla strada che attraversava il bosco di Sognolandia; sulla destra un laghetto accoglieva tanti pesci colorati…

“Meno male che il Principe non è qui, altrimenti sarebbe successo un gran caos, non credi?” chiese Bella.

“Sì, ma se non riusciamo a trovare nulla, dovremo mandare un messaggero per avvisarlo della scomparsa della sua futura sposa!”

Ad un certo punto, trovarono un bivio. Nessuna delle due ricordava quale fosse la direzione giusta.

“Aspetta! Ho qui con me una grande invenzione!” – esclamò Bella tutta fiera di sé. Tirò fuori dalla borsa quello che doveva essere un navigatore!

“Useremo questo! Un attimo che lo accendo e ci indicherà la strada giusta. E il bosco per noi non avrà più segreti!” disse tutta entusiasta.

Bella premette un pulsante rosso. L’apparecchio si illuminò e sullo schermo comparve una scritta dai caratteri sconosciuti. Poi un omino giallo fece la sua comparsa cominciando a ridere forte.

“Bella sicura funzioni?”- chiese Sapia.

Bella continuava ad armeggiare con quel “coso”, fino a quando non si spense definitivamente con una specie di sibilo.

“Ma dove l’hai preso?”- indagò la Sapia.

“L’ho comprato da Cini, il tuttofare del Regno…”

Sapia cominciò a ridere. “Mi sa che ti ha venduto un apparecchio taroccato. Lo sanno tutti che è un grande imbroglione.”

Bella la guardò di traverso. “Ho speso 230 Landi per questo coso che non funziona ed è pure falso?!”- sbraitò.

“Comunque, vieni. Prendiamo la strada a sinistra”- la interruppe la Sapia.

Si rimisero in cammino. Una concentrata nei suoi pensieri, un’altra attenta al sentiero…

“Ahiii!”- urlò Bella, imprecando sottovoce verso un rametto – “mi son fatta male!”

“Beh, potevi vestirti in modo più comodo ed evitare quei tacchi!”

“Oh, così mi scambiavano per la cameriera di corte?”

Proseguirono.

“Guarda Sapia. E’ sicuramente un indizio.”

Sapia si avvicinò ad alcuni rami spezzati. Si guardò intorno e…

“Sorpresa. Dove andate Fatine?”

Quattro gnomi brutti assai le avevano circondate. Erano i bulletti del Bosco.

“Volete compagnia?”- ridacchiò uno con una terribile voce.

“Ma sì. Adesso vi farò assaggiare questa” – disse Bella, tirando fuori dalla tasca una manciata di polverina gialla.

I 4 gnomi si addormentarono all’istante.

“Ne ho rubata un po’ all’Angelo” – così dicendo strizzò l’occhio sinistro a Sapia.

“Questa volta hai fatto bene. Comunque, questi rami sono stati spezzati da animali, più in là si vedono le loro orme.”

“Ah. Sì?” – chiese Bella tirando fuori una lente di ingrandimento.

Sapia scosse il capo!

“Quanto è lunga la strada! Potevamo prendere la carrozza! Sempre in economia, noi!”- sbuffò Bella.

Ad un certo punto, una volpe interruppe il loro cammino.

“Scusa, Volpina, ma la strada per Magicopoli è ancora molta?”- chiese Bella.

La volpe la soppesò con lo sguardo. “E’ vicino, ma voi siete molto lontane dalla verità.”

E scappò via.

Sapia aveva uno sguardo assorto.

“Cosa avrà voluto dire? Che Magicopoli non c’entra nulla?”

“Non lo so, Bella! Non ho capito!”

Una famiglia di folletti fece la sua comparsa. I due piccoli cominciarono a saltellare attorno a Bella. Uno le tirava la borsa, un altro il trench e in coro cantavano: “Bella, Bella, sei la più bella fatina del Bosco”.

Bella tentando di fermare i due folletti, cadde rovinosamente a terra con le gambette all’aria, sporcandosi di verde e di terreno il suo bel trench.

Folletto Mamma sgridò i piccini, aiutando Bella a rialzarsi.

Folletto Padre, invece, si rivolse a Sapia. “Ovunque stiate andando, ricordatevi di avere sempre la mente aperta e libera. Non tutto è come sembra.”

“Cosa vuole dire? Noi stiamo andando in visita a Magicopoli”- rispose la Sapia.

“Lo so! Ma come ho già detto pensate qualsiasi cosa. Magari la verità è più lontana.”

Così dicendo, Folletto Padre richiamò la famiglia e scomparvero.

“Parole simili a quelle della volpe!”

Bella mentre tentava di aggiustarsi il cappello, disse: “Hai ragione! Sembra quasi un enigma.”

“Bella, mi sa che ci troviamo di fronte ad una situazione molto complessa!”

 

Bella e Sapia arriveranno a Magicopoli?

  • Incontreranno un nuovo personaggio. (50%)
    50
  • Sane e salve. (9%)
    9
  • Tra mille peripezie. (41%)
    41
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534 Commenti

  • Appena ho letto di Tristino che si lamentava ho pensato “ma l’angelo dorato dove è andato a finire?” e eccolo lì. Mi ha fatto morire dal ridere quando a minacciatoTristino di farlo dormire ancora. 🙂
    Bellissimo il passaggio dal sogno alla realtà con la bambina. Come bello è stato questo racconto dall’inizio alla fine.
    Ci rivediamo al prossimo racconto … 🙂

  • Coelho mente. Non sa quello che dice. Freud ha altro nella testa quando parla di sogni.

    Ma tu, ragazza, hai le idee più chiare di loro, anzi le hai disegnate meglio.
    Non hai bisogno di citarli, sei migliore di uno scrittore confuso e di uno psichiatra lacerato… hai descritto un mondo nuovo che ci è sembrato vero per le ottime immagini date, per le eccezionali sfumature di colore regalate ai lettori scalzi che ti hanno trovata e inseguita qui. Mai raggiunta, tuttavia, solo inseguita. Stare al passo con te è difficile.

    Io credo in una sola valida citazione, se di citazioni stiamo argomentando, e te la dono come tu hai per prima donato a me una grande storia di sogni. Sei bravissima, non smettere mai scrivere, ma sopratutto: non smettere mai di sognare.

    Ah, sì, la citazione…, l’ho letta a dieci anni sulla copertina di un quaderno. L’ho trascritta sul mio primo diario segreto. L’ho trovata in un’agenda a vent’anni. L’ho conservata in un portafogli a trent’anni, e oggi la trasmetto a te…

    “La vita è un sonno,
    l’amore ne è il sogno;
    e avrete vissuto,
    se avrete amato.”
    Alfred de Muffet

    • Grazie mille, Alessandra! La segnerò e la terrò a cuore! Detto questo, ho inserito le citazioni per una semplicissima scelta stilistica ( se così posso definirla). Mi piaceva l’idea di staccare i vari passaggi in questo modo e donarle ai lettori. Poi, hai ragione…vi ho portati dove volevo. Al finale che ho pensato subito per questa storia! Ovviamente, ho raccolto le vostre idee, i vostri consigli e i vostri suggerimenti. Mi piace l’idea del cambia finale, stravolgere le idee e mettersi ulteriormente in gioco.
      A presto!

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