Nel mondo di… Sognolandia

Dove eravamo rimasti?

Siamo quasi alla fine... per il nono capitolo: Attraverso il passaggio, anche Mirian arriva da Gioia. (60%)

Uguali a se stessi e diversi da se stessi!

Il sole si ritirò. Le musiche cessarono. I timidi uccellini smisero di volare. Il mondo tutto sembrò chiudersi in se stesso.

Rumore di passi. Voci concitate. Respiro affannato. Cuori in tumulto.

Una porta si aprì. Un passaggio si spalancò.

Gioia ebbe un sussulto. Da un lato, le sue Fatine e dall’altro sua sorella Mirian. Irriconoscibile.

Ma la Principessa guardava solo in direzione della sorella, la quale agitava le braccia, fendendo lo spazio dinanzi a sé.

Le Fatine e Gigo si immobilizzarono davanti alla scena.

Gioia toccò una mano della sorella. La prese. Mirian non si ritrasse al contatto.

“Perché? Perché, sorella mia?” gemette Gioia, cadendo in ginocchio.

Mirian continuava a non vedere. Il rosso scuro si sostituiva al blu. Il blu al viola. Il viola cedeva il passo al nero. Chiudeva un’immagine di punti gialli su un fondo verde scuro.

“Non posso chiederti il perdono. Quello che ho fatto non lo merita. La gelosia mi ha accecata, in tutti i sensi….Ora, posso solo tentare di rimediare…”

“Mirian ma non mi hai fatto del male…”

“Sì. Volevo infliggerti le mie sofferenze. Tua sorella pregava che anche tu fossi infelice. Ti ho fatto più male di una violenza fisica. La mia vita è impossibile. Distrutta. Finita. Ma non ho giustifiche. Avrei dovuto ribellarmi. Ma non ho mai avuto coraggio. Agire di nascosto, colpire alle spalle, è molto più facile…”

Gioia non aveva parole. Né rancore.

Forse, neanche lei aveva mai guardato bene negli occhi della sorella. Anche Gioia vedeva senza vedere. Ora, lo squarcio le sembrava più profondo.

“La colpa è solo mia, Gioia. Ho tramutato la mia infelicità in cattiveria. Odio questo Regno. Non amo mio marito e lui non ama me. Avrei voluto Gero. Anche lui mi è stato strappato…”

Il silenzio calò. Bella si asciugava gli occhi col suo fazzoletto a forma di cuore.

Anche Mirian avrebbe voluto piangere, ma da quegli occhi non uscivano lacrime.

“Non è tardi, sorella mia. Riprendi in mano la tua vita… Io ti aiuterò! Noi tutti lo faremo!”

“Non posso. La legge del Regno è severa. Mio marito mi rinchiuderà in una cella per tutta la vita… Forse, ora, l’avrà già saputo…”

“Ci parlerò io…”

“Non servirebbe, Gioia… Il Consiglio mi punirà sicuramente…”

“Cosa si può fare, allora?” chiese Bella.

“Ci sarebbe una sola cosa…Ma non ho il diritto di poter chiedere.”

“Dici. Parla…”

“Vorrei essere trasformata in un animale…una farfalla dalle ali colorate che vola di fiore in fiore, libra serena nel cielo, gentile si posa su un balcone… Libera…Libera di cercare, magari, il mio amore e posarmi sulla sua spalla…anche solo per un secondo…”

Sapia si fece avanti.

“Regina Mirian sono l’unica, qui, ad avere questo potere…”

“Fallo!” risposero in coro le due sorelle.

“Voglio che tu possa essere felice, finalmente!”

“Ora, mi rendo conto che tu non c’entri nulla… Ti prometto che ogni giorno verrò a posarmi sulla tua finestra, sorella mia…”

Gioia era un fiume di lacrime.

Sapia chiuse gli occhi. Giunse le mani in segno di preghiera.

“Dio del Bosco, Dio degli Animali, Dio dei Cuori, io umile Fata vi invoco. Vi invoco per dare felicità alla mia Regina. Trasformate Mirian in una splendida farfalla con le ali dai colori sfavillanti e un cuore rosso disegnato sull’ala destra, così noi la riconosceremo quando col suo volo leggero e delicato si poserà accanto a noi. O Dei, vi invoco. Accogliete questa preghiera!”

Sapia aprì le mani e le volse verso Mirian.

Una luce si diffuse nella stanza.

Abiti e scarpe ammucchiati a terra. Sopra svolazzava una bellissima farfalla col cuore rosso…

Si alzò in volo. Prima impacciata. Poi spedita.

Si accostò al volto di Gioia e con un battito d’ali sollevò le lacrime che le rigavano il viso e una pioggia di margheritine si sparse per la stanza…

Scegliete la parola che caratterizzerà il finale...

  • ...sogno. (57%)
    57
  • ...fantasia. (27%)
    27
  • ...realtà. (16%)
    16
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534 Commenti

  • Appena ho letto di Tristino che si lamentava ho pensato “ma l’angelo dorato dove è andato a finire?” e eccolo lì. Mi ha fatto morire dal ridere quando a minacciatoTristino di farlo dormire ancora. 🙂
    Bellissimo il passaggio dal sogno alla realtà con la bambina. Come bello è stato questo racconto dall’inizio alla fine.
    Ci rivediamo al prossimo racconto … 🙂

  • Coelho mente. Non sa quello che dice. Freud ha altro nella testa quando parla di sogni.

    Ma tu, ragazza, hai le idee più chiare di loro, anzi le hai disegnate meglio.
    Non hai bisogno di citarli, sei migliore di uno scrittore confuso e di uno psichiatra lacerato… hai descritto un mondo nuovo che ci è sembrato vero per le ottime immagini date, per le eccezionali sfumature di colore regalate ai lettori scalzi che ti hanno trovata e inseguita qui. Mai raggiunta, tuttavia, solo inseguita. Stare al passo con te è difficile.

    Io credo in una sola valida citazione, se di citazioni stiamo argomentando, e te la dono come tu hai per prima donato a me una grande storia di sogni. Sei bravissima, non smettere mai scrivere, ma sopratutto: non smettere mai di sognare.

    Ah, sì, la citazione…, l’ho letta a dieci anni sulla copertina di un quaderno. L’ho trascritta sul mio primo diario segreto. L’ho trovata in un’agenda a vent’anni. L’ho conservata in un portafogli a trent’anni, e oggi la trasmetto a te…

    “La vita è un sonno,
    l’amore ne è il sogno;
    e avrete vissuto,
    se avrete amato.”
    Alfred de Muffet

    • Grazie mille, Alessandra! La segnerò e la terrò a cuore! Detto questo, ho inserito le citazioni per una semplicissima scelta stilistica ( se così posso definirla). Mi piaceva l’idea di staccare i vari passaggi in questo modo e donarle ai lettori. Poi, hai ragione…vi ho portati dove volevo. Al finale che ho pensato subito per questa storia! Ovviamente, ho raccolto le vostre idee, i vostri consigli e i vostri suggerimenti. Mi piace l’idea del cambia finale, stravolgere le idee e mettersi ulteriormente in gioco.
      A presto!

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