Nel mondo di… Sognolandia

Dove eravamo rimasti?

Per il terzo capitolo cosa vorreste? Cambio di prospettiva: facciamo parlare la principessa Gioia e vediamo dov'è. (44%)

I Sogni interrotti

Un raggio di sole filtrava dall’alta finestra, rimbalzando su una porzione di muro, riusciva a creare un gioco di luce dorata in quella grande stanza.

Gli occhi si muovevano veloci. La stanza immensa doveva essere in disuso, c’erano accumulati tanti oggetti diversi. Gioia era adagiata su un divano tappezzato rosso e dorato, sulla parete di fronte un unico quadro.

All’improvviso sentì un rumore, dalla grande porta di ferro si apriva un vano da cui vide spuntare un vassoio. Gioia scattò in piedi. “Un attimo, per favore! Non andatevene!”

Le sembrava la porta di una prigione.

“Ho freddo” – urlò, prima che il piccolo varco fosse richiuso in grande fretta.

Gioia si lasciò cadere sul divano, si sentiva così confusa, ma nulla le avrebbe impedito di capire. Provare almeno a capire.

Sentì gli ingranaggi mettersi in moto.

“Ricordo solo che ero nel mio letto. Poi, mi sono alzata, ho preso lo scialle… Ma perché? E poi il vuoto. Uff! Non ricordo. Uff bis.”

Si rialzò e andò alla porta. Le avevano lasciato una tazza di infuso e dei biscotti a forma di ape.

“Dove sono capitata” – pensò – “sembro prigioniera, ma mi portano i pasticcini disegnati!”

Poi, sentì un rumore. Di nuovo si aprì quella specie di passaggio. Vide una manina verde porgerle qualcosa attraverso l’angusto varco. Gioia tentò di afferrare quella mano. Ma non vi riuscì.

“Ti prego, fermati”, implorò.

Ma la figura, oramai, era scomparsa. Le aveva lasciato uno scialle. Il suo. E una coperta.

“Devo escogitare qualcosa” – pensò, infilandosi velocemente lo scialle.

Sistemò la coperta e vi si sedette a gambe incrociate. Cominciò a pensare.

Non era certo tipetto da perdersi d’animo. Lei!

* * *

Intanto, i membri del Gran Consiglio erano tutti in attesa della decisione del Presidente.

Pure la mosca che, prima volava impertinente, s’era posata sul bordo del tavolo e sembrava essersi fatta piccola piccola, tipo puntino nero.

Bella s’agitava sulla sua sedia a forma di tacco. Solo lei poteva riuscire a star seduta su…su quel “coso”!

Tristino interruppe il silenzio: “Ooooh, ma alloraaaaa!? La nostra Principessa è scomparsa e noi stiamo qui a fare il gioco del silenzioooo? Dobbiamo far qualcosaaaaaaaaa.” Nei momenti di tensione aveva il brutto vizio di allungare ulteriormente  le finali.

L’Angelo Dorato fece un piccolo volo, liberando sulla testa di Tristino una polverina gialla.

Tristino s’addormentò d’un botto. E russava pure!

Gnomo sollevò lo sguardo verso l’Angelo: “Grazie! Almeno starà zitto per un po’!”

Gnomo si torse le corte e grassocce dita e continuò: “La situazione è delicata, perché non abbiamo nessun indizio che possa farci capire qualcosa. Bombo Magico, il sovrano di Magicopoli, è un bravo re. I nostri Regni sono fratelli e siamo in pace da millenni.”

“Noi Sognolandesi vogliamo continuare a stare in pace!” – interruppe la Sapia.

Gnomo annuì. Stava sudando. Si tolse l’enorme cappello e spuntarono fuori due orecchie a punta, alte, forse quanto il cappello e un ciuffo di capelli rossi tutti arruffati.

Bella gli lanciò uno sguardo sconsolato. “Certo che è proprio bruttino il Gran Capo” , pensò.

“Infatti, Sapia, ho pensato ad una soluzione. Nessuno vuole la guerra, ma non credo che la nostra Principessa se ne sia scappata all’improvviso. Qualcosa è successo. Allora, tu e Bella andrete alla ricerca di indizi e a far visita ai nostri due Regni vicini, quello di Magicopoli e quello di Giostrolandia!”

Bella strabuzzò i grandi occhi, che si fecero ancora più a palla. “Stai scherzando, vero?”

“No! E non fare come Tristino! Altrimenti faccio addormentare anche te”, la minacciò (si fa per dire!) il Grande Gnomo.

Bella lanciò uno sguardo in direzione dell’Angelo. Sembrava innocuo. “Ma mannaggia alle sue polverine!” – pensò.

“Allora, andrete in visita di cortesia e mentre tu intratterrai i sovrani, Sapia terrà occhi e orecchie spalancati!”

“Mi sembra una saggia soluzione”, convenne la Sapia.

Bella prese un fazzoletto blu a forma di triangolo e prese a tamponare gocce di sudore inesistenti, si ravvivò i lunghi capelli, emise un lungo sospiro.

Li guardò tutti. Allargò le mani guantate e disse: “D’accordo, d’accordo. Andiamo. Va bene!”

 

 

E adesso?

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534 Commenti

  • Appena ho letto di Tristino che si lamentava ho pensato “ma l’angelo dorato dove è andato a finire?” e eccolo lì. Mi ha fatto morire dal ridere quando a minacciatoTristino di farlo dormire ancora. 🙂
    Bellissimo il passaggio dal sogno alla realtà con la bambina. Come bello è stato questo racconto dall’inizio alla fine.
    Ci rivediamo al prossimo racconto … 🙂

  • Coelho mente. Non sa quello che dice. Freud ha altro nella testa quando parla di sogni.

    Ma tu, ragazza, hai le idee più chiare di loro, anzi le hai disegnate meglio.
    Non hai bisogno di citarli, sei migliore di uno scrittore confuso e di uno psichiatra lacerato… hai descritto un mondo nuovo che ci è sembrato vero per le ottime immagini date, per le eccezionali sfumature di colore regalate ai lettori scalzi che ti hanno trovata e inseguita qui. Mai raggiunta, tuttavia, solo inseguita. Stare al passo con te è difficile.

    Io credo in una sola valida citazione, se di citazioni stiamo argomentando, e te la dono come tu hai per prima donato a me una grande storia di sogni. Sei bravissima, non smettere mai scrivere, ma sopratutto: non smettere mai di sognare.

    Ah, sì, la citazione…, l’ho letta a dieci anni sulla copertina di un quaderno. L’ho trascritta sul mio primo diario segreto. L’ho trovata in un’agenda a vent’anni. L’ho conservata in un portafogli a trent’anni, e oggi la trasmetto a te…

    “La vita è un sonno,
    l’amore ne è il sogno;
    e avrete vissuto,
    se avrete amato.”
    Alfred de Muffet

    • Grazie mille, Alessandra! La segnerò e la terrò a cuore! Detto questo, ho inserito le citazioni per una semplicissima scelta stilistica ( se così posso definirla). Mi piaceva l’idea di staccare i vari passaggi in questo modo e donarle ai lettori. Poi, hai ragione…vi ho portati dove volevo. Al finale che ho pensato subito per questa storia! Ovviamente, ho raccolto le vostre idee, i vostri consigli e i vostri suggerimenti. Mi piace l’idea del cambia finale, stravolgere le idee e mettersi ulteriormente in gioco.
      A presto!

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