Dove eravamo rimasti?
Legami slegati!
Il salone reale era gremito di invitati. Tutti i sovrani con le loro famiglie, le personalità “di spicco” dei vari Regni, gli abitanti dei Boschi. Erano tutti lì, in un tripudio di luci e colori, di felicità e allegria.
Si festeggiava l’anniversario di nozze dei sovrani di Sognolandia. Ma la vera attrazione della serata era Gioia.
Gioia con la sua sfavillante bellezza. Gioia con la sua grazia innata. Gioia dagli occhi luminosi e il sorriso accecante. Gioia, leggiadra ballerina. Gioia dalla voce di usignolo. Gioia abile con le dita sull’arpa.
Mirian, invece, amava comporre versi. Ma nessuno sembrava apprezzare.
Mirian era brava col ricamo. Ma a nessuno importava.
Rifugiata dietro una colonna, Mirian – goffa nei modi e nelle vesti – osservava sua sorella Gioia creare magia e incanto intorno a sé. Poi, la voce della comare, pettegola del Regno, la colpì violenta. “Il brutto anatroccolo si sarà rinchiuso nelle sue stanze, notiamo tutti la sua assenza, ma a nessuno interessa… Del resto, una pallina goffa e scialba non dà solo intralcio?”
Le lacrime le avevano gonfiato gli occhi. Da quel giorno, la tristezza la frustrazione la mediocrità le avevano violentato l’animo e non l’avevano più lasciata. Stretta in quella morsa, le cinghie dell’infelicità le avevano intrappolato e stritolato il cuore.
*
Gerio era bello come una divinità. O, almeno, ai suoi occhi di ragazzetta infelice e goffa, così sembrava. Gerio faceva parte della Guardia Reale di Sognolandia e ogni volta che vedeva Mirian passare le rivolgeva un timido sorriso.
Lei non ci voleva credere. Non poteva crederci.
Ma l’amore non fa mai i conti con la ragione.
La si vedeva più spesso passeggiare per il parco o attraversare i corridoi del castello e ricambiare languida gli sguardi del bel soldato.
Poi, un pomeriggio Mirian stava passeggiando nei Giardini Reali, quando un fruscio alle sue spalle l’aveva sorpresa. Da dietro un roseto, era sbucato Gerio.
“Principessa Mirian non si spaventi.”
Lei sorrise.
“Come mai è sempre sola?”
“Preferisco così. Non amo la compagnia…”
“Allora, la disturbo, Principessa!”
“No! No, non vada via!”
Gerio le sorrise. Il più bel sorriso mai visto. Allungò una mano e prese la sua. Così, si fermarono su una panchina a leggere i versi di Mirian.
Un’atmosfera da sogno. Il cuore imprigionato di Mirian aveva ripreso il battito. Velocemente.
*
“La prima a sposarsi sarà la nostra Mirian!”
“Ma mamma, Gioia è la primogenita! Tocca a lei!”
“Al primogenito va il Regno, Mirian!”
“Sorellina, non sei contenta? Un bel matrimonio per la nostra Mirian. Sento già lo squillo di tromba e l’annuncio per tutto il Regno <La Principessa Mirian si sposa!> Io ballerò e canterò per voi!” esclamò Gioia – “E suonerò, pure!”
“Basta chiacchiere, adesso! Andatevi a preparare per la cena. Ci sarà una bella sorpresa, forse, proprio per la piccola!” disse la Regina.
A Mirian sembrava di essere tornata in “vita”. “Se la mamma ha parlato di matrimonio, sorpresa…allora, hanno capito!”
Fece una corsa per cercare Gerio, ma non lo trovò.
“Si starà preparando…l’avranno invitato per la cena!” pensò ingenuamente.
Ma la serata andò diversamente dalle sue rosee aspettative. Al gran tavolo, accanto al padre, sedeva il Re di Giostrolandia, futuro marito di Mirian.
La sera, a letto, Mirian aveva pianto tutte le sue lacrime.
“Tesoro, è la soluzione migliore. Quel Gerio è stato allontanato da tuo padre. Passerà! Mica avevi pensato si fosse innamorato di te?”
“Perché no, mamma?”
“Sei così ingenua! Mirava solo al Regno. Di Gioia, magari, avrebbe potuto seriamente innamorarsi, ma con te…”
Fu il continuo non detto ad uccidere Mirian.
Quel cuoricino che aveva ripreso a battere era stato, ora, trafitto a morte.
Nessun battito. Nessuna emozione.
* * *
Mirian in preda al panico cominciò a gridare, tornò allo specchio, ma non si vide.
“E’ finita!” pensò.
Si sollevò la gonna e si precipitò fuori dalla stanza. Percorse velocemente i corridoi del Castello che conosceva a memoria senza poter vedere, finì la sua corsa dinanzi ad una parete affrescata. Tastò con le dita, fino a quando non sentì qualcosa muoversi sotto il suo tocco…Uno scatto. Una spinta. E Mirian aprì il passaggio segreto.
* * *
La navicella volante atterrò senza rumore davanti all’ingresso del Castello di Giostrolandia.
Bella e Sapia uscirono e di corsa attraversarono il ponte levatoio. Una musica assordante di giostrine colpì le loro orecchie. Non c’erano guardie. Non c’era servitù. Solo la musica.
Le due fatine entrarono nel castello e videro venire loro incontro Gigo, il fedele servitore della Regina Mirian.
“Fatine, giusto in tempo…”
“Cosa succede? Gioia è qui? E Mirian sa della scomparsa della sorella?” chiese Bella a raffica.
“Sì. La Principessa Gioia è qui… Venite, presto! Vi spiegherò tutto!”
“Ma Mirian? E’ il suo Regno, questo…” indagò Sapia.
“E’ stata lei a rapire la sorella!”
Bella e Sapia spalancarono gli occhi per lo stupore. “Cosa?” proruppero insieme.
Gigo le condusse lungo un dedalo di corridoi, per fermarsi dinanzi ad una porta.
“E’ qui…”
Siamo quasi alla fine... per il nono capitolo:
- Attraverso il passaggio, anche Mirian arriva da Gioia. (60%)
- Bella e Sapia liberano Gioia. (9%)
- Mirian fugge attraverso il passaggio. (30%)

28/06/2016 at 11:08
finalmente posso leggere i tuoi racconti.
Rita
24/05/2015 at 18:32
Scusa il ritardo, ma mi sto disintossicando dalla TIdipendenza. Finale molto bello
08/03/2015 at 17:51
FANTASTICO finale, avevo votato per sogno infatti speravo vincesse quest’opzione. E’ una malinconia svegliarsi da un bel sogno, ma il legame tra sogno e realtà che hai creato attraverso la farfalla, rende tutto meno malinconico 🙂 Non poteva finire meglio =)
12/03/2015 at 18:04
Grazie Martina. Come vedi, il finale ha uno stile differente dal resto della storia, perché ricercavo qualcosa di diverso e perché volevo lasciarvi un “sogno reale”! 🙂
Felicissima tu abbia apprezzato! ^_^ :-*
28/02/2015 at 16:03
Un capitolo un po’ estraneo dal resto del racconto ma ugualmente bello. Racchiude tutto il tuo fantastico mondo nella cosa più semplice che esiste: il sogno di una bambina 🙂
28/02/2015 at 16:45
Ciao Thommy! Essendo diverso, diciamo che col finale ho rischiato un po’…però ero certa che voi lettori avreste colto il senso della mia scelta di un capitolo un tantino estraneo alla storia! 🙂
25/02/2015 at 19:37
Bravissima! 🙂 Hai proprio creato un mondo magico. Bel finale
26/02/2015 at 18:56
Grazie mille, Giulia! Spero a presto! 😀
25/02/2015 at 11:47
Appena ho letto di Tristino che si lamentava ho pensato “ma l’angelo dorato dove è andato a finire?” e eccolo lì. Mi ha fatto morire dal ridere quando a minacciatoTristino di farlo dormire ancora. 🙂
Bellissimo il passaggio dal sogno alla realtà con la bambina. Come bello è stato questo racconto dall’inizio alla fine.
Ci rivediamo al prossimo racconto … 🙂
25/02/2015 at 18:17
Ciao Danica! Io ci sono affezionata a Tristino, non volevo lasciarlo indietro! Già ha dormito per tutto il tempo! ahahahah! Grazie mille per esserci sempre stata! 🙂
a presto
24/02/2015 at 22:40
Coelho mente. Non sa quello che dice. Freud ha altro nella testa quando parla di sogni.
Ma tu, ragazza, hai le idee più chiare di loro, anzi le hai disegnate meglio.
Non hai bisogno di citarli, sei migliore di uno scrittore confuso e di uno psichiatra lacerato… hai descritto un mondo nuovo che ci è sembrato vero per le ottime immagini date, per le eccezionali sfumature di colore regalate ai lettori scalzi che ti hanno trovata e inseguita qui. Mai raggiunta, tuttavia, solo inseguita. Stare al passo con te è difficile.
Io credo in una sola valida citazione, se di citazioni stiamo argomentando, e te la dono come tu hai per prima donato a me una grande storia di sogni. Sei bravissima, non smettere mai scrivere, ma sopratutto: non smettere mai di sognare.
Ah, sì, la citazione…, l’ho letta a dieci anni sulla copertina di un quaderno. L’ho trascritta sul mio primo diario segreto. L’ho trovata in un’agenda a vent’anni. L’ho conservata in un portafogli a trent’anni, e oggi la trasmetto a te…
“La vita è un sonno,
l’amore ne è il sogno;
e avrete vissuto,
se avrete amato.”
Alfred de Muffet
25/02/2015 at 18:15
Grazie mille, Alessandra! La segnerò e la terrò a cuore! Detto questo, ho inserito le citazioni per una semplicissima scelta stilistica ( se così posso definirla). Mi piaceva l’idea di staccare i vari passaggi in questo modo e donarle ai lettori. Poi, hai ragione…vi ho portati dove volevo. Al finale che ho pensato subito per questa storia! Ovviamente, ho raccolto le vostre idee, i vostri consigli e i vostri suggerimenti. Mi piace l’idea del cambia finale, stravolgere le idee e mettersi ulteriormente in gioco.
A presto!
24/02/2015 at 18:08
Pink hai finito! Bellissimo racconto, un plauso alla tua bravura e alla tua fantasia!
Bella trovata di finale! 😉
24/02/2015 at 20:38
Grazie mille! Grazie 🙂
24/02/2015 at 12:36
Ciao Pink. 🙂 Un bel finale. Mi è piaciuta molto l’idea del sogno della piccola Isabella. Complimenti una bellissima storia. Molto particolare. A presto Pink. 😀 😀
24/02/2015 at 16:12
Grazie mille Mariano! In realtà, l’idea del sogno di una bambina ce l’ho dall’inizio…l’unica cosa chiara. 🙂 a presto
24/02/2015 at 11:55
Finale da Oscar
24/02/2015 at 16:13
Ooooooh, esagerato! Grazie ^_^
24/02/2015 at 11:51
Tutto un sogno! Bellissimo!
24/02/2015 at 16:14
Grazie mille! 🙂
24/02/2015 at 11:30
Bellissimo questo finale e la scelta delle frasi come messaggio. Veramente i miei complimenti, una storia delicata leggera a tratti simpatica e ci hai fatto sognare. Spero tornerai! 🙂
24/02/2015 at 16:17
Grazie, grazie, grazie! Troppo buona! 😀