Dove eravamo rimasti?
La valle dei Salici viventi
Hearter non poteva credere alle sue orecchie. Traum aveva proprio detto pietra? Esisteva davvero un incantesimo in grado di tramutare la dimora dei sentimenti in una lapide fredda e commemorativa di un corpo oramai svuotato del suo animo?
” Non è possibile. Come si fa a sopravvivere con un cuore di marmo?! Sarei già dovuta morire!“
La principessa si interrogava ad alta voce. Sperava di ricevere una qualunque risposta da parte del dottore, una delucidazione, la quale avrebbe magari sbrogliato la matassa di dubbi e perplessità, filamenti di una ragnatela spessa e appiccicosa di perché, che si annidava con prepotenza nelle camere buie della sua mente.
Sogno scavava tra le scartoffie sparpagliate sullo scrittoio, come se andasse alla ricerca di qualcosa in particolare. Missione ardua, perchè lo studio era tutto un disordine. La curiosità, forse, tradì Pandora proprio tra le quattro mura mal ridotte di Traum e il caos che regnava al loro interno era parte del male rinchiuso nel vaso, pensò la principessa guardandosi attorno.
“Oh principessina, quanti cuori di pietra abitano il mondo. Sono dappertutto. mmh dunque questo no…” rispose Sogno nascondendo il volto dietro una grossa pergamena.
Hearter era sempre più confusa. ” Come mai allora i medici di corte non riconoscono i sintomi?“
“I proprietari dei cuori di pietra si confondono tra la gente comune. Molti non sono neppure a conoscenza del male che li abita. E a loro va bene così” spiegò Traum.
Poi come folgorato da un’idea geniale si diresse verso quella che poteva essere una dispensa e aprì le due ante in vetro. Ampolle di tutte le dimensioni e dalle forme più strane occupavano gran parte delle mensole. Sogno afferrò una fialetta piccola e stretta, blu oceano, poi si avvicinò alla poltrona di pelle dove sedeva la principessa.
“Ecco. Bevete questo” disse Traum porgendole la boccetta.
“E’ dunque questa la cura?” domandò Hearter rigirando il flaconcino tra le mani delicate, incuriosita dallo strano oggetto.
“No Altezza, ma è tempo di partire“
La princessa non comprese il significato delle parole sussurrate con un filo di voce dal dottore. Era ipnotizzata da quella tinta blu. Un oltremare luminescente, il colore dell’intruglio che avrebbe dovuto ingerire e che le ricordava vagamente lo zaffiro al centro del diadema di sua mamma. Un richiamo che donava alla pozione un’aria familiare, su cui riporre fiducia. Lanciò un ultimo sguardo inespressivo a Sogno e bevve.
Si risvegliò con un forte mal di testa. Era distesa ai piedi di un vecchio cipresso. Stringeva l’ampolla in una mano. Il vetro oramai trasparente lasciava intravedere una piccola pergamena arrotolata al suo interno. Hearter tirò fuori il foglietto e ne lesse il contenuto:
Il vostro viaggio alla ricerca dell’antidoto parte da qui. Solo un cuore di pietra può riconoscere la giusta cura. Ora andate.
– Sogno
Ma andare dove? Hearter non ne aveva idea. Si tirò su e si diede un’occhiata intorno. Davanti a lei solo un vasto prato verde deserto e un cartello a forma di freccia con su scrittoValle dei Salici viventi.
Non avendo la più pallida idea di cosa fare, lasciò che fosse il cartello ad indicarle la via. Si trascinò per la distesa verde. Il cuore era un macigno pesante che la affaticava sempre più ad ogni passo. Ma ancora una volta la perseveranza ebbe la meglio e la principessa, anche se con passo moderato, riuscì a raggiungere la valle.
Non era molto diversa dalla radura dove si era risvegliata. Scorgeva ancora tanto verde ma con più fiori, non solo di campo. Girasoli, tulipani, margherite popolavano il prato e con loro anche degli strani Salici. A differenza delle piante che Hearter conosceva, non si presentavano con le classiche cascate di fogliame argentato che scendono dai rami come lacrime da un volto. Quasi non ricordavano dei Salici. I rami disegnavano motivi divertenti. Alcuni richiamavano alla mente le sagome di animali.
La principessa si avvicinò ad un arbusto e accarezzò una fronda. Fu allora che una voce stridula echeggiò nel silenzio:
“Ferma, non sciupare le mie belle foglie!”
La pianta aveva parlato! Ma che sciocchezza, le piante non parlano. Ci doveva essere qualcun’altro, forse Traum.
“Chivalà! Sogno sei tu?“
“No, sono il Salice. Smettila di toccarmi!” le rispose stizzita la pianta parlante.
Hearter ritirò la mano. “Ma se sei un salice perchè non cresci vicino un corso d’acqua?“
“Perchè io sono un Salice vivente sciocchina. E non verso lacrime per nessun motivo al mondo. Per questo sono così bello!“
Un albero davvero vanitoso valutò la principessa. “Io mi chiamo Hearter e cerco una cura per spezzare un incantesimo. Ho il cuore di pietra“
“Oh si! Conosco io il giusto antidoto. Anche noi Salici possediamo un cuore marmoreo“
“Te ne prego, dimmi qual’è?”
“Le goccie di rugiada! Basta specchiarsi in una goccia, vedere la propria bellezza riflessa e tutto passa. Guarda eccone una!“
Hearter volle provarci. Si avvicinò alla stilla luminosa e si specchiò. Vide solo una povera principessa dallo sguardo spento e vuoto.
La soluzione proposta dal Salice non ha funzionato. Cosa farà Hearter?
- Riposerà un po' perchè stanca dopo essersi trascinata il peso del cuore (44%)
- Congederà il Salice e poco più avanti troverà un messaggio di Sogno (17%)
- Chiederà al Salice informazioni su dove andare (39%)

26/08/2018 at 23:30
Più di un anno, due probabilmente e l’ultimo capitolo è solo il titolo 🙁
La fiaba era carina, i personaggi mi piacevano ma per il resto non ricordo niente e quindi non posso esprimere un giudizio. E manca il finale 🙁
Ok, to be continue… ma tra quanto? 😉
Ciao 🙂
23/08/2017 at 14:12
Ciao, ho letto la tua fiaba tutta di fila, è mi è dispiaciuto un po’ non poter partecipare a quelle scelte che hanno formato una storia così entusiasmante.
Mi ricorda molto il libro Olga di carta, il viaggio straordinario, una fiaba recente che parla di una bambina di carta che intraprende un viaggio alla ricerca di un incantesimo particolare che la faccia diventare una bambina in carne ed ossa.
Tutto molto delicato e fantasioso, un mondo che si basa sulle leggi dell’impossibile rendendolo realtà.
Ma perché non continui la storia: non lasciarci in sospeso!
05/09/2017 at 20:41
Ciao Nicholas, ti ringrazio tanto per i complimenti. Non conosco Olga di carta ma fa davvero piacere essere paragonati ad altri autori. Prometto di finire quanto prima il racconto così da poter concludere, insieme, questa avventura 😀
02/05/2017 at 01:26
Storia molto divertente!! Credo che per dei bambini sia fantastica.. un bacio?
05/09/2017 at 20:37
Ti ringrazio Smarty! Mi fa piacere che la mia storia ti piaccia 😀
18/07/2016 at 10:34
Ciao
sono un educatore e sto leggendo la tua storia a bambini disabili,sono tutti molto appassionati ma…a quando il finale…sono all’ultimo capitolo…
Alfredo
20/07/2016 at 09:21
Ciao Alfredo,
mi ha fatto davvero piacere sapere che la mia storia piace ai bambini, per questo mi metto subito all’opera e scrivo gli ultimi due capitoli.
Un abbraccio ai piccolii!!
11/06/2016 at 21:52
Ciao! Laura 🙂
ho appena finito di leggere il tuo racconto, ma vedendo i tempi di pubblicazione mi sa che dovrò aspettare un bel po’ per leggere gli ultimi capitoli 🙂
Aspetterò 🙂 Saluti! 😀
20/07/2016 at 09:22
Sono stata un po’ out, ma mi rimetto subito a lavoro 🙂
23/03/2016 at 17:40
Si è bloccato di nuovo tutto? 🙂
20/07/2016 at 09:23
Provvedo a concludere il racconto da subito 😀
15/02/2016 at 12:39
io propenderei per la boccetta col messaggio…
20/07/2016 at 09:25
Grazie per il voto Nadia! 🙂
15/02/2016 at 02:08
Complimenti per la copertina della tua storia è molto bella io opto per la casa di sir Galilelo a presto 🙂
20/07/2016 at 09:26
Ti ringrazio!! 😀
09/02/2016 at 11:53
Come in alto così in basso. Tale elevazione richiede la concretezza di una casetta dal comignolo fumante. S’intravede il finale. Ciao
07/02/2016 at 14:56
abbiamo aspettato un secolo per questo ottavo episodio.
Forse c’è spazio per un’altra trappola di Sogno… non vo, vediamo.
06/02/2016 at 18:24
Ciao. Uno strano paese incantato. 🙂
04/02/2016 at 18:33
Oh bentornata Laura! ^_^ Casa di Sir Galilao!