La principessa dal cuore di Marmo

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà il Pavone? Spingerà Hearter a cercare l'antidoto altrove, offrendosi di accompagnarla (72%)

La grotta delle voci

Il pavone era incantevole. La livrea risplendeva al sole come un arcobaleno vivace nel cielo scuro e tempestoso. Le movenze erano aggraziate ed eleganti, così come la ruota che si portava dietro in un lungo strascico che ondeggiava ad ogni passo, quasi fosse la coda di un frac. Il verso invece era meno carino, una voce secca e graffiante ma, infondo, nessuno a questo mondo è perfetto ed era proprio di quel suo gracchiare, unico difetto, che il Pavone andava fiero.

“Oh ammira rugiada splendente, gli arbusti più belli son del Salice vivente”. Un coro di voci stridule accompagnava con strane formule i pensieri della principessa.

“Graaah! E fatela finita una buona volta! Stupide piante! Sono davvero arcistufo di questa valle!!”paupulò il pavone seccato. “Dici che sei alla ricerca di un antidoto, vero? Allora perché non ti rivolgi a Sir Galilao?”

“E di grazia chi è costui?”domandò Hearter.

“Non conosci Sir Galilao de Tolomei?! Graah! Perbacco, ragazzina! E’ il sommo conoscitore della natura e custode del sapere. Di certo avrà da consigliarti il giusto antidoto! La sua dimora è proprio in cima alla grande montagna” spiegò il Pavone.
“Allora meglio che mi metta in cammino prima che sia sera” considerò Hearter sollevandosi dal prato su cui era rannicchiata.

“Sarò felice di accompagnarti”si offrì l’uccello “tanto non ho niente di meglio da fare”

“Volentieri! Forza, mettiamoci in cammino!”

“Graah! Da questa parte”

I due viandanti imboccarono il sentiero che conduceva nel bosco. Camminarono e camminarono per la via tortuosa che attraversava la selva. Il posto lì era più cupo ed intricato della valle, il cinguettio degli uccelli era impercettibile. Si fermarono solo davanti all’ingresso di una grotta che sbarrava loro il cammino.

“Dobbiamo passare per di qua, è l’unico modo” gracchiò il pavone

“Bene, entriamo” asserì la principessa e, senza pensarci due volte, si addentrò nella caverna. L’interno era umido e buio, non si vedeva quasi nulla se non quel poco illuminato dalla debole luce che filtrava da uno spiraglio nel cuore dell’oscurità.

“Segui me, l’uscita non è molto lontana” la informò il pennuto.

Hearter arrancava dietro alla guida. Si udiva solo l’eco del ticchettio delle zampette dell’uccello sul pavimento roccioso. Poi, nel buio pesto, al rumore dei passi, si aggiunsero delle voci. Echeggiavano dolci, come una ninna nanna.

“Hearter, gioca con noi”“Heaaaarter..”

“Chivalà” La principessa si arrestò, catturata dal suono.

“Bella principessa, dolce fanciulla””Non esiste alcun antidoto. Resta con noi” “Sì, resta qui con noi”

“Ma certo che esiste!”la principessa provò a sovrastare con la sua ammonizione tutte quelle voci.

“Sogno ti ha abbandonata nella radura perché non è in grado di spezzare l’incantesimo”“La regina ti ha allontanato dal regno”“non sei in grado di sostenere la responsabilità della corona”“Nessuno ti vuole a casa””Nessuno ti vuol bene”

“Hearter, perché ti sei fermata? Graah!” la principessa non gli stava più dietro. Da lontano la sentiva pronunciare parole come “non è vero””no”. Il Pavone avvertì che qualcosa non andava e decise di raggiungerla. Intanto le voci avevano perso la candida delicatezza di una nenia e assunsero toni ostili.

”Il Pavone, liberatene”“Sì, liberati dell’uccellaccio”“non lasciarti incantare dalle sue storie” “Liberati del perfido pavone” ”Resta con noi””ti tende una trappola””giochiamo!”

“Basta, smettetela!” i sussurri velenosi si sovrapponevano nella mente della principessa creando una gran baccano. Sentiva che era sull’orlo della follia, presto la ragione l’avrebbe abbandonata per sempre. Si accasciò per terra e dopo tanta insistenza, lasciatasi convincere, ripeté con suono flebile “giochiamo, si, giochiamo”.

Quando il pavone la raggiunse, vide la sagoma della fanciulla che dondolava nel buio della grotta. “Hearter, suvvia alzati!” gracchiò beccandole piano un braccio. “Cosa ti prende?”

Le voci nella mente della ragazza aumentavano di numero e intensità e la principessa poteva vedere che il Pavone si dimenava e la esortava a muoversi, perché illuminato da un debole raggio di luce, ma non sentiva un solo graah dell’amico. Quelle voci, quelle voci la assordavano.

“Le voci..le..voci, giochiamo, sì”

“Quali voci Hearter?” l’amico era spaventato. Cosa stava accadendo alla principessa? A quali voci si riferiva? Doveva fare qualcosa. Se davvero c’era qualcuno all’interno della grotta, avrebbe dovuto spaventarlo e sapeva bene in che modo. Ma come tradire una promessa fatta a sé stessi?! L’aveva giurato, mai e poi mai mostrare le piume. Odiava la coda, era la fonte di tutti suoi mali. Le piume portavano solo solitudine e invidia. Non doveva, ma Hearter… lei non era indiviosa, era diversa e aveva bisogno del suo aiuto. Era giunto il momento, così il Pavone tradì il patto con sè stesso e fece la ruota.

Le piume nell’oscurità apparivano come enormi occhi e le voci tacquero per lo spavento. Hearter riacquistò lucidità e con tutte le sue forze, strisciò, annaspò, poi, ecco che fu irradiata dalla luce. Era fuori.

Come procederà l'avventura?

  • Fuori dalla grotta un messaggio di sogno... (40%)
    40
  • Intanto nel regno di Bonheur... (30%)
    30
  • Il Pavone e la principessa fuori dalla caverna... (30%)
    30
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224 Commenti

  • Ciao, ho letto la tua fiaba tutta di fila, è mi è dispiaciuto un po’ non poter partecipare a quelle scelte che hanno formato una storia così entusiasmante.
    Mi ricorda molto il libro Olga di carta, il viaggio straordinario, una fiaba recente che parla di una bambina di carta che intraprende un viaggio alla ricerca di un incantesimo particolare che la faccia diventare una bambina in carne ed ossa.
    Tutto molto delicato e fantasioso, un mondo che si basa sulle leggi dell’impossibile rendendolo realtà.
    Ma perché non continui la storia: non lasciarci in sospeso!

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