Dove eravamo rimasti?
Gli omini di diamante
La secchiata d’aria gelida si scagliò contro la principessa addormentata e un brivido corse lungo tutta la schiena umida, Hearter quasi riusciva ad avvertirne il respiro affannoso arrivarle su fino alla nuca. I suoi occhi ambrati faticavano ad ambientarsi ai raggi soffici delle prime ore del mattino, erano restii a lasciare le calde acque scure dell’inconscio su cui galleggiavano leggiadri. Sgusciavano via, capricciosi, al richiamo del respiro calmo e rinfrescante dell’alba.
L’erba, accarezzata dal vento, le faceva il solletico e la invitava ad alzarsi, oscillando felice per l’avvento di una nuova giornata. La principessa provò a sollevare la mano per riparare gli occhi ronfanti dal barlume, ma piccoli fili d’argento robusti, le impedirono il movimento. Solo allora comprese che era stata immobilizzata.
Aveva le braccia bloccate e lo stesso valeva per le gambe. Era stata fatta prigioniera del suolo. Le sottili corde di metallo ricordavano filamenti viscosi di una trama diabolica, dove la principessa era un insetto vulnerabile e il ragno, un predatore misterioso.
“Credo proprio che abbiamo un problemino, GRAAH!“
Il Pavone era immobilizzato dalle zampe e dondolava, appeso a testa in giù. Se ne stava incollato ad un ramo di quercia, vittima di un calappio freddo e tagliente, che se colpito dai raggi di luce, risplendeva come il più bello dei cristalli.
Hearter non poteva guardarsi attorno, per via di quel garbuglio fastidioso. La gabbia tigliosa, ad ogni modo, non impedì al dolce miele dei suoi occhi di attrarre, quasi fosse un’ape ronzante, l’immagine dell’amico penzoloni.
“Ma che succede?”
“Scusami ragazzina. Mi sono appisolato solo per un secondo… ed eccomi appeso come un prosciutto! Stupide corde GRAAH!”
Il pavone si lamentava e contorceva al contempo, tentando di strappare via i fili di diamante dalle zampette ossute.
“Ma che diavoleria è questa!”
La principessa provò ancora liberarsi dalla morsa che le stava stretta, con scarsi risultati. Non riusciva a muoversi. Era come se dal cuore, il marmo si fosse disperso per tutto il corpo e una statua commemorativa dal nome Hearter fosse stata scolpita in suo onore, prima ancora che diventasse regina di Bonheur.
“Inutile dimenarsi Charlotte! Non ti lasceremo scappare!”
Una vocina calda, a metà tra il falsetto e il rauco, risuonò nella natura. Ne seguì subito un’altra, molto simile:
“Capo aiutami a salire…”
La fanciulla avvertì qualcosa inerpicarsi sul suo braccio, sentiva la presa di minuscole manine gelide pungerle la pelle.
“mmh! Ancora un po’… ci siamo quasi… pfh'”
Le voci emettevano strani versi, sembravano compiere uno sforzo enorme. Dopo qualche secondo, un omino dell’altezza di un mignolo si palesò. Tese la manina all’altro e lo aiutò a salire sulla spalla della principessa. Entrambi erano molto piccoli e smilzi, due esserini interamente fatti di diamante. Vi si poteva guardare attraverso il loro corpicino vitreo.
I due avanzarono tintinnando, ogni passo ricordava l’annuncio di un brindisi, il ticchettio di un cucchiaino sulla superficie di un calice.
“Charlotte ora basta trucchetti, restituiscici la chiave!” intimò uno dei due.
“Deve esserci un equivoco… Il mio nome è Hearter”
“Capo, non farti imbrogliare! E’ lei è lei!”
“Basta con questi giochetti. Abbiamo visto tutto. Hai superato la grotta! Ora vogliamo indietro la nostra vita!”
“Graaah! Ma che andate blaterando! Liberateci!”
Il Pavone non ne poteva più di vedere il mondo sottosopra, e poi iniziava ad avvertire anche un senso di nausea non indifferente.
“Non verrà liberato nessuno fino a quando questa strega non avrà restituito ciò che è nostro di diritto!”
Hearter non comprendeva di cosa stessero parlando i due fragili esserini. Voleva solo che la liberassero da quella trappola scomoda.
“Vi prego, siate gentili, liberateci. Vi assicuro che non conosco alcuna Charlotte. Sono la principessa Hearter. Siamo diretti da Sir Galilao per una questione di massima urgenza. Guardate, ho qui il medaglione della Famiglia Reale… ecco vedete.. Bonheur”
La principessa mostrò agli omini lo stemma del suo regno, lasciandoli perplessi.
“Devi essere Charlotte. Nessun umano può salvarsi dalla grotta!” disse il più debole dei due.
“Il mio amico, lui mi ha salvata. Liberatelo ve ne prego!”
Uno degli omini di scatto tagliò con la punta affilata di un cristallo, la corda che legava l’uccello al ramo, il quale sbatté al suolo con un sonoro tonfo.
“Graah! Grazie mille, stupidi esserini!”
“Niente da fare… non torneremo mai a casa”
L’espressione minacciosa dei due omini svanì. La delusione lasciò i segni sul loro viso liscio, un graffio, proprio all’altezza delle labbra. Sapeva di tristezza. Tagliarono la rete che bloccava la fanciulla e si scusarono.
“Speravamo fossi la perfida strega. Sono mille anni che attendiamo di tornare a casa”
“Cosa ve lo impedisce?” domandò Hearter ai due omini.
“La strega. Ci ha portato via la chiave.. e ora solo la grotta ci protegge da voi umani”
” Quale chiave?”
“Quella del regno. Ha enormi poteri magici. E ora è sua”
I due omini di diamante sono bloccati nel bosco. Cosa farà Hearter?
- Congeda i due omini. Deve continuare il suo viaggio alla ricerca dell'antidoto (0%)
- Vuole conoscere la loro storia. Chi è questa strega? E che proprietà magiche ha la chiave? (67%)
- Suggerisce loro di accompagnarla da Sir Galilao, magari potrà aiutarli (33%)

26/08/2018 at 23:30
Più di un anno, due probabilmente e l’ultimo capitolo è solo il titolo 🙁
La fiaba era carina, i personaggi mi piacevano ma per il resto non ricordo niente e quindi non posso esprimere un giudizio. E manca il finale 🙁
Ok, to be continue… ma tra quanto? 😉
Ciao 🙂
23/08/2017 at 14:12
Ciao, ho letto la tua fiaba tutta di fila, è mi è dispiaciuto un po’ non poter partecipare a quelle scelte che hanno formato una storia così entusiasmante.
Mi ricorda molto il libro Olga di carta, il viaggio straordinario, una fiaba recente che parla di una bambina di carta che intraprende un viaggio alla ricerca di un incantesimo particolare che la faccia diventare una bambina in carne ed ossa.
Tutto molto delicato e fantasioso, un mondo che si basa sulle leggi dell’impossibile rendendolo realtà.
Ma perché non continui la storia: non lasciarci in sospeso!
05/09/2017 at 20:41
Ciao Nicholas, ti ringrazio tanto per i complimenti. Non conosco Olga di carta ma fa davvero piacere essere paragonati ad altri autori. Prometto di finire quanto prima il racconto così da poter concludere, insieme, questa avventura 😀
02/05/2017 at 01:26
Storia molto divertente!! Credo che per dei bambini sia fantastica.. un bacio?
05/09/2017 at 20:37
Ti ringrazio Smarty! Mi fa piacere che la mia storia ti piaccia 😀
18/07/2016 at 10:34
Ciao
sono un educatore e sto leggendo la tua storia a bambini disabili,sono tutti molto appassionati ma…a quando il finale…sono all’ultimo capitolo…
Alfredo
20/07/2016 at 09:21
Ciao Alfredo,
mi ha fatto davvero piacere sapere che la mia storia piace ai bambini, per questo mi metto subito all’opera e scrivo gli ultimi due capitoli.
Un abbraccio ai piccolii!!
11/06/2016 at 21:52
Ciao! Laura 🙂
ho appena finito di leggere il tuo racconto, ma vedendo i tempi di pubblicazione mi sa che dovrò aspettare un bel po’ per leggere gli ultimi capitoli 🙂
Aspetterò 🙂 Saluti! 😀
20/07/2016 at 09:22
Sono stata un po’ out, ma mi rimetto subito a lavoro 🙂
23/03/2016 at 17:40
Si è bloccato di nuovo tutto? 🙂
20/07/2016 at 09:23
Provvedo a concludere il racconto da subito 😀
15/02/2016 at 12:39
io propenderei per la boccetta col messaggio…
20/07/2016 at 09:25
Grazie per il voto Nadia! 🙂
15/02/2016 at 02:08
Complimenti per la copertina della tua storia è molto bella io opto per la casa di sir Galilelo a presto 🙂
20/07/2016 at 09:26
Ti ringrazio!! 😀
09/02/2016 at 11:53
Come in alto così in basso. Tale elevazione richiede la concretezza di una casetta dal comignolo fumante. S’intravede il finale. Ciao
07/02/2016 at 14:56
abbiamo aspettato un secolo per questo ottavo episodio.
Forse c’è spazio per un’altra trappola di Sogno… non vo, vediamo.
06/02/2016 at 18:24
Ciao. Uno strano paese incantato. 🙂
04/02/2016 at 18:33
Oh bentornata Laura! ^_^ Casa di Sir Galilao!