Ottavino e i bauli scomparsi

Dove eravamo rimasti?

Quindi, che ha ucciso il Ferruccio? Il barbera (67%)

Chiodi e tesori

– Ecco! – disse Ottavino giugendo sull’orlo del fossato dov’era stato ritrovato morto il rigattiere – vedete bene che è stato tutto un incidente quindi… stava tornando a casa in bicicletta dopo aver passato un paio d’ore dalla signorina Adele…

– Ha bevuto molto quella mattina – si intromise la Rossa – Eloise ve lo può confermare. Continuava a dire che si erano presi gioco di lui il Maciste e la Secca, che non era quello che ci si aspettava… non ho proprio idea di che cosa stesse parlando.

– Questo lo sapemo tra poco. Ma per tornare all’incidente, ecco come è avvenuto: ubriaco andava in bicicletta, quando non s’è accorto che in questo punto la strada presenta delle irregolarità, ci sono un sacco di pietre affilate e di chiodi arrugginiti esposti sul ciglio. La gomma della bicicletta si buca e inizia a sbandare. Già ubriaco di suo, il Ferruccio non riesce a tenere la strada e finisce a capofitto in un fosso, in cui, disgrazia vuole, che sbatta la testa contro questa grossa pietra. Per rispondere alla sua domanda, Severa, il barbera è l’assassino di suo marito, perchè non metto in dubbio che un uomo sobrio non sarebbe caduto così disgraziatamente, o si sarebbe accorto del punto di strada sconnesso.

Tutti i presenti rimasero in silenzio a contemplare il punto in cui era stato ritrovato il cadavere. Poi la Severa esplose : – Voi avete permesso tutto questo! Dannata donna dai mali costumi, gli avete riempito la brocca fino allo svenimento e non avete nemmeno avuto la decenza di tenerlo lì da voi ubriaco com’era!

– Se avesse avuto altra moglie rispetto a voi – ribattè acida Adele – sicuramente non avrebbe mai iniziato ad avere rapporti con il vino, non credete?

La Severa era talmente basita dalla risposta che non seppe cosa replicare, e tutti gli insulti che era in procinto di lanciare svanirono nel silenzio.

– Via – disse infine il Tamburino – resta solo da capire che cosa ha spinto il Ferruccio a ubriacarsi in quel modo l’altra mattina!

– Lo sapremo subito – replicò il Maresciallo – andiamo a parlare con Eloise e a riprendere i bauli!

*

Arrivati che furono dall’Adele, il Maresciallo e il Tamburino pretesero di parlare co Eloise, la quale, chiamata da basso e vedendo il Maciste non perse tempo nel dare voce ai suoi pensieri: – voi volere burlarvi di me giovanotto? Voi veramente pensare che io essere così grassa?

Maciste la guardò senza capire, quanto alla Secca sembrava in procinto di attaccare la donna; prima che qualcuno azzardasse qualche altra mossa, l’Ottavino intervenne: – Signorina, le dispiacerebbe dirmi che cosa il Ferruccio disse l’ultima mattina che fu quì?

– Maresciallo, Ferruccio dire veramente poco. Lui bere tutto il tempo e piagnucolare che forse non poter pagare perchè quello che aveva detto lui – disse la donna indicando Maciste – essere falso… e io dare ragione!

– Ma che mai ho detto? – ribattè Maciste che in tutto quel casino non aveva ancora capito bene che ruolo e che colpe aveva.

– Bene, molto molto bene! Tutto si è risolto! – disse soddisfatto il Maresciallo.

– Ah sì? – Disse il Tamburino che pareva spaesato come Maciste.

Ottavino si guardò intorno compiaciuto, ma l’espressione degli astanti gli diceva che loro ancora nulla avevano capito, così decise di spiegarsi avvicinandosi ai bauli della vedova: – Si è trattato tutto di un maledetto malinteso. Guardate! – e così dicendo aprì un baule, e tirò fuori…. una giarrettiera.

– Tutto ‘sto casino per delle mutande e calze! La Secca descrisse i bauli a Maciste, ma non il suo contenuto, disse solo che erano i tesori della nonna. Maciste con tesori pensa a oro, argento e perle… e lo dice al Ferruccio, che debbono portare via quei tesori per conto della nipote della Vedova. Ferruccio vede il modo di guadagnarsi favori extra dall’Adele e al bar, senza includere Severa nei suoi progetti. La voce si spande e si sa come va a finire in piccoli paesini come TreTorri, che un ago diventa via via sempre meno ago e più qualcosa d’altro. Ecco. Tutto quì. Tre giorni di indagine, bauli scomparsi e un morto per una guepiere!

*

Ottavino era riuscito a concludere magnificamente quella giornata, riappacificando addirittura i due sposini, quando si era saputo che Maciste da Eloise non aveva mai preteso niente di più che ascolto delle sue storie strampalate; aveva riconsegnato i bauli alla Vedova, elogiando Maciste per il suo ritrovamento e inserendolo così nelle grazie della donna. Rientrò quindi in casa in pompa magna, pensando alla gioia che la moglie avrebbe provato nel sapersi essere la prima a sapere dei “tesori”… ma non appena mise piede in casa, la voce della donna lo aggredì sulla soglia: – Alla buon’ora! È tutto il giorno che sto cercando i bauli di mia zia…li hai mica visti in giro? Non sono nè in solaio nè in cantina!

– Oh no, non ancora bauli!

FINE

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104 Commenti

    • Ciao Danio, grazie per avermi seguito fino alla fine! Sono contenta che il finalissimo ti sia piaciuto, in effetti l’ho trovato abbastanza convincente per chiudere in maniera buffa tutta la storia!
      vedo adesso che ne hai iniziato uno nuovo, vengo subito a leggere!
      ho in mente un paio di storie, anche con Ottavino, ma penso prendo una pausa dal personaggio con una storia completamente diversa 😉 tempo di sistemare i dettagli e ti faccio sapere!

    • Ti rigrazio, sono contenta di sapere che continuo ad interessare e divertire il lettore! 😀 ahahah sì sono una croce sti bauli! E devo rigraziarti il doppio perchè con il tuo commento ho avuto idea di come chiudere il racconto! 😉 ma sarà una sorpresa!
      Maciste… sei in minoranza, ma prima o poi salterà fuori per forza! 🙂

    • Ciao! 🙂 sono contente che ti piaccia e anche di riuscire a divertire il lettore!
      Eheheh i bauli e il loro tesoro! Anche secondo me Ottavino ha capito dove sono! Chissà, sarebbe interessante se li trovase tutti in un colpo solo eh? Bauli, maciste e secca! Tre piccioni con una fava, dopo indagini “inconcludenti ” sarebbe proprio u bel colpo! Vedremo 😉 !!!

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