Dove eravamo rimasti?
Toccata e fuga
Malafede si aggirava irrequieto nella stanzetta che don Simone gli aveva riservato. Era domenica sera e il Maresciallo ancora non lo aveva fatto chiamare. Sapeva di non essere riuscito a versare abbastanza intruglio nell’ostia della moglie da causare una crisi in piena regola… però sperava che fosse sufficiente a scatenare almeno una reazione per cui il Maresciallo sarebbe andato in panico e l’avesse mandato a chiamare per risolvere la questione. In fondo, quello che aveva versato era lo stesso quantitativo che si era iniettato con una piccola puntura di spillo al bar qualche giorno prima, quindi i sintomi che si presentavano dovevano essere simili, e di certo Ottavino doveva aver afferrato l’analogia tra il suo attacco e quello della moglie, quindi perchè non era ancora venuto a chiamarlo?
Decise di occuparsi della cosa il giorno seguente. Anche a scopo di risultare impertinente sarebbe andato dal Maresciallo a controllare.
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Ottavino aveva predisposto tutto ad arte. Sarebbe avvenuta una bella scena l’indomani, quando tutti si sarebbero finalemnte ravveduti sul conto dell’esorcista. E lui avrebbe fatto la sua bella figura, incastrando l’impostore e guadagnandosi così ammirazione e, perchè no, magari anche qualche riconoscimento da parte del sindaco. Si addormentò accanto alla moglie come un bambino felice, pregustando la gloria che presto sarebbe arrivata.
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Il lunedì arrivò e la mattinata trascorse tranquilla. Ottavino si svegliò dopo una bella dormita e andò a recuperare il Tamburino e il dottore per ripassare il piano.
– Allora siamo d’accordo?
– Veramente… – iniziò il Fausto poi, guardando Ottavino, deglutì rumorosamente e fece un cenno di assenso. Aveva una pessima cera e un mal di testa improponibile, aveva dormito malissimo all’idea di quello che si proponeva di fare il carabiniere e aveva qualche obiezione da muovere a riguardo… ma era troppo rintronato per riuscire a spuntarla. Che facesse e amen!
I tre si avviarono sulla piazza. Arrivati al centro, attesero il Tamburino che entrò in caserma ed uscì con una trombetta. Suonando all’impazzata, richiamò tutto il paese all’adunata sulla piazza.
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Malafede sentì gli squilli della tromba e un brivido di gelo gli scese lungo la schiena. Era appostato sotto casa del Maresciallo e aveva visto più volte la Maria affacciarsi alla finestra, ora per bagnare i fiori, ora per scuotere uno straccio… stava a meraviglia. No, qualcosa era andato storto… il dottore! Pensò Malafede… vuoi vedere che…? si girò di scatto e corse verso la piazza. Si fermò all’angolo: un assembramento di persone era davanti alla caserma e guardavano un Tamburino posseduto con occhi sgranati…
– E così il vostro esorcista avvelena la persona che più gli aggrada per ottenere il favore. Come lo esorcizza? Oh beh, niente di più semplice! Dottore, proceda. – spiegava Ottavino tramite un megafono.
Malafede vide il dottore cavare una boccetta simile a quella che aveva dato a lui, contare qualche goccia in più di quella che gli aveva dato al bar e attendere il risultato. Quel bastardo! Deve aver tenuto da parte le mie ricette!
Un coro di “ooohhh” si sollevò dalla folla. Poi tutti iniziarono a parlare. Fu l’urlo del Mario a riscuotere l’esorcista: – Eccolo! Tu, sporco imbroglione, hai osato avvelenare mia figlia!
Tutti si girarono nella sua direzione e corsero per acciuffarlo, preceduti da un Maresciallo che berciava qualcosa a proposito dell moglie. Malafede si voltò e iniziò a correre. Svoltò più volte, sempre inseguito dalla folla inferocita, tendendo un orecchio per sentire le direttive che si davano l’un l’altro nel tentativo di prenderlo in un vicolo cieco.
A salvarlo fu il fischio di un treno e un gruppo di interisti: svoltato l’angolo, Malafede intravide la sua salvezza nella piccola stazione di TreTorri. Si precipitò dentro e trovò la folla di tifosi che scendeva. Ma che cavolo…? poi, senza darsi troppa pena, si fece largo a gomitate e saltò sulla carrozza proprio mentre con un fischio il convoglio ripartiva. Si sporse a guardare: la calca aveva impedito a quelli del paese di raggiungerlo.
*
– Che diavolo…? – berciò Ottavino quando si ritrovò in mezzo a tutte quelle persone.
– Ah, ecco il comitato di accoglienza! – rispose un uomo allampanato – Mi sembrava strano, che non ci fosse nemmeno un interista in questo paese!
– Interista… – chiese Ottavino cadendo dalle nuvole.
– Certo! Siamo venuti per promuovore e vendere i biglietti per il campionato di serie A a girone unico!
– Campionato…
– Calcio! Quest’anno in nove città italiane il sei Ottobre si giocherà il campionato di serie A, e siamo venuti per fare pubblicità all’evento…
Ottavino trasecolò e si tirò i baffi frustrato senza ascoltare il resto del discorso, pensando solo a una cosa: che mai, per il resto della sua vita, avrebbe tifato l’Inter.
FINE
[NdA: nessun interista è stato maltrattato per il finale di questa storia. ^_^]
Ottavino e l’autrice ringraziano tutti quelli che ci hanno seguito. Alla prossima!

10/02/2016 at 17:46
Ciao Giulia! Gran bel finale, brava! Una soddisfazione però Ottavino se l’è tolta! 😉 spero a presto!
10/02/2016 at 15:12
Bravissima!
09/02/2016 at 14:27
Bel finale, brava Giulia. Ad Ottavino gli sarà rimasto l’amaro in bocca, ma l’importante è l’aver smascherato l’impostore.
A presto con un altro bel racconto 🙂
09/02/2016 at 16:53
Ciao Ann, sono contenta che la storia ti sia piaciuta! Eheheh, Ottavino si sta ancora tirando i baffi mi sa! 😉 alla prossima, e intanto ci si vede da te!
08/02/2016 at 19:32
Bel finale, la trovata della comitiva di tifosi mi ha fatto proprio ridere. 😀
Però, potevo Ottavino! Malafade è riuscito a sfuggirgli. Certo un seguito ci starebbe bene. Almeno per dare a Ottavino la soddisfazione d’aver catturato un furfante e a noi lettori la possibilità di sorridere alle sue indagini. 🙂
Comunque, brava. Bella storia. 😉
09/02/2016 at 16:52
Ciao Danica, sono contenta che la storia ti sia piaciuta! Per il seguito, vedremo… ora devo finire il primo libro di ottavino e i bauli scomparsi e già stavo andando in confusione con le due storie, mi sa che tento un altro genere, e darò a Ottavino un pò di tempo per riprendersi… eheheheh! 🙂 grazie per aver seguito la storia! Alla prossima!
08/02/2016 at 17:52
Da milanista, non posso che plaudire a questo finale 🙂
A parte gli scherzi, spero di rivedere Ottavino in un’altra esaltante indagine.
A presto e complimenti davvero 🙂
08/02/2016 at 18:50
Eheheh! Anche io da milanista sono contenta del finale! È stato arduo trovare qualcosa di spassoso e al contemoo veritiero… fortuna che wikipedia e internet hanno risolto il problema!
Per ottavino, vedremo… adesso sto finendo il libro tratto dalla prima indagine che ho scritto anche qui, e se ne inizio un’altra con lui rischio di fare troppa confusion… e poi volevo provare qualche genere diverso. Vedremo! Grazie per aver seguito, e contenta che ti sia piaciuta! 😉
08/02/2016 at 16:49
Bellissima storia. sciapó 😉
08/02/2016 at 18:47
Grazie! Sono contenta che ti sia piaciuta! Attendo il tuo finale adesso eheheheh! 🙂
02/02/2016 at 17:00
Smascherato… ma riesce a scappare 🙂
Complimenti per la storia Giulia, intreccio intrigante e personaggi ben tratteggiati. Ci vediamo per il gran finale!
02/02/2016 at 19:10
Ciao Anna, ti ringrazio, sono cotenta che ti sia piaciuto! 🙂 dici che Ottavino se lo farà scappare sotto il naso? Povero maresciallo ahahah!!!
02/02/2016 at 12:58
Bel capitolo! Sono pronto per il colpo di scena finale. Stupiscimi 🙂
02/02/2016 at 19:08
Ciao mago! Grazie… eheheh! Spero di riuscirci! 😉
01/02/2016 at 18:35
Per me Malafede riesce a scappare, perché sono convinto che la storia potrebbe proseguire. Bravo Ottavino, e brava l’autrice, al gran finale! 🙂
02/02/2016 at 19:08
Grazie! 🙂 un prosequio dici? Magari uno spin off aolonsu Malafede… sarebbe da contemplare! 😉
01/02/2016 at 17:12
No, arrestiamolo e basta! 😉
01/02/2016 at 18:04
Almeni una gioia per Ottavino eh? Vedremo 😉
01/02/2016 at 13:23
Smascherato in pubblico, ma riesce a fuggire. Anche se, secondo me, fugge mentre Ottavino spiega tutto quanto ai compaesani, se non prima.
01/02/2016 at 18:04
Dici che riuscirebbe a scappare da sotto il naso del maresciallo? Potrebbe essere un’idea, furbo com’è! Staremo a vedere 😉
01/02/2016 at 18:07
E non solo sotto il suo naso: anche quello di tutti gli altri. 🙂
31/01/2016 at 12:21
Io avrei messo Malafede in quarantena … ma sa solo io. 😀
Vada per la prova del nove. 🙂
01/02/2016 at 12:10
chissà se non sarebbe stata una buona idea, metterlo subito dentro…? vedremo! 🙂
27/01/2016 at 10:51
Ciao Giulia! In ritardissimo, ma sono stata a lungo assente su TI e ora ho recuperato un po’!
La prova del nove arrivati a questo punto, bisogna capire chi ha ragione! 🙂
27/01/2016 at 10:51
Diventi sempre più brava!
27/01/2016 at 13:25
Ciao pinkerella, lieta di ritrovarti, bentornata! Pare proprio che la prova del nove vi ispiri molto! Vedremo in che cosa consisterà! 😉
Grazie (per il comento sotto!), sono contenta che non ti stufi a leggermi! 😉
27/01/2016 at 19:15
Cosa buffa: proa del nove… per il nono episodio! 😀
28/01/2016 at 16:20
LOL, sai che non lo avevo programmato? Ci ho fatto caso solo quando ho salvato in word capitolo e titolo…. è un segno che stiamo andando nella giusta direzione! 😉
25/01/2016 at 20:20
Aiuto da uno sconosciuto. Magari da uno di quelli che hanno parlato male di Malafede.
Mi sembra un’opzione valida, senza prove non si può accusare qualcuno.
27/01/2016 at 13:23
Qualcuno che apra gli occhi a tutti? Potrebbe starci… ma oer ora pare che vinca la prova del nove… staremo a vedere! 😉
25/01/2016 at 15:47
Ovviamente la prova del nove per verificare l’autenticità di Malafede
25/01/2016 at 17:09
Chissà chi avrà ragione, se Ottavino o tutti gli altri! 😉
25/01/2016 at 15:23
La prova del nove… se ha bisogno di prove per incastrare Malafede.
Ciao, alla prossima.
25/01/2016 at 17:08
Vedremo se avrà successo oppure no, questa prova del nove, nel caso rimanga a questi livelli di preferenza! 😉