A Ferranova i treni arrivano sempre in ritardo!

Dove eravamo rimasti?

Qualcuno ci racconterà un momento felice. Quale? Matrimonio. (57%)

Lucia e l’abito bianco!

Stamattina me ne sto al chiuso nel mio ufficio, perché fa un freddo incredibile. Mi sfrego le mani per cercare di prendere un po’ di calore, mi ci vorrebbe un bel caffè, ma per la fretta mi son dimenticato di prendere lo zucchero e a me amaro, il caffè, proprio non va giù.

“Mario! Mario! Dove ti sei rintanato?” – mi sento chiamare da una voce ben familiare.

Mi sporgo un po’ verso il vetro e dico: “Lucia, son qui al caldo!”

Ed eccola la Lucia. Mi appare davanti coi suoi capelli turchini, il rossetto rosso fuoco, un cappellino bianco abbinato alla lunga sciarpa che porta al collo con tremila giri.

“Come fa a non soffocarsi, proprio non lo so!” – dico tra me e me, sorridendo.

“Oh, eccoti, caro! Senti un po’, ti ho portato del tè caldo bello dolce dolce…se mi fai entrare nel gabbiotto…ehm, scusa, l’ufficio come lo chiami tu, ce lo beviamo e ti racconto un po’ di cose!”

Lucia è un treno ad alta velocità, di quelli che a Ferranova non si vedono mai passare.

“Vieni, vieni! Ma sei già tornata dalla luna di miele?” – le chiedo, facendola entrare.

“Preferisco Ferranova ai Caraibi, sai? E certo che siam tornati! Ci siamo fatti venti giorni di sole e mare. Purtroppo, il mio caro marito doveva tornare a lavoro, mica è come me e te che perdiamo il tempo a parlare?”

Lucia è così. Schietta e ironica. Piccole schermaglie, le nostre chiacchierate.

Si toglie cappello e sciarpa, prende il thermos e versa due bicchieri di tè fumante.

“Che, poi, non ti meriteresti la mia visita. Visto che al mio matrimonio non ci sei venuto…”

“Lo sai…” – tento di rispondere, ma un gestaccio mi fa ammutolire.

“Zitto, zitto! Lo so benissimo… si scherza, qui!

Lucia è comprensiva e sensibile.

“Senti un po’, Lucia, ma sei andata a sposarti con questi capelli?”

“Certo che sì! Mio marito s’è innamorato proprio dei miei capelli azzurri, mica potevo tradirlo già il giorno del matrimonio?”

“Ah, se è così… E pure col rossetto?”

“Oh, buon Dio! Ma dove vivi? Adesso le spose vanno pure con cosce e petto di fuori, mo ti indispone il mio rossetto?”

“E, tu, pure ti sei messa col petto e le cosce di fuori?”

“Oh, va’! Se avessi avuto vent’anni, certo che sì!”

Lucia è così. Forte e anticonformista.

“A quella pettegola della Gilda le stava venendo un colpo quando mi ha vista uscir di casa” – riprende la mia amica – “col mio vestito lungo, bianco e vaporoso! I capelli turchini e la bocca rosa tipo Barbie! Oh, ho 62 anni e questo è stato il mio primo matrimonio! Beh, non che fossi proprio illibata… a 62 anni, poi…”

Scoppiamo entrambi a ridere.

Lucia è un vulcano. 62 anni di forza, avete capito bene!

“Caro Mario, quando il Capitano m’ha vista varcare la sala del Comune, era tutto commosso… Io non pensavo mica di sposarmi, sai?!? Arrivo a 60 anni, amanti sparsi per il mondo, ma tutti con la “Sindrome di Peter Pan”, sta cosa moderna che si usa adesso. Che poi, è più figo rispetto a uomo immaturo, no?” – e scoppia in una gran risata.

“Sei incorreggibile, Lucia…”

“Ah, e poi? Dopo che la Gilda ha saputo che non mi sposavo in Chiesa s’è barricata in casa a dire il rosario. Le son parsa uno scandalo, insomma!”

“Lo sai che la Gilda è fatta così…”

“Oh, è una pettegola zitella! Ecco, cos’è! Non s’è mai concessa ad un uomo, perciò… a differenza mia…” – e giù a ridere.

“Lucia…” – la richiamo.

“Oh, hai un’età pure tu! Mica ti scandalizzi? Ho sempre creduto nell’amore, sì, quello dei romanzi, l’ho cercato, ho sofferto e ho smesso di sperare dopo tante batoste. Ho sempre desiderato sposarmi, non per il vincolo sacro, ma per l’unione di due anime. Ho il mio carattere, non sono mai stata come Carla Bruni, tante ferite sul cuore e…poi? Poi, un bel giorno, mi scontro col Capitano, gli rovescio il caffè sulla divisa e… ci siamo innamorati, quando non ci pensavo e speravo più! L’amore non ha età, non conosce il colore della pelle, non vede le differenze di religione, ma riconosce solo i battiti di due cuori che vibrano all’unisono!”

Si ferma, prende fiato e riprende.

“Ho voluto l’abito bianco e avrò fatto ridere un po’ di gente. Ho voluto una grande festa allegra e avrò fatto storcere il naso. Ho voluto il viaggio di nozze e avrò fatto giudicare tante persone. Ma a me non interessa. Io ho solo trovato la felicità e, vista la tenera età, me la voglio godere appieno.”

“E fai benissimo! Com’è che scrisse Dante? Non ti curar di loro, ma guarda avanti e passa!”

“Bravo, Mario! Poi, come una novella sposina, il Capitano m’ha presa tra le braccia e abbiamo varcato la soglia di casa… Romantico, no? Poi, pare che i vicini abbiano sentito strani rumori…” – e ridacchia.

“Lucia!” – la richiamo bonariamente, scoppiando a ridere entrambi.

“Ma che hai capito, tu?” – mi dice, prendendo le sue cose.

“Io? Proprio nulla…”

La vedo fare i soliti tremila giri di sciarpa, spensierata come una ragazzina, mi saluta con affetto ed esce, seguita da una scia di allegria e ottimismo.

 Ho visto il ritratto della felicità.

E il calore del suo benessere interiore ha smorzato il freddo del mattino.

 

 

 

Chi sarà il prossimo protagonista? (Se avete suggerimenti di persone o storie, dite pure nei commenti!)

  • Una donna innamorata. (12%)
    12
  • Una donna sola. (50%)
    50
  • Una donna tradita. (38%)
    38
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